Ciao a tutti!
Ho ripreso a mettere all'asta su EBAY le mie illustrazioni... Da qualche parte bisogna pur ripartire (^__^)... Per ora mi sto dedicando alla mia interpetazione di personaggi famosi dei fumetti e dei cartoni animati... Se avete suggerimenti sono bene accetti! Se invece volete aggiudicarvi un mio disegno vi basta andare su www.ebay.com e fare una ricerca con le parole chiave "robin hoog"... Oppure andate sulla mia vetrina CLICCANDO QUI.
Che ne pensate?
martedì 5 marzo 2013
lunedì 4 marzo 2013
LA (NUOVA) MORTE DI ROBIN
Ciao a tutti, come va?
La notizia di oggi, per gli appassionati di fumetti, ha un nonsochè di deja vù... Infatti Grant Morrison, uno degli attuali sceneggiatori delle testate legate a Batman, ha annunciato che Robin "morirà da eroe"... O meglio: l'attuale Robin morirà da eroe, visto che il titolo di Robin - negli ultimi anni - è stato abbastanza mobile...
Piccolo ripasso per i non addetti ai lavori: il primo Robin (Dick Grayson) debuttò negli anni '40 e rimase al fianco di Batman fino agli anni '80, quando di emancipò divenendo il capo dei New Teen Titans e cambiando il suo nome di battaglia in Nightwing. In anni recenti, durante un periodo in cui Batman sembrava apparentemente morto, ne ha preso il posto, ma al suo ritorno è tornato ad essere Nightwing. In ogni caso fu proprio per merito di Dick Grayson - e di alcune parentesi involontariamente ambigue nei suoi quarant'anni al fianco di Batman - che Batman e Robin divennero un cult per la comunità gay.
Il secondo Robin, Jason Todd, subentrò a Dick Grayson negli anni '80, ma non avendo un grande carisma divenne presto famoso per il fatto che - con un sondaggio telefonico - il pubblico decise (5.343 contro 5.271) che era giunta la sua ora... Dopo soli cinque anni di attività...
Questo personaggio, la cui morte embrava definitiva, venne fatto tornare in vita nel 2005, inizialmente come avversario e successivamente come alleato di Batman, anche se da quel momento in poi la sua natura ambigua gli ha fatto cambiare più volte ruolo, costume e nome di battaglia. Il terzo Robin (Tim Drake) arrivò nel 1989, ed essendo un personaggio moderno e al passo coi tempi ebbe una certa fortuna. Tuttavia anche lui maturò in fretta, e a seguito di varie vicissitudini entrò in conflitto con Batman e divenne Red Robin, anche se alla fine si è riconciliato con il suo partner...
Quando Tim Drake se ne andò per la prima volta, il suo posto fu preso per poco tempo dalla sua ragazza: Stephanie Brown, che prima combatteva il crimine facendosi chiamare Spoiler. La sua fortuna come Robin, però, finì quando anche lei sembrò incontrare una morte prematura. In realtà anche in quel caso si trattò di una morte simulata, tant'è che nel 2009 tornò vestendo i panni di Batgirl.
Più o meno a questo punto si scoprì che Batman aveva avuto un figlio (o meglio: che il suo presunto figlio comparso in una vecchia storia del 1989 era ancora vivo), di nome Damian. La madre era una terrorista internazionale di nome Talia, a sua volta figlia del temibile Ra's Al Ghul, padrone dei leggendari pozzi di Lazzaro, capaci di rigenerare le ferite mortali e rendere immortale chi ne fa uso (e infatti è stato grazie a questi pozzi che il secondo Robin è tornato in vita). Fatto sta che dal 2005 Damian Wayne - allevato come una perfetta macchina da guerra dal nonno - ha deciso di indossare i panni di Robin... Prima al fianco di Batman/Dick Grayson e poi assieme al redivivo padre biologico...
Condividendo un legame di sangue, tra l'altro, i due personaggi smontavano tutte le illazioni che avevano accompagnato il "dinamico duo" composto da Batman e Robin fin dalle origini. E può essere interessante notare che questo Robin farà una brutta fine proprio all'inizio del 2013, quando cioè i diritti gay negli USA stanno conquistando terreno e stanno entrando in una fase molto importante... Mentre la condizione omosessuale si sta "normalizzando" come mai prima d'ora. Intendiamoci: non sto dicendo che Grant Morrison farà morire Damian Wayne perchè vuole lasciare spazio ad un ennesimo Robin che non ha legami di sangue con Batman e in cui i lettori gay possono identificarsi meglio...
Però non posso fare a meno di pensare che la DC Comics gli abbia concesso la libertà di uccidere Damian anche perchè ha valutato le opzioni che questo potrebbe comportare, non ultimo il rilancio di Batman e Robin come cripto coppia gay... Ruolo che, volente o nolente, ha sempre avuto nonostante il costume di Robin sia passato a cinque personaggi diversi (senza contare i vari mondi alternativi e futuri ipotetici che compongono il multiverso della DC Comics, e non solo). Molto probabilmente la morte di Damian non sarà definitiva (soprattutto considerando il nonno che si ritrova), ma visti i precedenti è molto difficile che torni ad indossare i panni di Robin...
D'altra parte tutti i tentativi di lasciare Batman senza Robin si sono conclusi in un nulla di fatto... Visto che un nuovo Robin, prima o poi, si è sempre fatto avanti. Quindi ora non ci resta altro che aspettare che Batman elabori il lutto e che sia disposto ad accettare un'altro Robin...
E se questa volta fosse un Robin gay dichiarato?
Staremo a vedere.
La notizia di oggi, per gli appassionati di fumetti, ha un nonsochè di deja vù... Infatti Grant Morrison, uno degli attuali sceneggiatori delle testate legate a Batman, ha annunciato che Robin "morirà da eroe"... O meglio: l'attuale Robin morirà da eroe, visto che il titolo di Robin - negli ultimi anni - è stato abbastanza mobile...
Piccolo ripasso per i non addetti ai lavori: il primo Robin (Dick Grayson) debuttò negli anni '40 e rimase al fianco di Batman fino agli anni '80, quando di emancipò divenendo il capo dei New Teen Titans e cambiando il suo nome di battaglia in Nightwing. In anni recenti, durante un periodo in cui Batman sembrava apparentemente morto, ne ha preso il posto, ma al suo ritorno è tornato ad essere Nightwing. In ogni caso fu proprio per merito di Dick Grayson - e di alcune parentesi involontariamente ambigue nei suoi quarant'anni al fianco di Batman - che Batman e Robin divennero un cult per la comunità gay.
Il secondo Robin, Jason Todd, subentrò a Dick Grayson negli anni '80, ma non avendo un grande carisma divenne presto famoso per il fatto che - con un sondaggio telefonico - il pubblico decise (5.343 contro 5.271) che era giunta la sua ora... Dopo soli cinque anni di attività...
Questo personaggio, la cui morte embrava definitiva, venne fatto tornare in vita nel 2005, inizialmente come avversario e successivamente come alleato di Batman, anche se da quel momento in poi la sua natura ambigua gli ha fatto cambiare più volte ruolo, costume e nome di battaglia. Il terzo Robin (Tim Drake) arrivò nel 1989, ed essendo un personaggio moderno e al passo coi tempi ebbe una certa fortuna. Tuttavia anche lui maturò in fretta, e a seguito di varie vicissitudini entrò in conflitto con Batman e divenne Red Robin, anche se alla fine si è riconciliato con il suo partner...
Quando Tim Drake se ne andò per la prima volta, il suo posto fu preso per poco tempo dalla sua ragazza: Stephanie Brown, che prima combatteva il crimine facendosi chiamare Spoiler. La sua fortuna come Robin, però, finì quando anche lei sembrò incontrare una morte prematura. In realtà anche in quel caso si trattò di una morte simulata, tant'è che nel 2009 tornò vestendo i panni di Batgirl.
Più o meno a questo punto si scoprì che Batman aveva avuto un figlio (o meglio: che il suo presunto figlio comparso in una vecchia storia del 1989 era ancora vivo), di nome Damian. La madre era una terrorista internazionale di nome Talia, a sua volta figlia del temibile Ra's Al Ghul, padrone dei leggendari pozzi di Lazzaro, capaci di rigenerare le ferite mortali e rendere immortale chi ne fa uso (e infatti è stato grazie a questi pozzi che il secondo Robin è tornato in vita). Fatto sta che dal 2005 Damian Wayne - allevato come una perfetta macchina da guerra dal nonno - ha deciso di indossare i panni di Robin... Prima al fianco di Batman/Dick Grayson e poi assieme al redivivo padre biologico...
Condividendo un legame di sangue, tra l'altro, i due personaggi smontavano tutte le illazioni che avevano accompagnato il "dinamico duo" composto da Batman e Robin fin dalle origini. E può essere interessante notare che questo Robin farà una brutta fine proprio all'inizio del 2013, quando cioè i diritti gay negli USA stanno conquistando terreno e stanno entrando in una fase molto importante... Mentre la condizione omosessuale si sta "normalizzando" come mai prima d'ora. Intendiamoci: non sto dicendo che Grant Morrison farà morire Damian Wayne perchè vuole lasciare spazio ad un ennesimo Robin che non ha legami di sangue con Batman e in cui i lettori gay possono identificarsi meglio...
Però non posso fare a meno di pensare che la DC Comics gli abbia concesso la libertà di uccidere Damian anche perchè ha valutato le opzioni che questo potrebbe comportare, non ultimo il rilancio di Batman e Robin come cripto coppia gay... Ruolo che, volente o nolente, ha sempre avuto nonostante il costume di Robin sia passato a cinque personaggi diversi (senza contare i vari mondi alternativi e futuri ipotetici che compongono il multiverso della DC Comics, e non solo). Molto probabilmente la morte di Damian non sarà definitiva (soprattutto considerando il nonno che si ritrova), ma visti i precedenti è molto difficile che torni ad indossare i panni di Robin...
D'altra parte tutti i tentativi di lasciare Batman senza Robin si sono conclusi in un nulla di fatto... Visto che un nuovo Robin, prima o poi, si è sempre fatto avanti. Quindi ora non ci resta altro che aspettare che Batman elabori il lutto e che sia disposto ad accettare un'altro Robin...
E se questa volta fosse un Robin gay dichiarato?
Staremo a vedere.
sabato 2 marzo 2013
IL VIDEO DELLA SETTIMANA
Ciao a tutti, come va?
Proprio in questi giorni ricorre il primo anniversario dalla morte di Lucio Dalla, noto cantautore italiano sul quale l'opinione della comunità LGBT si è molto divisa, soprattutto dopo la sua morte. Ha fatto bene a non vivere pubblicamente la sua omosessualità, perchè era una questione personale, o avrebbe fatto meglio a non farne mistero per contribuire a legittimare la condizione di tanti omosessuali italiani privi di personaggi di riferimento concreti? Personalmente credo che quando una persona è tanto amata e apprezzata dal pubblico non dovrebbe più glissare su questo argomento, sempre che non lo consideri qualcosa di imbarazzante o di cui vergognarsi, ovviamente, ma in questo caso il desiderio di riservatezza lascia il posto all'omofobia interiorizzata, e il discorso diventa più complicato. Sia come sia, in occasione di questa ricorrenza, mi sono reso conto che nello spazio musicale di questo sito ho parlato molto dei cantanti gay dichiarati di ultima generazione, lasciando da parte quelli facendo una scelta di visibilità in tempi più difficili hanno effettivamente contribuito a sbloccare la situazione... Così vorrei dedicare il mese di marzo a questa operazione di recupero... Da chi posso partire, quindi, per confermare che questo è un BLOG originale e mai scontato? Mhhh... Direi che Richard Fairbass potrebbe essere una scelta azzeccata...
Questo nome non vi dice nulla? Probabile, visto che è passato alla storia non per il suo nome, o per quello del suo gruppo - i Right Said Fred - ma per il look che sfoggiava nel fiore della sua gioventù e che era decisamente d'avanguardia per la fine degli anni '80... Quando assieme al fratello Fred sfoggiava una provocatoria testa rasata - quando le teste rasate erano un'esclusiva dei neonazisti - su un corpo palestrato e indossando tutta una serie di smanicati e completini sexy... Diventando il sogno proibito di generazioni di gay in boccio...
In realtà questo cantante inglese aveva esordito come bassista con il più noto David Bowie in un video del 1984, ma ha conquistato la ribalta internazionale quando ha iniziato ad esibirsi con il fratello e col chitarrista Rob Manzoli, nel 1989, anche se il grande successo è arrivato solo nel 1991... Portandolo presto a vendere qualcosa come 20 milioni di dischi.
La cosa interessante è che il suddetto cantante non ha mai fatto un gran mistero delle sue preferenze sessuali (è dichiaratamente bisessuale), e - anzi - le ha trasformate nel suo punto di forza, giocandoci sopra e diventando un precursore di quello che sarebbe diventato il nuovo trend per gli omosessuali dei decenni successivi.
La cosa interessante è che, nonostante il successo e la popolarità, Richard Fairbass ha anche scelto di combattere per la causa gay in tutto il mondo... Mettendoci la faccia in tutti i sensi, visto che durante una manifestazione per i diritti gay in Russia, nel 2008, si è ritrovato pure pestato...
Sia come sia direi che ora posso lasciarvi con il suo cavallo di battaglia, che probabilmente ha segnato un punto di svolta nei videoclip, nello sdoganamento del corpo maschile e nella percezione dell'estetica gay nella scena mainstream... Un brano che, sicuramente, ha colpito tutti i gay che ci si sono imbattuti e che è rimasto un cult anche a distanza di tanti anni...
Inutile dire che aspettiamo ancora il Richard Fairbass italiano...
Alla prossima!
Proprio in questi giorni ricorre il primo anniversario dalla morte di Lucio Dalla, noto cantautore italiano sul quale l'opinione della comunità LGBT si è molto divisa, soprattutto dopo la sua morte. Ha fatto bene a non vivere pubblicamente la sua omosessualità, perchè era una questione personale, o avrebbe fatto meglio a non farne mistero per contribuire a legittimare la condizione di tanti omosessuali italiani privi di personaggi di riferimento concreti? Personalmente credo che quando una persona è tanto amata e apprezzata dal pubblico non dovrebbe più glissare su questo argomento, sempre che non lo consideri qualcosa di imbarazzante o di cui vergognarsi, ovviamente, ma in questo caso il desiderio di riservatezza lascia il posto all'omofobia interiorizzata, e il discorso diventa più complicato. Sia come sia, in occasione di questa ricorrenza, mi sono reso conto che nello spazio musicale di questo sito ho parlato molto dei cantanti gay dichiarati di ultima generazione, lasciando da parte quelli facendo una scelta di visibilità in tempi più difficili hanno effettivamente contribuito a sbloccare la situazione... Così vorrei dedicare il mese di marzo a questa operazione di recupero... Da chi posso partire, quindi, per confermare che questo è un BLOG originale e mai scontato? Mhhh... Direi che Richard Fairbass potrebbe essere una scelta azzeccata...
Questo nome non vi dice nulla? Probabile, visto che è passato alla storia non per il suo nome, o per quello del suo gruppo - i Right Said Fred - ma per il look che sfoggiava nel fiore della sua gioventù e che era decisamente d'avanguardia per la fine degli anni '80... Quando assieme al fratello Fred sfoggiava una provocatoria testa rasata - quando le teste rasate erano un'esclusiva dei neonazisti - su un corpo palestrato e indossando tutta una serie di smanicati e completini sexy... Diventando il sogno proibito di generazioni di gay in boccio...
In realtà questo cantante inglese aveva esordito come bassista con il più noto David Bowie in un video del 1984, ma ha conquistato la ribalta internazionale quando ha iniziato ad esibirsi con il fratello e col chitarrista Rob Manzoli, nel 1989, anche se il grande successo è arrivato solo nel 1991... Portandolo presto a vendere qualcosa come 20 milioni di dischi.
La cosa interessante è che il suddetto cantante non ha mai fatto un gran mistero delle sue preferenze sessuali (è dichiaratamente bisessuale), e - anzi - le ha trasformate nel suo punto di forza, giocandoci sopra e diventando un precursore di quello che sarebbe diventato il nuovo trend per gli omosessuali dei decenni successivi.
La cosa interessante è che, nonostante il successo e la popolarità, Richard Fairbass ha anche scelto di combattere per la causa gay in tutto il mondo... Mettendoci la faccia in tutti i sensi, visto che durante una manifestazione per i diritti gay in Russia, nel 2008, si è ritrovato pure pestato...
Sia come sia direi che ora posso lasciarvi con il suo cavallo di battaglia, che probabilmente ha segnato un punto di svolta nei videoclip, nello sdoganamento del corpo maschile e nella percezione dell'estetica gay nella scena mainstream... Un brano che, sicuramente, ha colpito tutti i gay che ci si sono imbattuti e che è rimasto un cult anche a distanza di tanti anni...
Inutile dire che aspettiamo ancora il Richard Fairbass italiano...
Alla prossima!
venerdì 1 marzo 2013
FETISH POWER!
Ciao a tutti, come va?
I film ispirati da fumetti più o meno famosi, e in particolare dai fumetti di supereroi, si stanno rivelando uno dei filoni di maggior successo degli ultimi anni... Anche perchè le nuove tecnologie riescono a rendere in modo ralistico qualsiasi cosa. Purtroppo, però, in Italia questo filone si conosce solo grazie alle grandi produzioni americane, o magari attraverso film ispirati a fumetti in qualche modo popolari anche da noi (come ad esempio Asterix). Salvo rarissime eccezioni, quindi, le produzioni cinematografiche a base di fumetti che non rientrano in queste due categorie non hanno una distribuzione italiana. In particolare questo vale per le pellicole giapponesi ispirate ai manga, e soprattutto per quelle che in Italia potrebbero entrare in conflitto con il senso estetico del nostro paese... Quindi molto difficilmente in Italia vedremo il film dal vivo di Hentai Kamen (che in italiano si potrebbe tradurre come "Perversione Mascherata")...
Come potete intuire dall'immagine qui sopra si tratta di un film abbastanza atipico, che dovrebbe invadere a breve le sale nipponiche ampliando notevolmente il concetto di "superhero movie". Il suddetto film si ispira ad un manga vagamente demenziale uscito nei primi anni '90 ad opera di Keishū Ando. La storia è quella di Kyōsuke Shikijō, un ragazzo come tanti e decisamente goffo con le ragazze, che in maniera del tutto casuale scopre che mettendosi in faccia un paio di mutandine realizza il suo pieno potenziale genetico, diventando una specie di supereroe feticista privo di ogni inibizione.
Pare che questo dipenda dal fatto che è figlio di una famosissima mistress sadomaso (!) e che ha sempre represso la sua vera natura. Ovviamente, essendo un supereroe feticista è anche estremamente esibizionista e utilizza mosse e pose che vanno dal provocatorio all'imbarazzante, sbattendo letteralmente i suoi attributi in faccia agli avversari e confondendoli con pose erotiche di vario tipo...
Anche se questo fumetto non è mai stato un vero e proprio best seller, in Giappone è diventato un piccolo cult, e infatti ancora oggi alle fiere del fumetto giapponesi si aggirano dei cosplay che cercano di coglierne lo spirito (con alterni risultati)...
E ovviamente non poteva mancare l'action figure per collezionisti...
In realtà l'idea di questo manga non è proprio originalissima, nel senso che Hentai Kamen mi sembra tanto la versione maschile di Kekko Kamen, un vacchio manga di Go Nagai, incentrato su di una ragazza come tante che difende gli studenti del suo liceo - vittime di professori sadomaso - indossando unicamente una maschera. Tra l'altro da questo manga sono stati tratti una dozzina di film dal vivo, di cui l'ultimo proprio l'anno scorso...
Forse in Giappone qualcuno avrà pensato che il filone dei supereroi esibizionisti poteva essere spremuto anche in senso maschile, e così sono andati a ripescare Hentai Kamen... Facendolo interpretare dal modello e attore Ryōhei Suzuki, giusto per essere sicuri di avere qualcuno che avesse il fisico adatto al ruolo...
Se parlo di Hentai Kamen su questo BLOG è giusto per farvi notare due cose: la prima è che - dopo decenni in cui l'erotismo cinematografico giapponese non calcolava il corpo maschile - qualcosa sembra essere cambiato, la seconda è che - pur essendo Hentai Kamen formalmente eterosessuale - la trama e le situazioni tendono ad omaggiare - seppur in maniera molto ironica - un certo immaginario gay, con tanto di situazioni sul filo dell'omosessualità, e un certo compiacimento voyeuristico nei confronti del corpo maschile... Tendenza che peraltro - in Giappone - inizia timidamente a farsi largo in maniera più generalizzata...
Siamo alle soglie di una piccola rivoluzione erotico-culturale? É presto per dirlo, ma non sarebbe male se la sterminata produzione erotica giapponese incentrata sul corpo femminile avesse il suo equivalente maschile, soprattutto nel senso gay del termine... Inutile dire che, tanto per cambiare, in Italia siamo lontani anni luce anche solo dall'ipotizzare qualcosa di simile. In ogni caso, a questo punto, non posso fare a meno di congedarmi da voi con il trailer dell'imminente film di Hentai Kamen... Così potete farvi un'idea più precisa...
Sicuramente si tratta di qualcosa di spaventosamente trash (anche se l'idea di omaggiare i trailer dei film dei supereroi MARVEL è notevole), però devo ammettere che stuzzica la mia curiosità...
Voi che ne pensate?
I film ispirati da fumetti più o meno famosi, e in particolare dai fumetti di supereroi, si stanno rivelando uno dei filoni di maggior successo degli ultimi anni... Anche perchè le nuove tecnologie riescono a rendere in modo ralistico qualsiasi cosa. Purtroppo, però, in Italia questo filone si conosce solo grazie alle grandi produzioni americane, o magari attraverso film ispirati a fumetti in qualche modo popolari anche da noi (come ad esempio Asterix). Salvo rarissime eccezioni, quindi, le produzioni cinematografiche a base di fumetti che non rientrano in queste due categorie non hanno una distribuzione italiana. In particolare questo vale per le pellicole giapponesi ispirate ai manga, e soprattutto per quelle che in Italia potrebbero entrare in conflitto con il senso estetico del nostro paese... Quindi molto difficilmente in Italia vedremo il film dal vivo di Hentai Kamen (che in italiano si potrebbe tradurre come "Perversione Mascherata")...
Come potete intuire dall'immagine qui sopra si tratta di un film abbastanza atipico, che dovrebbe invadere a breve le sale nipponiche ampliando notevolmente il concetto di "superhero movie". Il suddetto film si ispira ad un manga vagamente demenziale uscito nei primi anni '90 ad opera di Keishū Ando. La storia è quella di Kyōsuke Shikijō, un ragazzo come tanti e decisamente goffo con le ragazze, che in maniera del tutto casuale scopre che mettendosi in faccia un paio di mutandine realizza il suo pieno potenziale genetico, diventando una specie di supereroe feticista privo di ogni inibizione.
Pare che questo dipenda dal fatto che è figlio di una famosissima mistress sadomaso (!) e che ha sempre represso la sua vera natura. Ovviamente, essendo un supereroe feticista è anche estremamente esibizionista e utilizza mosse e pose che vanno dal provocatorio all'imbarazzante, sbattendo letteralmente i suoi attributi in faccia agli avversari e confondendoli con pose erotiche di vario tipo...
Anche se questo fumetto non è mai stato un vero e proprio best seller, in Giappone è diventato un piccolo cult, e infatti ancora oggi alle fiere del fumetto giapponesi si aggirano dei cosplay che cercano di coglierne lo spirito (con alterni risultati)...
E ovviamente non poteva mancare l'action figure per collezionisti...
In realtà l'idea di questo manga non è proprio originalissima, nel senso che Hentai Kamen mi sembra tanto la versione maschile di Kekko Kamen, un vacchio manga di Go Nagai, incentrato su di una ragazza come tante che difende gli studenti del suo liceo - vittime di professori sadomaso - indossando unicamente una maschera. Tra l'altro da questo manga sono stati tratti una dozzina di film dal vivo, di cui l'ultimo proprio l'anno scorso...
Forse in Giappone qualcuno avrà pensato che il filone dei supereroi esibizionisti poteva essere spremuto anche in senso maschile, e così sono andati a ripescare Hentai Kamen... Facendolo interpretare dal modello e attore Ryōhei Suzuki, giusto per essere sicuri di avere qualcuno che avesse il fisico adatto al ruolo...
Se parlo di Hentai Kamen su questo BLOG è giusto per farvi notare due cose: la prima è che - dopo decenni in cui l'erotismo cinematografico giapponese non calcolava il corpo maschile - qualcosa sembra essere cambiato, la seconda è che - pur essendo Hentai Kamen formalmente eterosessuale - la trama e le situazioni tendono ad omaggiare - seppur in maniera molto ironica - un certo immaginario gay, con tanto di situazioni sul filo dell'omosessualità, e un certo compiacimento voyeuristico nei confronti del corpo maschile... Tendenza che peraltro - in Giappone - inizia timidamente a farsi largo in maniera più generalizzata...
Siamo alle soglie di una piccola rivoluzione erotico-culturale? É presto per dirlo, ma non sarebbe male se la sterminata produzione erotica giapponese incentrata sul corpo femminile avesse il suo equivalente maschile, soprattutto nel senso gay del termine... Inutile dire che, tanto per cambiare, in Italia siamo lontani anni luce anche solo dall'ipotizzare qualcosa di simile. In ogni caso, a questo punto, non posso fare a meno di congedarmi da voi con il trailer dell'imminente film di Hentai Kamen... Così potete farvi un'idea più precisa...
Sicuramente si tratta di qualcosa di spaventosamente trash (anche se l'idea di omaggiare i trailer dei film dei supereroi MARVEL è notevole), però devo ammettere che stuzzica la mia curiosità...
Voi che ne pensate?
Iscriviti a:
Post (Atom)


































