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venerdì 2 marzo 2018

SVILUPPI GIAPPONESI

Ciao a tutti, come va?

Probabilmente, se siete appassionati di manga a tema gay, saprete che il 4 marzo sarà una data importante anche perchè in Giappone debutterà la prima miniserie televisiva tratta da una lavoro di Gengoroh Tagame, e cioè "Il marito di mio fratello". Di questo titolo ho già parlato in più occasioni, anche a proposito delle probabili implicazioni - in senso lato - di questa nuova produzione televisiva (CLICCATE QUI).

Siccome si tratta di una novità abbastanza interessante sotto vari punti di vista è stata ripresa a livello internazionale, e la speranza è che in futuro possa avere una distribuzione un po' più ampia rispetto alla media di serial TV prodotti in Giappone. Sicuramente resta il fatto che per il suo creatore è una bella soddisfazione, e infatti ha annunciato che a breve inizierà a serializzare un nuovo fumetto a tematica gay con approccio soft. Attendiamo fiduciosi.

Nel frattempo, in vista del debutto della suddetta serie televisiva, qua e là iniziano ad essere organizzate anche le prime iniziative collaterali. Dal 2 al 5 marzo, ad esempio, il sito della MASSIVE, che produce anche merchandising e pubblicazioni di Gengoroh Tagame per il mercato occidentale, ha annunciato che offrirà uno sconto del 10% su tutti gli acquisti di prodotti che riguardano questo artista. Se volete aderire a questa offerta potete CLICCARE QUI e inserire il buono sconto TAGAMELOVE al momento dell'acquisto.

Se invece in questo periodo vi trovate dalle parti di Tokyo potreste anche cogliere l'occasione per fare un salto dalle parti del ristorante thailandese Irodori (CLICCATE QUI): al piano superiore c'è uno spazio espositivo dove dal 26 febbraio al 24 marzo c'è una bella mostra dedicata proprio a "Il marito di mio fratello", con tante tavole originali, schizzi preparatori e chicche varie. É aperta solo il pomeriggio e il prezzo del biglietto è di 300 yen (meno di 3 euro, e in omaggio c'è una cartolina esclusiva).








Ad ogni modo, mentre Gengoroh Tagame è al centro dell'attenzione per via di questa serie TV, c'è un'altra cosa che lo riguarda e che sta passando un po' sotto silenzio. E, siccome questo è un blog che nelle cose che passano sotto silenzio ci sguazza, ovviamente sono qui per segnalarvela. Molto in sintesi: dopo oltre trent'anni di onorata carriera nell'ambito dei bara manga, anche Gengoroh Tagame ha deciso di mettere in vendita direttamente in versione digitale i suoi lavori. Infatti, per sua stessa ammissione, ha iniziato a preoccuparsi per la grande quantità di manga firmati da lui che vengono scansionati e tradotti abusivamente su internet. Così ha pensato che fosse il caso di dare modo a chi è interessato al formato digitale di finanziare direttamente la sua produzione. Il primo titolo che ha scelto di rendere disponibile in inglese è il recente "Khoz, lo schiavo incantato", una storia fantasy del 2016.

Al momento si può scaricare da due siti giapponesi specializzati: DLsite English (CLICCATE QUI) e Pixiv Booth (CLICCATE QUI), al prezzo di 800 Yen (circa 6 euro) per 24 pagine... Ora: senza nulla togliere alla bravura di Gengoroh Tagame, forse qualcuno dovrebbe fargli presente che, se pure questi prezzi sono perfettamente allineati con la media delle produzioni di questo tipo che vengono vendute dai siti giapponesi specializzati in manga digitali, probabilmente non è questo il modo migliore per combattere la pirateria. Nel senso che chiedere 25 centesimi a pagina per un fumetto digitale in bianco e nero non lo rende certo un prodotto che invoglia all'acquisto, diciamo. Anche perchè in occidente le cose non vanno esattamente come in Giappone...

Infatti, nel 2017, per la prima volta in Giappone le vendite di fumetti in versione digitale hanno superato (CLICCATE QUI)  quelle dei classici volumetti manga cartacei (dal calcolo, quindi, erano esclusi i magazine periodici antologici dove le serie manga vengono pubblicate la prima volta). Secondo Huffington Post e NHK World, che citano il Research Institute for Publications, la vendita complessiva di edizioni cartacee in volume, l'anno scorso, ha raggiunto i 166,6 miliardi di yen (circa 1,3 miliardi euro), la cifra più bassa dal 1978, anno di inizio dei rilevamenti. Il manga digitale, invece, nel 2017 ha visto incassi complessivi per 171,1 miliardi di yen (circa 1,4 miliardi di euro).In occidente la situazione è in rapida evoluzione, ma sicuramente il mercato dei fumetti digitali non è così florido (così come il potere d'acquisto di un occidentale medio non è sempre paragonabile a quello di un giapponese). Quindi è probabile che da qui a un po' chi, come Gengoroh Tagame, vorrà giocare la carta dei manga digitali per il mercato internazionale, dovrà rivedere un po' le sue strategie.

Ad ogni modo, cercando di vedere la situazione nel suo insieme, direi che il Giappone dimostra una volta di più che il linguaggio del fumetto nell'era digitale è tutto fuorchè superato, anche e soprattutto quando affronta temi che interessano al pubblico di oggi.

Alla prossima.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Certo, far pagare 6 euro un fumetto di 24 pagine, in pdf e per di più in bianco e nero, è una pazzia! Soprattutto quando la pietra di paragone è Kindle Unlimited, che offre al lettore di leggere tutto quello che vuole -compresi tonnellate di fumetti - per un mese intero a 9,99 euro. Un servizio che, tra le altre cose, ho posto finalmente un limite ai costi folli del fumetto in generale, equiparandolo a quello delle altre forme di intrattenimento. Cinema e tv gay sono riuscite a gestire il cambiamento in atto in questi anni e ormai sono disponibili a prezzi onesti su molte piattaforme: se il fumetto gay non riuscirà a fare lo stesso perderà definitivamente il suo ruolo per diventare una forma d'arte di elite che francamente non serve a nessuno.

Wally Rainbow ha detto...

Ma infatti credo che il problema sia nel fatto che il Giappone ha un concetto molto diverso di "fumetto"... Questi prezzi per i siti giapponesi che vendono manga autoprodotti in pdf sono nella norma.