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martedì 13 marzo 2018

DONNE E DANNI

Ciao a tutti, come va?

Siccome l'occasione fa l'uomo ladro oggi volevo fare un post leggermente diverso dal solito, alla luce del fatto che la scorsa settimana c'è stata la prima Giornata Internazionale della Donna successiva ad alcuni eventi che stanno portando ad una nuova ondata di femminismo in tutto il mondo occidentale (anche se in Italia, tanto per cambiare, la cosa sta prendendo piede molto più lentamente e in maniera molto relativa).

D'altra parte è anche vero che nei contesti in cui il mondo femminile riesce a far valere i propri diritti anche le minoranze sessuali vivono meglio, e riescono ad affermarsi di più, quindi seguire questo fenomeno potrebbe non essere poi così lontano dalla mission di questo blog. A questo punto, però, vi chiederete quale sarà il collegamento fra femminismo e immaginario pop che analizzerò oggi... E vi posso rispondere che lo spunto mi viene offerto dal confronto fra quello che sta succedento nel fumetto per ragazzi italiano e quello francese, in particolare riguardo ad alcuni episodi che si sono verificati nelle ultime settimane.

Partiamo dall'inizio.

In Italia il fumetto per ragazzi, e cioè quello che si rivolge prevalentemente alla fascia d'età compresa fra i 7 e i 14 anni, continua ad essere monopolizzato da Topolino e derivati. Se si escludono alcune pubblicazioni sperimentali (come lo Scottecs Megazine di Sio), il target è stato per lungo tempo snobbato dai principali editori di settore che producono fumetti italiani, perlomeno in edicola. Ultimamente la Bonelli sta tentando la carta di Dragonero Adventures (CLICCATE QUI), e più recentemente quella di 4HOODS. In entrambi i casi, però, la sensazione è che si stia tentando di utilizzare solo uno stile e una grafica più giovanile, senza però essere in grado di entrare davvero in sintonia con il pubblico che si vuole raggiungere. O, forse, senza averne davvero l'intenzione...

Dato che pubblico giovane non è sinonimo di pubblico sprovveduto, soprattutto al giorno d'oggi, probabilmente i nodi verranno al pettine molto presto, e sicuramente anche di questo tornerò a parlare. Ad ogni modo il fatto che oggi ci sia un po' di difficoltà a capire cosa sia un fumetto "per ragazzi", e cosa no, sta diventando sempre più evidente anche analizzando alcune strategie di marketing, o di "marketting" (CLICCATE QUI), adottate proprio da Topolino... Come la storia in due parti presentata a partire dalla scorsa settimana, e dedicata ad una parodia del Martin Mystère della Bonelli, di cui - presumo - nessun "ragazzo" sentisse davvero la necessità...

Però Martin Mystère vende sempre meno, e poichè la Bonelli è ufficialmente sotto la "protezione" della Panini, che pubblica Topolino, probabilmente l'editore ha voluto tentare anche questa carta per cercare di risollevare le sorti editoriali di un personaggio sempre più vicino al rischio chiusura (CLICCATE QUI). E poco importa se si è trattato di una palese forzatura (anche perchè Topolino ha già un suo rispettabilissimo curriculum in fatto di indagini impossibili), se Topolino sta malissimo nei (vecchi) panni di un professore prossimo all'ottantina e se Pippo e Minnie si presentano in maniera inqualificabile... Anzi, per rendere il tutto più sfizioso  è stato pure preparato un video in cui gli autori del progetto (e cioè il creatore di Martin Mystère, Alfredo Castelli, e il disneyano Andrea Castellan, in arte Casty) cercano di ingolosire il pubblico potenziale (anche se in realtà sembra più che altro un modo per fare pubblicità al personaggio originale)... Rendendo tutta l'operazione ancora più grottesca (CLICCATE QUI), e ancora più lontana dal gusto dei giovanissimi di oggi...

Il punto nodale, però, è che questa operazione commerciale, assieme al debutto in edicola di 4HOODS, ha rappresentato lo spunto di discussione principale in fatto di fumetti per ragazzi a cavallo della Giornata Internazionale della Donna... Al che, voi direte, non c'è niente di strano. Ovvio: non c'è niente di strano per gli standard a cui siamo abituati nel nostro paese, però non è detto che le cose debbano andare necessariamente così. Quello che vedete qui sotto è il sommario delle storie che compaiono sul numero di Topolino della scorsa settimana.

A parte la parodia di cui sopra abbiamo una storia di PK, una di Zio paperone, una di Paperoga e persino una di Pico De Paperis. Nessuna storia avente una protagonista femminile. Niente Minnie, niente Paperina, niente di niente... Se invece guardiamo al sommario de Le Journal de Mickey della stessa settimana le cose sono leggermente diverse.

Infatti, oltre ad una storia con protagonista Minnie c'è almeno un fumetto non disneyano con protagoniste femminili (Les Sisters di William Maury), nonchè un servizio speciale dedicato alle campionesse femminili di varie discipline sportive (e non solo) che hanno segnato dei record storici.

Ad ogni modo, Disney a parte, può essere interessante notare che mentre in Italia il mondo del fumetto è ben lontano dall'animare una discussione attorno alla rappresentazione femminile, in Francia - proprio in questi giorni - è esploso un vero e proprio caso attorno ad un fumetto umoristico per giovanissime, e cioè Les Pipelettes di Anne Guillard. Siccome di questa cosa non mi pare che in Italia si sia parlato molto, provo a fare un velocissimo riassunto. In Francia, che ci crediate o no, ci sono diversi magazine per giovanissime, che a differenza delle cose che si vedono comunemente in Italia (tipo "Cioè", per intenderci), non puntano sulle frivolezze, sugli idoli giovanili e sulla formazione di adulte piene di lacune. La casa editrice Milan Presse ne pubblica diverse divise per fasce d'età, e tutte con un buon apparato di illustrazioni e fumetti. La rivista che ci interessa, però si chiama Julie e si rivolge alle ragazze preadolescenti o alle prese con la prima adolescenza, e parla di cose come l'affermazione personale e il rapporto con la pubertà...


Dal 2009 su questa rivista trovano posto i fumetti umoristici della serie Les Pipelettes, appunto, e cioè le storie di quattro amiche che condividono avventure, sogni ed esperienze nella prima adolescenza. Come da prassi le loro avventure sono poi state raccolte in volume, e a quanto pare si tratta di personaggi che in Francia sono molto popolari, tant'è che animano anche diverse iniziative collaterali, come ad esempio i loro personali libri di ricette...




Fatto sta che ultimamente questi simpatici personaggi erano stati scelti per illustrare alcuni manuali per ragazze (nel senso che ad Anne Guillard spettava il compito di accompagnare con Les Pipelettes i testi scritti da altre professioniste), tra cui un manuale dedicato proprio alla scoperta della pubertà femminile.

E in Francia, a quanto pare, si è scatenato un pandemonio. E non perchè questi personaggi hanno illustrato un libro sulla pubertà (ovviamente siamo in Francia, non in Italia), ma perchè lo avrebbero fatto accompagnando dei testi inadeguati e sessisti. Ad esempio parlando di come un seno ingombrante - che magari penalizza nello sport - avrebbe il vantaggio di attirare l'attenzione di più maschi, o che con l'adolescenza si possono iniziare a sperimentare vari trucchi per risultare più attraenti (biancheria di un certo tipo, rossetti, ecc).




A quanto pare questo punto di vista non è stato totalmente condiviso dal pubblico, e così è partita una petizione popolare per fare presente che non tutti pensano che il principale vantaggio dell'adolescenza sia quello di risultare più attraenti per i ragazzi (la trovate QUI)... Che si concludeva con la richiesta di ritirare il libro e di ricevere delle pubbliche scuse da parte dell'editore. Inoltre, assieme a questa iniziativa, il libro si è attirato molte critiche da parte di chi ha lamentato l'assenza di temi come il sesso e l'orientamento sessuale, ma anche il confronto con culture diverse. Ovviamente i sostenitori del libro fanno notare che il suo scopo era quello di presentare le cose per quello che sono, filtrando gli stereotipi con l'umorismo e omettendo gli argomenti più strettamente legati al sesso perchè esulavano dal tema del libro (e cioè i cambiamenti del corpo). Ad ogni modo, a seguito della petizione (che ha raccolto quasi 150.000 firme in pochi giorni), l'editore ha deciso che una volta esaurite le 5000 copie già distribuite non ristamperà più il libro dello scandalo, mentre la creatrice de Les Pipelettes è rimasta talmente sconvolta che ha deciso di non disegnare mai più questi personaggi...
Tra l'altro, dal suo blog (CLICCATE QUI), si dice costernata dal fatto che è stata accusata di razzismo e sessismo quando, coi suoi personaggi, ha essenzialmente raccontato delle esperienze autobiografiche... E ha aggiunto che se le sue migliori amiche d'infanzia erano della sua stessa etnia non può certo farsene una colpa. Io non ho avuto modo di leggere il libro nella sua interezza, e non conosco bene il fumetto, quindi nei confronti di questa polemica non saprei come pormi. Probabilmente un testo più inclusivo, e che contenesse più variabili, non sarebbe stato male... Soprattutto in un periodo come questo. Ad ogni modo, dal mio punto di vista, il nocciolo della questione è un altro.

In Francia si possono permettere di avere delle polemiche che partono dal fatto che le protagoniste di un fumetto per ragazze, che compariva da anni su un magazine per ragazze, hanno illustrato un manuale sulla pubertà che, per 150.000 persone, aveva dei contenuti sessisti e promuoveva degli stereotipi di genere.

In Italia non abbiamo fumetti per ragazze, men che meno su magazine per ragazze, e anche se ci fossero col cavolo che sarebbero utilizzati per parlare di argomenti come la pubertà. Troppo compromettente. E d'altro canto buona parte del fumetto italiano, in generale, è ancora intrinsecamente sessista e legato a vecchi stereotipi di genere, e a quanto pare  nessuno ha mai pensato che fosse il caso di protestare per questo (o per problemi legati alla rappresentazione delle minoranze, sessuali e non)... Men che meno con una raccolta firme.

E d'altra parte le ragazze del WINX CLUB le abbiamo inventate noi, e ogni estate in edicola con il WINX MAGAZINE arriva in allegato il loro fantastico bikini, senza che a nessuno sia mai venuto in mente di obbiettare qualcosa al riguardo.



Sono cose che fanno riflettere.

Alla prossima.

venerdì 9 marzo 2018

DUE PESI E DUE MISURE

Ciao a tutti, come va?

Questo fine settimana si tiene a Milano la venticinquesima edizione di CARTOOMICS, probabilmente la manifestazione fumettistica più importante della città. Volevo parlarvene oggi perchè, anche se per l'ennesima volta a  nessuno è venuto in mente di organizzare un incontro sul tema del fumetto LGBT, gli organizzatori della manifestazione hanno pensato bene di organizzare per domenica un incontro sul tema dei fumetti erotici degli anni Settanta, con il porn performer/regista/scrittore Franco Trentalance come ospite speciale (CLICCATE QUI).

Per la cronaca: nel 2016 a Lucca Comics & Games ci fu spazio anche per Rocco Siffredi (CLICCATE QUI). Niente di male, per carità, però penso che sia interessante il fatto che con cinque sale incontri e tre giorni a disposizione si sia trovato il modo per inserire un incontro con Franco Trentalance sul tema dei fumetti erotici del tempo che fu, ma a nessuno sia venuto in mente di mettere insieme un piccolo incontro sul tema dei fumetti LGBT, anche solo coinvolgendo i fumetti yaoi autoprodotti presenti anche in questa edizione... E qualche novità delle case editrici presenti.


E a questo punto non si può nemmeno dire che si sia trattato di una scelta dovuta al taglio "per famiglie" della manifestazione, visto che Franco Trentalance ha un curriculum che è quello che è. Ad ogni modo, a venticinque anni dalla prima edizione, la situazione a CARTOOMICS è la seguente, e poco importa se si tratta della manifestazione fumettistica più importante di una città come Milano.

Una città in cui, evidentemente, la percentuale di persone potenzialmente interessate al mondo LGBT non è ancora presa ufficialmente in considerazione da questa manifestazione...

La cosa più interessante, secondo me, è che mentre dalle nostre parti a situazione tende a non evolversi, e - anzi - inizia a ripiegarsi su se stessa in maniera un po' inquietante, altrove il fumetto LGBT continua a confermare gli spazi che ha conquistato e a ritagliarsene di nuovi. Anche solo circoscrivendo questa analisi alla Francia nelle prossime settimane, ad esempio, abbiamo almeno due iniziative alquanto interessanti. Dal 13 al 14 aprile, a Tolouse, si tiene la terza edizione del Salone Regionale del Fumetto LGBT (CLICCATE QUI), finalizzato soprattutto a valorizzare gli autori locali.

Giusto per confermare che l'argomento, in Francia, non è un'esclusiva della capitale o delle manifestazioni più importanti e dal taglio più internazionale. Ad ogni modo, un po' prima, si terrà un'altra iniziativa abbastanza rappresentativa delle differenze fra Italia e Francia. Infatti il 30 marzo, presso l'École normale supérieure de Cachan, si terrà una conferenza incentrata sulle tematiche femministe e LGBT nel fumetto.

In concomitanza con un'esposizione dedicata al fumetto queer/femminista allestita nel Campus universitario.

Qualche precisazione: il tutto è stato possibile anche grazie all'impegno dell'organizzazione studentesca Quinto Parallelo, che ovviamente è il punto di riferimento LGBT dell'Ateneo, tuttavia penso che ci sia un altro elemento molto importante da non sottovalutare. L'École normale supérieure de Cachan (o École normale supérieure de Paris-Saclay) è un ente di insegnamento superiore francese di élite, costituito al fine di creare la classe insegnante francese, che fa parte delle Scuole normali superiori francesi. Considerate come facenti parte della struttura delle Grandes écoles, esse sono la tutela del ministero dell'educazione nazionale. Le ENS hanno oggi la funzione di formare insegnanti per le scuole secondarie o le classes préparatoires aux grandes écoles o insegnanti-ricercatori delle università e ricercatori degli enti pubblici di ricerca. La missione originale era quella di formare insegnanti e si incentrò ampiamente nella preparazione del concorso dell'aggregazione. Tuttavia, l'insegnamento non è l'unico proposito delle ENS e gli statuti attuali prevedono che la Scuola forma, con una formazione culturale di alto livello, gli alunni tanto all'investigazione scientifica fondamentale o applicata come all'insegnamento universitario o nelle classi preparatorie alle grandi scuole dello stesso modo che per la scuola media. Per la cronaca: nel 2018 dovrebbe essere pronto il nuovo Campus progettato da Renzo Piano.

Morale della favola: in questa scuola francese di alto livello c'è spazio per conferenze e mostre espositive sul tema dei fumetti a tema femminista/queer (maggiori informazioni le trovate CLICCANDO QUI), mentre al CARTOOMICS di Milano uno degli ospiti d'onore sarà Franco Trentalance (che qui sotto vedete in una foto tratta dal suo calendario 2013).

Altro piccolo dettaglio: tutte le iniziative francesi di cui vi ho parlato oggi (anche il Salone Regionale di Toulose) sono gratuite, mentre il CARTOOMICS - ovviamente - no. Ognuno può trarre le sue conclusioni. Personalmente sono dell'idea che più passa il tempo e più certe differenze si stanno facendo evidenti, nell'indifferenza generale. E non sono sicuro che sia un segnale molto positivo.

Alla prossima.

martedì 6 marzo 2018

VENTI DI ARRETRAMENTO?

Ciao a tutti, come va?

Questo blog non si occupa di politica. Per fortuna. Però può capitare che la politica possa fornire degli argomenti per questo blog, soprattutto quando tira in ballo i risvolti LGBT dell'immaginario pop di cui questo blog si occupa. Per esempio: nelle ultime battute dell'ultima campagna elettorale italiana c'è stato un politico - che poi avrebbe ottenuto più voti nella coalizione di centro destra e che adesso verrà anche proposto come Primo Ministro - che se l'è presa con le voci sull'ipotetica futura caratterizzazione omosessuale di Elsa, la protagonista del film Frozen...

Se siete fra quelli che si sono persi questa perla potete recuperarla CLICCANDO QUI. Sul perchè è stata fatta questa dichiarazione e sulla persona che l'ha fatta, sul perchè una persona del genere ha preso tanti voti in Italia e sul perchè c'è persino della gente che difende la legittimità del suo comizio si potrebbero scrivere dei saggi... E comunque credo che su internet se ne sia parlato a sufficienza, anche su siti non propriamente dedicati all'animazione e all'immaginario pop (ad esempio QUI).

Il tutto, comunque, era partito da una dichiarazione rilasciata qualche giorno fa dalla regista del film, Jennifer Lee, che a seguito della petizione lanciata per sostenere il futuro coming out della principessa delle nevi, aveva detto:

“Amo tutto ciò che le persone stanno dicendo e pensando riguardo al nostro film. Si sta creando un dialogo, Elsa è un personaggio fantastico che parla a moltissime persone. Significa moltissimo per noi che siamo parte di queste conversazioni.
Parliamo molto su dove arriveremo, e siamo coscienziosi riguardo queste cose. Elsa ci dice ogni giorno dove ha bisogno di andare e continuerà a farlo. Elsa mi dice ogni giorno dove si trova e cosa fa nella sua vita. Vedremo dove andremo.”

E qualcuno lo aveva visto come un segnale di apertura. Se volete leggere tutto l'articolo incriminato, che poi è stato ripreso dal New York Post, potete CLICCARE QUI. Il materiale per il comizio politico di cui sopra è stato ispirato proprio da questo intervento. Ad ogni modo, come dicevo prima, questa storia è stata commentata, strumentalizzata e condivisa a sufficienza. A me interessava analizzarla in un contesto più ampio, perchè offre tantissimi spunti di riflessione interessanti.

La prima cosa che ho notato è che di questo intervento si è parlato su un mucchio di siti italiani... Però i siti che si occupano di fumetti e animazione hanno deciso di starne debitamente alla larga... Magari riportando l'intervento di Jennifer Lee (che vedete nella foto sotto), ma stando ben attenti a non entrare nel merito delle accuse di cui sopra... Men che meno contattando la regista in questione per chiederle un eventuale parere sulla questione.

Ognuno può trarne le conclusioni che crede, ma personalmente sono portato a pensare che questi atteggiamenti confermino una volta di più che in Italia il mondo che ruota attorno ai fumetti prende come riferimento gli atteggiamenti dell'editoria di settore che arriva in edicola, quella più "esposta" e quindi più "prudente". Un ambito in cui c'è una certa tendenza a non prendere posizioni nette (soprattutto quando ci sono di mezzo questioni spinose), o comunque a non prenderle quando c'è il rischio che siano contrarie a chi ha il coltello dalla parte del manico... Fazione che in Italia, storicamente, è rappresentata dai tradizionalisti, dai bigotti e dai conservatori.

E di solito, in questi casi, la strategia migliore è quella di non toccare gli argomenti a rischio per non dover rendere conto a nessuno di eventuali polemiche. Un atteggiamento molto diplomatico, per dirla con un eufemismo.

In realtà questo piccolo "caso"è abbastanza interessante perchè potrebbe delineare quello che sarà lo scenario del fumetto italiano nei prossimi anni, se e quando si capirà quali saranno le tendenze politiche del paese dopo l'insediamento del nuovo Governo. Penso che sia abbastanza evidente che alcuni piccoli, piccolissimi, passi avanti nella rappresentazione delle tematiche LGBT nel fumetto italiano si sono visti giusto nell'ultimo periodo, e proprio a seguito del fatto che - seppur fra mille difficoltà - a livello politico si erano prese delle posizioni moderatamente favorevoli al riguardo.

D'altra parte tutta questa moderazione non è solo colpa degli editori: storicamente il fumetto popolare in Italia non nasce come una forma di intrattenimento di stampo realmente popolare e progressista, ma fondamentalmente per strizzare l'occhio alla piccola borghesia conservatrice, fin dai tempi del Corriere dei Piccoli... Chegià nel 1908 "adattava" i fumetti statunitensi per  gusti del pubblico di cui sopra.

E questo taglio, salvo rare parentesi e qualche guizzo di creatività che ha portato spesso a segnalazioni, sequestri e guai giudiziari (CLICCATE QUI e QUI e anche QUI, per avere un'idea) è stato mantenuto fino ai nostri giorni. Anche perchè c'è sempre stata una certa tendenza a coltivare i lettori storici, quelli cresciuti in un contesto tutt'altro che gay friendly, piuttosto che quelli giovani per cui certi temi sono stati maggiormente sdoganati... Anche a livello televisivo.

Per dirla tutta: la sensazione è che le piccole aperture che si sono viste negli ultimi anni in fatto di fumetti italiani, e che peraltro sono state offuscate spesso da una certa ambiguità di fondo, siano state vissute più come un  male necessario (tipo una visita dal dentista) che come una reale opportunità di crescita. Quindi se il clima socio culturale del nostro paese subirà una regressione a causa di un certo indirizzo segnato dalle ultime elezioni, cosa potrebbe succedere al mondo del fumetto italiano? Si coglierà l'occasione per tornare indietro o si trarrà spunto dalle contraddizioni della nostra realtà per realizzare dei fumetti più moderni e coinvolgenti?

Personalmente sono abbastanza pessimista. Anche perchè le ultime novità annunciate PRIMA delle ultime elezioni non è che promettessero granchè bene. La sempre attiva Bonelli, ad esempio, aveva da poco annunciato una nuova linea di fumetti che avrebbero trattato temi più "adulti" sotto l'etichetta Audace.

Ora: premesso che perlomeno il 50% dei lettori di questa casa editrice è composto da over 50, viene da chiedersi cosa si intenda per temi adulti. Forse si tratta di fumetti "adulti" nella misura in cui questi fumetti si faranno meno problemi ad affrontare determinati argomenti? Avranno un approccio più "audace" nei confronti di questioni potenzialmente delicate? Se fossi maligno, visti i titoli e i protagonisti, mi verrebbe da pensare che più che "adulti" siano fumetti pensati - più semplicemente - per un pubblico leggermente più progressista di quello a cui tradizionalmente si rivolge la casa editrice.

Al momento, però, non si può sapere. Quello che si sa è che, audaci o no, i titoli di questa collana sono tutti collocati in epoche e contesti abbastanza lontani dal nostro. E forse questa scelta non è casuale, visto che darebbe modo di trattare argomenti "delicati" decontestualizzandoli e parando ulteriormente il c... Aemh... Ed evitando comunque alla casa editrice di prendere una posizione effettiva su certe questioni  e/o di riallacciarsi alla realtà attuale in maniera "adulta" e con meno inibizioni.

Qualche titolo?

Cani Sciolti, ambientato nella Milano dei movimenti universitari del 1968.

Deadwood Dick, tratto dai romanzi di Joe R. Lansdale, e incentrato su un cowboy afroamericano realmente esistito (Nat Love, 1854 – 1921).

Mister no Evolution, presumibilmente incentrato sulla giovinezza di Jerry Drake, alias Mister No, prima che partisse la sua storica serie del 1975 (che però era ambientata nel 1951). Il che significa che si tratta di storie che si svolgono negli anni compresi fra la fine della Seconda Guerra Mondiale e il primo numero di Mister No...

Tra le altre cose la Bonelli starebbe lavorando ad una nuova serie di storie de Lo Sconosciuto, il mercenario creato da Magnus (Roberto Roviola) nel 1975 e saldamente collocato nel contesto socio politico di quel periodo. Per ora si parla di nuove storie e non di un reboot. Quindi, considerando che già nel 1975 il protagonista era un uomo di mezza età, è facile supporre che si tratterebbe di storie ambientate fra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta... Anche perchè se fossero storie ambientate ai giorni nostri il personaggio avrebbe abbondantemente superato gli ottant'anni e sarebbe sinceramente ridicolo...

Ad ogni modo è interessante notare che Lo Sconosciuto è passato alla storia anche per essere stato il primo fumetto italiano che ha osato mostrare chiaramente un pene, per giunta eretto (la storia era "Largo delle Tre Api", del settembre 1975). In quella vignetta, i protagonisti erano una giovane Principessa della nobiltà romana e il suo autista. La Principessa in questione poteva permettersi diversi amanti perchè suo marito - che ufficialmente era un bigotto ben noto per le sue posizioni conservatrici - aveva in realtà un debole per i marinai di colore... E sua moglie lo teneva sotto scacco perchè lo aveva filmato in più occasioni.

Non so perchè, ma ho la sensazione che la serie de Lo Sconosciuto, nelle mani della Bonelli, verrebbe abbondantemente snaturata... E temo anche che nelle sue nuove storie ci sarebbero dei seri problemi a mostrare dei peni eretti, soprattutto se nel frattempo la situazione generale italiana prenderà determinate direzioni.

Anche perchè, ripeto, Lo Sconosciuto era saldamente inserito nel suo contesto storico, sia a livello italiano che internazionale, tant'è che passava con disinvoltura dalle dittature sudamericane agli atti terroristici italiani, dalla guerra fredda ai regimi comunisti, al traffico d'armi in Africa e tutto il resto... Senza farsi grandi problemi a parlare di omosessualità e trasgressioni varie...

Il che è un po' l'antitesi dello stile Bonelli... Quindi per ora resto abbastanza perplesso... E sarei portato a pensare che, più che altro, si tratterà di un'operazione finalizzata a sfruttare commercialmente il buon nome di un personaggio cult.

Ad ogni modo, come dicevo prima, tutti questi annunci sono arrivati PRIMA che le elezioni delineassero una determinata situazione... Quindi non mi stupirebbe se adesso, anche a livello di programmi editoriali, si verificassero dei cambiamenti in corso d'opera... Concretizzando il rischio di un arretramento generale dei contenuti in una situazione che già non brillava per essere all'avanguardia. Quindi sarà davvero molto interessante seguire gli sviluppi dei prossimi anni... Anche solo per capire se la mia teoria è del tutto bislacca o se coglie un fondo di verità.

Certo è che la situazione attuale offrirebbe tantissimi spunti interessanti per realizzare dei fumetti in grado di cogliere le emozioni, le contraddizioni e i temi caldi che stanno a cuore al pubblico di oggi... Se solo ci fosse la volontà di affrontarli e se non si vivesse nel timore di diventare il prossimo bersaglio di chi è arrivato a fare comizi elettorali prendendosela persino con Elsa di Frozen, o di chi per lui...

Staremo a vedere se e quando qualcuno se ne renderà conto.

Alla prossima.

venerdì 2 marzo 2018

SVILUPPI GIAPPONESI

Ciao a tutti, come va?

Probabilmente, se siete appassionati di manga a tema gay, saprete che il 4 marzo sarà una data importante anche perchè in Giappone debutterà la prima miniserie televisiva tratta da una lavoro di Gengoroh Tagame, e cioè "Il marito di mio fratello". Di questo titolo ho già parlato in più occasioni, anche a proposito delle probabili implicazioni - in senso lato - di questa nuova produzione televisiva (CLICCATE QUI).

Siccome si tratta di una novità abbastanza interessante sotto vari punti di vista è stata ripresa a livello internazionale, e la speranza è che in futuro possa avere una distribuzione un po' più ampia rispetto alla media di serial TV prodotti in Giappone. Sicuramente resta il fatto che per il suo creatore è una bella soddisfazione, e infatti ha annunciato che a breve inizierà a serializzare un nuovo fumetto a tematica gay con approccio soft. Attendiamo fiduciosi.

Nel frattempo, in vista del debutto della suddetta serie televisiva, qua e là iniziano ad essere organizzate anche le prime iniziative collaterali. Dal 2 al 5 marzo, ad esempio, il sito della MASSIVE, che produce anche merchandising e pubblicazioni di Gengoroh Tagame per il mercato occidentale, ha annunciato che offrirà uno sconto del 10% su tutti gli acquisti di prodotti che riguardano questo artista. Se volete aderire a questa offerta potete CLICCARE QUI e inserire il buono sconto TAGAMELOVE al momento dell'acquisto.

Se invece in questo periodo vi trovate dalle parti di Tokyo potreste anche cogliere l'occasione per fare un salto dalle parti del ristorante thailandese Irodori (CLICCATE QUI): al piano superiore c'è uno spazio espositivo dove dal 26 febbraio al 24 marzo c'è una bella mostra dedicata proprio a "Il marito di mio fratello", con tante tavole originali, schizzi preparatori e chicche varie. É aperta solo il pomeriggio e il prezzo del biglietto è di 300 yen (meno di 3 euro, e in omaggio c'è una cartolina esclusiva).








Ad ogni modo, mentre Gengoroh Tagame è al centro dell'attenzione per via di questa serie TV, c'è un'altra cosa che lo riguarda e che sta passando un po' sotto silenzio. E, siccome questo è un blog che nelle cose che passano sotto silenzio ci sguazza, ovviamente sono qui per segnalarvela. Molto in sintesi: dopo oltre trent'anni di onorata carriera nell'ambito dei bara manga, anche Gengoroh Tagame ha deciso di mettere in vendita direttamente in versione digitale i suoi lavori. Infatti, per sua stessa ammissione, ha iniziato a preoccuparsi per la grande quantità di manga firmati da lui che vengono scansionati e tradotti abusivamente su internet. Così ha pensato che fosse il caso di dare modo a chi è interessato al formato digitale di finanziare direttamente la sua produzione. Il primo titolo che ha scelto di rendere disponibile in inglese è il recente "Khoz, lo schiavo incantato", una storia fantasy del 2016.

Al momento si può scaricare da due siti giapponesi specializzati: DLsite English (CLICCATE QUI) e Pixiv Booth (CLICCATE QUI), al prezzo di 800 Yen (circa 6 euro) per 24 pagine... Ora: senza nulla togliere alla bravura di Gengoroh Tagame, forse qualcuno dovrebbe fargli presente che, se pure questi prezzi sono perfettamente allineati con la media delle produzioni di questo tipo che vengono vendute dai siti giapponesi specializzati in manga digitali, probabilmente non è questo il modo migliore per combattere la pirateria. Nel senso che chiedere 25 centesimi a pagina per un fumetto digitale in bianco e nero non lo rende certo un prodotto che invoglia all'acquisto, diciamo. Anche perchè in occidente le cose non vanno esattamente come in Giappone...

Infatti, nel 2017, per la prima volta in Giappone le vendite di fumetti in versione digitale hanno superato (CLICCATE QUI)  quelle dei classici volumetti manga cartacei (dal calcolo, quindi, erano esclusi i magazine periodici antologici dove le serie manga vengono pubblicate la prima volta). Secondo Huffington Post e NHK World, che citano il Research Institute for Publications, la vendita complessiva di edizioni cartacee in volume, l'anno scorso, ha raggiunto i 166,6 miliardi di yen (circa 1,3 miliardi euro), la cifra più bassa dal 1978, anno di inizio dei rilevamenti. Il manga digitale, invece, nel 2017 ha visto incassi complessivi per 171,1 miliardi di yen (circa 1,4 miliardi di euro).In occidente la situazione è in rapida evoluzione, ma sicuramente il mercato dei fumetti digitali non è così florido (così come il potere d'acquisto di un occidentale medio non è sempre paragonabile a quello di un giapponese). Quindi è probabile che da qui a un po' chi, come Gengoroh Tagame, vorrà giocare la carta dei manga digitali per il mercato internazionale, dovrà rivedere un po' le sue strategie.

Ad ogni modo, cercando di vedere la situazione nel suo insieme, direi che il Giappone dimostra una volta di più che il linguaggio del fumetto nell'era digitale è tutto fuorchè superato, anche e soprattutto quando affronta temi che interessano al pubblico di oggi.

Alla prossima.