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martedì 27 marzo 2018

ITALIA MESSICO 0-1

Ciao a tutti, come va?

Ero riuscito a risparmiarmi l'influenza per tutto l'inverno e, giustamente, con l'arrivo della primavera ci sono cascato. Pazienza. Se non altro questo ha dato modo al mio ultimo post, e cioè quello che lanciava un piccolo appello rivolto a quanti volessero esprimere la loro opinione sull'ipotesi di un'associazione e/o un gruppo di lavoro per promuovere i fumetti LGBT, di rimanere in testa al blog per più tempo. Per ora penso che sia interessante constatare che - a parte i commenti in coda a quel post - non si è espresso nessuno, e nessuno mi ha contattato in maniera più diretta. Ovviamente è ancora presto per tirare le somme, però sto già iniziando a fare alcune ipotesi... Di ordine più generale, diciamo. Magari le condividerò con voi più avanti...

Ad ogni modo penso che, almeno in parte, questo atteggiamento tendenzialmente passivo sia abbastanza generalizzato, e abbia le sue radici in un clima di più generale rassegnazione e/o indolenza, che forse spinge a sfogare la voglia di cambiamento giusto attraverso internet e i social, piuttosto che attraverso impegni più concreti... Chissà... Comunque mi consola (si fa per dire) verificare che si tratta di un discorso più ampio, e che non riguarda solo questa proposta, diciamo, ma un po' tutto quello che ha a che fare con la difesa della "dignità" della rappresentazione dell'omosessualità... Se, ad esempio, in Italia si continuano a produrre e distribuire film in cui si ricasca nella trappola della "tematica gay presentata e sviluppata a favore di etero", i social si intasano di proteste e condivisioni di commenti inviperiti, ma in concreto nessuno si prende poi l'impegno di promuovere iniziative per combattere concretamente una certa ignoranza generalizzata, o per valorizzare un immaginario di tipo diverso al di fuori dei contesti prettamente "gay"... E infatti la sensazione è che, più o meno, da determinate situazioni non si riesca proprio ad uscire...

Se poi si punta l'attenzione su un contesto più prettamente legato all'immaginario pop e ai fumetti, certe dinamiche diventano anche più evidenti. Soprattutto se si confronta la situazione attuale a quella di una ventina di anni fa. Ci stavo riflettendo in questi giorni, ad esempio, pensando a come viene vissuto attualmente in Italia tutto il fenomeno BOYS LOVE/YAOI, e cioè - fondamentalmente - come un'interesse individuale e/o da condividere tramite segnalazioni e discussioni su internet. Che è meglio di niente, ma che in effetti innesca dei meccanismi per cui - ad esempio - non si creano manifestazioni ed eventi di un certo tipo. Come ad esempio avviene con lo Y/CON di Parigi (qui sotto vedete la fila che c'era all'ingresso lo scorso dicembre).

Attualmente in Italia abbiamo portali, siti, blog e un'infinità di pagine social dedicate all'argomento, ma a quanto mi risulta nessuna associazione o altro che porti avanti la promozione di iniziative e manifestazioni legate nello specifico a questo mondo. O anche solo che si impegni perchè si parli di più di questo genere narrativo al di fuori della sua nicchia, o che gli venga riconosciuta maggiore dignità. All'inizio degli anni 2000 associazioni di questo tipo c'erano, e adesso non ci sono più. E forse sarebbe interessante chiedersi il perchè. Tra l'altro in un periodo in cui le tematiche e lo stile "BOYS LOVE", a base di drammoni romantici/erotici fra omosessuali molto giovani e non proprio strabordanti di virilità,  hanno comunque un certo seguito e un certo appeal anche a livello internazionale. Ne abbiamo avuto un esempio anche recentemente con il film CHIAMAMI COL TUO NOME...

Tant'è che in Giappone il romanzo ufficiale sta arrivando con una copertina in perfetto stile BOYS LOVE, realizzata dalla  mangaka Tarako Kotobuki...

E tra l'altro non si può nemmeno dire che in Italia manchino artisti/artiste specializzati/e in stile BOYS LOVE, sia a livello di illustrazioni che di fumetti, che peraltro hanno anche un certo seguito a livello italiano e internazionale. Però in Italia nessuno si è mai fatto carico di organizzare qualche evento che, in anni recenti, li valorizzasse... Cosa che, paradossalmente, avviene nelle manifestazioni straniere dedicate a questo tipo di fumetti. Nell'edizione 2016 dello Y/CON di Parigi, ad esempio, uno degli ospiti d'onore era l'italianissimo Sir Wendigo (CLICCATE QUI per l'intervista che gli hanno fatto all'epoca), e - stando a quanto mi ha detto al CARTOOMICS dell'anno scorso (dove gli avevano concesso giusto un tavolino nell'area delle autoproduzioni) - era stato servito, riverito e trattato coi guanti di velluto...

Anche queste sono cose che fanno riflettere un po'. Però devo dire che la situazione diventa ancora più curiosa se si considera che certe dinamiche, che magari uno si aspetterebbe dalla Francia, dal Giappone o dagli USA si possono ritrovare anche in un paese come il Messico... Eppure, proprio di recente, Samuel Spano - l'autore di NINE STONES - ha annunciato di essere stato invitato alla prossima edizione della DOKI DOKI CITY di Città del Messico, la più grande manifestazione a tema BOYS LOVE/YAOI dell'America Latina...



La cosa più interessante, comunque, è che dietro a questa manifestazione c'è un'agenzia di eventi messicana SPECIALIZZATA nell'organizzazione di manifestazioni dedicate alla cultura e all'immaginario pop orientale. Si chiama J'Media e organizza anche manifestazioni dedicate ai manga in generale e alla cultura pop koreana. Quindi non siamo nemmeno più nell'ambito delle associazioni di appassionati o degli enti che vogliono lucrare sugli appassionati senza conoscerli davvero. Più probabilmente il modello di della DOKI DOKI CITY è quello di manifestazioni come la San Diego ComiCon, dove si costituiscono delle agenzie di eventi - e cioè delle vere e proprie imprese commerciali - create da appassionati e per appassionati, finalizzate a soddisfare gli appassionati, che non devono rendere conto a nessun altro delle proprie scelte. Tant'è che, manifestazioni a parte, gli organizzatori di DOKI DOKI CITY di recente si sono impegnati per portare il famosissimo anime Yuri on Ice nei cinema messicani!

E per maggio realizzeranno un vero e proprio HOST CLUB temporaneo in perfetto stile giapponese... Cioè uno di queli locali/caffetterie in cui giovani ragazzi bellocci e un po' androgini sono tenuti a flirtare con le clienti (e fra di loro) per rendere la permanenza nel locale più gradevole (e le consumazioni più numerose). A quanto pare dalle parti della J'Media devono avere pensato che molte appassionate messicane di BOYS LOVE volessero provare almeno una volta questa esperienza, e si sono comportati di conseguenza. Per la cronaca: il biglietto d'ingresso al club è di 350 pesos (circa 16 euro), e consente anche di partecipare all'attigua manifestazione dedicata alla cultura pop giapponese. Come faranno i cinque ragazzotti prescelti (li vedete qui sotto) a gestire la marea di appassionate che vorranno partecipare all'evento resta un po' un mistero...

Però resta il fatto che in Messico ci sarà una manifestazione dedicata all'immaginario pop giapponese, la J'Fest, dove ci sarà un'area adibita ad host club... Mentre in Italia non c'è nessuno che organizza anche solo un mini evento dedicato nello specifico al mondo BOYS LOVE /YAOI. Cosa questo possa significare non saprei dirlo, così su due piedi, ma probabilmente non è un caso se dalle nostre parti c'è un pubblico di un certo tipo che, fondamentalmente, resta ancora invisibile e allo stato brado.

La spiegazione più semplice che mi verrebbe da dare è che da una parte la diffusione di internet ha incentivato le persone potenzialmente coinvolte da certi temi a sfogarsi e attivarsi in maniera sempre più simbolica, riversando la loro frustrazione e la loro voglia di cambiare le cose in forum, social e spazi virtuali più o meno frequentati. Il che, probabilmente, è stato incentivato anche dalla consapevolezza che certe iniziative - in una nazione come l'Italia - avrebbero dovuto farsi largo con molta più difficoltà rispetto a quanto avviene altrove. E parliamo comunque di BOYS LOVE, e cioè di un mondo che attira persone che, nella maggior parte dei casi, non avrebbero dovuto esporsi anche ad un livello più personale, diciamo...

E, se questa è la situazione dei BOYS LOVE in Italia, facendo le dovute proporzioni mi verrebbe da pensare che per gli appassionati di un immaginario più propriamente omosessuale, o magari omoerotico, il disagio resti maggiore. Anche se, paradossalmente, il clima negli ultimi anni è diventato più accogliente. O magari proprio per quello. Dopotutto se le cose vanno leggermente meglio e si inizia a respirare un po' di più, perchè una persona dovrebbe investire tempo ed energia per andare a cercare nuove battaglie da combattere? Magari finendo per passare per quello che non si accontenta mai e che cerca il pelo nell'uovo?  Perchè creare delle situazioni di tensione quando magari, all'apparenza, la tensione su certi argomenti è leggermente diminuita?

D'altra parte se la situazione adesso è tanto più vivibile come mai certe iniziative, nel nostro paese, non si vedono neanche col binocolo? E come mai la sensazione generale è che, indolenza a parte, ci  sia ancora un certo timore all'idea di proporre, organizzare o anche solo mettere insieme idee di un certo tipo? E perchè le persone che hanno competenze dirette su certi argomenti non hanno ancora iniziato a darsi da fare per prendere in mano la situazione? Forse molte persone hanno ancora paura di esporsi realmente?

Non sarà che in realtà, in Italia, la situazione è un po' meno bella di quanto non sembri a prima vista?

Chissà...

Alla prossima.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Il fatto che nessuno abbia risposto al tuo post precedente non è una sorpresa, ma probabilmente il motivo non è quello che credi tu, nè necessita di chissà quale riflessione. Diciamo che a lume di naso la ragione è semplicemente che il tutto suonava un pò come aria fritta. Vediamo se c'è interesse a fare qualcosa non è un gran bel modo di iniziare. Se tu invece dicessi vorrei fare questa cosa, è fattibile a queste condizioni, mi servirebbe questo tipo di collaborazione, sarebbe già tutto diverso. Dal generale al particolare, la stessa cosa avviene per i tuoi fumetti il cui ritorno in questi ultimi sette otto anni è stato più volte suggerito da post in cui sembrava che qualcosa fosse sul punto di accadere, e poi niente per mesi o anni per poi andare da capo. Nel frattempo un sacco di altri fumettisti hanno semplicemente messo delle tavole su un sito, hanno chiesto un tot per metterne altre (e se il fumetto mi piaceva ho contribuito volentieri) e poi magari hanno organizzato o partecipato ad eventi, perché a quel punto veniva naturale.


Wally Rainbow ha detto...

Ti risponderò dedicandoti un post prossimamente.

☆♥ Laura Spianelli ♥☆ ha detto...

Nel mio piccolo posso dire che conosco una fumetteria che non vede di buon occhio la vendita di yaoi alle giovani clienti. Esprimono giudizi e fanno considerazioni. In un clima simile, per evitare rotture di scatole,i fumetti desiderati si acquistano online.

Wally Rainbow ha detto...

E direi che questo non favorisce l'aggregazione fisica e l'emersione di gruppi di appassionati...