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sabato 23 settembre 2017

TEMPO DI FIORETTI

Ciao a tutti, come va?

Che col tempo il mondo del fumetto si sia sempre più globalizzato non è un mistero, anche se non sempre questa globalizzazione ha portato a dei benefici in senso assoluto. Basti pensare alla "rivoluzione" che hanno portato tanti autori e sceneggiatori statunitensi di ultima generazione influenzati, più o meno consapevolmente, dai manga. Mi riferisco a tutti quelli che, cercando di cogliere il potenziale narrativo ed evocativo dei fumetti giapponesi, forse non hanno capito che certe trovate (come ad esempio dilatare le azioni in più pagine con pochissime vignette e ancor meno dialoghi) in Giappone funzionano perchè i manga vengono pubblicati settimanalmente in pubblicazioni con la foliazione di un elenco telefonico...

Mentre la periodicità mensile (o peggio) dei comic book americani - che di solito hanno meno di trenta pagine ciascuno - è stata concepita fin dall'inizio per scelte narrative più "condensate", e non considerando questo fattore si rischia di fare spendere quattro dollari al mese per un albo che si legge in meno di cinque minuti (e magari con un finale aperto), portando il lettore a disaffezionarsi rapidamente... O, più ottimisticamente, portandolo all'acquisto della ristampa della serie che gli interessa in volume, anche se questo può accelerare la chiusura della suddetta serie per via delle basse vendite.

D'altra parte è anche vero che una maggiore interazione fra diversi modi di intendere il linguaggio del fumetto può portare anche delle novità abbastanza interessanti.

Da qualche mese, ad esempio, la casa editrice BOOM!Studio ha annunciato che a novembre dovrebbe prendere il via una nuova serie dichiaratamente ispirata ai manga sportivi con risvolti BOYS LOVE. Una serie che non a caso è stata lasciata nelle mani di un team di sole autrici, che oltretutto si sono già fatte conoscere a livello internazionale proprio dal pubblico amante di BOYS LOVE e affini: la scrittrice italo-australiana C.S Pacat (che ha scritto la serie The Captive Prince, inizialmente proposta su internet e poi raccolta in volume dalla Penguin Press) e l'illustratrice messicana Johanna The Mad.

Il risultato finale di questa collaborazione si vedrà fra qualche mese nella serie FENCE! ambientata nel mondo della scherma (ovviamente maschile) che dovrebbe alternare tensioni agonistiche e sentimentali fra i vari protagonisti.

Un altro aspetto abbastanza interessante di questa serie dovrebbe essere l'approccio estremamente multiculturale (dovuto anche all'esperienza personale delle autrici), che non era poi così scontato e che potrebbe offrire l'occasione per affrontare diversi spunti narrativi che esulano dallo sport e dalle relazioni sentimentali. In ogni caso penso che questa serie sia abbastanza interessante anche perchè per portarlo avanti si è scelto di investire su due persone appassionate di fumetti e manga, ma che però non avevano ancora avuto l'occasione di cimentarsi professionalmente in questo ambito. E questo, penso, possa dimostrare che - per fortuna - negli USA non si è persa quella sana abitudine di investire sui giovani autori esordienti anche con progetti di un certo livello. Giovani autori che, tra l'altro: 1) Sono di sesso femminile, 2) Non sono statunitensi e 3) Hanno avuto modo di farsi notare principalmente grazie a internet...

Oltretutto, nella recente intervista che trovare QUI, non negano di essere grandi ammratrici di tutta una serie di produzioni animate e fumettistiche giapponesi di ultima generazione, e di cui ho parlato anche su questo blog, ma anche di quei fumetti online a tematica gay che ultimamente sono diventati dei piccoli casi editoriali (come Check, please!, di cui ho parlato QUI), a riprova del fatto che ormai è praticamente impossibile vivere sotto una campana di vetro ed ignorare il mondo sempre più interconnesso in cui viviamo. E penso che questo sia anche quello che ha pensato l'editor Dafna Pleban di BOOM!Studio quando C.S Pacat si è fatta avanti con la sua idea.

Ovviamente, visto che parliamo di USA e non di Giappone, e in considerazione del fatto che i protagonisti di questa storia sono tutti adolescenti, sarà molto improbabile che la narrazione possa indugiare troppo su dettagli bollenti, scene piccanti e via dicendo, tuttavia penso che si tratti comunque di un progetto che ha un certo valore simbolico. Anche perchè - sempre ammesso che abbia una buona risposta di pubblico - potrebbe aprire le porte a tutta una serie di proposte che finora (pelomeno negli USA) erano rimaste confinate nell'ambito delle autoproduzioni o poco più.

Staremo a vedere. In ogni caso direi che è abbastanza evidente che alla BOOM!Studio non hanno pregiudizi verso gli autori stranieri, anche quando propongono delle serie nuove e un po' fuori dagli schemi. E ciò è bene.

Alla prossima.

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