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martedì 26 luglio 2011

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Di solito non parlo di politica perchè penso che c'è già abbastanza gente che lo fa, però non si vive a compartimenti stagni e ci sono certe notizie che influiscono anche su ambiti che con la politica non hanno niente a che fare. Ad esempio: c'era una volta un proposta, molto modesta, di legge contro l'omofobia. Qualcuno però ha detto che era incostituzionale, perchè rendeva gli omosessuali dei privilegiati rispetto a chi li discriminava. Questa obiezione è stata messa ai voti ed è appena passata: per i politici italiani, quindi, una legge contro l'omofobia è incostituzionale e perciò non si può fare...In parole povere hanno istituzionalizzato l'omofobia, ammettendo che da noi i diritti degli omofobi sono più importanti di quelli degli omosessuali. Non commenterò questa cosa, che si commenta da sola, ma è evidente che - in una nazione dove si arriva a tanto - il valore simbolico di una produzione culturale a tema gay è dieci volte superiore a quello che avrebbe in un'altra nazione occidentale, anche perchè deve farsi strada in condizioni dieci volte più difficoltose. Forse sbaglierò, ma sono portato a pensare che con queste premesse anche i fumetti a tema gay, in Italia, hanno un nonsochè di eroico. Soprattutto se si condiderà che, per via del clima di cui sopra, la comunità gay italiana ha una grande penuria di riferimenti culturali che vadano al di là dei soliti luoghi comuni che circolano nello stesso mondo gay, che in Italia rimane fondamentalmente quello dei locali... Non che ci sia nulla di male, ma va da sè che senza stimoli culturali la comunità gay di una nazione non riuscirà mai a prendere coscienza della reale condizione in cui si trova, si evolverà a ritmi biblici e continuerà ad accettare a testa bassa una situazione come quella in cui versa l'Italia di oggi. Detto questo, anche a titolo educativo, passo a segnalarvi quel che succede altrove. Come saprete si è appena conclusa la San Diego ComiCon, una delle più grandi fiere del fumetto del mondo. Tanto per cominciare segnalo che il fumettista gay Eric Shanower (che vedete nella foto sotto allo stand della sua casa editrice) ha vinto il suo ennesimo premio.
Questa volta, però, si è guadagnato l'Eisner Award per la sceneggiatura del miglior adattamento a fumetti. Merito del suo lavoro per la saga a fumetti dedicata alla serie di libri del mago di Oz, attualmente pubblicata dalla MARVEL (tanto per cambiare), che si è segnalata in particolare per l'adattamento de IL MAGNIFICO MONDO DI OZ, il secondo volume della saga.
La cosa acquista particolare importanza per il mondo gay per almeno due motivi, oltre al fatto che Eric Shanower è gay dichiarato. Infatti la saga del Mago di OZ è un cult per ogni gay americano che si rispetti, e questo volume in particolare è incentrato sulle vicende del giovane Tip, un ragazzino che si scoprirà essere in realtà Ozma di Oz, leggittima erede al trono del regno incantato (nonchè prima principessina transessuale del mondo delle fiabe). Tuttavia le notizie gay friendly dalla fiera non si fermano qui. Durante la conferenza sui gay nel fumetto il simpatico Dan Parent (che vedete nella foto sotto), ha confermato che a breve partirà la serie regolare dedicata a Kevin Keller (il primo teenager gay dichiarato della Archie Comics) e non solo... Infatti ha deciso che gli dedicherà delle storie ambientate nel futuro (come già accade ad altri personaggi della Archie Comics), in cui sarà regolarmente sposato!
Quando si dice battere il ferro finch'è caldo. E come se tutto ciò non bastasse Dan Parent ha anche dato il suo contributo per l'asta di disegni originali con cui la Prism Comics raccoglie fondi in occasione della San Diego ComiCon. Infatti ha messo a disposizione un disegno originale di Kevin Keller.
Ed era in buona compagnia, visto che fra i disegnatori che hanno messo a disposizione i loro lavori c'erano anche il fumettista JH Williams III e il guru dell'illustrazione supereroistica Alex Ross, che hanno realizzato dei bellissimi disegni di Batwoman.
Dopotutto l'unione fa la forza, vero? E a quanto pare negli USA questa filosofia di vita è abbastanza diffusa. Così come una buona dose di clima gay friendly nelle fiere del fumetto. Intendiamoci: anche le fiere del fumetto italiane sono dei luoghi più gay friendly della media, ma ufficialmente hanno ancora una certa tendenza a non esplicitare troppo la cosa. Anche perchè, effettivamente, dalle nostre parti non ci sono personaggi di spicco che contribuiscono a sdoganare il concetto di omosessualità nelle fiere del fumetto. Personaggi come l'attore gay dichiarato John Barrowman, ad esempio, che quest'anno - in occasione dell'ennesima conferenza sul serial Torchwood - ha scoperto che un suo fan compiva gli anni... E ha pensato di fargli gli auguri in maniera molto speciale. Come? Date un'occhiata al video qui sotto...

Simpatico, vero? Prego notare la reazione divertita e complice del pubblico (nonchè la battuta dell'attore sulla speranza di non avere contratto l'herpes). Evidentemente qualcosa del genere dalle nostre parti è ancora un'ipotesi abbastanza remota.. Tuttavia sono sempre del parere che anche da noi ci siano delle spinte verso un rinnovamento generale dei costumi, e - anche se si tratta di spinte ancora molto deboli rispetto alle spinte contrarie - si tratta di spinte sempre più decise. Cosa accadrà in futuro non ci è dato saperlo, ma proprio per questo non darei per scontato che le cose siano destinate a rimanere sempre uguali. L'importante è tirare fuori gli argomenti su cui riflettere e schiarirsi le idee. Ad esempio: guardando le foto dei cosplay della San Diego ComiCon 2011 (CLICCATE QUI PER AVERNE UN'IDEA) non ho potuto fare a meno di riflettere su una cosa... E non mi riferisco alla grande quantità di cosplay carini e seminudi (palestrati e non)...
La mia era una riflessione di altro genere. Per anni e anni non ho potuto fare a meno di notare che nelle fiere del fumetto americane la stragrande maggioranza dei cosplay di ambo i sessi si ispirava al mondo dei supereroi. Anche negli USA ci sono cosplay che impersonano personaggi che arrivano dal mondo del cinema, dei manga e dei videogiochi, ma si tratta di una minoranza molto risicata.
Devo essere sincero: per anni ho pensato che il fatto che i cosplay americani preferissero i supereroi e le supereroine fosse legato al fatto che avessero una visione un po' limitata del mondo del fumetto, anche perchè i supereroi detengono da sempre il monopolio culturale nell'industria del fumetto americano...
Tuttavia, adesso che manga e anime si stanno diffondendo anche negli USA, e in qualche caso si vendono anche meglio dei fumetti di supereroi, probabilmente il fenomeno deve essere interpretato in un modo diverso. Forse il punto è che, a differenza di altri prodotti, i fumetti di supereroi sono americani al 100% e fanno parte della cultura americana come le torte di mele e la statua della libertà. Quindi per un appassionato (o un'appassionata) di fumetti americano rappresentano anche un modo per celebrare la loro cultura di appartenenza, che dimostrano di conoscere perfettamente...
Proprio per questo i cosplay americani possono trasformarsi anche in un manifesto per sottolineare come questa cultura è cambiata. Ad esempio quando reinterpretano i costumi classici, magari in chiave gay, per conferirgli un significato supplementare...
O addirittura impersonando coppie di supereroi (o supereroine) notoriamente omosessuali...
In quel caso non solo sposano le loro radici culturali, ma danno ai loro travestimenti un valore aggiunto. Questo approccio sarebbe confermato anche dalle personalizzazioni dei cosplay in senso etero, e anche per quel che riguarda i personaggi del mondo dell'animazione...
Tutto questo ragionamento, però, non ha potuto fare a meno di farmi pensare che nelle fiere di fumetto italiane la stragrande maggioranza dei cosplay non si ispira ai personaggi italiani. Tantissimi manga e videogames, una minoranza di supereroi americani, una discreta quantità di personaggi che arrivano dal mondo dell'animazione e del cinema... Ma anche nelle fiere più grosse i cosplay che si ispirano al Made in Italy restano poche decine, e mediamente hanno un'età abbastanza alta.
Perchè? Prima pensavo che dipendesse dal fatto che i personaggi del fumetto italiano si prestano poco al mondo dei cosplay e sono tuttosommato anonimi, ma alla luce del ragionamento di oggi sono portato a pensare che il motivo sia un altro. Quanti lettori italiani di fumetti considerano i fumetti italiani parte della propria cultura? Quanti si sentono davvero rappresentati da loro? Il fatto che tantissimi giovani cosplay si identificano solo nei prodotti culturali di altri paesi non dovrebbe porre qualche interrogativo sui fumetti italiani e sul loro valore simbolico? E se i fumetti italiani sono lo specchio della cultura italiana questo significa che i giovani di oggi non si identificano più nella cultura del loro paese?
Non ho risposte, ma secondo me questa è una di quelle cose che passano inosservate quando invece dovrebbero farci riflettere tutti.
Prima che sia troppo tardi.
Alla prossima.

3 commenti:

Luca ha detto...

I tuoi fumetti ormai sono morti e defunti eh?

(articoli interessanti, ma ormai sono secoli che non si hanno update dello status dei tuoi fumetti... peccato!)

XieZhi ha detto...

Veramente molto molto interessante il tuo blog, mi sa che lo aggiungo tra quelli che seguo!

Wally Rainbow ha detto...

Grazie! Un seguace in più fa sempre piacere :-)E riguardo ai miei fumetti non sono defunti, anzi...