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sabato 15 ottobre 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciaoa tutte, come va?
Dopo una settimana di pausa (dovuta ad un brutto virud che mi ha guastato lo scorso week end), ecco di ritorno la tanto apprezzata rubrica sui cantanti gay dichiarati, che ormai è diventata uno degli appuntamenti più apprezzati di questo BLOG. Per fare gli onori di casa, questa volta, ho scelto un simpatico orsetto rock: Steve Reeder...
Dopo aver ereditato la passione per il rock dai suoi fratelli maggiori, nella sua adolescenza il nostro amico Steve ha avuto modo di rendersi conto che c'erano alcune cose che non lo accumunavano per niente agli altri ragazzi appassionati di rock... Come ad esempio la passione per le macchine, il football e - soprattutto - le ragazze... D'altra parte non si ritrovava nemmeno nella scena musicale che andava per la maggiore nei gay bar, e quindi aveva iniziato a pensare di essere un figlio di nessuno destinato a non trovare mai il modo di realizzare il suo essere gay e la sua passione per il rock... Se non che, quasi per caso, scopere il cantante country gay dichiarato Sid Spencer (che, purtroppo, sarebbe morto poco dopo a causa dell'AIDS nel 1996), e gli si apre un mondo. Così, pian piano, ha deciso di continuare a coltivare la usa passione per il rock, scrivendo e interpretando tutta una serie di brani dal contenuto esplicitamente gay friendly, come quello che potete ascoltare qui di seguito...

Che dire? Il mondo è bello perchè è vario... Certo è che mi piacerebbe molto sapere se e quando anche l'Italia sarà pronta per un bear rocker... Magari fra una ventina d'anni? Chissà...

giovedì 13 ottobre 2011

MAH...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Si dice che il mondo è bello perchè è vario, però a volte penso che ci sia proprio un abisso fra le varie situazioni che lo compongono, e questo non rende necessariamente "bella" la situazione di chi si ritrova in situazioni meno fortunate. Certo in questo discorso rientrano cose ben più importanti dei fumetti e dell'arte LGBT, ma siccome questo blog parla soprattutto di questi argomenti è di questo che vorrei parlarvi anche oggi. Ad esempio: inquadriamo un attimo un paio di iniziative dedicate al fumetto e all'arte omoerotica di cui non ho ancora parlato... A Groningen, in Olanda, presso la galleria MooiMan si sta tenendo la mostra (Na)zomerjongens (11 settembre- 30 ottobre)... Si tratta di una mostra collettiva con i lavori di alcuni rinomati artisti omoerotici, (olandesi e contemporanei): Martin Jan van Santen, Jaap van Ek e Freek Weidema... Incentrata sulla bellezza del corpo maschile adolescenziale (come potete intuire dall'assaggio qui sotto)...
Premesso che, a mio modesto parere, non c'è niente di male a celebrare la bellezza adolescenziale finchè si rimane nei limiti della decenza e della legalità, devo ammettere che i suddetti artisti sono proprio bravi... In particolare trovo che i ritratti di Jaap van Ek siano straordinariamente espressivi...
Immagino non ci sia bisogno di dire che questi tre artisti, in Italia, sono dei perfetti sconosciuti. Per i soliti motivi che tagliano le gambe all'arte omoerotica nel nostro paese (mancanza di spazi friendly e di gallerie specializzate, di clienti gay dichiarati e di promozione presso la comunità gay), ai quali però bisogna aggiungere il terrore legato ai soggetti adolescenziali... Che, in un clima di omofobia istituzionalizzata, pregiudizi diffusi e perenne caccia alle streghe, possono risultare particolarmente imbarazzanti e difficili da giustificare. Però può essere interessante notare che, se loro in Italia sono ignorati, nella galleria olandese che sta esponendo i loro lavori hanno trovato posto anche degli italiani... Come ad esempio Riccardo Rossati...
Verrebbe da chiedersi il perchè, se la risposta non fosse ovvia e non facesse rima con parole come progresso, integrazione e libertà di espressione. In ogni caso, passando dall'Olanda agli USA, sembra proprio confermata per il 3 e 4 dicembre a Los Angeles la seconda edizione della Bent-Con: una manifestazione fumettistica interamente dedicata all'immaginario pop dal punto di vista LGBT... E ai fumetti, illustrazioni, videogiochi, film, fiction TV che ne fanno il loro argomento principale... Grande spazio, quindi, alla valorizzazione delle produzioni indipendenti ed underground, ma anche tanti ospiti LGBT e LGBT-friendly conosciuti nell'ambito del fumetto più mainstream (o commerciale, che dir si voglia). Sul sito della manifestazione potete già trovare un ricco elenco di OSPITI e di ESPOSITORI: questa manifestazione e ancora molto giovane, ma sicuramente ha il potenziale per diventare un evento di tutto rispetto. L'ennesimo evento che, per come stanno le cose in Italia, al momento possiamo solo sognare. E dico questo perchè, se da una parte la comunità LGBT non ha mai avuto una rappresentanza ufficiale nel mondo del fumetto italiano prima di RENBOOKS (visto che la Kappa Edizioni è sempre stata una casa editrice gay friendly, che è un'altra cosa), la stessa comunità LGBT italiana non è mai stata in grado di fare gruppo per organizzare eventi di tipo artistico/culturale/fumettistico paralleli a quelli ufficiali. Non in modo continuato e non ad un livello davvero appetibile (qualcuno si ricorda il festival del libro gay di Pisa dell'anno scorso?). E il fatto che il mondo del fumetto ufficiale si dimostra spesso abbastanza indifferente, per non dire ostico, nei confronti della realtà LGBT non aiuta. Ad esempio: c'è una piccola casa editrice per la prima infanzia, LO STAMPATELLO, che è nata da poco per colmare una lacuna tutta italiana: quella della letteratura per l'infanzia che spiega le famiglie omogenitoriali ai più piccoli.
Ne parlo qui perchè a settembre ha fatto uscire un nuovo libricino che cerca di spiegare ai bambini e alle bambine di oggi la varietà delle possibili famiglie che possono allevare un bambino. Per questo libricino, però, è riuscita a coinvolgere un vero e proprio maestro della letteratura per l'infanzia, dal fumetto all'illustrazione. Infatti stiamo parlando di quel Francesco Tullio Altan che, fra le altre cose, ha creato uno dei pochi veri evergreen del fumetto italiano per l'infanzia, ovvero l'inossidabile PIMPA...
Il libricino disegnato da Altan per LO STAMPATELLO racconta di un ovetto che non vuole nascere perché non sa dove andrà a finire. Parte allora per un viaggio che lo porterà a conoscere i più diversi tipi di famiglia… Altan presta la semplicità del suo mondo felice per descrivere come ognuna di queste possa essere comunque un luogo meraviglioso in cui crescere. Ora: al di là del fatto che è sempre un piacere scoprire che un mito della propria infanzia è un signore gay friendly disposto a prestare il suo prestigioso nome per un'iniziativa di questo tipo, non ho potuto fare a meno di notare che del libro PICCOLO UOVO nessun sito di fumetto ne ha ancora parlato...
Ok... Non si tratta di un libro di fumetti, ma Altan è comunque un fumettista conosciutissimo (anche nell'ambito della satira), e due righe sulla sua presa di posizione nei confronti delle cosiddette famiglie arcobaleno si potevano scrivere... Sempre che si fosse voluto farlo, ovviamente. Eppure il libricino non dovrebbe essere passato inosservato, anche perchè ne hanno parlato molto diversi quotidiani, soprattutto dopo una polemica nata a Milano. Infatti l'attuale amministrazione comunale avrebbe proposto di darne una copia in tutti gli asili della città, motivando così l'insurrezione dei conservatori. Notizia ghiotta per tutti, ma non per i siti che si occupano di fumetti? Chissà... Di buono c'è che Francesco Tullio Altan (foto sotto), dall'alto dei suoi 69 anni si è dimostrato decisamente moderno e gay friendly... E questo prova che i fumettisti gay friendly esistono anche in Italia, se gli si dà l'occasione di dimostrarlo... Peccato, però, che poi la cosa non venga mai valorizzata come si deve... Se in Italia ci fosse un'associazione gay che non sottovaluta l'arte e il fumetto, potrebbe organizzare una bella mostra con le tavole disegnate da Altan per PICCOLO UOVO e proverebbe a proporla a tutte le associazioni gay d'Italia che hanno un minimo di spazio espositivo... Ma purtroppo non c'è.
Ammetto che a volte sarei tentato di fondarne una io... Ma poi chi la porterebbe avanti con me?
Inquietante interrogativo...

martedì 11 ottobre 2011

COSE DELL'ALTRO MONDO

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Per chi non lo sapesse oggi ricorre il COMING OUT DAY, la giornata internazionale del coming out promossa fin dal 1988. Ovviamente questa ricorrenza in Italia non ha mai attecchito (chissà mai perchè...), ma mi stimola a proporvi un post di quelli succulenti e interessanti. Per prima cosa vorrei cogliere l'occasione per annunciare ufficialmente che Lucca Comics & Games, dove ovviamente non potrò mancare, rischia davvero di diventare una mostra fuori dal tempo... Se non altro per quel che riguarda le tematiche LGBT. Dico questo perchè ho appena scoperto che alla New York ComiCon gli eventi di interesse LGBT saranno talmente tanti che è stato necessario pubblicare una piccola guida di 8 pagine per dare modo agli interessati di non lasciarseli sfuggire! Con la supereroina marvel Dazzler in copertina, che fa le scarpe a Lady Gaga (ma sapete che non avevo mai notato quanto si assomigliassero?)...
Qui sono elencati gli incontri a tema LGBT, gli orari in cui saranno presenti artisti LGBT o gay friendly (e gli stand in cui si troveranno), i party gay che si terranno in occasione della fiera e via dicendo... Siccome non voglio scadere nel sadico lascio agli interessati la possibilità di scaricare questa agile guida in formato pdf CLICCANDO QUI. So che adesso starete pensando che sto per partire con il solito discorso su come il mondo del fumetto americano è molto più progredito di quello italiano in fatto di temi LGBT, ma invece parlerò d'altro... Perchè in effetti il fumetto americano dimostra di essere emancipato sotto molti punti di vista, e bisogna prenderne atto. Per esempio: forse qualcuno conosce già la supereroina DC Comics di nome Huntress...
La prima incarnazione del personaggio venne proposta nel 1977, come Helena Wayne: figlia di Batman e Catwoman (che nella realtà parallela nota come Terra-2, dove vivevano le versioni dei supereroi DC Comics comparse negli anni '30, si erano sposati). Dopo il ciclone cosmico noto come Crisis, la Huntress venne riproposta con un passato del tutto diverso: ora si trattava di Helena Bertinelli, una ragazza italo americana che ha deciso di combattere il crimine per riscattare il nome della sua famiglia mafiosa, brutalmente massacrata. Questo personaggio minore della bat famiglia, pur non diventando mai famossissimo, ha avuto una carriera di tutto rispetto, tant'è che è diventata membro fisso della squadra di supereroine Birds of Prey, che ha ispirato anche uno sfortunato serial TV.
Sia come sia ne parlo qui perchè nell'ultima, ennesima, rigenerazione dell'universo DC Comics, c'è posto anche per una serie dedicata alla Huntress, che però avrà un passato molto simile a quello della sua più recente incarnazione. Infatti nel primo numero della serie la bella Helena Bertinelli si recherà nella ridente Napoli... Come potete intuire dallo sfondo dell'immagine che compare sulla copertina dell'albo...
Ne parlo qui perchè, dietro ad un'apparente banalità, questo viaggio si rivela ricco di perle... Intanto la Huntress arriva a Napoli perchè è da qui che parte un traffico illegale di armi che arrivano a Gotham City... Prima perla (ovviamente cliccando sulle immagini potete ingrandirle). Strada facendo, però, scopre anche che nella zona avviene una tratta di minorenni marocchine (forse, per qualche strano ed incomprensibile motivo che propriomaproprioproprio non si capisce, gli americani iniziano a pensare che in Italia vadano di moda)... E questa è la seconda perla. Le perle migliori, però, arrivano dopo. Infatti, mentre arriva in albergo a Napoli, Helena Bertinelli dice: “Naples stinks… Berlusconi swore he’d settle the garbage strike… but like all men he gets distracted” (Napoli puzza…. Berlusconi giurò che avrebbe tolto l’immondizia… Ma come tutti gli uomini si lascia prendere dalle distrazioni...) facendo vedere nelle vignette che tutti gli uomini la ammirano (per non dire altro)... Terza perla.
La perla finale, però, arriva mentre la supereroina in borghese parla col caporedattore di un quotidiano locale e questo le dice: “I am sick of reporting this disgusting story to a nation that does not get angry” (Sono stufo di scrivere di questi fatti disgustosi a una nazione che non s’indigna)... Poi lui le chiede se lei può fare qualcosa e lei risponde infilzando il quotidiano alla parete con il suo pugnale e pronunciando un sibillino "If I can..." (Se posso...).
Ora: in tutto ciò non c'è niente di gay o lesbico, ma penso che ci sia tutto quello che rende un fumetto emancipato e libero. Esattamente quello che manca al fumetto popolare italiano, che mai e poi mai potrebbe arrivare a tanto. Ovviamente poi c'è tutto il discorso sulla percezione che hanno dell'Italia (e degli italiani) all'estero, ma quello è secondario di fronte alla disarmante critica sociale di una storia che, per gli standard dei fumetti americani, è assolutamente nella norma... Ora bisognerà vedere cosa succederà se e quando il fumetto verrà tradotto in italiano, e se l'editore si vorrà tutelare adattando i testi per prevenire eventuali ritorsioni o strumentalizzazioni... Quel che è certo è che, finchè i fumetti popolari italiani non si sentiranno liberi di esprimersi su certi argomenti come è avvenuto su Huntress #1, anche gli argomenti LGBT contineranno ad essere considerati un mezzo tabù... E magari tanti autori che vorrebbero trattarli non saranno messi in condizione di farlo. A questo proposito volevo condividere con voi una scoperta curiosa che ho fatto navigando qua e là... Su questo BLOG avevo già segnalato la nuova moda dei porno (etero) che si ispirano al mondo dei supereroi, quello che forse non sapete è che ultimamente sta iniziando a coinvolgere anche i supereroi MARVEL...
La cosa impressionante è che, col tempo, queste produzioni si stanno rivelando qualcosa di più che delle semplici versioni XXX dei film che arrivano al cinema, nel senso che inseriscono personaggi e situazioni dei fumetti originali che nei film ufficiali non hanno mai trovato posto, e arrivano a presentare dei costumi che in alcuni casi (come quello della versione porno di Captain America) sono addirittura più convincenti di quelli dei film di Hollywood (fatte salve le modifiche dovute alla legge sul copyright e sui marchi depositati). Inoltre ci sono già stati i primi cross over narrativi (nel film di Iron Man XXX compare Hulk XXX) e i buoni incassi di questi prodotti stanno facendo aumentare gli investimenti in fatto di scenografie ed effetti speciali... E non solo. Ad esempio: è appena uscita anche la versione XXX di Spider-Man, di cui qui potete vedere il trailer...

Anche in questo caso vale tutto quello che ho detto prima, ma questa produzione riesce ad andare persino oltre... Infatti ha deciso di allegare al DVD un vero e proprio fumetto dedicato a Spider-Man XXX, con il prequel della vicenda...
Già questo dovrebbe fare riflettere su quanto il fumetto faccia parte della cultura pop americana, su quanto sia considerato il pubblico degli appassionati di fumetti e su come - evidentemente - il filone delle porno parodie dei supereroi si stia espandendo in direzioni inaspettate... Grazie anche al fatto che la legge USA garantisce il diritto alla parodia... Tuttavia la cosa che mi ha stupito più di tutte è che, per realizzare questo albo speciale, è stato chiamato un disegnatore italiano... E badate bene che non parlo di un disegnatore improvvisato, ma di un professionista che ha lavorato regolarmente alla Bonelli e che è ben noto per i suoi lavori su Nathan Never... Infatti stiamo parlando di Matteo Resinanti (foto sotto), che da qualche anno è conosciuto nell'ambiente dei pornoamatori come Matt*Core (gestisce un sito hard di successo e ha iniziato a fare il regista di video hard a sua volta).
Commenti? Personalmente devo ammettere che tutto questo mi ha fatto pensare a tante cose. La prima, primissima, cosa è che della carriera parallela di Matteo Resinanti i siti e le riviste di fumetto si guardano bene di parlare, quasi come se fosse imbarazzante che un onesto fumettista possa anche essere un onesto appassionato di pornografia (per quanto etero). La seconda è che le grandi produzioni americane gli hanno dato la possibilità di disegnare una porno parodia, mentre in Italia il mondo dell'hard (ma anche quello del fumetto) è lontano anni luce anche solo dall'idea di simili iniziative promozionali (o anche solo dall'idea di produrre delle parodie di fumetti perlomeno accettabili). E qui bisognerebbe aprire una lunga parentesi su cosa è e cosa non è il porno in Italia oggi, ma non è questa la sede, tantopiù che il porno gay in Italia è praticamente morto. Detto ciò mi permetto di farvi notare che Matteo Resinanti aveva da tempo dimostrato il suo apprezzamento per l'erotismo e le parodie erotiche, anche per quelle dei personaggi Bonelli che disegnava per lavoro... Soprattutto quando le suddette parodie erano a sfondo lesbico (visto che ai maschi etero certe cose attizzano sempre molto)...
Pensando a questa cosa non ho davvero potuto fare a meno di riflettere sul fatto che, a quanto mi risulta, i disegnatori omosessuali che lavorano alla Bonelli (e badate bene che ce ne sono stati diversi, di ambo i sessi), non hanno mai fatto niente di simile... E qui bisognerebbe chiedersi perchè. Certo non tutti hanno una propensione innata per l'erotismo e la pornografia, ma l'idea che - anche in anni recenti - nessuno abbia snocciolato un'illustrazione anche solo vagamente omoerotica (o che, se l'ha fatta, non abbia mai voluto condividerla) mi lascia alquanto perplesso... Perchè vuol dire davvero che si tratta di persone che hanno paura di avere ripercussioni di vario tipo, o magari anche solo di essere identificati come omosessuali dal loro pubblico e dai loro datori di lavoro. E questo ci riporta al COMING OUT DAY di cui parlavo all'inizio del post... Come è possibile che un disegnatore di fumetti etero possa fare "coming out" in quanto pornofilo e iniziare una carriera parallela, mentre un disegnatore di fumetti gay non possa nemmeno sentirsi libero di esporsi in quanto gay? I suoi timori sono fondati o si tratta solo di omofobia interiorizzata?
Non ho risposte, ma in tutto ciò c'è qualcosa che mi urta...

giovedì 6 ottobre 2011

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come vi avevo annunciato, col profilarsi di Lucca Comics & Games, non posso proprio fare a meno di puntare l'attenzione su come si pone il mondo del fumetto nei confronti delle tematiche LGBT, in Italia e all'estero... Ma sopratutto all'estero, visto che in Italia, da questo punto di vista, siamo un tantino fermi. Riprendo dunque a parlarvi della New York ComiCon, che si terrà nel bel mezzo di ottobre: se vi aveva stupito sapere che ci sarà una conferenza sul ruolo positivo dei fumetti a tema gay sugli adolescenti gay, forse potrebbe lasciarvi ancora più stupiti l'idea che in questa manifestazione troverà posto anche la proiezione - in anteprima - del documentario sulla vita e l'arte di Jeffrey Catherine Jones, la famosa fumettista e illustratrice transessuale che è venuta a mancare proprio quest'anno...
Se vi ricordate ne avevo parlato anche su questo blog (cliccate qui), e a quanto mi risulta sono stato l'unico a farlo, a parte un piccolo trafiletto dell'ANONIMA FUMETTI (cliccate qui), che non accennava minimamente alla sua vita e alle sue opere, e meno che mai al suo percorso di transizione. Pudore o superficialità? Io opterei per la prima ipotesi, visto che ogni volta che l'ANONIMA FUMETTI segnala la scomparsa di un fumettista ne elenca vita, morte e miracoli. Morale della favola: in Italia scomparsa di Jeffrey Catherine Jones è passata inosservata, nonostante l'autrice in questione avesse un curriculum più che dignitoso, mentre negli USA le dedicano un documentario che viene proiettato in anteprima a una manifestazione fumettistica di rilievo. Da notare che nel documentario in questione compaiono una gran quantità di nomi noti nel mondo del fumetto e dell'illustrazione, per raccontare il loro rapporto professionale e personale con l'artista. Un altro tipico esempio di come quello che è fantascienza in Italia è già realtà altrove. Se, beati voi, siete a New York vi informo che il documentario verrà proiettato alle 10.15 AM di sabato 15 ottobre. Da notare che così anche i ragazzini, che di sabato non vanno a scuola, potranno darci un'occhiata. E, a proposito di ragazzini, stanno iniziando a circolare in anteprima le prime tavole della storia che la Archie Comics dedicherà al futuro (ipotetico) di Kevin Keller, il suo primo personaggio gay dichiarato... Che a quanto pare seguirà le orme del padre e farà carriera nell'esercito...
Probabilmente alla Archie Comics hanno voluto strizzare l'occhio alla recentissima abolizione della legge americana che impediva ai gay dichiarati di prestare servizio. Sia come sia, in questa storia, Kevin rimane ferito durante un'operazione in Medio Oriente, e una volta tornato a casa inizia la terapia riabilitativa...
La cosa interessante è che si innamora (ricambiato) del suo fisioterapista, un certo Clay, e i due decidono di sposarsi...
Dopodichè la coppia felicemente accasata può invitare a casa sua gli atri storici personaggi della Archie Comics - per nulla a disagio - per bere un caffè, raccontando di come si sono conosciuti... Impressionante, vero? Soprattutto se si considera che i fumetti della Archie Comics hanno un pubblico prettamente preadolescenziale. Tuttavia la cosa che a me personalmente ha fatto più impressione è stata una frase detta dal direttore della Archie Comics, Jon Goldwater, al sito Comics Alliance (CLICCATE QUI), in cui dice che: "Sono solo i nostri lettori che determinano le nostre decisioni. Abbiamo avuto una manciata di critiche negative riguardo a Kevin Keller, ma questo accade con qualsiasi personaggio e qualsiasi storia". Forse sbaglio, ma credo che in questa piccola frase ci sia molto più di quel che sembra. Nel senso che - fra le righe - Jon Goldwater (foto sotto) ammette che a lui non interessano i pareri delle istituzioni religiose, dei politici conservatori, delle associazioni di genitori bigotti... Ma solo l'approvazione del suo pubblico, e poichè Kevin Keller è stato accolto benissimo ha tutta l'intenzione di metterlo su un piedistallo (tant'è che presto gli dedicherà una serie personale). In Italia, invece, la tendenza è sempre stata quella di cercare di mediare fra i gusti del pubblico e le pressioni esterne, e forse è per questo che il fumetto popolare del nostro paese ha sempre risentito di un perenne conflitto fra la voglia di rinnovarsi e l'esigenza di non uscire dai soliti schemi: quelli che - appunto - non davano fastidio a nessuno. Tant'è che ogni qualvolta è stato aspramente criticato per delle scelte troppo audaci, è sempre tornato sui suoi passi. Forse perchè sottovaluta il potere dei lettore e sopravvaluta quello delle pressioni esterne? O forse perchè, più semplicemente, pensa che nel nostro paese la libertà di stampa è tale solo finchè non si pestano i piedi a qualcuno di potente? E in questo caso, visti anche alcuni recenti episodi che stanno coinvolgendo internet in Italia, gli si può dare torto? Difficile dare una risposta, quel che è certo è che tanti piccoli dettagli sono per lungo tempo passati inosservati, ma oggi - confrontando la situazione italiana con quelli di altri paesi - diventano sempre più evidenti. Anche solo confrontando l'approccio degli sceneggiatori di altri paesi su certi temi. Per esempio, ecco casa dice Scott Lodbell a proposito del suo nuovo supereroe gay Bunker in un'intervista a COMICBOOKRESOURCES (cliccate qui per leggerla tutta): "La DC Comics non mi ha mai chiesto di creare un personaggio gay per i TEEN TITANS, non più di quanto mi abbia chiesto di creare personaggi che portassero solo i pantaloni. Semplicemente ho notato che in 40 anni di TEEN TITANS non ci sono mai stati gay in squadra. Io conosco un mucchio di gay, e sospetto che sia lo stesso per tanta gente che legge questa intervista. Il mio medico è gay, ho conosciuto poliziotti gay e insegnanti gay, e sappiamo che ci sono cantanti, scrittori e genitori che sono gay. Quando mi sono detto che era il momento di creare un nuovo personaggio accattivante per la serie mi sono detto che c'erano già dozzine di supereroi adolescenti bianchi ed etero, e così ho pensato di crearne uno che non fosse nessuna delle due cose".
Detta così non fa una grinza, vero? Anche se al momento non è il tipico discorso che potrebbe fare uno sceneggiatore di fumetti italiano. Eppure mi sento di essere ottimista, dopotutto se siamo qui a parlare di queste cose vuol dire che qualcosa è cambiato rispetto al passato. E, a questo proposito, già che si sono vi esorto a firmare la petizione di AVAAZ contro la LEGGE BAVAGLIO... Che tra l'altro può compromettere proprio internet, che è l'unico spazio in cui le idee e le informazioni possono circolare ancora liberamente. Se volte dare il vostro contributo CLICCATE QUI!
Ciao e alla prossima.