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sabato 16 febbraio 2013

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti, come va?
Proprio oggi si chiude l'ennesima edizione del Festival di Sanremo che, per chi non lo sapesse, è considerato tradizionalmente il più prestigioso festival della canzone italiana. Siccome io in questo BLOG ho una rubrica dedicata ai cantanti gay dichiarati che in Italia non si fila nessuno, mi sembrava doveroso agganciarmi a Sanremo per fare una piccola riflessione sulla situazione dei cantanti gay dichiarati nel nostro paese... A Sanremo 2013, ad esempio, c'era qualche cantante gay DICHIARATO? No. Di gay si è parlato tanto, di noti cantanti gay NON dichiarati ce n'erano diversi e c'è stato persino un giovane cantante che ha portato una canzone d'amore a tema gay che raccontava dell'esperienza "avvenuta ad una persona a lui molto vicina"... Ma nessun artista che sfidasse direttamente il terribile tabù dell'omosessualità. E in questo scenario surreale gli unici gay dichiarati che sono comparsi sul palco sono stati una coppia che si è espressa attraverso dei cartelli e il compagno di un cantante gay famosissimo, che però è morto l'anno scorso e che in vita ha scelto di vivere sempre la sua omosessualità nell'ombra. Oltretutto la coppia di cui sopra, che pure si doveva sposare a San Valentino, non ha avuto il permesso di baciarsi, come aveva fatto nel video di youtube che è stato riproposto in versione ridotta sul palco.
Meglio di niente, certo, e sempre meglio di quando si presentavano cantanti che inneggiavano ai gay che potevano diventare eterosessuali, però qualcosa non torna... Anche perchè la sensazione è che i cantanti gay italiani, pur di andare sul palco a Sanremo e diventare un po' più famosi, non si fanno problemi a nascondere e reprimere la propria omosessualità... Finendo per lanciare un messaggio che non è poi tanto positivo, diciamo. Così, siccome questo è un BLOG alternativo, oggi volevo presentarvi un giovane cantautore gay dichiaratissimo, che proprio non ne vuole sapere di compromessi: Jeb Havens...
Lui è di San Francisco, e la sua carriera è iniziata nel circuito dei piano bar e dei locali di musica dal vivo, e in particolare nei locali gay che offrono questo tipo di intrattenimento. In effetti lui ha iniziato a scrivere musica da quando aveva 10 anni, e la passione col tempo si rinforzata al punto da spingerlo a tentare la fortuna investendo i suoi risparmi in un impianto di registrazione personale, magari un po' modesto, ma che gli consentisse di produrre la sua musica senza dover render conto a nessuno delle proprie scelte.
E infatti da qualche anno i suoi brani melodici autoprodotti, e la sua bella voce, si stanno facendo conoscere anche al di fuori del circuito dei locali gay, grazie soprattutto a youtube, dove da qualche anno è presenza fissa e su cui propone i video dei brani che registra nella sua sala di incisione personale... Ricavata nel guardaroba del suo appartamentino! Chi l'ha detto che per diventare famosi e seguire la propria passione bisogna per forza scendere a compromessi? Questo cantante ha un rapporto talmente trasparente con la sua omosessualità che, ad esempio, fino a qualche tempo fa ha avuto anche una bella relazione sentimentale con il noto gay porn performer Conner Habib...
In ogni caso, per dimostravi che il talento di un cantante non si misura dalle sue presenze su questo o quel palcoscenico, oggi vi presento una delle sue belle canzoni d'amore direttamente dal suo guardaroba, giusto per dimostrare che non sono i lustrini, i fotografi e le orchestre che decidono se una canzone d'amore può arrivare al cuore oppure no...
Non so cosa ne pensate voi, ma vi suggerisco di ascoltarla chiudendo gli occhi, e di fare altrettanto con le canzoni di Sanremo di quest'anno...
Poi sappiatemi dire...
Alla prossima.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Mah... dall'introduzione del post si capisce quanto tu sia di parte e tenda a non informarti quando si parla di occasioni italiane. Chiaro che Sanremo non è mai piaciuto neanche a me, ma quest'anno ho notato la dignità che ha riguadagnato (in generale, sotto tanti punti di vista). L'ho notato perché mi sono sforzato di dare fiducia al team di Fazio e quindi ho pensato "Magari quest'anno ci do un'occhiata"

Privilegi la questione dei cantanti gay dichiarati che parlano quasi esclusivamente dello stesso tema.
Ma di fatto la dichiarazione non è un obbligo e vorrei capire perché parli di cantanti non dichiarati a Sanremo... cosa ne sai, scusa? Non ti baserai su pettegolezzi o su atteggiamenti di certi personaggi? Non credo tu sia così superficiale. E non penso tu sia altrettanto superficiale da credere che la cultura italiana cambierà solo grazie a cantanti che si dichiarano gay (conoscendo gli italiani, probabilmente potrebbe avere l'effetto penoso per cui gli etero italiani cominceranno a pensare che l'etichetta ci distingua perfettamente e che non esista più una dimensione di varietà d'amore e di sesso in maniera più libera)

Poi, parlando del cantante che ha portato l'esperienza di un amico, beh... sinceramente credo che, per un palco come Sanremo, sia più mirabile la sua affermazione secondo cui l'amore è unico, vario e una relazione gay non deve stupire minimamente (lo ha detto lui in un'intervista, non io). E trovare un musicista che in Italia parla di amore unico senza etichette (che tu metti sempre, peraltro) e a livello musicale e poetico dà la stessa importanza a tutti gli amori e le attrazioni (che tu rinchiudi ben bene nelle etichette quali etero, gay ecc) è raro... specialmente perché ne parla attraverso un brano d'amore e passione, senza sfinare nella pena generata da Povia, che parlava di un Gay ritornato etero, e dalla Tatangelo, che parlava dell'amico gay e travestito e con trecentomila stereotipi.

Parlando della coppia gay sul palco, non so se gli sia stato vietato il bacio. Non credo. In questo Sanremo è stato fatto praticamente tutto tranne parlare di politica in maniera netta per via della par condicio. Però devo ammettere che non lo so: forse è come dici tu.

Spero che vorrai replicare...

Wally Rainbow ha detto...

Una volta tanto che qualcuno mi commenta un post con più di due righe mi fa ovviamente piacere replicare :-) Vediamo un po'... Da che parte comincio? Dunque: dal mio punto di vista tutto parte da una questione fondamentale. Che una persona tenga nascosto un fatto personale o una persona che gli è vicina per tutelare la sua privacy ci sta: non è tenuto a dire chi frequenta, come lo frequenta e perchè. Se però tiene nascosto qualcosa di "generico" come il suo orientamento sessuale i casi sono due: o lo fa per opportunismo più o meno giustificato (nel senso che potrebbe avere ripercussioni negative a vari livelli, dai rapporti personali alla carriera), o lo fa perchè se ne vergogna, provando imbarazzo e disagio. Nel primo caso significa che accetta il fatto di dipendere da persone che lo giudicherebbero male perchè è gay, nel secondo caso significa che considera l'omosessualità come qualcosa di cui vergognarsi, e quindi come qualcosa di negativo. In entrambi i casi, per come la vedo io, offre un brutto esempio di come gestire il rapporto con la propria omosessualità. Anche perchè uno può anche appellarsi al diritto alla riservatezza, ma poi i nodi vengono sempre al pettine (vedi compagno di Lucio Dalla), e nella maggior parte dei casi la riservatezza diventa un boomerang. Oltretutto se questo atteggiamento proviene da un cantante, e in particolare un cantante giovane, che sale su un palco importante lancia anche dei messaggi poco positivi, perchè in un certo senso testimonia che l'unico gay buono - in questo paese - è ancora quello "discreto". E bada che non voglio dire che un cantante gay deve essere obbligato a parlare di cose "gay": Tiziano Ferro si è dichiarato, ma non mi risulta che abbia mai scritto cose intepretabili come "gay" in senso stretto. Dico solo che se a Sanremo di cantanti gay (o lesbiche, o anche solo bisessuali) che hanno fatto coming out non ne salgono mai vuol dire che a monte qualcosa non funziona. O li filtrano o questi scelgono di non esporsi per paura. E riguardo alla questione dei gay non dichiarati che si sono esibiti diciamo che ho delle fonti attendibili, e comunque non ho fatto nomi :-)Sul fatto che questo festival sia stato più gay friendly sono d'accordo, ma arrivando al nocciolo della questione la "musica" è sempre quella: gay sì, ma con discrezione ed evitando di "promuovere" gli omosessuali in maniera assertiva e come "esempi alternativi", ma sempre come qualcosa di "altro", o al limite con una specie protetta, o qualcosa del genere. Che, lo ripeto, è sempre meglio di niente, ma non sono sicuro che sia quello di cui questo paese ha bisogno. E comunque, riguardo alle etichette, posso anche condividere il fatto che l'amore non ha sesso e tutto il resto, ma di fatto essere omosessuali non è una cosa "teorica", ma estremamente pratica. Nel senso che, se vissuta pienamente, influisce su praticamente tutti gli aspetti della vita di una persona (o di un gruppo sociale, e infatti si parla di "cultura gay" per un motivo), e di fatto la "etichetta", così come l'orientamento eterosessuale "etichetta" la vita di un eterosessuale medio. Con la differenza che l'etichetta etero la si da per scontata, ritenendola quella normale che si può esibire senza problemi, quella gay no.

Wally Rainbow ha detto...

Quello che voglio dire è che, ad esempio nel caso di Renzo Rubino, la sensazione è che, a prescindere dal fatto che lui sia etero o gay, abbia voluto prendere le distanze dicendo che era una cosa capitata "a una persona che gli era vicina", e questo è indicativo, penso. Poi, ripeto, ci sta che l'amore sia un concetto universale, però a quel punto perchè puntare per settimane sul fatto che parla di un amore gay? Perchè iniziare la canzone con "Sulle tue curve
la mia mano ondeggerà
anche se il tuo corpo
di curve non ne ha"?
Anche la canzone che ho postato qui parla di amore gay, ma secondo me lo fa in maniera decisamente più "universale" e senza mani che palpano le curve :-)
Che dici?
Sarò anche di parte, ma da mio punto di vista sono dalla parte coerenza :-)

Damb... Comics and Art ha detto...

Devo dare ragione all'amico "Anonimo". Sopratutto sul caso Rubino. Al di là dell'orientamento sessuale del cantante credo che sia rivoluzionario (per la nostra cultura)una canzone, che è semplicemente una canzone d'amore di un uomo per un altro uomo. E non un caso sociale come avvenuto nei tristi tentativi fatti in passato sempre sul palco ddi sanremo. E anche a livello qualitativo si pone decisamente meglio del pur apprrezzabile materiale discografico internazionale presentato su queste pagine.
Quanto a Tiziano Ferro, che stimo tantissimo, stiamo ancora aspettando una sua bella canzone, senza desinenze di genere "neutre"!!

Anonimo ha detto...

Per amore di discussione, ti anticipo che sono quello a cui hai risposto.

Credo che abbiamo veramente convinzioni diverse: tu pensi che ci siano solo quei due motivi per nascondere l'omosessualità. Ma per me è un fatto privato solo per il fatto di esserlo, perché credo che si possa vivere in un mondo in cui nessuno ti giudica o anche solo ti pensa sotto le coperte. Praticamente non credo sia obbligatorio rendere partecipi le persone delle proprie inclinazioni sessuali... anche perché spesso sono molto più complesse che le semplici etichette che certa gente applica. E penso che questa riservatezza non significhi opportunismo o vergognarsi di qualcosa. La ritengo semplicemente una forma di cultura che non include nella visione degli altri ciò che uno fa in ambito sessuale.

Altra questione su cui non siamo d'accordo: dici che hai fonti attendibili su alcuni cantanti, ma non ne parli. Mi sembra il classico comportamento della "comunità gay" italiana, ovvero tutto dipende da cosa fa uno a letto, tutto dipende dalla sua sessualità, sulla quale si può creare pettegolezzo e, nel caso tenesse alla sua privacy, gettare giudizi negativi e accuse di essere represso o vigliacco. Praticamente sai che alcuni cantanti vanno a letto con persone dello stesso sesso e quindi qualunque cosa faranno ti rimarrà comunque sulle scatole perché non si "dichiarano"... e da qui penserai che lo fanno per opportunismo ecc... vedi paragrafo sopra.

La questione sanremo gay friendly: un'etichetta che prevede qualche organismo unico di cui qualcuno deve far parte solo per il fatto di essere gay. Quindi automaticamente chi parteggia per questo organismo diventa gay friendly. Questo è un altro frutto della "comunità gay" succitata, che si vede come una sorta di esercito in cui tu entri se sei gay e che si permette di giudicare e spettegolare su chi invece ha una visione della sessualità per cui non sente di appartenere a nessun gruppo ecc (praticamente quelli di cui ho parlato nel primo paragrafo... non ripeto, anche perché è un orario assurdo e sono stanco... e so che sei molto intelligente, per cui capirai lo stesso)

Dici che la sessualità (gay o etero che sia) influisce su tutta la vita di una persona, se vissuta pienamente. Sinceramente io credo che la propria sessualità, in tutte le sue sfaccettature, la conosca solo l'individuo e non penso che vada ad influenzare tutta la sua esistenza. Sostanzialmente si parla solo del proprio orientamento sessuale. La "cultura gay" la vedo in te quando parli di arte omoerotica ecc, ma nella vita di tutti i giorni non credo che la sessualità debba essere determinante per il resto delle cose.
In pratica è la solita storia per cui questa "comunità gay" vede condizionati i propri "membri" solo per il fatto di essere gay, per cui se sei gay devi essere in un determinato modo, tutto ciò che fai lo fai solo perché sei gay, se hai delle passioni sono sicuramente dovute al fatto che sei gay e quindi tu DEVI qualcosa ai gay ecc. Questo agli etero non accade. Forse proprio perché, come dici tu, sono da sempre considerati i "normali" e quindi non hanno problemi da un punto di vista di diritti e affermazione.
Ma a questo punto, anche considerando che spesso la sessualità va ben oltre gay o etero e con troppe sfumature, non sarebbe meglio cercare la parità come persone, senza lasciare che la sessualità sia veramente determinante a livello pubblico e nella vita di tutti i giorni? A quel punto non ci sarebbero pregiudizi o differenze nemmeno fra etero e gay.
Insomma mi pare che tu automaticamente vai a ghettizzare la cultura e la comunità gay, dipingendole come gruppi chiusi in cui ogni atteggiamento è dovuto alla semplice sessualità.

Anonimo ha detto...

Su Renzo Rubino immagino ci sia da considerare l'eventualità che l'esperienza non fosse veramente sua. Ci sono maree di cantanti che raccontano esperienze di amici etero, ma nessuno li lincia pensando "NO, in realtà è autobiografica e tu sei un vigliacco perché non lo hai detto"
Capisco ciò che dici sulla canzone, ma vorrei offrirti un'altra chiave di lettura: non può essere che Rubino abbia trasmesso a modo suo un'esperienza di qualcun altro cercando allo stesso tempo di provocare, riferendosi all'omosessualità nel brano (curve ecc) proprio perché si capisse bene che parlava di quello? Dici che ne ha preso le distanze, ma io penso che abbia scritto un brano su un'esperienza omosessuale di qualcuno, cercando di sconvolgere qualche bigotto e poi spiegando che per lui l'amore è molto più libero.

Concludo trattando quello che dici in merito al nostro paese e i suoi bisogni: per gli argomenti trattati sopra (poco e male, visto che non è uno strumento perfetto per spiegare certe cose) credo che abbiamo bisogno di una legge ordinaria che affermi l'uguaglianza fra i cittadini (uso questa parola perché è l'unica presente nella costituzione... non esistono diciture quali gay, etero, persone, uomini o donne) per tutti i diritti, compresi quelli inerenti matrimoni ecc.
Ritengo che siamo persone e che non sia giusto o anche minimamente sensato far dipendere la propria vita dalla sessualità come tu affermi.

Spero di non aver offeso nessuno e che tu abbia capito, se non altro, che possono esistere punti di vista diversi da quello per cui "Se non lo dici, sei opportunista oppure te ne vergogni"

Anonimo ha detto...

Scusa, sono sempre quello del primo commento. Te ne ho mandati due lunghi, ma in uno non ho specificato che ero io... ma leggendo penso che saprai metterli in ordine e pubblicarli. Magari questo puoi ometterlo...

Wally Rainbow ha detto...

Evidentemente la pensiamo in maniera diversa, e se non faccio politica è anche è soprattutto perchè non mi va di passare le giornate tentando di far prevalere le mie ragioni su persone che vogliono affermare le proprie. Quindi se hai le tue convinzioni le rispetto, anche perchè se no qui potremmo stare per delle ore a scrivere dei papiri senza arrivare a capo di nulla. Non ti conosco, quindi non so le tue esperienze di vita, ma ti posso garantire che l'orientamento sessuale - anche se uno si ostina a viverlo come una questione "pivata" - incide davvero su tutti gli ambiti della sua vita, e spesso li condiziona. Altrimenti non si spiegherebbe perchè tanta gente non solo non si sente in dovere di dire che è gay, ma anzi fa di tutto per spacciarsi per etero: in lavoro, in famiglia, ecc... Proprio per non avere un trattamento "diverso" rispetto alla gente "normale", per non rischiare il lavoro, per non giocarsi gli affetti, per evitare le occhiate della gente per strada o magari per evitare di essere cacciato da un locale - o peggio - se si lascia un bacio a stampo sulle labbra del compagno. E vogliamo parlare di tutti quegli omosessuali non dichiarati che recitano la parte degli scapoli vivendo in casa dei genitori fino ad età improponibili, con la scusa di non aver mai trovato la donna giusta? Per poi ritrovarsi a seguire da soli i genitori anziani perchè fratelli e sorelle si sono tutti sposati e hanno una loro vita? Da presidente di una piccola associaizone gay di provincia potrei farti molti esempi di persone ROVINATE dal fatto che nel lungo periodo hanno vissuto la loro omosessualità come un fatto privato, ma direi che non è questa la sede.

Wally Rainbow ha detto...

Mi limito ad aggiungere che è vero che basterebbe che le leggi fossero uguali per tutti e che le leggi stabilissero che tutti dovrebbero essere trattati allo stesso modo. Ma tutti chi, se ci sono ancora tante persone che vivono nell'ombra? Nelle nazioni in cui le leggi sono arrivate, o le leggi già presenti sono state applicate equamente per etero e gay, il merito è stato anche del fatto che le persone omosessuali ci hanno messo la faccia e hanno dimostrato di essere in tante. Per dirla tutta anche in questo paese si è cominciato a discutere di leggi gay proprio dopo che i numeri delle manifestazioni gay (da quelle trash a quelle più sobrie)sono diventati importanti, mentre sempre meno omosessuali hanno avuto problemi a vivere in maniera visibile la loro condizione... E a lamentarsi quando non ci riuscivano proprio perchè hanno scelto di non essere "invisibili". Ovviamente poi ciascuno è libero di vivere la sua vita come meglio crede, e se pensa che Renzo Rubino può essere considerato il massimo del gay friendly che possiamo aspettarci nel 2013... Però, guardacaso, lui con un brano esplicitamente "gay" non ha vinto la sua categoria (ricevendo, se non altro, il premio della critica), mentre il Festival è stato vinto da un suo collega che - guardacaso - è sempre stato attentissimo a non confermare mai le voci insistenti sulla sua presunta omosessualità... Nonostante le litigate coi suoi "presunti" ex (vd. Luca Tommasini) fossero visibilissime anche su facebook... E nonostante interviste in cui alla domanda diretta rispondeva con un emblematico "non diro mai se sono gay"... Quindi il vero messaggio che viene lanciato da questo Sanremo qual'è? Che i gay vanno accettati solo se vanno a sposarsi a New York e che se non si dichiarano possono arrivare primi? Che poi, se proprio devo essere sincero, ho sempre avuto il sospetto che se Tiziano Ferro non avesse avuto un buon seguito anche in paesi i cui l'omosessualità non è un problema discriminante non avrebbe mai potuto dichiararsi... Ma magari sono sempre io quello di parte :-)

Anonimo ha detto...

Come ho già detto nei miei commenti, non faccio finta di non vedere chi nasconde l'omosessualità per opportunismo o vigliaccheria. E i casi che tu citi esistono. E forse sono la maggioranza. Io ho solo criticato la tua idea secondo cui TUTTI quelli che non parlano della loro sessualità non la vivono serenamente, se ne vergognano, sono opportunisti ecc. Sei tu ad avere una visione troppo totalitaria della cosa. Ti ho solo detto che esiste anche una concezione (e forse molte più) diversa.

Così come esiste una concezione per cui l'orientamento sessuale non va ad influire su tutta la vita di una persona. E probabilmente tutti quelli che lasciano accadere una cosa del genere non si rendono conto che è proprio la società ad incoraggiare o obbligare questa tendenza. Tu sei il primo a dire che condiziona ogni aspetto dell'esistenza di una persona, ma è una questione sui cui siamo opposti.

Confermo che i paesi che hanno ottenuto pari diritti a livello legale ci sono riusciti anche grazie alle manifestazioni dei gay, ma d'altronde hanno sempre richiesto un trattamento pari a quello delle altre persone... e su questo infatti non siamo in disaccordo, ma non era nemmeno l'argomento di cui si parlava.

Non penso che Rubino sia il massimo del gay-friendly, anche perché, come avrai capito, per me l'espressione in sé non esiste, come non esistono altre etichette o gruppi. Penso che abbia semplicemente trattato in un brano minimamente provocatorio, un tema per lui assolutamente normale.

Su Mengoni e Tommassini non ho niente da dire, poiché quest'argomentazione va di pari passo con la precedente "Ho buone fonti, ma non le dico". La solita "cultura gay" della "comunità gay" che giudica e spettegola sul privato di altri, senza nemmeno capire che forse le cose sono più complesse.

Inoltre mi sembra un po' strano parlare di messaggio di Sanremo: se Mengoni è gay e non lo dice per opportunismo (nel senso che non vuole perdere l'appoggio delle fan che l'hanno votato strenuamente, fino a rendere difficile la vita della giuria di qualità) non è una questione di Sanremo. Questa è una cosa che riguarda la sua fama e le sue discutibili doti di cantante.
Come già detto, sui due ragazzi gay che si sono sposati a New York probabilmente hai ragione tu

Comunque sì, sei di parte... e anch'io, per cui è meglio non intasare ulteriormente questo canale :)

Wally Rainbow ha detto...

OK! Magari fra una decina d'anni ci ritroveremo qui e verificheremo chi ha sostenuto il punto di vista che si è rivelato più sensato :-)

maurizio ha detto...

ho letto i lunghi post ( a me san remo è piaciuto più che in altre edizioni), e ho una domanda da porre riguardo le tesi esposte: quale delle due posizioni è sostanzialmente più omofoba intrinsecamente ? a mio parere una lettura del sottotesto evidenzia un problema strutturale della esperienza omosessuale ( o omoerotica o gay o come preferite )che è determinato dalla interiorizzazione della omofobia come parte integrante della struttura dell omosessuale .
per dirla con un esempio Avete visto Django (di q. tarantino ), ecco l'emblema della mia concezione è il servitore nero di dicaprio .
credo che qui e ora in italia i gay siano in questa (triste) condizione e di starda da fare per arrrivare ea esprimere un presidente nero ne abbiamo ancora tanta da fare

maurizio ha detto...

ho letto i lunghi post ( a me san remo è piaciuto più che in altre edizioni), e ho una domanda da porre riguardo le tesi esposte: quale delle due posizioni è sostanzialmente più omofoba intrinsecamente ? a mio parere una lettura del sottotesto evidenzia un problema strutturale della esperienza omosessuale ( o omoerotica o gay o come preferite )che è determinato dalla interiorizzazione della omofobia come parte integrante della struttura dell omosessuale .
per dirla con un esempio Avete visto Django (di q. tarantino ), ecco l'emblema della mia concezione è il servitore nero di dicaprio .
credo che qui e ora in italia i gay siano in questa (triste) condizione e di strada da fare per arrivare a esprimere un presidente nero ne abbiamo ancora tanta . versione ripulita da errori di battitura moderatore r