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venerdì 25 giugno 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Finalmente dedico il mio spazio musicale a un cantante che è un po' il simbolo del rapporto fra la realtà musicale italiana e la scelta di dichiararsi gay (magari scrivendo e interpretando dei brani "a tema"). Sto parlando di Dario Gay, che - a scanso di equivoci - è omosessuale e fa sul serio "Gay" di cognome, tant'è che nei primi anni della sua carriera decise di usare il nome d'arte Dario Gai per evitare problemi. E in effetti dal 1985 al 1990 la sua carriera artistica è stata più che dignitosa: Festivalbar, Sanremo, collaborazioni con nomi importanti della musica italiana e via dicendo. Poi, a un certo punto, decide di farla finita con l'ipocrisia: si riappropria del suo cognome e decide di fare coming-out... Dopodichè, quasi per magia, dagli anni '90 a oggi i suoi impegni sono andati progressivamente sfumando, man mano che le sue scelte musicali andavano in una direzione esplicitamente gay e nonostante il fatto che nell'ultimo decennio abbia realizzato brani come "Domani è Primavera" (diventato l'inno ufficiale del Gay Pride del 2001), "Le Nuvole" (che arrivò terzo all'Europride Song Contest di Colonia nel 2002) e "Ti sposerò" (notevole dichiarazione d'amore gay, uscita come singolo nel 2005 e scelta come tema del PACS DAY). Se da una parte la sua situazione ha sicuramente risentito di una certa omofobia tipicamente italiana, dall'altra non si può fare a meno di notare che un certo peso deve averlo avuto anche il fatto che in Italia non c'è mai stata una nicchia musicale per i cantanti gay dichiarati e per la musica gay (sul modello di quella che avete più volte sentito in questo appuntamento settimanale), senza contare che Dario Gay ha sempre puntato sui contenuti e non sull'immagine, proponendosi come un cantuatore serio e posato... Cosa che, in un paese come il nostro, rende tutto molto più complicato, visto che il pubblico etero fa fatica ad identificarsi nei suoi testi "gay" e il pubblico gay - abituato a tutt'altro genere di icone - non lo calcola come "personaggio". Ultimo, ma non ultimo, problemino: Dario Gay può piacere o meno, ma non è propriamente un sex symbol, senza contare che si è sempre presentato in maniera abbastanza anonima... Due caratteristiche che, purtroppo, al giorno d'oggi incidono molto sulla visibilità (e il conseguente successo) di un cantante che sceglie di dare un taglio diverso alla propria carriera, ripartendo quasi da zero in età matura. Per finire, ciliegina sulla torta, le canzoni che ha realizzato negli ultimi anni non hanno dei video ufficiali... Cosa che, nell'era di youtube, non aiuta certo... Infatti qui di seguito vi faccio ascoltare "Domani è Primavera" in una versione live...

Se non altro bisogna riconoscergli il merito di avere avuto un notevole coraggio, soprattutto in una realtà come la nostra, in cui si fanno almeno cinque Gay Pride alla volta, ma che sotto tanti punti di vistaè ancora alquanto arretrata...
Ciao e alla prossima.

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