Ciao a tutti, come va?
La segnalazione che vi faccio oggi forse non sarà epocale, ma sicuramente contribuirà a farvi iniziare la settimana con una nota di ottimismo. Se vi piacciono i manga saprete che il termine giapponese per indicare i fumettisti è "mangaka". Da quando i manga sono sbarcati in Italia hanno ispirato tantissimi giovani con la passione per il disegno, che di fatto sono partiti subito con l'idea di diventare mangaka, col sogno segreto di andare a lavorare - o perlomeno a imparare - in Giappone, magari diventando assistenti di qualche mangaka vero e proprio. Al di là del problema della lingua, però, diventare mangaka non è affatto semplice, perchè il mercato giapponese ha determinate tradizioni ed esigenze produttive, e davvero pochi sono in grado di soddisfarle tutte. Qualche italiano, comunque, è riuscito nell'intento, e gli aspiranti mangaka italiani che si ingegnano per andare a bottega presso qualche autore giapponese famoso sono sempre di più... Scoprendo spesso che in Giappone, a differenza che in Italia, valori come l'umiltà e l'impegno sono ancora al primo posto. Uno di questi giovani italiani speranzosi si chiama Davide Sarti (la sua pagina su DEVIANTART la trovate CLICCANDO QUI), e anche se ha solo una ventina d'anni da qualche mese si trova in Giappone per seguire il suo sogno...
Perchè parlo di Davide Sarti qui?
Perchè, siccome siamo nel 2014, da qualche settimana ha deciso di mettere sul suo canale youtube le sue riflessioni e le sue esperienze da assistente mangaka. Ovviamente questo non basta per essere citati nel BLOG italiano che mette in evidenza quello che gli altri trascurano (^__^), e infatti ve lo segnalo perchè nel suo ultimo video ha raccontato di quanto può essere stressante fare l'assistente mangaka, dei suoi inevitabili momenti di crollo psicologico e del fatto che, grazie al cielo, poteva contare sugli scambi di messaggi con il suo fidanzato...
Ora: nella cosa, di per sè, non c'è niente di straordinario. La cosa bella, però, è che in questo video di youtube ne parla con una naturalezza che - purtroppo - è ancora abbastanza rara dalle nostre parti, soprattutto quando si piazzano certe dichiarazioni in contesti in cui non ce ne sarebbe alcuna necessità. Il mondo del fumetto italiano, in particolare, da questo punto di vista sta attraversando una fase molto particolare. Nel senso che se da una parte diversi fumettisti LGBT si stanno emancipando (molto pochi, per la verità), in buona parte dei casi lo fanno molto parzialmente, e tirano fuori l'argomento il meno possibile...
C'è da dire che l'ambito manga è messo leggermente meglio di altri, perchè si appoggia comunque a modelli culturali diversi da quelli tipici occidentali, ma non significa che in questi contesti TUTTI i gay siano felici ed emancipati...
L'esempio di Davide Sarti, per fortuna, ci dimostra che essere gay fa parte della vita di una persona esattamente come la sua passione per il fumetto, e che se non si vive una vita a scompartimenti stagni le due cose inevitabilente finiscono per sovrapporsi.
Caro Davide Sarti, non ci conosciamo, ma penso che anche se sei andato in Giappone per imparare, con questo video hai dimostrato che sei tu ad avere molte cose da insegnare a tanti fumettisti avviati che non confesserebbero di essere gay nemmeno sotto tortura... E questo vale sia per quelli italiani che per quelli giapponesi.
Continua così.
lunedì 3 marzo 2014
venerdì 28 febbraio 2014
DIRLO O NON DIRLO?
Ciao a tutti, come va?
Il post di oggi parte dal fatto che il 7-8-9 marzo si terrà la nuova edizione di Mantova Comics, una delle poche manifestazioni fumettistiche italiane in cui l'aspetto professionale/culturale ha ancora lo stesso peso di quello commerciale e ludico. Infatti resta una delle poche manifestazioni che fa arrivare appositamente in loco talent scout ed editors stranieri per valutare i lavori dei fumettisti (o aspiranti tali) che vogliono collaborare con editori esteri. Certo, ora molte cose si possono ovviare con e-mail e altro, ma è pur vero che incontrare di persona un editor vuol dire saltare molti passaggi, ed è comunque tutta un'altra cosa. Parlo di questa cosa perchè, fra gli editor che interverranno a Mantova Comics 2014, c'è anche il simpatico Daniel Ketchum...
Classe 1981, lavora come supervisore editoriale alla MARVEL dal 2006 e viene a Mantova alla ricerca di nuovi talenti. Perchè ne parlo qui? Perchè, tanto per cambiare, sui siti e i blog italiani di fumetti hanno tutti riportato con un certo entusiasmo questa notizia, omettendo però un'informazione che, volendo, non è proprio secondaria: Daniel Ketchum è gay dichiarato, orgoglioso di esserlo e assolutamente bendisposto verso un certo tipo di tavole. Nel senso che, una volta tanto, se siete gay, avete una certa predisposizione per disegnare supereroi fascinosi e il vostro forte sono le anatomie maschili, è il genere di persona con cui potreste essere in sintonia. Oltretutto, giusto per ribadire il concetto, vi ricordo che nella sua gestione della più recente serie dedicata all'x-man Gambit ha PRETESO che il personaggio avesse TASSATIVAMENTE delle scene shirtless in ogni albo...
Ora: sicuramente è un editor serio e non valuta i disegnatori solo in base al sex appeal dei loro personaggi maschili, però è pur vero che se avete un portfolio che enfatizza questo aspetto forse, e dico forse, potreste essere valutati per eventuali iniziative future che richiedono ANCHE questa dote particolare. Così, giusto per la cronaca, vi ricordo che il simpatico Daniel Ketchum ha supervisionato anche gli albi dell'arco narrativo AGE OF X, in cui comparivano una discreta quantità di eroi poco vestiti, e in cui - una volta tanto - era richiesto che maschi e femmine avessero la stessa dose di sex appeal...
Detto questo può essere interessante notare che Daniel Ketchum è stato intervistato da una gran quantita di siti gay americani, e in perticolare siti gay specializzati in fumetti, senza mostrare alcun tipo di problema anche di fronte a domande della serie "con quale personaggio vorresti fidanzarti?" e cose del genere. Eppure, nonostante queste premesse, questo lato di lui viene bellamente ignorato negli spazi italiani dedicati al fumetto. Non so se per pudore, per disagio o che altro, ma considerando che come editor ha supervisionato anche il famoso albo del matrimonio di Northstar tutta questa indifferenza non mi sembra proprio casuale...
Comunque, ponendo anche il caso che sia io ad essere sospettoso, un'altra cosa che mi lascia un po' perplesso è il fatto che un personaggio del genere arriva a Mantova Comics quando sarà presente anche Luca Enoch (che con le tematiche gay ha una certa familiarità) e sarebbe bastato davvero molto poco per organizzare una tavola rotonda (anche extra fiera, eventualmente) per parlare di fumetti a tematica LGBT. Visto che, oltretutto, in questa manifestazione si dà un certo spazio ai blogger si sarebbe potuto chiamare qualcuno che gestisce un blog che si occupa di questo genere di fumetti (aemh... aemh...) e facendo venire un altro paio di ospiti di poteva davvero organizzare una cosa molto interessante.
Ovviamente non ci ha pensato nessuno.
Evidentemente nessuno ha pensato - anche in buona fede, presumo - che una cosa del genere potesse essere interessante. Così come nessuno ha ritenuto di dover dire che Daniel Ketchum è gay... E a questo punto il mio augurio è che non si ritrovi in situazioni imbarazzanti durante la sua permanenza in fiera e/o in Italia... E soprattutto mi auguro che eventuali fumettisti (gay e non), che non sanno di lui, non arrivino da lui dopo aver selezionato solo le tavole dove i personaggi femminili sono venuti meglio, nella speranza di fare colpo sul classico eterosessuale di turno...
Sapete una cosa? Inizio ad essere un po' stanco di questo andazzo.
Bisogna fare assolutamente qualcosa...
Il post di oggi parte dal fatto che il 7-8-9 marzo si terrà la nuova edizione di Mantova Comics, una delle poche manifestazioni fumettistiche italiane in cui l'aspetto professionale/culturale ha ancora lo stesso peso di quello commerciale e ludico. Infatti resta una delle poche manifestazioni che fa arrivare appositamente in loco talent scout ed editors stranieri per valutare i lavori dei fumettisti (o aspiranti tali) che vogliono collaborare con editori esteri. Certo, ora molte cose si possono ovviare con e-mail e altro, ma è pur vero che incontrare di persona un editor vuol dire saltare molti passaggi, ed è comunque tutta un'altra cosa. Parlo di questa cosa perchè, fra gli editor che interverranno a Mantova Comics 2014, c'è anche il simpatico Daniel Ketchum...
Classe 1981, lavora come supervisore editoriale alla MARVEL dal 2006 e viene a Mantova alla ricerca di nuovi talenti. Perchè ne parlo qui? Perchè, tanto per cambiare, sui siti e i blog italiani di fumetti hanno tutti riportato con un certo entusiasmo questa notizia, omettendo però un'informazione che, volendo, non è proprio secondaria: Daniel Ketchum è gay dichiarato, orgoglioso di esserlo e assolutamente bendisposto verso un certo tipo di tavole. Nel senso che, una volta tanto, se siete gay, avete una certa predisposizione per disegnare supereroi fascinosi e il vostro forte sono le anatomie maschili, è il genere di persona con cui potreste essere in sintonia. Oltretutto, giusto per ribadire il concetto, vi ricordo che nella sua gestione della più recente serie dedicata all'x-man Gambit ha PRETESO che il personaggio avesse TASSATIVAMENTE delle scene shirtless in ogni albo...
Ora: sicuramente è un editor serio e non valuta i disegnatori solo in base al sex appeal dei loro personaggi maschili, però è pur vero che se avete un portfolio che enfatizza questo aspetto forse, e dico forse, potreste essere valutati per eventuali iniziative future che richiedono ANCHE questa dote particolare. Così, giusto per la cronaca, vi ricordo che il simpatico Daniel Ketchum ha supervisionato anche gli albi dell'arco narrativo AGE OF X, in cui comparivano una discreta quantità di eroi poco vestiti, e in cui - una volta tanto - era richiesto che maschi e femmine avessero la stessa dose di sex appeal...
Detto questo può essere interessante notare che Daniel Ketchum è stato intervistato da una gran quantita di siti gay americani, e in perticolare siti gay specializzati in fumetti, senza mostrare alcun tipo di problema anche di fronte a domande della serie "con quale personaggio vorresti fidanzarti?" e cose del genere. Eppure, nonostante queste premesse, questo lato di lui viene bellamente ignorato negli spazi italiani dedicati al fumetto. Non so se per pudore, per disagio o che altro, ma considerando che come editor ha supervisionato anche il famoso albo del matrimonio di Northstar tutta questa indifferenza non mi sembra proprio casuale...
Comunque, ponendo anche il caso che sia io ad essere sospettoso, un'altra cosa che mi lascia un po' perplesso è il fatto che un personaggio del genere arriva a Mantova Comics quando sarà presente anche Luca Enoch (che con le tematiche gay ha una certa familiarità) e sarebbe bastato davvero molto poco per organizzare una tavola rotonda (anche extra fiera, eventualmente) per parlare di fumetti a tematica LGBT. Visto che, oltretutto, in questa manifestazione si dà un certo spazio ai blogger si sarebbe potuto chiamare qualcuno che gestisce un blog che si occupa di questo genere di fumetti (aemh... aemh...) e facendo venire un altro paio di ospiti di poteva davvero organizzare una cosa molto interessante.
Ovviamente non ci ha pensato nessuno.
Evidentemente nessuno ha pensato - anche in buona fede, presumo - che una cosa del genere potesse essere interessante. Così come nessuno ha ritenuto di dover dire che Daniel Ketchum è gay... E a questo punto il mio augurio è che non si ritrovi in situazioni imbarazzanti durante la sua permanenza in fiera e/o in Italia... E soprattutto mi auguro che eventuali fumettisti (gay e non), che non sanno di lui, non arrivino da lui dopo aver selezionato solo le tavole dove i personaggi femminili sono venuti meglio, nella speranza di fare colpo sul classico eterosessuale di turno...
Sapete una cosa? Inizio ad essere un po' stanco di questo andazzo.
Bisogna fare assolutamente qualcosa...
mercoledì 26 febbraio 2014
CORSI E RICORSI
Ciao a tutti, come va?
Quando ho iniziato a tenere questo BLOG devo ammettere che non pensavo che avrei finito per parlare così spesso delle cose di cui nessuno parla. Non so se si può definire controinformazione o altro, però più passa il tempo e più mi rendo conto che quando si parla di temi LGBT i siti italiani che si occupano di fumetti si lasciano sfuggire delle notizie davvero molto interessanti, che potrebbero offrire molti più spunti rispetto alla media delle notizie che vengono riferite di solito.
Ma tant'è...
La notizia di oggi, ad esempio, è una di quelle. Come sapete gli U.S.A. non sono tutti uguali, e ci sono degli Stati più conservatori di altri, con tutto quello che ne consegue. In North Carolina, ad esempio, è appena successo che il College of Charleston si è visto tagliare 52.000 $ di finanziamenti pubblici per l'anno 2014-2015.
Perchè ne parlo qui, vi chiederete?
Il fatto è che le somme tagliate sono esattamente la cifra che il suddetto istituto universitario aveva speso nell'anno 2013 per un corso molto particolare che si rivolgeva alle matricole. Il suddetto corso, infatti, consisteva nell'analisi del graphic novel FUN HOME di Alison Bechdel!
Per quei (spero) pochi che non sapessero di cosa sto parlando, il suddetto fumetto è la storia autobiografica di una nota autrice di fumetti lesbica e del suo rapporto col padre gay represso. Fumetto bellissimo e toccante, che peraltro è stato eletto libro dell'anno dalla prestigiosa rivista TIME (e che in Italia è pubblicato da Rizzoli). Il fatto che però la scuola lo abbia preso come riferimento per dei corsi non è andato giù ai politici locali e in particolare ad un certo Garry Smith, che ha insistito per questa operazione punitiva, dicendo che i suddetti corsi erano: "Pura e semplice promozione di uno stile di vita, senza dibattito accademico", e cioè - in parole semplici - che un corso del genere sarebbe stato proponibile solo se ci fosse stato un contraddittorio sulla questione "gay".
Così come sarebbe auspicabile un contraddittorio sul razzismo? Sulla libertà religiosa? Sul femminicidio, magari?
A volte è imbarazzante vedere che tutto il mondo è paese, anche se in questo caso il discorso vale solo fino a un certo punto.
Infatti qualcosa mi dice che da quelle parti ci saranno presto delle proteste a seguito di questa decisione, e inoltre non bisogna dimenticare che parliamo di un'Università che comunque aveva già speso in totale quasi 52.000 $ (37.000 euro) per realizzare dei corsi incentrati su un fumetto a tematica gay, trattato esattamente come un qualsiasi altro romanzo di formazione.
Siamo onesti: quante possibilità abbiamo di vedere una cosa del genere in Italia? Oltrettutto stiamo parlando di un'Università che si trova in un territorio molto conservatore, e che nonostante tutto ha adottato da tempo una politica molto gay friendly. Sul sito del College of Charleston c'è una pagina dedicata alle associazioni LGBT del territorio, due delle quali fanno capo proprio alla suddetta Università (CLICCATE QUI), e i suoi colleghi della University of South Carolina Upstate non sono da meno, visto che hanno fatto un corso per gli studenti del primo anno in cui si analizza la storia della prima radio LGBT locale (CLICCATE QUI)... Che a sua volta gli è valso un taglio di oltre 17.000 $ di fondi con gli stessi intenti punitivi.
Come dire che anche negli stati americani più conservatori ci sono situazioni che in Italia appartengono ancora al mondo delle favole, tant'è che in North Carolina la discussione non è stata sull'opportunità di parlare o meno di temi LGBT, ma sull'opportunità di spenderci 50.000 euro (sommando le spese per i corsi dei due istituti).
Direi che la cosa si commenta da sola.
Prima di lasciare spazio a vostri eventuali commenti (anche se di solito siete abbastanza silenziosi), vi lascio con un bel video in cui Alison Bechdel spiega come ha realizzato FUN HOME. Ciao e alla prossima.
Quando ho iniziato a tenere questo BLOG devo ammettere che non pensavo che avrei finito per parlare così spesso delle cose di cui nessuno parla. Non so se si può definire controinformazione o altro, però più passa il tempo e più mi rendo conto che quando si parla di temi LGBT i siti italiani che si occupano di fumetti si lasciano sfuggire delle notizie davvero molto interessanti, che potrebbero offrire molti più spunti rispetto alla media delle notizie che vengono riferite di solito.
Ma tant'è...
La notizia di oggi, ad esempio, è una di quelle. Come sapete gli U.S.A. non sono tutti uguali, e ci sono degli Stati più conservatori di altri, con tutto quello che ne consegue. In North Carolina, ad esempio, è appena successo che il College of Charleston si è visto tagliare 52.000 $ di finanziamenti pubblici per l'anno 2014-2015.
Perchè ne parlo qui, vi chiederete?
Il fatto è che le somme tagliate sono esattamente la cifra che il suddetto istituto universitario aveva speso nell'anno 2013 per un corso molto particolare che si rivolgeva alle matricole. Il suddetto corso, infatti, consisteva nell'analisi del graphic novel FUN HOME di Alison Bechdel!
Per quei (spero) pochi che non sapessero di cosa sto parlando, il suddetto fumetto è la storia autobiografica di una nota autrice di fumetti lesbica e del suo rapporto col padre gay represso. Fumetto bellissimo e toccante, che peraltro è stato eletto libro dell'anno dalla prestigiosa rivista TIME (e che in Italia è pubblicato da Rizzoli). Il fatto che però la scuola lo abbia preso come riferimento per dei corsi non è andato giù ai politici locali e in particolare ad un certo Garry Smith, che ha insistito per questa operazione punitiva, dicendo che i suddetti corsi erano: "Pura e semplice promozione di uno stile di vita, senza dibattito accademico", e cioè - in parole semplici - che un corso del genere sarebbe stato proponibile solo se ci fosse stato un contraddittorio sulla questione "gay".
Così come sarebbe auspicabile un contraddittorio sul razzismo? Sulla libertà religiosa? Sul femminicidio, magari?
A volte è imbarazzante vedere che tutto il mondo è paese, anche se in questo caso il discorso vale solo fino a un certo punto.
Infatti qualcosa mi dice che da quelle parti ci saranno presto delle proteste a seguito di questa decisione, e inoltre non bisogna dimenticare che parliamo di un'Università che comunque aveva già speso in totale quasi 52.000 $ (37.000 euro) per realizzare dei corsi incentrati su un fumetto a tematica gay, trattato esattamente come un qualsiasi altro romanzo di formazione.
Siamo onesti: quante possibilità abbiamo di vedere una cosa del genere in Italia? Oltrettutto stiamo parlando di un'Università che si trova in un territorio molto conservatore, e che nonostante tutto ha adottato da tempo una politica molto gay friendly. Sul sito del College of Charleston c'è una pagina dedicata alle associazioni LGBT del territorio, due delle quali fanno capo proprio alla suddetta Università (CLICCATE QUI), e i suoi colleghi della University of South Carolina Upstate non sono da meno, visto che hanno fatto un corso per gli studenti del primo anno in cui si analizza la storia della prima radio LGBT locale (CLICCATE QUI)... Che a sua volta gli è valso un taglio di oltre 17.000 $ di fondi con gli stessi intenti punitivi.
Come dire che anche negli stati americani più conservatori ci sono situazioni che in Italia appartengono ancora al mondo delle favole, tant'è che in North Carolina la discussione non è stata sull'opportunità di parlare o meno di temi LGBT, ma sull'opportunità di spenderci 50.000 euro (sommando le spese per i corsi dei due istituti).
Direi che la cosa si commenta da sola.
Prima di lasciare spazio a vostri eventuali commenti (anche se di solito siete abbastanza silenziosi), vi lascio con un bel video in cui Alison Bechdel spiega come ha realizzato FUN HOME. Ciao e alla prossima.
lunedì 24 febbraio 2014
FUORI DAL MONDO...
Ciao a tutti, come va?
Vivere in Italia in questo periodo ci abitua a vedere tante cose che una volta erano considerate assurde... Quindi, in teoria, uno dovrebbe finire per abituarsi a tutto, ma non è così (per fortuna).
E comunque quando la soglia dell'assurdo si alza possono accadere cose sempre più assurde, come ad esempio ritrovarsi in edicola il fumetto Lady Mafia...
Da che parte cominciamo? Forse è meglio premettere che non voglio urtare la sensibilità di nessuno, e che non ho niente di personale contro gli autori di questo fumetto. Quindi tutto quello che dirò in questo post non vuole essere in alcun modo offensivo verso nessuno.
Detto ciò tutto è partito quando su alcuni blog e siti italiani di fumetti leggo che in edicola esce questo fumetto, e che parlerà anche di omofobia, quindi quando l'ho visto nell'edicola sotto casa ne ho comprato una copia... E sono rimasto senza parole, in senso letterale. Intediamoci: nell'ambito delle autoproduzioni avevo già visto cose realizzate da persone che non sapevano disegnare o raccontare storie in maniera professionale, ma in ogni caso non arrivavano al di fuori del circuito delle autoproduzioni, dove finivano per estinguersi spontaneamente. Lady Mafia sovverte questa regola aurea, e molte altre.
Qui si parla di un fumetto che dopo tre numeri di prova distribuiti nelle edicole pugliesi viene riproposto in tutte le edicole italiane, in albi di 132 pagine su carta patinata, per un totale previsto di dieci uscite bimestrali... Oltre 1000 pagine per un fumetto che è semplicemente inqualificabile.
Disegnato in maniera inqualificabile e sceneggiato in maniera inqualificabile. Per darvi un'idea: se esistesse un dio dei fumetti Lady Mafia sarebbe una bibbia di bestemmie. Uno schiaffo a oltre cento anni di storia del fumetto. Una presa in giro di tutto ciò in cui un aspirante fumettista dovrebbe credere e di tutti coloro che si impegnano seriamente per creare qualcosa di professionale. Un insulto per tanti onesti e bravi fumettisti che non hanno mai avuto la possibilità di farsi notare, di arrivare in edicola, o anche solo di autoprodursi.
Troppo critico? Sfogliatene una copia e sappiatemi dire.
Anzi, credo di poter affermare che nelle edicole italiane non si è mai vista una cosa disegnata in maniera così approssimativa, nemmeno durante il boom dei tascabili porno. Disegni a parte, però, la storia (dialoghi compresi) è davvero sgradevole, e il fatto che ci sia di mezzo la mafia non c'entra nulla.
Molto in sintesi Lady Mafia è la storia dell'ultima superstite di una famiglia, sterminata (e stuprata, bambini compresi) dai sicari di un clan mafioso, che per attuare la sua vendetta (anni dopo) si fa passare per suo fratello sotto falso nome (a che serve farsi passare per suo fratello, se poi deve comunque usare un falso nome?!?), cercando di fare carriera nella famiglia mafiosa che le ha sterminato la famiglia. Per questo non si fa problemi a compiere crimini e azioni di tutti i tipi ("illustrate" nei dettagli), sfruttando la sua identità femminile per assassinare quelli che sono i suoi boss mentre si veste da uomo. Apparentemente lo spunto non sarebbe neanche male, se la trama non fosse sviluppata in maniera del tutto impropria e inverosimile, adottando peraltro scelte assurde (tipo Lady Mafia che da maschio si veste come un gangstern degli anni '30, con tanto di armi nascoste nella custodia del violino!).
La storia è ambientata in Puglia e gli autori sono molto orgogliosi di presentare luoghi reali e facilmente riconoscibili (anche se poi sono riconoscibili in maniera molto relativa, con quei disegni). Buon per loro (e per il portale di promozione turistica beautifulpuglia.com, che a quanto pare è stato felice di essere segnalato sul suddetto albo, assieme ad una serie di locali ed esercizi commerciali che fanno da sfondo ad accordi illeciti, omicidi, squartamenti e altro... Contenti loro...).
Io sono mezzo pugliese, e non ce l'ho con la Puglia o i pugliesi (ci mancherebbe!). Non ce l'ho nemmeno con gli autori (che non conosco), ma è più forte di me: è la prima volta che mi sento in dovere di riassumere un fumetto con l'aggettivo "squallido".
Il problema, però, non è nel fumetto in quanto tale (se uno vuole ha il diritto di proporre quello che vuole come vuole), ma nelle reazioni che sta suscitando e nel fatto che, nonostante tutto, sta diventando un caso editoriale.
Mi spiego meglio: questo albo è stato segnalato da alcuni fra i maggiori siti e blog di fumetti italiani, come un qualsiasi altro fumetto, senza peraltro risparmiare lodi e complimenti agli autori per la loro originalità, e qualcuno ha avuto il coraggio di presentare la protagonista come la versione femminile di Diabolik... Per qualche motivo, probabilmente per la tematica (che nessun grande editore italiano ha mai osato affrontare), ne hanno parlato anche dei quotidiani nazionali (persino ILSOLE24ORE, che è un quotidiano economico e coi fumetti a poco e niente a che fare), e reti televisive locali e nazionali. Su facebook la sua pagina ha superato gli 8000 fans (i "mi piace" solo nell'ultimo week-end sono stati un centinaio) e il suddetto albo è comparso anche nell'episodio di una fiction RAI (Braccialetti Rossi, ambientata in Puglia anch'essa), che viene mandata in onda proprio in questo periodo.
Ha sollecitato l'interesse (e soprattutto le critiche) di una quantità di associazioni antimafia e persino di qualche deputato che ne ha auspicato il ritiro immediato... E le hanno dedicato persino una canzone (che non è neanche brutta)...
E la cosa più assurda in tutta questa storia è che se ne parla ovunque sempre di più, senza che nessuno entri nel merito del fumetto in quanto tale, che è obbiettivamente un obbrobrio sotto tutti i punti di vista. E ripeto: la mafia è proprio l'ultima cosa che dovrebbe essere considerata nella valutazione di questo albo. Al di là del fatto che - pare - la protagonista sia bisessuale (anche se per lei le donne non possono essere più che amiche) e che nei prossimi numeri si parlerà più nello specifico di omosessualità e omofobia, nonchè di altri temi molto delicati (e già tremo), ne parlo qui perchè tutto questo dimostra tutta una serie di teorie che ho esposto nel corso degli anni.
E lo fa nel peggiore dei modi.
La prima cosa che dimostra è che se qualcuno ha le possibilità, in questo paese, può autoprodursi un fumetto e arrivare in edicola (o altrove) senza problemi e senza filtri, pur presentando qualcosa di inguardabile e/o affrontando temi scomodi. Se però uno ha talento e non ha soldi deve adeguarsi - nella migliore delle ipotesi - ai vincoli dei grandi editori, o magari appendere la carriera al chiodo per mancanza di visibilità.
La seconda è che in questo paese i media più popolari non hanno alcuna competenza in fatto di fumetti, perchè non è davvero possibile segnalare Lady Mafia sorvolando sul fatto che è un fumetto inguardabile.
La terza è che si intuisce che per i giornalisti i fumetti "veri" sono solo quelli che arrivano in edicola, perchè tutto questo casino non è mai stato fatto per cose simili, ma molto più interessanti, come la versione a fumetti del romanzo ACQUA STORTA, che peraltro parlava di mafia e omosessualità maschile.
La quarta è che se c'è una protagonista femminile sexy, per quanto disegnata male, riesce comunque a calamitare l'attenzione di molte persone che, evidentemente, dalle nostre parti non guardano tanto per il sottile a certe cose (e qui si potrebbero aprire molte parentesi) e/o sono totalmente disabituate ad avere un minimo di senso estetico.
La quinta è che ci sono aspiranti autori di fumetti che non hanno senso critico e/o accettano il fatto che bisogna raggiungere un minimo sindacale di preparazione prima di lanciarsi, ma in compenso hanno un'autostima notevole: quelli di questo fumetto si dichiarano disponibili anche a tenere dei workshop!
Quindi il fatto che il disegnatore abbia prodotto tavole come queste pur essendo nato nel 1985 (fate un po' voi i conti), evidentemente è considerato nella norma per un buon professionista... Il che non sarebbe neanche una cosa nuova, ma se albi come Lady Mafia arrivano in edicola e attirano l'attenzione rischiano di rovinare la reputazione dei fumetti in generale. E non perchè parlano di mafia, ripeto.
La sesta è che certi argomenti attirano l'attenzione, anche se sono considerati dei tabù dai grandi editori, che pur di non rischiare preferiscono perdere vagonate di lettori presentando ambientazioni sciapette e situazioni in cui il pubblico italiano non si identifica più. Se la Bonelli, con i suoi mezzi, realizzasse un fumetto ambientato nell'Italia della mafia farebbe i milioni... Ma non lo farà MAI.
La settima è che i blog e i siti di fumetti italiani non si fanno problemi a segnalare Lady Mafia con dovizia di particolari, ma su altri argomenti - ad esempio i fumetti a tema gay - sono ipercritici e spesso pongono dei filtri a monte parlandone il meno possibile.
La cosa più inquietante di tutte, però, è che - se nell'Italia del 2014 siamo arrivati ad una situazione del genere - vuol dire che qualcosa di essenziale si è inceppato in maniera imbarazzante, e ad un livello più profondo di quanto si pensasse. Se è vero che i fumetti sono il riflesso della società e della cultura che li produce, essere arrivati a parlare di una cosa del genere in questi termini vuol dire che la situazione sta andando completamente fuori controllo.
Forse è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche sul serio.
Voi cosa ne pensate?
Vivere in Italia in questo periodo ci abitua a vedere tante cose che una volta erano considerate assurde... Quindi, in teoria, uno dovrebbe finire per abituarsi a tutto, ma non è così (per fortuna).
E comunque quando la soglia dell'assurdo si alza possono accadere cose sempre più assurde, come ad esempio ritrovarsi in edicola il fumetto Lady Mafia...
Da che parte cominciamo? Forse è meglio premettere che non voglio urtare la sensibilità di nessuno, e che non ho niente di personale contro gli autori di questo fumetto. Quindi tutto quello che dirò in questo post non vuole essere in alcun modo offensivo verso nessuno.
Detto ciò tutto è partito quando su alcuni blog e siti italiani di fumetti leggo che in edicola esce questo fumetto, e che parlerà anche di omofobia, quindi quando l'ho visto nell'edicola sotto casa ne ho comprato una copia... E sono rimasto senza parole, in senso letterale. Intediamoci: nell'ambito delle autoproduzioni avevo già visto cose realizzate da persone che non sapevano disegnare o raccontare storie in maniera professionale, ma in ogni caso non arrivavano al di fuori del circuito delle autoproduzioni, dove finivano per estinguersi spontaneamente. Lady Mafia sovverte questa regola aurea, e molte altre.
Qui si parla di un fumetto che dopo tre numeri di prova distribuiti nelle edicole pugliesi viene riproposto in tutte le edicole italiane, in albi di 132 pagine su carta patinata, per un totale previsto di dieci uscite bimestrali... Oltre 1000 pagine per un fumetto che è semplicemente inqualificabile.
Disegnato in maniera inqualificabile e sceneggiato in maniera inqualificabile. Per darvi un'idea: se esistesse un dio dei fumetti Lady Mafia sarebbe una bibbia di bestemmie. Uno schiaffo a oltre cento anni di storia del fumetto. Una presa in giro di tutto ciò in cui un aspirante fumettista dovrebbe credere e di tutti coloro che si impegnano seriamente per creare qualcosa di professionale. Un insulto per tanti onesti e bravi fumettisti che non hanno mai avuto la possibilità di farsi notare, di arrivare in edicola, o anche solo di autoprodursi.
Troppo critico? Sfogliatene una copia e sappiatemi dire.
Anzi, credo di poter affermare che nelle edicole italiane non si è mai vista una cosa disegnata in maniera così approssimativa, nemmeno durante il boom dei tascabili porno. Disegni a parte, però, la storia (dialoghi compresi) è davvero sgradevole, e il fatto che ci sia di mezzo la mafia non c'entra nulla.
Molto in sintesi Lady Mafia è la storia dell'ultima superstite di una famiglia, sterminata (e stuprata, bambini compresi) dai sicari di un clan mafioso, che per attuare la sua vendetta (anni dopo) si fa passare per suo fratello sotto falso nome (a che serve farsi passare per suo fratello, se poi deve comunque usare un falso nome?!?), cercando di fare carriera nella famiglia mafiosa che le ha sterminato la famiglia. Per questo non si fa problemi a compiere crimini e azioni di tutti i tipi ("illustrate" nei dettagli), sfruttando la sua identità femminile per assassinare quelli che sono i suoi boss mentre si veste da uomo. Apparentemente lo spunto non sarebbe neanche male, se la trama non fosse sviluppata in maniera del tutto impropria e inverosimile, adottando peraltro scelte assurde (tipo Lady Mafia che da maschio si veste come un gangstern degli anni '30, con tanto di armi nascoste nella custodia del violino!).
La storia è ambientata in Puglia e gli autori sono molto orgogliosi di presentare luoghi reali e facilmente riconoscibili (anche se poi sono riconoscibili in maniera molto relativa, con quei disegni). Buon per loro (e per il portale di promozione turistica beautifulpuglia.com, che a quanto pare è stato felice di essere segnalato sul suddetto albo, assieme ad una serie di locali ed esercizi commerciali che fanno da sfondo ad accordi illeciti, omicidi, squartamenti e altro... Contenti loro...).
Io sono mezzo pugliese, e non ce l'ho con la Puglia o i pugliesi (ci mancherebbe!). Non ce l'ho nemmeno con gli autori (che non conosco), ma è più forte di me: è la prima volta che mi sento in dovere di riassumere un fumetto con l'aggettivo "squallido".
Il problema, però, non è nel fumetto in quanto tale (se uno vuole ha il diritto di proporre quello che vuole come vuole), ma nelle reazioni che sta suscitando e nel fatto che, nonostante tutto, sta diventando un caso editoriale.
Mi spiego meglio: questo albo è stato segnalato da alcuni fra i maggiori siti e blog di fumetti italiani, come un qualsiasi altro fumetto, senza peraltro risparmiare lodi e complimenti agli autori per la loro originalità, e qualcuno ha avuto il coraggio di presentare la protagonista come la versione femminile di Diabolik... Per qualche motivo, probabilmente per la tematica (che nessun grande editore italiano ha mai osato affrontare), ne hanno parlato anche dei quotidiani nazionali (persino ILSOLE24ORE, che è un quotidiano economico e coi fumetti a poco e niente a che fare), e reti televisive locali e nazionali. Su facebook la sua pagina ha superato gli 8000 fans (i "mi piace" solo nell'ultimo week-end sono stati un centinaio) e il suddetto albo è comparso anche nell'episodio di una fiction RAI (Braccialetti Rossi, ambientata in Puglia anch'essa), che viene mandata in onda proprio in questo periodo.
Ha sollecitato l'interesse (e soprattutto le critiche) di una quantità di associazioni antimafia e persino di qualche deputato che ne ha auspicato il ritiro immediato... E le hanno dedicato persino una canzone (che non è neanche brutta)...
E la cosa più assurda in tutta questa storia è che se ne parla ovunque sempre di più, senza che nessuno entri nel merito del fumetto in quanto tale, che è obbiettivamente un obbrobrio sotto tutti i punti di vista. E ripeto: la mafia è proprio l'ultima cosa che dovrebbe essere considerata nella valutazione di questo albo. Al di là del fatto che - pare - la protagonista sia bisessuale (anche se per lei le donne non possono essere più che amiche) e che nei prossimi numeri si parlerà più nello specifico di omosessualità e omofobia, nonchè di altri temi molto delicati (e già tremo), ne parlo qui perchè tutto questo dimostra tutta una serie di teorie che ho esposto nel corso degli anni.
E lo fa nel peggiore dei modi.
La prima cosa che dimostra è che se qualcuno ha le possibilità, in questo paese, può autoprodursi un fumetto e arrivare in edicola (o altrove) senza problemi e senza filtri, pur presentando qualcosa di inguardabile e/o affrontando temi scomodi. Se però uno ha talento e non ha soldi deve adeguarsi - nella migliore delle ipotesi - ai vincoli dei grandi editori, o magari appendere la carriera al chiodo per mancanza di visibilità.
La seconda è che in questo paese i media più popolari non hanno alcuna competenza in fatto di fumetti, perchè non è davvero possibile segnalare Lady Mafia sorvolando sul fatto che è un fumetto inguardabile.
La terza è che si intuisce che per i giornalisti i fumetti "veri" sono solo quelli che arrivano in edicola, perchè tutto questo casino non è mai stato fatto per cose simili, ma molto più interessanti, come la versione a fumetti del romanzo ACQUA STORTA, che peraltro parlava di mafia e omosessualità maschile.
La quarta è che se c'è una protagonista femminile sexy, per quanto disegnata male, riesce comunque a calamitare l'attenzione di molte persone che, evidentemente, dalle nostre parti non guardano tanto per il sottile a certe cose (e qui si potrebbero aprire molte parentesi) e/o sono totalmente disabituate ad avere un minimo di senso estetico.
La quinta è che ci sono aspiranti autori di fumetti che non hanno senso critico e/o accettano il fatto che bisogna raggiungere un minimo sindacale di preparazione prima di lanciarsi, ma in compenso hanno un'autostima notevole: quelli di questo fumetto si dichiarano disponibili anche a tenere dei workshop!
Quindi il fatto che il disegnatore abbia prodotto tavole come queste pur essendo nato nel 1985 (fate un po' voi i conti), evidentemente è considerato nella norma per un buon professionista... Il che non sarebbe neanche una cosa nuova, ma se albi come Lady Mafia arrivano in edicola e attirano l'attenzione rischiano di rovinare la reputazione dei fumetti in generale. E non perchè parlano di mafia, ripeto.
La sesta è che certi argomenti attirano l'attenzione, anche se sono considerati dei tabù dai grandi editori, che pur di non rischiare preferiscono perdere vagonate di lettori presentando ambientazioni sciapette e situazioni in cui il pubblico italiano non si identifica più. Se la Bonelli, con i suoi mezzi, realizzasse un fumetto ambientato nell'Italia della mafia farebbe i milioni... Ma non lo farà MAI.
La settima è che i blog e i siti di fumetti italiani non si fanno problemi a segnalare Lady Mafia con dovizia di particolari, ma su altri argomenti - ad esempio i fumetti a tema gay - sono ipercritici e spesso pongono dei filtri a monte parlandone il meno possibile.
La cosa più inquietante di tutte, però, è che - se nell'Italia del 2014 siamo arrivati ad una situazione del genere - vuol dire che qualcosa di essenziale si è inceppato in maniera imbarazzante, e ad un livello più profondo di quanto si pensasse. Se è vero che i fumetti sono il riflesso della società e della cultura che li produce, essere arrivati a parlare di una cosa del genere in questi termini vuol dire che la situazione sta andando completamente fuori controllo.
Forse è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche sul serio.
Voi cosa ne pensate?
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