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venerdì 21 marzo 2014

CONCORSO!

Ciao a tutti, come va?
Siccome in Italia non c'è una vera e propria rete di riferimento per l'arte gay, e meno che meno per i fumetti e l'illustrazione, capita molto spesso che magari ci siano delle iniziative interessanti che passano totalmente sotto silenzio, o che magari vengono a consocenza del pubblico quando è ormai troppo tardi. Il che è particolarmente odioso nel caso dei (pochi) concorsi artistici che nel nostro paese puntano du tematiche LGBT...

E in effetti sono venuto a conoscenza del concorso OMOFOLLIA con un certo ritardo, ma c'è ancora qualche giorno per partecipare ve lo segnalo voelntieri.
Vi riporto pari pari la presentazione dell'iniziativa qui di seguito:

 OMOFOLLIA - Paradossi della diversità


C'è tempo fino al 9 aprile 2014 per partecipare alla prima edizione del contest “Omofollia” dedicato all’illustrazione, promosso dall’associazione culturale Pessoa.
L’iniziativa è patrocinata da Arcigay Napoli (http://www.arcigaynapoli.org) e sostenuta da Editrice Gaia.
Il tema è Omofollia - Paradossi della diversità.
Possono partecipare tutti gli artisti e illustratori, senza limiti di età.
Il primo premio è una somma di denaro (a partire da) 100 euro e la progettazione grafica di una collana di letteratura per Editrice Gaia (http://www.editricegaia.it).

Il tema da sviluppare
Omofollia è una parola inventata, un’associazione di idee, un contenitore di concetti. Omofollia è un suono musicale pieno di contraddizioni: riporta all’omofobia per assonanza e ne rappresenta la conseguenza più disastrosa.
Come coesistono nella società l’uguale e il diverso? Chi è diverso per chi? Chi è diverso per cosa? Perché la fobia dell’uguale diventa persecuzione del diverso?
Lo stato perfetto fonda sulla diversità delle parti la sua carta vincente. Lo stato attuale fonda sull’uguaglianza delle parti l’omologazione più deleteria. La diversità e i suoi paradossi è il tema da approfondire. Oltre i luoghi comuni, la diversità diventa fonte di scoperta, sintomo della conoscenza, pura meraviglia.

Chi può partecipare?
Sono invitati a partecipare a livello internazionale tutti tutti gli artisti e illustratori, senza limiti di età, che, attraverso l'illustrazione, diano una rappresentazione dell’Omofollia, dell’uguale e del diverso, dei paradossi sulla diversità e delle sue persecuzioni.
Selezione delle opere
Le opere vincitrici andranno in mostra ad Angri(SA) nello spazio dedicato alle mostre temporanee dell’associazione culturale Pessoa, per la durata di tre settimane. La stampa delle opere selezionate sarà cura dell’associazione Pessoa, la quale si riserverà il diritto della conservazione e disposizione delle stesse.
Premi
Alla migliore opera verrà assegnata una somma di denaro che partirà da 100 euro e contratto per la realizzazione di copertine per una nuova collana di classici della letteratura per Editrice Gaia (http://www.editricegaia.it). Le altre opere selezionate per la mostra finale, fissata l’11 aprile 2014, avranno la possibilità di vendere l’opera durante l’evento e per l’intera durata della mostra. La mostra, inoltre, farà tappa nella sede di Arcigay Napoli, in occasione del trentennale del trentennale della sede storica del comitato Antinoo.

Cosa spedire?
La partecipazione prevede un costo di iscrizione di 5 euro e comprende la tessera associativa annuale del Pessoa (del valore di 5 euro) che permette la partecipazione a tutte le attività dell’associazione. Ogni autore o gruppo di autori può inviare da una a tre opere in riproduzione digitale, in formato digitale tif, jpg o pdf. Verrà selezionata una sola opera per autore.
Dove spedire?
L’opera o le opere vanno spedite al seguente indirizzo: pessoacollettivo@gmail.com La quota di iscrizione va consegnata: presso la sede dell’associazione Pessoa, in Via Crocifisso, 133 Angri(SA). In caso di impossibilità fisica nel pagamento della quota di iscrizione, contattare pessoacollettivo@gmail.com o la pagina fb ‘Pessoa collettivo’.
Contest online
Verrà indetto un contest online sulla pagina Facebook ‘Pessoa collettivo’, il quale influirà sulla selezione dell’opere destinate alla mostra finale. Il contest online sarà attivo a partire dal 28 marzo e verrà chiuso il 9 aprile. Coloro che manderanno le opere dopo la data di inizio del contest online (28 marzo) verranno comunque inserite nella selezione il giorno dell’invio dell’opera.
Modalità di preselezione e selezione finale
La selezione delle opere destinate alla mostra finale sarà soggetta al giudizio della giura di esperti e ai risultati del contest online. Per la selezione dell’opera migliore si prenderanno in considerazione il giudizio della giuria di esperti, i risultati del contest online e un sistema di votazione popolare attivo durante la serata della mostra finale.
Per ulteriori info contattare:
Pessoa collettivo (pagina Facebook) o scrivere a pessoacollettivo@gmail.com

Speriamo che siano in tanti a partecipare e che salti fuori qualcosa di bello!
Alla prossima.

mercoledì 19 marzo 2014

CENSURA OMOFOBA A SHINJUKU?

Ciao a tutti, come va?
In occidente circolano varie voci sul Giappone, soprattutto da quando è diventato di moda, e una di questa ce lo presenta come una nazione che ignora il concetto di "peccato" nel senso cattolico del termine, e di conseguenza sarebbe molto più aperto delle nazioni occidentali su varie questioni relative al sesso, compresa l'omosessualità.

In parte è vero e in parte no.

Nel senso che, se da una parte è vero che il Giappone non ha radici giudaico cristiane a cui rendere conto, è anche vero che negli ultimi secoli l'influsso delle culture occidentali si è fatto sentire, determinando  tutta una serie di norme censorie e di atteggiamenti "ufficiali" finalizzati ad allineare il Giappone con i suoi nuovi partner internazionali.

Così, al di là dell'odiosa norma sulla censura dei genitali (di cui ho parlato più volte), in diverse occasioni il Giappone "ufficiale" (e quindi quello che non è circoscritto al mondo dei manga e delle altre espressioni artistiche) ha dimostrato una certa chiusura  mentale per quanto riguarda la libera espressione e rappresentazione dell'omosessualità, in particolare quando si trattava di un'omoessualità non allineata a certi modelli tradizionali (come ad esempio quello dei giovani dai lineamenti femminei).

Ultima vittima di questo stato di cose, ma solo in ordine di tempo, è stato il mangaka Poko Murata, che aveva vinto il concorso indetto da una casa farmaceutca giapponese specializzata in trattamenti per pazienti sieropositivi: un suo lavoro avrebbe sovuto campeggiare in bella vista su di un cartellone pubblicitario per i primi sei mesi del 2014 (mentre un'altro autore sarebbe stato selezionato per il resto dell'anno).

Il disegno selezionato era quello che vedete qui sotto...


Il disegno, però, è stato giudicato "contrario alla moralità e all'ordine pubblico" da parte delle autorità, che hanno invitato l'artista a modificarlo per avere ancora la possibilità di esibirlo... E così il povero Poko Murata ha pensato che fosse il caso di coprire il personaggio più "provocante" della composizione... Il risultato potete vederlo qui sotto...
Tuttavia anche questo non è bastato, perchè le autorità hanno ritenuto che la sua dotazione genitale fosse ancora troppo in evidenza, e così alla fine è stata la ditta farmaceutica stessa ad oscurare il personaggio ammiccante che ha creato tanti guai... Anche se alla fine, devo ammetterlo, questo cartellone mi sembra davvero poca cosa rispetto a certi cartelloni pubblicitari che si sono visti appesi a Milano o rispetto a certi cartelloni che da qualche anno a questa parte di vedono abbastanza di frequente negli Stati Uniti...
Il che, in effetti, è abbastanza ironico, se si considera che il Giappone ha adeguato il suo sistema censorio agli standard occidentali di un secolo fa, senza però porsi mai il problema di aggiornarlo a quelli attuali... Di buono c'è che comunque, in Giappone, un numero crescente di artisti specializzati in manga e illustrazioni gay sta sposando la causa della prevenzione, e lo stesso Gengoroh Tagame - di recente - ha accettato di personalizzare le confezioni di preservativi distribuiti dall'Akta, un'associazione di volontariato che in Giappone si occupa di prevenzione nello specifico per la comunità gay...
Morale della favola: non è tutto oro quello che luccica, anche se in effetti bisogna considerare che - probabilmente - in Italia l'idea di una ditta farmaceutica che affida ad un disegnatore di fumetti omoerotici un cartellone pubblicitario che si rivolge ai gay sieropositivi e qualcosa che resta ancora nell'ambito della pura fantascienza...
Alla prossima.

lunedì 17 marzo 2014

DALLA NOTTE AL GIORNO

Ciao a tutti, come va?
Oggi volevo riallacciarmi parzialmente al mio ultimo post, in cui accennavo a come sia importante che anche in Italia riescano a trovare posto fumetti che mettono in discussione l'immagine della chiesa cattolica e dei suoi rappresentanti, sfidando tutta una serie di tabù che nel nostro paese sembrano particolarmente radicati. In realtà l'opera dei fumetti diventa particolarmente importante se si considera che da noi nemmeno l'arte ha il diritto di sfidare simbolicamente uno dei grandi poteri occulti del nostro paese. Dico questo perchè, con l'arrivo delle belle giornate, potreste anche avere voglia di fare un giro ad Amsterdam, e in quel caso potreste cogliere l'occasione per visionare una mostra che a Roma è stata pesantemente censurata, peraltro nell'indefferenza generale. Andiamo con ordine: lo scorso settembre a Roma ha aperto una nuova galleria d'arte, che si chiama L'OPERA (CLICCATE QUI) e che nella sua ingenuità pensava di attirare l'attenzione con una prima mostra volutamente provocatoria. Così ha organizzato una mostra collettiva in cui gli artisti Mauro Maugliani, Luis Serrano e Gonzalo Orquín hanno realizzato opere che dovevano raccontare la chiesa cattolica e le sue contraddizioni su temi come il matrimonio... E infatti Gonzalo Orquín (che è spagnolo, ma ha vissuto in Italia 10 anni), nonostante sia prevalentemente un pittore, aveva scelto di proporre anche un'installazione con delle foto scattate a coppie gay (e lesbiche) che si scambiavano un bacino nelle absidi di famose chiese romane... Immagini tipo queste...



Forse, però, di questa mostra non ne avete mai sentito parlare, e vi chiederete il perchè... In realtà la spiegazione non è poi così complicata: è successo che un paio di giorni prima dell’opening alcune delle foto del progetto di Orquín sono uscite sul sito web di Repubblica, e la cosa è arrivata fin dentro le austere stanze del Vicariato di Roma. “Cosa?” devono aver esclamato i monsignori “baci omosessuali negli absidi delle chiese romane? Dobbiamo fare qualcosa…”. E così, giusto per non smentirsi, gli alti prelati si son fatti scribacchiare dai loro azzeccagarbugli una diffida di quelle potenti, contenente i seguenti concetti: a) “le chiese sono luoghi privati e per fotografarle occorre un’autorizzazione”; b) “i gesti fotografati offendono la morale religiosa”.
Fatto sta che per evitare ritorsioni legali contenute nella diffida, con tanto di richieste di danni (il Vicariatus Urbis che chiede i danni ad una neonata galleria d’arte contemporanea?), gallerista, curatore e artista decidono effettivamente di oscurare l’opera e lo fanno, veloce veloce, in maniera “artistica”, con un intervento in total black che Orquín ha sovrapposto alle fotografie... Che alla fine si sono presentate così...
Potete CLICCARE QUI per farvi un'idea di cosa ne hanno pensato l'artista e il curatore...
Commenti?
La prima cosa che mi viene da dire è che tutta questa storia è passata completamente sotto silenzio, sia da parte dei siti gay (che evidente preferiscono dare la precedenza ad altro) e da parte delle associazioni LGBT italiane, che - tanto per cambiare - hanno dimostrato ancora una volta di avere più lacune di un pezzo di groviera. Io stesso, di tutta questa storia, ne sono venuto a conoscenza solo ora (mea culpa) consultando dei siti stranieri... E questo non va bene, perchè dimostra che forse, in Italia, siamo organizzati persino peggio di quanto non credessimo. Detto questo Gonzalo Orquín adesso potrà avere una piccola rivincita ad Amsterdam, e più precisamente alla galleria Mooi-Man (CLICCATE QUI).
La mostra è stata inaugurata il 9 marzo e dovrebbe proseguire fino all'11 maggio... Ovviamente senza l'intervento di alcuna istituzione religiosa a bloccare il tutto. Inoltre in questa occasione il bravo Gonzalo Orquín avrà modo di mostrare anche i suoi dipinti (che potete vedere CLICCANDO QUI)... Se poi siete anche un po' masochisti potete vedere qui sotto l'intervista (in inglese) che gli hanno fatto in occasione dell'apertura della mostra (dove si parla lungamente della censura subita in Italia e delle tristi conclusioni a cui è giunto l'artista)...
Comunque, siccome ad Amsterdam fanno le cose a puntino, hanno pensato che assieme ai suoi lavori si poteva cogliere l'occasione per esporre anche quelli di un altro artista, stavolta italiano, che in Italia non ha poi tante occasioni per essere valorizzato: Diego Tolomelli, probabilmente l'unico artista al mondo che realizza opere omoerotiche su vetrate...



Ora: come professionista è molto gettonato (CLICCATE QUI per il sito del suo studio), ma a livello di arte omoerotica potete immaginare anche voi che, perlomeno dalle nostre parti, non ha avuto molte occasioni per essere valorizzato. Ed è un peccato. Motivo in più per andare a conoscere meglio il suo lavoro se passate ad Amsterdam entro maggio. E, siccome questo BLOG fa quello che può per rendere culturalmente appaganti i vostri viaggi, vi segnalo anche che, presso la galleria d'arte CNCPT13, verrà esposta anche una bella mostra dedicata all'illustratore americano REX (dal 4 aprile al primo maggio)...
Siccome non mi piace sparare sulla croce rossa eviterò di dilungarmi in commenti caustici. Mi limito a dire che, in una situazione particolare come quella che stiamo attraversando adesso, in Italia i fumetti rischiano davvero di essere uno dei pochi media in grado di garantire un margine di libertà espressiva (degno di questo nome) su diversi argomenti, e non è poco.
Quello che dispiace è che, anche e soprattutto da buona parte del mondo LGBT italiano, continuino ad essere considerati qualcosa di marginale importanza, ed è un peccato, visto che il loro potenziale è molto più grande di quel che sembra.
Alla prossima.

P.S. Non tutto il male viene per nuocere, comunque. Manco a farlo apposta il Vescovo di Lucca ha appena mostrato segnali di apertura (CLICCATE QUI). Considerando che in Italia i Vescovi sono sempre dei trend setters per le loro città mi auguro che la Fiera di Lucca Comics & Games lo prenda in debito conto...

venerdì 14 marzo 2014

A OGNUNO LA SUA PARROCCHIA

Ciao a tutti, come va?
Visto che tutti stanno festeggiando il primo anniversario dell'insediamento del Papa corrente, ho pensato che poteva essere interessante fare un post che avesse in qualche modo a che fare con l'argomento. La prima notizia che sono felice di comunicarvi è che la Panini ha deciso di pubblicare in italiano (incredibile a dirsi) la bella saga in tre volumi LE PAPE TERRIBLE (che italiano verranno raccolti in un'unica uscita). Per chi avesse la memoria corta trattasi della spregiudicata rivisitazione della biografia di Papa Giulio II, noto per la sua crudeltà e per le sue inclinazioni omosessuali... Che nel fumetto in questione (scritto da Alejandro Jodorowsky e disegnato da Theo Caneschi) vengono rappresentate in maniera decisamente esplicita...



Di questo fumetto, a suo tempo, ho parlato molto, quindi in questa sede mi limito a dire che in italiano verrà intitolato IL PAPA SCELLERATO e che dovrebbe arrivare in fumetteria ad aprile (non si sa ancora con quale copertina). Probabilmente, nonostante l'argomento scabroso e scomodo, è altamente probabile che non susciterà l'interesse dei media (come invece è avvenuto in Francia), visto che da noi la stampa ha un approccio ancora molto primitivo all'argomento "fumetti" e se non si tratta di "fumetti" che arrivano in edicola si tende semplicemente ad ignorarli. Troppa fatica farsi una formazione specifica sull'argomento, evidentemente. La pubblicazione di questo volume in italiano contribuirà a confermare - se ancora ce ne fosse bisogno - che le mille paranoie degli editori e delle fumetterie italiane sull'opportunità di dare spazio al tema "omosessualità" sono totalmente prive di fondamento? Probabile. Ovviamente questo non significa che dopo l'arrivo de IL PAPA SCELLERATO cambieranno idea, visto che il problema è a monte e in una più generale percezione dell'omosessualità (ancor più se legata a temi religiosi) come una potenziale fonte di guai di vario tipo... Anche grazie al fatto che dare spazio all'argomento, di fatto, pone chi lo fa in aperto conflitto proprio con le lobby religiose del nostro paese, anche se nessuno osa parlarne apertamente. In altre nazioni, dove evidentemente la percezione dell'omosessualità e del suo rapporto con la religione è vissuto in maniera diversa, le cose possono andare molto diversamente.
Ad esempio: il simpatico e prolifico sceneggiatore Dale Lazarov, noto per i suoi "no word comics" (fumetti che si "leggono" senza l'uso di testi), ora si è lanciato sul mercato dei fumetti digitali e, proprio in forma digitale, sul numero 2 della sua serie BULLDOGS, ha scelto di presentare una deliziosa storiella pornografica sulle libidini di due preti bear...
Potete acquistare questa storia (e tutte le altre messe in vendita da Dale Lazarov in versione digitale) CLICCANDO QUI. Ora: devo ammettere che i preti, per me, sono l'antitesi della fantasia erotica, tuttavia credo che questa storia così sfacciatamente (e realisticamente) dissacrante abbia un certo significato simbolico. Nel senso che, fino a qualche anno fa, non si sarebbe proprio potuta vedere, e se anche qualcuno l'avesse pubblicata in nazioni più aperte della nostra, di certo in Italia non l'avrebbe pubblicata NESSUNO. Dale Lazarov sta a Chicago (che è un altro universo rispetto all'Italia), però visto che si tratta di un fumetto digitale (per giunta senza parole) il suo potenziale comunicativo a livello globale non è da sottovalutare. Comunque, a riprova del fatto che dalle nostre parti non è tanto semplice pubblicare fumetti in cui si parla di sesso e religiosi, volevo farvi notare che - nonostante il grande successo di Robert Kirkman anche da noi (con Walking Dead, ad esempio) - nessun editore italiano ha ancora osato pubblicare la sua serie BATTLE POPE (che risale addirittura al 2000)...
Visto che, per ovvi motivi, pochi di voi sapranno di cosa sto parlando vi riassumo brevemente che questa serie (di quattordici numeri), racconta di Papa Osvaldo Leopoldo II, un pontefice disilluso, alcolizzato e sessodipendente che - suo malgrado - si trova alle prese con la fine del mondo e con l'apertura dei cancelli dell'inferno. Dio gli fornisce poteri da supereroe e un super corpo, con tanto di super apparato genitale, per poter fronteggiare il nemico, e manda suo figlio Gesù a fargli da assistente (nonchè da compagno di stanza, per tenerlo sotto controllo)... Anche se questo non fa cambiare le poco edificanti abitudini del Papa in questione...


Adesso che Robert Kirkman sta diventando un autore di culto anche in Italia qualcuno oserà mettere le mani su questa miniserie? Non so perchè, ma ho qualche dubbio. Intendiamoci: ultimamente in Italia si inizia timidamente a fare satira religiosa a fumetti in maniera un po' più sciolta, ma sempre utilizzando un registro comico abbastanza soft e senza confrontare direttamente la religione con la sessualità, visto che evidentemente è ancora considerato un accostamento potenzialmente pericoloso per chi osa farlo. Probabilmente parlare di sesso e religione, per un editore italiano medio, rappresenta ancora una scelta coraggiosa. Quindi tanto di cappello alla Panini per IL PAPA SCELLERATO.
Ci vorrà ben altro per cambiare le cose, ma se non altro questi piccoli segnali fanno ben sperare per il futuro.
Alla prossima.