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venerdì 18 giugno 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come promesso voglio continuare a dedicare gli aggiornamenti musicali di giugno ai cantanti italiani gay dichiarati, e oggi non posso fare a meno di parlarvi di Emilio Rez, visto che proprio in questi giorni è rimasto vittima dell'ennesimo episodio di omofobia...
Ammetto che non è semplice descrivere un personaggio di questo tipo, perchè oltre ad essere un artista gay dichiarato è un po' il simbolo dell'Italia dei nostri giorni. In primo luogo perchè, a quanto pare, lui È il personaggio che appare, e sente propria l'estetica di personaggi come Renato Zero, Rettore, David Bowie e Amanda Lear... Con una trentina d'anni di ritardo. Fin qui niente di male, anche se - a ben guardare - è curioso notare come l'Italia non sia mai arrivata alla fase Village People. In ogni caso quello che mi dà da pensare è che Emilio Rez - che prima era noto prevalentemente nella zona di Roma e dintorni (per la cronaca: è nato in una famiglia molto quadrata di Torre Annunziata, che lo ha cacciato di casa proprio a seguito delle sue velleità artistiche) - sia stato "notato" e portato all'attenzione del pubblico nazionale dal palcoscenico del Maurizio Costanzo Show... Cominciando poi a girare su diverse reti locali (dalle mie parti era ospite fisso su Telecolor).
Mi spiace dirlo, ma sono molto portato a pensare che il personaggio sia stato valutato più per il suo taglio folkloristico che per le sue doti canore, anche perchè - volente o nolente - rispecchia tantissimi luoghi comuni associati allo stereotipo omosessuale, e questo lo rende un personaggio molto "commerciale" per gli standard del nostro paese. Al di là del personaggio in sè, che obbiettivamente è un po' anacronistico, Emilio Rez è anche l'esempio di una società che è rimasta indietro di trent'anni (e più): l'anno scorso ha subito un aggressione omofoba in strada, mentre in questi giorni i proprietari di casa lo hanno cacciato dopo mesi di insulti (mettendo i suoi effetti personali in una serie di sacchi della spazzatura sul pianerottolo e cambiando la serratura in sua assenza). Forse sarò esterofilo, ma penso che nelle altre capitali europee una cosa del genere sarebbe stata abbastanza improbabile... Per il resto direi che questi episodi si commentano da soli.
Qui di seguito vi lascio con una canzone autobiografica scritta e intepretata da Emilio Rez.

Alla prossima.

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1 commento:

Phayart ha detto...

Cielo... "tremenda" è anche un giudizio sulla sua canzone...