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martedì 8 febbraio 2011

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Inizio il post di oggi parlando di giocattoli, cosa che non facevo da un po' di tempo, per segnalarvi che sono iniziati ufficialmente i festeggiamenti per i primi cinquant'anni di Ken Carson, meglio noto come "Ken", lo storico fidanzato/accessorio di Barbie di cui ho parlato diverse volte anche su questo BLOG (a proposito: vi piacerebbe che riprendessi la mia analisi a puntate sui vari modelli di Ken??? S enon sapete di cosa parlo CLICCATE QUI). I primi a rendere il giusto tributo al bambolotto più chiacchierato della storia sono stati i tedeschi, alla sessantaduesima edizione della fiera del giocattolo di Nuremberg... Dove erano presenti anche diversi modelli vestiti (e svestiti) come alcune storiche versioni di Ken.
Un'idea simpatica, vero? Sicuramente questo anniversario sarà una buona occasione per tornare a parlare di questo bambolotto e dei suoi (ipotetici) risvolti gay. A quanto pare, complice anche il rilancio in TOY STORY 3, questa piccola icona pop potrebbe tornare a far parlare di sè, anche se negli ultimi anni era stato messo un po' da parte per dare a Barbie la possibilità di frequentare bambolotti maschili dal taglio più moderno, e forse un po' meno ambigui (come quel gran bel figliolo di Blaine, che vedete nelle foto sotto)...
Evidentemente alla Mattel - dove non sono proprio stupidi, altrimenti non sarebbero sul mercato da sessant'anni - hanno pensato che fosse il momento buono per rilanciare il caro vecchio Ken Carson, che proprio lo scorso dicembre ha debuttato in una nuova versione decisamente al passo coi tempi (prego notare la magliettina con la scritta "IL RAGAZZO PERFETTO", anche in italiano... Per vederla vi basta cliccare sull'immagine sotto).
Un po' troppo magro per i miei gusti, ma sicuramente si porta più che bene i suoi primi sessant'anni... E comunque gli anni passano, ma quell'aria vagamente gay che lo ha accompagnato dagli esordi è ben lungi dall'abbandonarlo. Meglio così. Cambiando decisamente genere di giocattolo, ma continuando a parlare di personaggi che nel tempo hanno animato una buona dose di fantasie omoerotiche (ispirando anche oggi tantissimi disegni omoerotici più o meno professionali), volevo segnalarvi che stanno iniziando a circolare le prime immagini ufficiali relative alla nuova serie animata dei THUNDERCATS...
Questo remake della storica (e lunghissima) serie animata degli anni ottanta, che all'epoca naque proprio per accompagnare l'omonima linea di giocattoli, verrà curato dai giapponesi dello Studio 4°C (Animatrix, Batman: Gotham Knight), quindi dovrebbe trattarsi di un prodotto di qualità. La speranza è che venga accompagnato da un merchandising di qualità altrettanto alta, altrimenti la suddetta serie animata rischierà di fare la stessa squallida fine della bella serie che avrebbe dovuto rilanciare HE-MAN nel 2002...
In quel caso la linea di giocattoli (alquanto approssimativa) si rivelò un flop commerciale e di conseguenza la serie animata venne troncata di netto, nonostante fosse un vero e proprio giellino sotto diversi punti si vista. D'altra parte gli standard delle action figures si sono alzati tantissimo negli ultimi anni, e non ha davvero senso lanciare una linea di giocattoli men che perfetta, soprattutto se è la versione aggiornata di qualche linea classica di culto. Infatti la Mattel ha lanciato da qualche anno una linea di action figures MASTERS OF THE UNIVERSE per collezionisti, curata nei minimi dettagli e aggiornata mensilmente, che sta avendo un successo impressionante... Tant'è che nella suddetta linea hanno iniziato ad essere introdotti anche i personaggi che, negli anni '80, rientravano nella linea gemella per bambine PRINCESS OF POWER...
Inoltre, per non scontentare nessuno, più di un personaggio viene prodotto in diverse versioni o con parti intercambiabili, per renderlo più o meno simile alla versione presente nei cartoni animati piuttosto che a quella che caratterizzava il giocattolo negli anni ottanta... Come potete vedere nel caso dell'arciere Bow (sopra con la testa "giocattolo anni '80", e sotto con la testa baffuta che si vedeva nei cartoni di She-Ra)... Quando si dice trattare i clienti coi guanti! Forse sbaglierò, ma - visto che parliamo di un piccolo cult per la cultura gay pop di mezzo mondo - qualcosa mi dice che la percentuale appassionati gay che stanno collezionando questa linea di action figures di lusso non è proprio insignificante (se io avessi avuto più soldi e più spazio ci avrei messo subito la firma, ad esempio). Giusto per curiosità: fra di voi che leggete questo blog c'è qualcuno che rientra nella categoria?
Al di là di tutto, però, questo gran parlare di remake di grandi successi non può fare a meno di farmi notare che in Italia siamo tagliati fuori anche da questo punto di vista. L'ultimo (e unico) caso di remake di una serie animata di successo è stato quello di Calimero, nel 1992, dove peraltro debuttava la rondine Valeriano (l'unico personaggio dei cartoni animati che si chiama come me... Infatti quando mi capitava di guardare quella serie ero sempre un po' a disagio...).
In realtà si trattava di una produzione giapponese, quindi diciamo che l'Italia ci ha messo il nome e poco altro. Tuttavia, anche senza scomodare il mondo dell'animazione (che in Italia, purtroppo, ha una tradizione gloriosa quanto travagliata), basta dare un'occhiata a quello che succede nel mondo del fumetto, dove la parola ramake... O anche solo aggiornamento... È pressochè sconosciuta. Anche perchè una caratteristica dei personaggi del fumetto italiano è proprio quella di essere sempre uguali a sè stessi. La cosa inquietante è che, invece di puntare su personaggi e idee nuove, si continuano a riproporre serie di ristampe... Anche perchè il grande pubblico si è ormai assuefatto alle storie dal taglio vetusto, e quindi leggere storie di venti o trenta anni fa piuttosto che storie prodotte recentemente non fa un grande differenza, dopotutto...Ad esempio: l'ennesima serie di ristampe partirà a marzo, e coinvolgerà SATANIK (in allegato a "Sorrisi e Canzoni" e a "Panorama"), una delle protagoniste della grande stagione del fumetto "nero" italiano degli anni sessanta. All'epoca era diventata talmente famosa che nel 1968, a soli quattro anni dal suo debutto fumettistico, le venne dedicato persino un film... Erano decisamente altri tempi...
Fatto sta che, in quel periodo, questa specie di diabolico Mr. Hyde in gonnella era decisamente un personaggio trasgressivo e, come buona parte dei suoi colleghi (da Diabolik in poi), metteva in bella vista tutto il marcio che albergava nella società e nell'animo umano. Spietata, sadica, avida e sessualmente disinibita Satanik non si faceva problemi ad utilizzare i mezzi più efferati per raggiungere i suoi scopi... Ricorrendo anche al soprannaturale, e non di rado ritrovandosi alle prese con avversari del calibro di Dracula... All'epoca si trattava decisamente di una serie trasgressiva, anche se al giorno d'oggi l'impatto di quelle storie - anche a causa di un contesto storico, estetico e culturale completamente diverso - è pressochè nullo e a tratti alienante...
E forse è proprio questo il punto. Perchè proporre al pubblico storie nuove e stimoli nuovi, magari con fumetti che - oggi - potrebbero avere lo stesso impatto che ha avuto SATANIK negli anni '60 e '70? Molto meglio continuare a proporre (e riproporre) fumetti che nel tempo hanno perduto la loro carica eversiva e che, purtroppo, con gli anni sono stati superati da una realtà che è diventata molto più complessa, drammatica e sconvolgente di quella presentata nel fumetto italiano dello scorso secolo. SATANIK non parlerà mai dei problemi di oggi, del marcio che c'è nella società attuale, della situazione - per certi versi disastrosa - dell'Italia in cui viviamo... Ben diversa dal clima tuttosommato ottimista e ingenuo degli anni '60 e '70. Inoltre, a parte tutto questo spazio che le edicole riservano alle ristampe in allegato, anche le nuove storie dei personaggi popolari italiani continuano a mantenere una dimensione decisamente retrò. Più passa il tempo e più mi viene da pensare che non sia proprio un caso. Se da una parte tutto questo può dipendere dal fatto che chi gestisce i fumetti popolari in Italia non riesce a stare al passo coi tempi per una questione anagrafica (visto che i direttori editoriali sono tutti, o quasi, sulla settantina), è anche vero che gli editori che sposano la linea retrò di cui sopra lo fanno anche per risparmiarsi di dover trattare in maniera moderna tutta una serie di temi che oggi sono ritenuti sconvenienti o perlomeno scomodi. Tipo l'omosessualità maschile intesa in senso positivo, ad esempio... La sensazione è proprio quella di trovarsi di fronte a un panorama fumettistico molto attento a non spingersi troppo oltre, onde evitare di scrollare il lettore dal suo torpore e da ciò a cui viene abituato dagli altri media. A questo punto la domanda nasce spontanea: il fatto che il fumetto popolare italiano giaccia ripiegato su sè stesso da qualche decennio riflette una tendenza generale del nostro paese? Perchè un editore dovrebbe avere paura di spingersi troppo oltre (pur nei limiti della legalità)? Forse c'è la paura di toccare temi scottanti e di urtare qualcosa o qualcuno? E se persino la stampa a fumetti di una nazione si pone certi problemi e comincia ad avere "paura" di risultare sgradita alle autorità e al potere costituito, magari temendo ripercussioni di qualche tipo, cosa significa? I libri di storia una risposta ce l'hanno, e non è molto gradevole.
Voi cosa ne pensate?

sabato 5 febbraio 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come sapete questo appuntamento settimanale dedicato al mondo dei cantanti gay dichiarati può essere influenzato anche dall'attualità (come peraltro accade per tutti i post di questo blog), come potrebbe essere ad esempio il coming out di un cantante più o meno affermato... E infatti l'appuntamento di oggi è dedicato al coming out di Jonathan Knight...
Probabilmente se avete meno di venticinque anni questo nome vi dirà poco e niente, visto che parliamo di uno dei membri della boy band che - dalla seconda metà degli anni ottanta ai primi anni novanta - inaugurò il concetto di boy band come la intendiamo oggi... Ovvero i New Kids On The Block (nella foto sotto lui è quello in alto)...
Per quanto possa sembrarvi inverosimile questi cinque ragazzotti dall'aria decisamente qualunque (soprattutto per gli standard di oggi), riuscivano a smuovere milioni di fans urlanti in tutto il mondo, proponendo un modello di musica (e spettacolo) che all'epoca era alquanto innovativo. Sviluppando un modello che, fino a quel momento, era una prerogativa dei gruppi musicali composti dai membri di una stessa famiglia (come i Jackson Five), questo gruppo di cinque ragazzi inaugurò un trend che tenne banco per oltre vent'anni (con infinite varianti sul tema: i Take That, gli East17, i Boyzone, gli N'sink, i Five, gli MN8, i Blue, i Westlife e i chi volete voi)... In ogni caso i New Kids On the Block furono i capostipiti, e fra tante boy band furono gli unici che si guadagnarono una serie animata (arrivata anche in Italia e trasmessa solo una volta di prima mattina, per fortuna)...
Come potete vedere anche in questa immagine Jonathan Kight (in basso a destra) è raffigurato in una posa che - all'occhio attento - non è troppo maschile. Non è un caso. Il cartone doveva cercare di cogliere il carattere e gli atteggiamenti dei cantanti in carne e ossa, e fin dall'inizio Jonathan Knight era quello più "delicato"... Non sono così addentro al settore, quindi non so dirvi se il loro impresario avesse scelto un ragazzo come lui di proposito o se si fosse accorto delle sue particolarità quando era già troppo tardi... Tuttavia era evidente che funzionava, e infatti da allora in poi in tutte le boy band è stato prevalente il modello "quattro ragazzi maschili + uno un po' ambiguo"... E in qualche caso il suddetto ragazzo ambiguo ha poi anche fatto coming out. Il caso di Jonathan Knight, però, è stato un po' atipico... Visto che le voci su di lui circolavano da tempo, e un paio di anni fa venne anche "smascherato" da un suo ex...
Lui, però, non si è espresso fino alla scorsa settimana... Quando ha deciso di fare un bel coming out pubblico, dichiarando che è sempre stato gay e che se finora non ne aveva parlato era stato unicamente per una questione di privacy e non perchè ammettere di essere gay gli creasse problemi... Sarà... Tuttavia io sono portato a pensare che se l'ha fatto adesso, nell'era post Ricky Martin, non sia proprio un caso. Tantopiù che da qualche anno i New Kids On the Block si sono ricostituiti e puntano ad un pubblico più maturo e affezionato, e non certo su torme di ragazzine sconvolte dagli ormoni della crescita...
Oltretutto lui potrà dira quello che vuole, però basta fare un giretto su internet per vedere che durante la sua militanza giovanile nella boy band soffriva regolarmente di crisi di panico (dovute alla paura di essere scoperto?), e che a un certo punto, per placare le voci sul suo conto, aveva iniziato ad uscire con una giovane collega di quegli anni, una certa Tiffany...
Oltretutto nei New Kids On The Block era presente anche il fratello di Jonathan, Jordan (quello che cantava in falsetto), e non è da escludere che questa situazione esercitasse una pressione psicologica supplementare. Inoltre, piccolo e non irrilevante dettaglio, Jonathan Knight fu il primo a lasciare la boy band nel 1994 (dopo dieci anni di successi), procurandone di fatto lo scioglimento, per poi lanciarsi nel mercato immobiliare... Forse non ne poteva più di dover sacrificare la sua vita per il bene del gruppo? La musica per lui era diventata una gabbia dorata? Probabilmente solo lui sa come sono andate davvero le cose. Certo è che un coming out in più nel mondo della musica non fa male, e di certo anche lui ora si sentirà più tranquillo e sereno...
In ogni caso, per ricordare quel periodo un po' strambo - ma tuttosommato allegro e spensierato - a cavallo fra gli anni ottanta e novanta, e per portare all'attenzione dei più giovani le coreografie dei New Kids On The Block (e sui loro video vagamente gay friendly), vi lascio con uno dei loro cavalli di battaglia...

New Kids On The Block - Step By Step
Caricato da Stella78. - Scopri altri video musicali
Certo è che pensare che adesso se ne vanno in giro vestiti come degli impiegati mette un po' di tristezza... Sicuramente non possono più presentarsi come dei ragazzini sbarazzini, però un look un po' meno serioso non avrebbe guastato... Se non altro quelle inqualificabili chiome a cespuglio sono passate di moda... Forse c'è ancora un po' di giustizia, dopotutto.
Alla prossima.

mercoledì 2 febbraio 2011

MAH...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi è uno dei quei giorni in cui mi viene da pensare che gli anni passano, ma alla fine le cose fanno proprio fatica a cambiare. Vediamo un po' se riesco a spiegare come stanno le cose... Mhhh... Per prima cosa bisogna tornare indietro di una decina d'anni, quando il mondo gay italiano sentiva che stava entrando in una nuova fase, soprattutto dopo il World Pride di Roma. Una fase in cui iniziava a nutrire tutta una serie di nuove aspettative per il futuro, e non penso di esagerare se dico che quel clima di speranza e fermento faceva pensare davvero che da un momento all'altro le cose sarebbero cambiate sul serio. Bei tempi. In ogni caso il mondo gay italiano di quel periodo era anche particolarmente ricettivo e curioso verso le novità che potevano riguardarlo e/o rappresentarlo, e probabilmente fu anche per quello che accadde quel che accadde. Infatti, per una serie di coincidenze, in quel periodo iniziavano a farsi conoscere in Italia i manga BOYS LOVE, i fumetti giapponesi a tema gay realizzati da autrici donne per un pubblico femminile...
Come avveniva in Giappone, anche in Italia lo zoccolo duro di quei primi lettori era composto principalmente da ragazze, tanto appassionate da mettere in piedi un'associazione culturale per promuovere e importare questo genere di manga - l'Y.S.A.L. - che è tutt'ora in attività. Ci furono anche delle ragazze talmente coinvolte da cimentarsi nella realizzazione di questo tipo di fumetto, e alcune di loro sono tutt'ora in attività, pubblicando anche all'estero.Tuttavia in Italia accadde qualcosa di strano, perchè questo genere di fumetto attirò la curiosità e l'iniziale interesse di una buona parte di lettori gay... Anche di quelli che fino a quel momento non avevano mai letto un manga o un fumetto. In Giappone questo è inconcepile (i gay giapponesi ignorano del tutto, o quasi, questo tipo di prodotti), e anche in altre nazioni in cui i BOYS LOVE si sono diffusi il mondo gay è stato coinvolto dal fenomeno in maniera molto più marginale, tant'è che i BOYS LOVE sono rimasti fondamentalmente una lettura per ragazze in tutto il mondo...
Perchè in Italia le cose andarono diversamente? Per diversi motivi. Il primo è che i gay italiani pensavano di avere trovato dei fumetti in cui identificarsi, cosa di cui evidentemente sentivano la necessità da tempo, e in particolare in quel momento di forte autoaffermazione. Il secondo è che l'Italia non aveva una tradizione di fumetti a tema gay (come gli USA, ad esempio) con cui confrontare i BOYS LOVE, e l'associazione di idee fra fumetto a tema gay e fumetto per gay fu automatica. Inoltre i cartoni (e poi i manga) giapponesi avevano alimentato una gran quantità di fantasie omoerotiche nelle ultime generazioni di gay, che non aspettavano altro di trovare dei manga in cui venivano rappresentate. A rincarare la dose ci pensarono gli editori che iniziarono a tradurli in italiano, visto che li presentavano con con tanto di bandiera RAINBOW in copertina e la dicitura "fumetti gay"...
Ovviamente non c'era niente di male a sfruttare commercialmente il momento favorevole, ma sicuramente hanno contribuito a generare ulteriore confusione... E infatti a quel punto iniziarono ad accadere una serie di cose alquanto inverosimili... Tipo presentazioni e promozioni in locali e discoteche gay, e addirittura un editore gay (Echo Communication) che si interessò al punto di pubblicare una collana di BOYS LOVE Made in Italy... Che arrivò ad essere distribuita anche nei sexy shop gay! Ovviamente - una volta finito l'effetto novità - questa strategia si rivelò alquanto fallimentare, visto che il pubblico gay aveva altri gusti... Non è un caso se in Giappone i manga per gay non sono i BOYS LOVE, ma i BARA, e alimentano un mercato del tutto diverso...
Fatto sta che, nel giro di pochi anni, ci fu una correzione di target, e il mercato gay venne lasciato da parte... Anche se, tanto per cambiare, la convinzione generalizzata che si fece largo fu che i gay italiani non apprezzavano i fumetti gay, e non che gli editori italiani avevano scelto per loro i fumetti sbagliati... Ovviamente ci furono tutta una serie di implicazioni negative, tra cui il fatto che nessuno ebbe il coraggio di tradurre BARA MANGA in italiano per lungo tempo e il fatto che la comunità gay italiana, alquanto delusa, iniziò a prendere le distanze dai cosiddetti "fumetti a tema gay". Tant'è che persino i volumi di Konig tradotti in italiano, inizialmente, vennero accolti in maniera abbastanza freddina...
Fortunatamente, anche grazie ad internet, la situazione ha iniziato a cambiare... E adesso anche il pubblico italiano ha iniziato a capire che i fumetti gay non sono tutti uguali e che i BOYS LOVE non sono fumetti che nascono per incontrare i gusti del grande pubblico gay... A questo punto, però, ci si aspetterebbe che non venissero ripetuti gli errori del passato e che ci si guardasse attorno con spirito critico, senza ricreare situazioni simili a quelle che finora vi ho descritto... E invece mi ritrovo qui per segnalarvi che in occasione della fiera del fumetto di ROMICS (che si tiene a Roma dal 18 al 20 marzo) in Via San Giovanni in Laterano (la "gay street" romana), il noto locale gay COMING OUT presenterà un appuntamento dedicato ai BOYS LOVE Made in Italy della TEKE Edizioni...
Serata con DJ, buffet, tavole originali e un concorso per cosplay (contrazione di costume player, cioè gli impersonatori dei personaggi di fumetti e cartoni giapponesi), finalizzato ad eleggere la migliore coppia di cosplay che interpreta una coppia YAOI (manga BOYS LOVE espliciti) e YURI (manga lesbici)... Cosa accadrà non ci è dato saperlo, ma a parte il fatto che - ovviamente - non si parla di coppie BARA, a me sembra davvero che siamo rimasti ai livelli di dieci anni fa, e la cosa mi lascia un po' perplesso. Posso capire che l'iniziativa parte dalla TEKE, che non ha avuto esperienza diretta degli eventi tragicomici dei primi anni del 2000, e capisco anche che al COMING OUT non abbiano grande competenza in fatto di fumetti e appassionati gay di fumetti... Però - con rispetto parlando - mi sembra un'iniziativa un po' azzardata... Ma perchè non organizzare un bel gay superhero party, come si fa durante TUTTE le fiere di fumetti americane???
In realtà penso che il problema stia tutto nel fatto che, mancando in Italia un'associazione di riferimento che promuove il fumetto gay vero e proprio (magari facendo chiarezza sulle differenze fra un fumetto gay e un fumetto a tematica gay), continua a regnare l'improvvisazione e il BOYS LOVE finisce per occupare degli spazi impropri, o magari le occasioni che vengono lasciate vacanti dal fumetto propriamente gay... Intendiamoci: il fumetto BOYS LOVE merita il massimo rispetto, ma nelle sedi e nei modi appropriati. Negli USA, ad esempio, ci sono addirittura delle fiere specifiche come la YAOI-CON di San Francisco a fine ottobre...
Anche lì ci sono mostre e gare di cosplay, ma chi frequenta lo YAOI-CON sa bene che - per quanto gay-friendly - non è un contesto "gay", non è pensato per i gay e non si rivolge al mondo gay in quanto tale... Tant'è che la giuria delle gare di cosplay è femminile, giusto per fare un esempio... E comunque i gay americani hanno un livello di emancipazione tale da "stare al gioco" e partecipare a simili iniziative, magari in quanto appassionati di manga, senza pretendere nulla. In Italia non è esattamente così. Oltretutto è emblematico il fatto che, mentre si pianifica un iniziativa a tema fumettistico nella gay street di Roma, nella fiera di ROMICS non siano previsti incontri sul tema... Come invece, tanto per cambiare, accadrà anche il 4 marzo all'Esmerald City Comicon di Seattle...
Eppure non è che Roma sia proprio una cittadina di provincia... Tant'è che la prima - a quanto mi risulta unica - conferenza di questo tipo si tenne proprio a ROMICS nel 2002 (ed invitarono anche me)... Però, come dicevo all'inizio, erano altri tempi (c'era persino un canale satellitare dedicato al mondo gay) ed evidentemente da allora ad oggi la situazione ha fatto una serie di passi indietro. Forse è vero che oggi di gay, lesbiche e trans si parla più di allora, ma almeno allora i gay cercavano di ritagliarsi i propri spazi e volevano autoaffermarsi, mentre oggi sono più che altro degli "argomenti" di cui si parla in terza persona... Tant'è che la stessa iniziativa che si terrà al COMING OUT non parte dal mondo gay, ma da un contesto in cui i gay sono un "argomento". Interessante e coinvolgente quanto volete, ma pur sempre un "argomento" di cui si parla in terza persona e attraverso i filtri e le convenzioni dei manga BOYS LOVE.
Non so se ho reso l'idea, ma forse varrebbe la pena di riflettere un attimo su questa cosa... Soprattutto quando alla gara di cosplay che si terrà nel locale (davanti a una clientela gay che magari non sa nulla di BOYS LOVE e YAOI) gareggeranno delle ragazze vestite da personaggi maschili che si atteggeranno a coppia gay (perchè sicuramente anche questo accadrà). Non che sia nulla di male, per carità, ma non è detto che un'iniziativa di questo tipo sia ciò che serve per avvicinare il mondo gay al mondo del fumetto. Per intenderci: sarebbe quasi come andare in un locale lesbico e proporre una serata sul tema dei manga HENTAI a tema lesbico per maschi etero, con coppie di ragazze zoccolose che si atteggiano a fare scene hard...
Nessuno, per fortuna, ci ha mai pensato (anche perchè non ne sarebbe uscito vivo, probabilmente), ma penso sia evidente che iniziative di questo genere mettono in luce una situazione che rimane alquanto confusa. Con tutti gli annessi e i connessi. Che dire? Speriamo che col tempo le cose migliorino, magari con l'arrivo anche in Italia di un'associazione culturale che promuova i fumetti gay in quanto tali e magari impedisca che si creino i malintesi di cui sopra. Certo è che, se la situazione è ancora questa, avrebbe parecchio lavoro da fare.

martedì 1 febbraio 2011

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Nel post di oggi torno a parlarvi di cinema e TV, visto che diversi attori più o meno noti stanno per diventare (o si confermeranno) sex symbol grazie a produzioni legate in qualche modo al fumetto o all'immaginario che dai fumetti prende spunto... E per essere originale vorrei partire segnalandovi il caso di Luke Giuseppe Pasqualino, già noto da noi per la sua partecipazione al serial SKINS, che in Italia va in onda su MTV...
Il nostro amico Luke, che nonostante i natali britannici ha padre siciliano e madre napoletana, è stato scelto per interpretare il ruolo di William Adama nel nuovo capitolo del serial fantascientifico GALACTICA (che sarà un prequel e si intitolerà GALACTICA: BLOOD & CHROME). Il serial partirà non prima di un anno, ma si vocifera che potrebbero esserci dei risvolti non del tutto etero proprio per il personaggio di William Adama... Staremo a vedere. Se non altro Luke porterà un tocco di mediterraneità nei serial statunitensi... Un po' meno mediterraneo, ma sicuramente molto interessante, è un altro attore britannico che - come il suo collega - si appresta a tracimare negli USA: Henry Cavill (che qui sotto vedete nel serial dedicato ai Tudor)...
Infatti questo bel figliolo è stato scelto per interpretare Superman nella prossima incarnazione cinematografica del personaggio, che finalmente dovrebbe tagliare i ponti con l'ingombrante eredità dei film con Cristopher Reeve... Effettivamente l'attore è abbastanza somigliante al personaggio dei fumetti, e forse potrebbe rivelarsi il più espressivo fra tutti quelli che hanno provato (con alterni successi) ad interpretare il capostipite di tutti i supereroi... Certo è che, fin d'ora, lo aspetteranno lunghe ore di palestra e una dieta ferrea per mettere su la massa muscolare necessaria a renderlo un Superman credibile... In bocca al lupo!
Nel frattempo hanno iniziato a circolare anche nuove immagini relative ai film a base di supereroi che sono già in uno stato di produzione più o meno avanzato... Come ad esempio la prima immagine di Andrew Garfield in una aderentissima tutina da Spider-Man (che a quanto pare non sarà quella storica del fumetto, come nel caso dei film precedenti intepretati da Tobey Maguire)... È ancora presto per dire se sarà all'altezza del personaggio, ma c'è da scommettere che i feticisti delle tutine da supereroi avranno pane per i loro denti...
E a quanto pare anche i feticisti delle uniformi militari presto potranno ampliare i loro orizzonti, grazie al costume che sfoggerà Chris Evans nei panni di Capitan America, e del quale iniziano a trapelare i primi scatti dal set... Da notare come il suddetto costume sia stato completamente ripensato in chiave militaristica, trovando anche un modo per non rendere ridicole le classiche ali che nel costume dei fumetti sono posizionate su un cappuccio... Vi prego inoltre di notare come il suddetto costume mette in risalto la dotazione dell'attore...
Non so se questa sia una scelta voluta o un'inevitabile conseguenza dell'abbigliamento che lascia una certa libertà alle sue parti intime... Cosa che non avveniva quando l'attore vestiva i panni della Torcia nei film dei Fantastici Quattro, visto che si trattava di un tessuto che era studiato apposta per comprimere tutto ed evitare che le aderenze risultassero troppo imbarazzanti...
In ogni caso stanno iniziando a circolare anche le prime immagini di Captain America senza maglietta, anche perchè ormai un film di supereroi non può dirsi tale senza le suddette scene... Sicuramente il suo personal trainer ha fatto un buon lavoro, e sono sicuro che immagini come questa stanno già ingolosendo un'ampia fetta di pubblico...
Che poi non mi si venga a dire che questi film e le relative campagne pubblicitarie non considerano anche il pubblico gay, perchè sarebbe davvero negare l'evidenza... Adesso bisognerà vedere se ci saranno scene di questo tipo anche nel nuovo film dedicato agli X-Men, che sarà un prequel e si intitolerà X-MEN: FIRST CLASS... Il cast è già a buon punto con le riprese, anche se al momento non trapelano ancora molte immagini... Staremo a vedere...
È altamente probabile che buona parte di queste pellicole arrivi anche in versione 3D, per la gioia di tutti coloro che vorranno vedere i muscoli dei loro supereroi guizzare fuori dallo schermo, tuttavia i fetiscisti del 3D avranno presto anche un altro motivo per gioire... Infatti l'editore TASCHEN ha annunciato che presto darà alle stampe la versione 3D del suo libro dedicato alla storia dei superdotati nella pornografia,...
Al libro verranno allegati gli appositi occhialini per poter gustare al meglio il contenuto del volume... Che purtroppo io ho già in versione normale, quindi l'acquisto della versione 3D mi sembra un po' superfluo... O forse no? Mhhh... In ogni caso, se siete amanti della tradizione vi segnalo anche che la TASCHEN ha deciso di pubblicare l'ennesima raccolta integrale dei fumetti di TOM OF FINLAND... E questa volta dovrebbe essere davvero quella definitiva (e per fortuna sarà anche economica)... Il primo volume uscirà a breve e gli altri a seguire... In ogni caso, se la Taschen continua ad uscire regolarmente con raccolte dei lavori di Tom of Finland in tutte le edizioni possibili e immaginabili, sono fortemente tentato di pensare che questo artista continui a vendere decisamente bene, e - anche se purtroppo non è più in vita - questo significa anche che il suo contributo alla diffusione ed allo sdoganamento dell'arte omoerotica è più forte che mai...
Chiudo il post di oggi rispondendo ad un commento in cui Nicola mi scrive:

"OAIC!

Io sono fra quelli che in alcuni periodi devo sempre scrivere ad ogni post e che in altri, sentendomi di mute parole, leggo e giro pagina, come faccio con il giornale o con un buon libro. :) I tuoi post sono tutti interessanti (sinceramente solo quello dei cantanti gay non mi stimola), ma non ho ben capito se questo blog, essendo stato creato da un anno il Wally Rainbow's Art Space (dove pubblicizzare maggiormente le tue opere), è sempre incentrato PRICIPALMENTE sulla diffusione dell'arte omoerotica nel fumetto oppure vuole analizzare qualsiasi forma d'arte con la stessa attenzione (come "il cantante gay settimanale" sembra suggerire oppure altri post, rari ma molto interessanti, sulla situazione della causa gay in Italia). Se trova uno spazio d'interesse conoscere il cantante Danny Katz perchè non sarebbe molto utile conoscere anche l'ultimo libro, di saggistica o romanzo, a tematica gay? Oppure i politici impegnati? Ovviamente capisco che il tuo scopo non è quello di promuovere libri, cd o artisti di turno, ma io per questo ti leggo piacevolmente... Perchè la tua è una VOCE (e ne sento molto poche in giro) che si fa capire e ha una grande eco per poter far tanto. Leggendo te, leggo la forza che ci vuole per voler almeno cambiare le cose. Un bacio."

Ciao e grazie per i complimenti. Allora: questo blog parla di fumetti a tema gay, ma siccome i fumetti a tema gay sfumano spesso nell'arte e nell'illustrazione (Tom of Finland insegna), qui cerco di parlare anche dell'argomento arte grafica gay nel suo insieme... Anche perchè aiuta a capire meglio il perchè e il percome dei fumetti gay, le loro influenze, le vicissitudini, ecc. Inoltre, poichè i fumetti sono una forma d'arte popolare che in qualche modo influenza e riflette la società circostante, prendo spunto da fumetti e media affini per inquadrare la situazione nel suo insieme, sperando di stimolare delle associazioni di idee un po' nuove. Il discorso del cantante gay in effetti c'entra poco, però mi sembrava carino inserire qualcosa di completamente diverso per staccare un po', per non risultare troppo palloso... Infatti ne parlo nel fine settimana :-) C'è da dire che la rubrica del cantante gay attira tante persone non interssate ai fumetti, che poi si addentrano nel blog e si appassionano anche agli altri argomenti, e questo mi fa piacere. Inoltre, in parte, l'esistenza di questo appuntamento fisso spiega perchè non parlo di politici, libri e attualità in senso lato. Questo blog, come dici tu, dà voce a quegli argomenti che di solito non trovano spazio sui siti gay italiani... E se c'è una cosa che fanno i siti gay italiani è parlare di politica, attualità, libri in uscita e cantanti gay che tutti conoscono... Io vorrei andare un po' oltre.
Ci sto riuscendo? La risposta spetta a voi...