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mercoledì 16 giugno 2010

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
A quanto pare i francesi prendono decisamente sul serio la cultura pop, soprattutto quando viene veicolata dai fumetti. Forse è anche per questo che, da quando i manga hanno invaso la Francia, hanno rappresentato un apripista per la valorizzazione della cultura giapponese nel suo insieme... Tant'è che il grande Japan Expo che si tiene a nord di Parigi è giunto alla sua undicesima edizione, e per la modica cifra di 14 euro al giorno (dal primo al quattro luglio) garantisce una grande varietà di esibizioni, ospiti e iniziative, al di là dei momenti incentrati su manga e anime, ovviamente... Per maggiori informazioni potete cliccare sull'immagine qui sotto...
Al di là del fatto che il Japan Expo è una manifestazione che col suo programma fa sembrare sgangherate anche le migliori fiere italiane, e al di là del fatto che riesce a mobilitare artisti giapponesi di tutti i tipi (dalla musica alle arti marziali, dal cinema alla cucina, dal design alla moda, dall'aiku al sudoku...), quest'anno offrirà l'occasione per presentare ufficialmente un esperimento decisamente importante, perlomeno per i parametri del pubblico di questo blog. Infatti al Japan Expo debutterà la prima fanzine (fan magazine) francese dedicata al mondo dei bara manga! Si chiamerà DOKKUN e si presenterà così...
L'idea parte da alcuni ragazzi francesi appassionati di bara manga che si sono conosciuti su alcuni siti per appassionati di yaoi. Per la precisione le menti che stanno dietro a questo progetto (e che forniscono anche parte dei fumetti presenti nel primo numero) si fanno chiamare Lex, Gigan, Veebee e Fabrissou. Di questi solo Fabrissou aveva tentato la carta dell'autoproduzione, pubblicando qualche anno fa il fumetto L'HOPITAL DE L'AMOUR, che verrà ristampato proprio in occasione del Japan Expo con alcune pagine inedite...
Com'era prevedibile i ragazzi hanno già incontrato qualche problemino (agli inizi è sempre così!), visto che la direzione del Japan Expo gli ha chiesto di esporre un manifesto meno provocante di quello previsto, che è stato utilizzato anche per la copertina del primo numero di DOKKUN (cliccateci sopra per vederlo nei dettagli)...
Mhhh... Scommettiamo che se al posto dell'orsetto ci fosse stata una bella ragazza nessuno avrebbe avuto niente da obbiettare? In ogni caso, in occasione del lancio della fanzine, i ragazzi hanno anche realizzato una serie di stampe con soggetti bara che serviranno anche a promuovere presso il grande pubblico diversi aspiranti artisti bara (ovviamente francesi)...
Personalmente penso che questa sia un'iniziativa encomiabile, anche perchè, a quanto pare, in Francia ci sono diversi artisti bara che meriterebbero maggiore visibilità, non foss'altro per la loro grande abilità tecnica... Per esempio: qui di seguito potete vedere un bel poster realizzato da Silencio... Cliccate sull'immagine per ingrandirla e poi ditemi cosa ne pensate...
Il poster in questione è ispirato al fumetto a cui Silencio sta lavorando: un fantasy omoerotico dal titolo DUNGEON GUARDS, il cui prologo verrà ospitato proprio sulle pagine di DOKKUN. Siccome questo è il blog che vi mostra quello che gli altri non vi mostrano (e generalmente ignorano), qui di seguito vi mostro due tavole del fumetto in questione (debitamente censurate dall'autore per non perdere aquirenti potenziali).
Che dire? Bravi ai nostri amici francesi e speriamo che abbiano un grande successo (non sia mai che riescano a influenzare un pochino anche la realtà italiana...)! Tuttavia c'è da dire che fa uno strano effetto pensare che un'iniziativa come questa debutterà in una fiera alla quale parteciperanno mangaka di primo piano (quest'anno ci saranno Masakazu KATSURA, Aya KANNO, Kazue KATO, An NAKAHARA, Tsukasa HÔJÔ, Hiro MASHIMA, Jun MOCHIZUKI e persino la creatrice di Hello Kitty Yuko SHIMIZU!), segno evidente che i tempi iniziano ad essere maturi per una legittimazione del bara manga anche in occidente... Staremo a vedere... Intanto, siccome questo è un blog culturale a tutto tondo, vi lascio con un video che presenta gli ospiti musicali del Japan Expo 2010, che porteranno in Francia un bello spaccato della musica pop giapponese di oggi...

A prescindere dai gusti personali non posso fare a meno di pensare che, mentre in Francia le fiere fanno arrivare gli artisti direttamente dal Giappone senza badare a spese, in Italia anche le fiere più importanti fanno economia buttandosi sulle cover band e sugli interpreti delle sigle televisive italiane (meglio se di una ventina di anni fa)... Forse perchè in Francia manga e affini sono considerati un investimento culturale, mentre in Italia vengono ritenuti solo un modo come un altro per lucrare sulle passioni (e le nostalgie) del pubblico degli appassionati?
Traete voi le conclusioni.
Alla prossima.

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lunedì 14 giugno 2010

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Mentre la scena italiana continua a non essere propriamente effervescente dal punto di vista del fumetto a tematica GLBT, oggi mi tocca realizzare un nuovo post sulle novità che arrivano dagli Stati Uniti, dove - evidentemente - le cose vanno diversamente, soprattutto se si considerano le produzioni che ora vado a segnalarvi. Giusto per cominciare vi segnalo che è in uscita un fumetto indipendente sulla vita dei tre numi tutelari della beat generation, che - per chi non lo sapesse - è stato quel movimento culturale che a partire dagli anni '50 ha posto le basi per alcuni cambiamenti sociali determinanti anche per la nascita del moderno movimento di liberazione omosessuale. Il fumetto di cui sto parlando, nello specifico, è incentrato sulle figure di Kerouac, Ginsberg e Burroughs...
Ne parlo qui anche perchè il poeta Allen Ginsberg era apertamente omosessuale e aveva portato avanti una relazione col suo segretario Peter Orlowsky fino al momento della sua morte (nel 1997). Caso vuole che Peter Orlowsky sia venuto a mancare proprio lo scorso 30 maggio, e così - da qualche parte - si è ricongiunta una delle prime coppie gay che ha vissuto liberamente la propria condizione in un epoca in cui era davvero molto difficile farlo. Nel 1963, ben prima di Stonewall, i due decisero di celebrare il loro amore anche in una celebre foto del ritrattista Richard Avedon, che potete vedere qui sotto (Ginseberg a destra, Orlowsky a sinistra).
Giusto per rimanere in tema di celebrazioni e di fumetti che ricordano i tempi che furono, vi segnalo anche che negli USA è in distribuzione la ristampa di un classico del fumetto a tema GLBT, che a suo tempo emancipò definitamente questo genere: mi riferisco a "Stuck Rubber Baby", arrivato in Italia anni fa come "Figlio di un preservativo bucato" (lo conoscete tutti, vero?), l'intensa graphic novel semi autobiografica realizzata da Howard Cruse, che in occasione del quindicesimo anniversario dalla prima pubblicazione sfoggerà anche una nuova copertina.
Oggi come allora il volume verà pubblicato sotto l'etichetta Vertigo, la divisione "adulta e sperimentale" della DC Comics (l'editore di Superman e Batman). So che potrebbe risultare un po' masochista, ma vi faccio notare che nessun grande editore italiano di fumetti ha una divisione "adulta e sperimentale". In attesa che la Planeta De Agostini (licenziataria DC Comics per l'Italia), ristampi il volume anche da noi, volevo segnalarvi che - giustamente - in occasione di questa uscita il caro vecchio Haward Cruse (foto sotto) ha cominciato il suo tour promozionale (anche perchè giugno rimane pur sempre il mese del Gay Pride).
Per completezza vi rendo noto che la prima tappa del suddetto tour sarà il 16 giugno alla Bronx Academy of Arts and Dance di New York, a riprova del fatto che nelle grandi città americane c'è un approccio decisamente trasversale all'arte a alla cultura. Questo incontro sarà una bella occasione per fare due chiacchiere anche con altri due rappresentanti del fumetto GLBT prodotto nell'area di New York: Jennifer Camper e Ivan Velez, Jr. (che, a differenza di Howard Cruse, sono del tutto inediti in Italia).
Oggi, però, vi devo segnalare anche un fumetto a tematica gay nel senso più ampio del termine, visto che si tratta dell'imminente nuova serie di fumetti dedicata al serial televisivo Torchwood, nel quale buona parte dei protagonisti sono perlomeno bisessuali (anche se mi dicono che, tecnicamente, sarebbe più corretto definirli pansessuali o omnisessuali). Una cosa che rende particolarmente interessante questa operazione è il fatto che, a scrivere le sceneggiature, è stato chiamato anche l'attore gay dichiarato John Barrowman, che nel serial interpreta il capitano Jack Harkness, che scriverà alcune storie assieme alla sorella Carole (li vedete insieme nella foto sotto, mentre presentano la biografia di Jonh che hanno scritto assieme).
Quel che si dice un artista eclettico e un fratello fortunato... Passando dalla lingua inglese a quella spagnola oggi mi sento anche in dovere di segnalarvi che - finalmente - Gengoroh Tagame si sta apprestando a conquistare la penisola iberica, dove finora era inedito (Tagame è stato pubblicato prima in Italia che in Spagna, lo avreste mai detto?). Le Ediciones La Cùpula, infatti, stanno per pubblicare il primo volume di una sua trilogia che in italiano potrebbe essere tradotta come "Brutalità in famiglia", ambientata negli anni '40 e incentrata su un contadino che viene promesso sposo alla figlia di un ricco proprietario terriero per saldare un debito contratto dalla propria famiglia... Tutto sembra nella norma, ma in realtà il proprietario terriero ha ben altri progetti per il genero, e i suoi congiunti non sono da meno... Vi dico solo che la storia si dipana in tre volumi che insieme sfiorano le mille pagine, e che è talmente perversa da far subire al protagonista degli stupri da parte di donne eterosessuali! Brrr... Se avete un debole per Tagame, conoscete lo spagnolo e non volete aspettare l'edizione italiana di questo bara manga siete avvisati!
E anche stavolta questo blog vi ha segnalato quello che nessun altro vi segnala.
Alla prossima.

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venerdì 11 giugno 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come promesso questo mese dedico i nostri appuntamenti musicali settimanali ai cantanti gay dichiarati italiani, e l'appuntamento di oggi è dedicato a uno dei pochi cantanti gay dichiarati che ha avuto modo di farsi vedere con una certa costanza in TV (perlomeno fino a qualche anno fa)... Infatti oggi vi segnalo il partenopeo Gennaro Cosmo Parlato...
Purtroppo è diventato più famoso per le sue cover che non per i suoi pezzi originali, nonostante come paroliere sia davvero notevole, tant'è che ha potuto scrivere canzoni per tantissime icone gay italiane: Viola Valentino, Fiordaliso, Patty Pravo e persino Mina... Avendo una gradevole voce tenorile il suo repertorio può inquadrarsi nel cosiddetto operatic pop, di cui fa sfoggio anche nel brano seguente, da lui scritto e interpretato...

Piccola osservazione: quest'anno il Gay Pride si tiene proprio a Napoli, ma non mi risulta che Gennaro Cosmo Parlato, che pure è napoletano e nelle sue interviste si è sempre dichiarato sostenitore della causa GLBT, sia stato coinvolto in qualche modo.
Mah...

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giovedì 10 giugno 2010

MAH...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Post straordinario per integrare il precedente (ogni tanto ci vuole), dopo che qualcuno mi ha fatto giustamente notare che nell'elenco delle serie animate tratte da fumetti italiani che non si rivolgono ad un pubblico prescolare avevo omesso Angel's Friends... Il motivo è molto semplice: finora mi era sfuggito che il cartone fosse tratto dall'omonima serie a fumetti che esce in edicola dal 2007!
A mia parziale discolpa c'è da dire che effettivamente fra il fumetto (che non avevo mai seguito) e la serie animata c'è una differenza di stile e di caratterizzazione notevole, a partire dall'età dei protagonisti, che nel fumetto sono preadolescenti e nella serie sono adolescenti fatti e finiti...
D'altra parte, se fossero rimasti preadolescenti, le angiolette non avrebbero potuto sfoggiare il look da cubista/velina con minigonna ascellare e tacchi alti che ormai sembra essere determinante per il successo di qualsiasi cartone animato italiano per ragazzine... Perlomeno secondo i finanziatori italiani (che, se tanto mi dà tanto, suppongo siano gli stessi che finanziano anche altri format per la nostra televisione). Prego notare, in particolare, come i protagonisti principali siano stati resi meno androgini rispetto alla versione cartacea...
Probabilmente non si è voluta rischiare la benchè minima ambiguità sessuale (alla faccia di duemila anni di discussione sulla natura asessuata degli angeli), proponendo per il giovane pubblico dei modelli di genere ben definiti (soprattutto nel look scosciato delle ragazze: meglio veline che mascoline!)... Forse sbaglierò, ma da profano sono portato a pensare che se il cartone fosse stato più fedele al fumetto originale sarebbe stato un prodotto decisamente più originale...
A proposito del fumetto originale pubblicato dalla Play Press (o Play Media, come si chiama oggi) mi permetto di segnalare che, senza nulla togliere alla sua freschezza e alla sua qualità, costituisce un ottimo esempio di come vanno le cose nel nostro paese. Infatti il fumetto è stato ideato da Simona Ferri (foto sotto)...
Guardacaso Simona Ferri è amministratore delegato della Play Press e lavora nella casa editrice di famiglia da circa vent'anni. Le è venuta questa idea e ne ha commissionato la realizzazione a due studi grafici di Roma (Red Whale e Yellow Whale), che hanno fatto certo un buon lavoro, ma che non hanno certo realizzato un bestseller, visto che in poco tempo il fumetto è passato da mensile a bimestrale, per poi essere sospeso. Tuttavia Simona Ferri, che credeva nel progetto, nel 2008 ha fondato la società Play Entertainment, per promuovere e produrre la serie animata di Angel's Friends, riuscendo coinvolgere RTI e Mondo Home (due aziende del bacino Mediaset, con cui Play Press collabora da diversi anni, al punto da avere trasferito la sua sede operativa da Roma a Milano e di essere diventata licenziataria del marchio "Elisa di Rivombrosa"). Da lì in poi sono partiti i tour promozionali alla ricerca di sponsor e investitori, con tanto di rinfreschi, presentazioni, proiezioni e quant'altro...
Morale della favola: nell'ottobre del 2009 Angel's Friends era già su Italia Uno con una serie di cinquantadue episodi e ora è in produzione anche un film animato per il grande schermo. Niente da dire su Simona Ferri, che sicuramente sa fare il suo lavoro (ha anche risollevato la casa editrice dopo la perdita dei diritti italiani sui fumetti Marvel e DC e ora edita persino la versione italiana di PLAYBOY!), però penso che il suo caso sia emblematico di come dalle nostre parti gli investimenti sui fumetti e i cartoni animati sono gestiti in maniera un tantino... Come dire... Discrezionale. Questo spiega tante cose, certo, ma non rende meno ingiusto il fatto che se uno ha una buona idea, ma gli manca una casa editrice di famiglia o il giusto gancio, fa molta più fatica a spiccare il volo, a trovare finanziamenti e a dedicarsi ai suoi progetti come vorrebbe. E questo, purtroppo, vale soprattutto se qualcuno ha la balzana idea di ideare fumetti a tema gay...
Alla prossima.

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