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giovedì 10 giugno 2010

MAH...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Post straordinario per integrare il precedente (ogni tanto ci vuole), dopo che qualcuno mi ha fatto giustamente notare che nell'elenco delle serie animate tratte da fumetti italiani che non si rivolgono ad un pubblico prescolare avevo omesso Angel's Friends... Il motivo è molto semplice: finora mi era sfuggito che il cartone fosse tratto dall'omonima serie a fumetti che esce in edicola dal 2007!
A mia parziale discolpa c'è da dire che effettivamente fra il fumetto (che non avevo mai seguito) e la serie animata c'è una differenza di stile e di caratterizzazione notevole, a partire dall'età dei protagonisti, che nel fumetto sono preadolescenti e nella serie sono adolescenti fatti e finiti...
D'altra parte, se fossero rimasti preadolescenti, le angiolette non avrebbero potuto sfoggiare il look da cubista/velina con minigonna ascellare e tacchi alti che ormai sembra essere determinante per il successo di qualsiasi cartone animato italiano per ragazzine... Perlomeno secondo i finanziatori italiani (che, se tanto mi dà tanto, suppongo siano gli stessi che finanziano anche altri format per la nostra televisione). Prego notare, in particolare, come i protagonisti principali siano stati resi meno androgini rispetto alla versione cartacea...
Probabilmente non si è voluta rischiare la benchè minima ambiguità sessuale (alla faccia di duemila anni di discussione sulla natura asessuata degli angeli), proponendo per il giovane pubblico dei modelli di genere ben definiti (soprattutto nel look scosciato delle ragazze: meglio veline che mascoline!)... Forse sbaglierò, ma da profano sono portato a pensare che se il cartone fosse stato più fedele al fumetto originale sarebbe stato un prodotto decisamente più originale...
A proposito del fumetto originale pubblicato dalla Play Press (o Play Media, come si chiama oggi) mi permetto di segnalare che, senza nulla togliere alla sua freschezza e alla sua qualità, costituisce un ottimo esempio di come vanno le cose nel nostro paese. Infatti il fumetto è stato ideato da Simona Ferri (foto sotto)...
Guardacaso Simona Ferri è amministratore delegato della Play Press e lavora nella casa editrice di famiglia da circa vent'anni. Le è venuta questa idea e ne ha commissionato la realizzazione a due studi grafici di Roma (Red Whale e Yellow Whale), che hanno fatto certo un buon lavoro, ma che non hanno certo realizzato un bestseller, visto che in poco tempo il fumetto è passato da mensile a bimestrale, per poi essere sospeso. Tuttavia Simona Ferri, che credeva nel progetto, nel 2008 ha fondato la società Play Entertainment, per promuovere e produrre la serie animata di Angel's Friends, riuscendo coinvolgere RTI e Mondo Home (due aziende del bacino Mediaset, con cui Play Press collabora da diversi anni, al punto da avere trasferito la sua sede operativa da Roma a Milano e di essere diventata licenziataria del marchio "Elisa di Rivombrosa"). Da lì in poi sono partiti i tour promozionali alla ricerca di sponsor e investitori, con tanto di rinfreschi, presentazioni, proiezioni e quant'altro...
Morale della favola: nell'ottobre del 2009 Angel's Friends era già su Italia Uno con una serie di cinquantadue episodi e ora è in produzione anche un film animato per il grande schermo. Niente da dire su Simona Ferri, che sicuramente sa fare il suo lavoro (ha anche risollevato la casa editrice dopo la perdita dei diritti italiani sui fumetti Marvel e DC e ora edita persino la versione italiana di PLAYBOY!), però penso che il suo caso sia emblematico di come dalle nostre parti gli investimenti sui fumetti e i cartoni animati sono gestiti in maniera un tantino... Come dire... Discrezionale. Questo spiega tante cose, certo, ma non rende meno ingiusto il fatto che se uno ha una buona idea, ma gli manca una casa editrice di famiglia o il giusto gancio, fa molta più fatica a spiccare il volo, a trovare finanziamenti e a dedicarsi ai suoi progetti come vorrebbe. E questo, purtroppo, vale soprattutto se qualcuno ha la balzana idea di ideare fumetti a tema gay...
Alla prossima.

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2 commenti:

Phayart ha detto...

La serie animata oltretutto ha un'animazione abbastanza triste, come se il grosso dei movimenti fosse realizzato in Flash (o analogo), un espediente che funziona in rete e abbatte i costi, le sigle di Winx erano realizzate con la stessa tecnica (le immagini di contorno agli spezzoni della serie), ma lì non servivano grandi animazioni e andava bene.
La Rainbow ha provato la stessa tecnica per la premiere della quarta stagione della serie con risultati discutibili, infatti il resto della stagione è stato realizzato con le tecniche usate in precedenza abbandonado questa "svolta" tecnologica, probabilmente scelta per chiudere l'episodio in fretta e presentarlo ai compratori.
In Angel's Friend invece se ne fa un uso massiccio probabilmente per conenere i costi e consegnare in tempo, però la resa finale è davvero indecente, per non dire che da fastidio in molti punti.

kanzeon ha detto...

ahhahaha che gnocche e poi quelle zeppe un po trans possono sicuramente allargare il bacino degli spettatori!
Peccato che nn esistano più serie animata come "galaxy express" o "capitan Harlok" la qualità della maggior parte dei prodotti attuali è decisamente scarsa.
Ma credo sia una cosa piuttosto estesa, basti guardare come attualmente è realizzato l'anime di naruto, gli animatori stanno rovinando quella miniera d'oro che è il manga omonimo.