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domenica 13 marzo 2011

WALLY'S WEEK

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Questa settimana ho messo all'asta su eBay un acquarello con la mia versione del principe Filippo de La Bella Addormentata versione Disney. Siccome non sono un disegnatore disneyano (e d'altra parte nemmeno avevo intenzione di fare un disegno disneyano al 100%), il risultato è stato una cosa un po' particolare, ma meno peggio di quel che pensavo.
Ho cercato di fare delle velature di acquarello più fresche e leggere del solito, un po' da libro di favole, e sullo sfondo ho piazzato un sole un po' decorativo, in uno stile che ricorda un po' l'estetica degli anni in cui il film della Disney venne prodotto.
Siccome il personaggio, soprattutto senza i suoi abiti classici, non ha una forte caratterizzazione, ho cercato di rendere l'associazione di idee più immediata facendolo interagire con il gufo che compare nel film, e l'ho fatto sedere sul suo classico mantello rosso.
Ho cercato di mettere Filippo in una posizione che comunicasse relax e serenità, come se stesse prendendo il sole, cercando di accentuare i dettagli della posizione delle mani e dei piedi (che secondo me sono due parti anatomiche molto espressive e di solito vengono un po' trascurate).
Se questo disegno vi piace potere partecipare all'asta su eBay CLICCANDO QUI (oppure cercando Wally Rainbow nel motore di ricerca di Ebay). Fatemi sapere cosa ne pensate.
Alla prossima.

sabato 12 marzo 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Rieccoci al classico appuntamento con il cantante dichiarato della settimana, e questa volta il prescelto è un personaggio decisamente famoso, che in questi giorni a fatto una dichiarazione abbastanza interessante. Infatti ora sto parlando di Michael Stipe, il cantante della rock band alternativa dei R.E.M., che tiene banco fin dal 1980.
Siccome sto parlando del cantante di uno dei pochi gruppi che è riuscito non perdere punti negli ultimi trent'anni, mi sembra abbastanza superfluo riassumerne in questa sede vita, morte e miracoli. La cosa interessante è che Michael Stipe, dopo anni e anni in cui si è dichiarato fondamentalmente bisessuale, per la prima volta ha ammesso di essere gay all'80%, nel senso che sicuramente gli uomini gli piacciono più delle donne, con le quali non ha più avuto l'impulso di andare dopo aver conosciuto il suo storico fidanzato, il fotografo Thomas Dozol (con cui convive a New York, e che vedete assieme a lui nella foto sotto).
In realtà sulla presunta omosessualità (o perlomeno bisessualità) di Michael Stipe giravano voci da tantissimo tempo, e diventarono particolarmente fastidiose quando, negli anni '90, qualcuno iniziò a dire che era sieropositivo (notizia che poi si rivelò falsa). Tuttavia in quell'occasione il cantante prese posizione e ammise che gli uomini gli piacevano quanto le donne, se non di più (in un periodo in cui, effettivamente, i cantanti gay dichiarati non erano esattamente di moda)... Al di là di tutto, però, penso che il suo caso sia emblematico per due motivi. Il primo è che dimostra che, quando un cantante basa il suo successo sulla sua musica e NON sulla sua immagine (e sul desiderio sessuale che questa suscita sul sesso opposto), può dichiararsi gay senza problemi. Il secondo è che il fatto che Michael Stipe stia sulla breccia da trent'anni dimostra che quando ci si rivolge ad un pubblico intelligente, e magari si fa musica intelligente, non c'è il rischio di dover scendere a compromessi di alcun tipo con a propria vita privata... Detto questo vi lascio con un concerto live in cui i R.E.M. eseguono uno dei loro cavalli di battaglia... Dimostrando appunto quanto il loro pubblico li ami...

Un ottimo esempio di come bisognerebbe intendere il rapporto fra la propria carriera musicale e la propria vita in generale, non è vero?
Alla prossima.

giovedì 10 marzo 2011

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi torno a parlarvi di fumetti, e una volta tanto lo faccio partendo da una nuova iniziativa che sta prendendo corpo in Italia e alla quale non posso fare a meno di fare i più sentiti in bocca al lupo. Infatti mi è appena arrivata la prima cartella stampa ufficiale della Ren Studio di Bologna, una piccola realtà editoriale di Bologna (nata come agenzia di servizi editoriali) che - fin da subito - ha detto chiaramente che vuol pubblicare fumetti gay o gay friendly, realizzati da autori a cui verrà lasciata una libertà creativa pressochè totale.
A riprova di una teoria che spesso ho formulato su questo blog, Ren Studio dimostra proprio che quando un editore italiano (ancor più se piccolo) sceglie di adottare una politica di questo tipo
è proprio perchè viene amministrato da uno o più gay dichiarati. Con buona pace di chi pensa che il fatto che in Italia ci sono pochi fumetti gay non è legato al fatto che tanti editori e autori hanno ancora paura di fare coming out. In ogni caso per ora Ren Studio partirà con dei fumetti pubblicati online. Ad aprire le danze ci pensa il surreale Ofelia, scritta e disegnata da Giulio Macaione.
Il primo capitolo lo trovate già sul sito, e tanto per mettere in chiaro le cose si vede da subito che la protagonista della storia abita nella casa di sua nonna assieme al suo cugino gay Gabriele, detto Orso (per ovvi motivi).
La storia promette bene, anche se sedici pagine sono ancora un po' pochine. In attesa di ulteriori sviluppi sono stati annunciate anche altre proposte alquanto interessanti, come ad esempio le vignette di The Amir, sulle chattate fra Dio e un giovane gay.
E ci sarà spazio anche per autori stranieri, a partire dall'originalissimo Thomas Gonyea, che realizza il webcomic The Gay Nerd Comic.
Insomma, nonostante i progetti del Ren Studio siano nella fase iniziale, sono portato a pensare che varrà la pena seguirli con attenzione... Anche perchè di questi tempi ogni iniziativa fumettistica che in Italia strizza l'occhio al mondo gay è un piccolo evento, soprattutto se lo fa senza scadere nella banalita e nella faciloneria a cui i media del nostro paese ci hanno da tempo abituati. Speriamo in bene! Nel frattempo i ragazzi di Ren Studio (che in parte conosco da anni), si sono guadagnati tutta la mia stima, anche perchè di questi tempi avere una politica gay friendly dalle nostre parti vuol dire essere alquanto coraggiosi. Cosa che magari non succede con gli editori di altre nazioni, che si possono permettere di fare annunci di questo tipo con una certa frequenza e senza sfidare la sorte. Entro l'anno, ad esempio, l'editore Gmunder pubblicherà una nuova raccolta dei fumetti erotici di Oliver Frey in arte Zack. Questa volta si tratterà di alcune storie del suo personaggio Rogue...

Devo ammettere che, ultimamente, la Gmunder mi sta stupendo con tutti questi ripescaggi di qualità. Il truce Rogue era un personaggio cult del fumetto omoerotico inglese degli anni '80 e dei primi '90, che però era rimasto quasi del tutto sconosciuto nelle altre nazioni. Per dirla tutta iniziavo a pensare che sarebbe rimasto nel limbo editoriale per chissà quanto tempo ancora... E invece eccolo qui. Questo significa che finalmente l'editoria gay ha iniziato a considerare seriamente anche i fumetti omoerotici nel senso pieno del termine? Staremo a vedere, ma forse siamo sulla buona strada. Nel frattempo, a proposito di buona strada, oggi vi segnalo anche che da aprile il canale americano STARZ inizierà a trasmettere una nuova serie in stile SPARTACUS: BLOOD AND SAND... E questa volta sarà un rivisitazione del sempreverde Re Artù...
Probabilmente le occasioni per vedere maschi nudi saranno molte meno rispetto a SPARTACUS, ma anche questa serie avrà un taglio crudo, adulto e senza censure, il che significa che non sono da escludere tematiche gay anche abbastanza esplicite (soprattutto se si considera che in quel contesto storico e culturale, i rapporti omosessuali non erano poi così rari). Devo ammettere che, dopo anni e anni (diciamo pure secoli) in cui questa saga è stata presentata in versione per famiglie o peggio, sono molto curioso di vedere cosa potrebbe saltarne fuori... Non foss'altro perchè Joseph Fiennes (quello del film Shakespare in Love, avete presente?), intepreterà probabilmente il Merlino più appetibile che si sia mai visto sul piccolo e grande schermo...
Vedremo... Così come staremo a vedere se dalle parti della MARVEL, con l'imminente serie dedicata al redivivo Hercules (che si chiamerà semplicemente Herc), qualcuno si ricorderà che ai funerali di questo personaggio (nel breve periodo in cui era stato dato per morto) era saltato fuori che era bisessuale (ed aveva avuto perlomeno un'avventura con il supereroe gay dichiarato Northstar)... Sarebbe davvero molto interessante se la cosa non passasse sotto silenzio e non venisse omessa dai nuovi sceneggiatori, anche perchè potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti per l'eterogenea rappresentazione dell'universo GLBT nei fumetti mainstream.
La speranza non muore mai, anche se in questo caso ammetto di nutrire qualche dubbio sulle reali possibilità che una simile scelta possa essere presa a cuor leggero. Sia come sia concludo questo post con una segnalazione indubbiamente positiva: è da poco entrato in commercio il videogame DRAGON AGE 2, che come le versioni precedenti ha un occhio di riguardo per le opzioni omosessuali nello svolgimento dell'avventura...
Tuttavia questa volta l'iniziativa non potrà partire solo dal giocatore, ma anche da alcuni personaggi che compaiono nello svolgimento dell'avventura e che sono programmati per fare delle avances omosessuali agli eroi (e alle eroine) che vengono manovrati dall'ignaro giocatore di cui sopra. Non male, vero?
Ciao e alla prossima.

martedì 8 marzo 2011

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche questa settimana il vostro blog preferito (^__^) inizia con un po' di news, a partire da una dichiarazione del signore che vedete nella foto sotto, che è di origini polacche e che si chiama Andreas Deja... Un nome che probabilmente non dirà nulla alla maggior parte di voi, anche se forse potete intuire che ha qualcosa a che fare con il mondo del disegno, e per la precisione col disegno di animazione...
Infatti Andreas Deja è l'ideatore grafico e il responsabile dell'animazione di alcuni popolarissimi personaggi Disney degli ultimi anni, e soprattutto di alcuni cattivi particolarmente incisivi, come quelli che vedete qui di seguito.
Forse avrete notato anche voi che i suoi cattivi hanno sempre quel certo nonsochè di gay, e infatti questo si spiega col fatto che il signor Andreas Deja è gay dichiarato, e nei suoi cattivi ha voluto concentrare una buona dose delle peggiori caratteristiche che ha avuto modo di notare nel mondo gay... Dal narcisismo alle movenze sinuose, dalla perfidia a certe smorfie del viso particolarmente viscide. Ai tempi le associazioni gay si lamentarono abbastanza di questo fatto, visto che i suoi cattivi Disney rispecchiavano tutta una serie di stereotipi gay, ma d'altra parte non di trattava di individui malvagi in quanto gay, quanto piuttosto di persone malvagie nel senso gay del termine. Il che non è necessariamente un segno di omofobia, soprattutto se si considera che questi personaggi sono stati concepiti da un gay dichiarato.
A riprova del fatto che Andreas Deja non soffre di omofobia interiorizzata e non pensa che il mondo gay sia il peggiore possibile, ha appena rilasciato una dichiarazione al sito australiano news.com.au, che gli aveva chiesto se la Disney era pronta per un film di animazione con famiglie gay. L'animatore ha risposto così:

"Ci sono sempre più famiglie che hanno due papà o due mamme? Il tempo ce lo dirà. Credo che una volta che in Disney verrà trovata la storia giusta per questo tipo di discorso, il film si farà senza problemi."

Ha poi aggiunto che la Disney, attualmente, è un'azienda decisamente gay friendly (e vorrei ben dire: attualmente è diretta da un gay dichiarato di nome Rich Ross!). Ovviamente queste dichiarazioni vanno prese per quello che sono, però penso che la cosa in sè abbia una certa rilevanza simbolica, e che oltretutto chiarisca una volta per tutte che l'aria gay di certi cattivi Disney non era da interpretare necessariamente come un gesto di disprezzo nei confronti dell'omosessualità e degli omosessuali. Fra parentesi, di fronte a un personaggio come Andreas Deja, non ho potuto fare a meno di pensare a tutti quei creativi gay che, anche in Italia, lavorando per un pubblico prevalentemente di bambini (o più in generale non dichiaratamente gay friendly) vivono nel costante terrore di essere scoperti e di veder compromessa la propria carriera. Non sta certo a me giudicare, ma credo che sia importante segnalare che ci sono delle alternative. E, come me, lo pensano anche gli animatori gay e lesbiche che lavorano alla PIXAR (la compagnia specializzata in animazione digitale, che ha realizzato successi come ALLA RICERCA DI NEMO, e che è molto legata alla Disney), che hanno realizzato un intero video in cui parlano della loro esperienza, del loro coming out e di come sia importante sentirsi accettati per quello che si è. Ovviamente, siccome questo è il blog che vi mostra quello che gli altri non vi mostrano, lo potete vedere qui di seguito... Ovviamente in inglese.

Il video è stato girato per contribuire all'associazione THE TREVOR PROJECT, che ha l'obbiettivo di prevenire il suicidio nei giovani gay. Devo essere sincero: quando vedo certe cose mi sembra davvero che in Italia siamo rimasti a livelli preistorici, sia a livello di associazioni che a livello di testimonial, ma soprattutto a livello di collaborazione fra i vari aspetti del mondo gay. Ovviamente la speranza è che le cose cambino. Nel frattempo prendo atto che alla PIXAR ce ne sarebbe abbastanza per organizzare un piccolo Gay Pride. Negli studi di animazione italiani si respira la stessa aria? Fra di voi che leggete questo blog c'è qualcuno che può offrire una testimonianza di prima mano al riguardo? Resto in attesa. In ogni caso, per restare in tema di anomalie italiane, volevo segnalare anche qui una notizia di cui ha parlato persino qualche TG nazionale. Forse non lo sapete, ma a Pisa si trova uno dei più grandi murales dipinti dall'artista (e attivista) gay Keith Haring. Quest'opera si chiama TUTTOMONDO ed è stata anche l'ultima opera pubblica realizzata dall'artista: infatti fu dipinta nel 1989 e lui morì un anno dopo per complicazioni dovute all'AIDS. Il murales si trova sulla parete esterna del Convento di S.Antonio a Pisa, e purtroppo inizia a risentire del tempo che passa, visto che i suoi brillanti colori stanno inevitabilmente sbiadendo (confrontate la foto precedente con quella sotto).
Ovviamente qualcuno ha ipotizzato la necessità di un restauro, ma - poichè nel nostro paese non si trovano nemmeno i fondi per impedire a Pompei di cadere a pezzi - è altamente improbabile che il murales di Haring possa tornare allo splendore originario in tempi brevi. Finirà per sbiadire del tutto? Ovviamente spero di no, ma credo che il suo degrado abbia un significato simbolico notevole, così come lo abbia il totale disinteresse della comunità gay italiana alla questione. Ognuno può trarre le sue conclusioni. Chiudo questo post con una nota di allegria, visto che oggi è la festa della donna e - puntualissimo come sempre - l'illustratore Marco Albiero ha preparato anche quest'anno la sua personale cartolina di auguri.
Carina vero? Lui diventa sempre più bravo, e io continuo a chiedermi quanto sarebbe bello che in Italia ci fossero degli spazi gay friendly per valorizzare meglio degli artisti dotati come lui. Ovviamente la speranza non muore mai, ma forse è arrivato il momento di cambiare strategia.
Ciao e alla prossima.