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lunedì 21 aprile 2014

TAGAME IN ITALY!

Ciao a tutti, come va?
In realtà per oggi avevo programmato tutt'altro genere di post ma, siccome era un post di quelli che non mettono di buon umore, mi sono detto che era il caso di posticiparlo e di sostituirlo con una buona notizia, per non rovinarvi le vacanze di Pasqua...
E poi non dite che non vi voglio bene.
La bella notizia di oggi è che sembra proprio ufficiale che il prossimo giugno Gengoroh Tagame arriverà in Italia (e per la precisione a Bologna) per incontrare i suoi fans (e farsi un giro in una nazione a cui è molto affezionato, e da cui è stato lontano per più tempo di quanto avrebbe voluto).
Gli artefici della trasferta sono gli amici di REN BOOKS, che hanno pensato bene di ottimizzare il fatto che giugno è il mese del Gay Pride e il fatto che - proprio nella loro Bologna - a giugno si tiene anche il Festival del Giappone Contemporaneo, meglio noto come NIPPOP (cliccate QUI), arrivato al terzo anno col patrocinio dell'Università di Bologna.
Al di là del fatto che Gengoroh Tagame arriva in Italia, e che probabilmente la cosa sarà accompagnata da mostre ed eventi collaterali, secondo me la cosa interessante è che arriva in occasione di una manifestazione culturale importante e trasversale, cosa che - per esempio - non è accaduta durante le sue visite a Parigi, Londra e Berlino.
Un punto a favore per l'Italia, una volta tanto, anche se - devo ammetterlo - la città di Bologna mi è sempre sembrata un po' un caso a parte nel panorama italiano. Nel senso che, a quanto pare, è una delle poche realtà in cui i movimenti studenteschi di una quarantina di anni fa hanno lasciato il segno e - in parte - hanno determinato una ricettività culturale e artistica che, soprattutto a livello di realtà giovanile, ancora oggi ha ben pochi omologhi nel resto del nostro paese.
Quindi fortunati quelli di REN BOOKS che si ritrovano in una città in cui l'Università non si fa problemi a patrocinare una manifestazione incentrata sulla cultura POP giapponese invece che, per dire, fossilizzarsi su una rassegna di kabuki, corsi di origami e qualche seminario sulle stampe di Hokusai. D'altra parte se, nonostante i menagrami, REN BOOKS può dire di avere esaurito tutte le sue copie di VIRTUS (il primo, e per ora unico, manga di Gengoroh Tagame che ha pubblicato), forse vuol dire che questa visita di Gengoroh Tagame  ha anche un certo significato simbolico... E sicuramente di questo tornerò a parlare.

Alla prossima.

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venerdì 18 aprile 2014

CHI É IL MORTO IN PIEDI?

Ciao a tutti, come va?
Siccome nessuno lo ha ancora segnalato, e siccome questo BLOG prova un piacere sottile a colmare questo genere di lacune, non posso fare a meno di tornare a parlare della nuova serie messa in campo dalla Bonelli, e cioè il tanto ben pubblicizzato Lukas... E devo farlo perchè, sorpresa sorpresissima sorpresa, lo sceneggiatore Michele Medda ha voluto fare quello moderno, e fra i co-comprimari ha voluto inserire un personaggio gay senza se e senza ma!
Dico co-comprimario perchè si presenta come una specie di segretario della copy-writer Bianca, che da come ci viene presentata ci intuisce che diventerà la parter del protagonista in uno dei prossimi numeri... E il personaggio in questione è talmente co-comprimario che ancora non se ne conosce il nome.  E dico gay "senza se e senza ma" perchè, al di là dell'abbigliamento pseudo hipster (che su una persona non più giovanissima e senza barba risulta più che altro ridicolo), delle movenze non proprio virili (prego notare il mignolino quando fruga nel cellulare di Bianca in sua assenza) e dell'atteggiamento impiccione... Alla fine proprio Bianca scambia con lui qualche battuta riferendosi al fatto che a lei gli ex mandano ancora i messaggini e a lui no... E lui sta al gioco, segno evidente che è dichiarato anche sul lavoro.
Le due tavole in cui compare le potete leggere qui sotto, e si possono leggere senza avere seguito la storia fino a quel punto...
Ora: sono quasi matematicamente certo che i supporter della Bonelli grideranno al miracolo, dicendo che si tratta di una tappa storica, di un segno di apertura importante e tutto il resto... E in parte lo è. Tuttavia la lingua batte dove il dente duole: per vedere un personaggio gay - magari dichiarato -  in Bonelli nel 2014 sembra ancora necessario accontentarsi di tutta una serie di luoghi comuni che devono risultare il più possibile tranquillizzanti per il pubblico etero. Tipo il gay attempato in versione pettegola e un po' frou frou. Niente di male ad essere pettegoli e un po' frou frou, per carità, ma sembra proprio che da lì non ci si voglia proprio schiodare... Come dire che, dai tempi di Sigfrido in GEA, siamo andati indietro anzichè avanti...

E sono pronto a scommettere che per un gay che farà da spalla ad un personaggio femminile un po' goffo (in qualità di migliore "amica", o confidente, magari), onde rendere più "simpatiche" le parentesi a lei dedicate, non ci saranno gay fra gli amici o i nemici del virilissimo protagonista... Magari sarà anche una scelta per creare con le situazioni di Bianca un contraltare "buffo" alle atmosfere cupe in cui si muove Lukas? Chissà... Chissà... Chissà...

A questo proposito, però, mi pare di capire che - nonostante tante promesse sul fatto di essere di fronte all'ennesimo fumetto rivoluzionario e tutto il resto - ci si ritrova di nuovo alle prese col tipico protagonista bonelliano tutto d'un pezzo.... Talmente tutto d'un pezzo che, pur risvegliandosi zombie nel forno di un cimitero, e per giunta senza memoria, non ha alcun tipo di cedimento psicologico... Nemmeno quando si ritrova coinvolto in tutta una serie di situazioni truculente e splatter che, evidentemente, sono solo l'antipasto di quello che offrirà la serie. Durante tutto il tempo mantiene la sua espressione da James Dean (o da Luke Perry versione Dylan di Beverly Hills, se vi piacciono i serial anni '90). Sicuramente al tipico lettore Bonelli questo genere di cose piace, ma il punto è: quanti sono rimasti i tipici lettori Bonelli?
Mi spiego meglio: un personaggio del genere non fa scattare praticamente alcun tipo di identificazione emotiva col lettore, e la sua vicenda si legge sempre con distacco, "dall'esterno", come uno di quei sogni vissuti in terza persona. Paradossalmente sono molto più coinvolgenti le poche pagine in cui compare la Bianca di cui sopra: un po' Bridgette Jones e un po' donna in carriera, aspirante milf con due figli adolescenti rompiscatole a casa e tutto il resto... E parliamo comunque di un personaggio molto abbozzato e tuttosommato sciapetto. Il che è tutto dire.
Se alla Bonelli hanno pensato davvero che questo fumetto, così come è stato concepito, potesse incanalare il successo di The Walking Dead e simili secondo me avranno delle brutte sorprese... Perchè se vogliono andare incontro ai loro lettori tipici di certo non attireranno mai tutta quella gente (ed è sempre di più) che ha un altro genere di interazione con l'entertainment di cui fa abitualmente uso (siano essi film, fumetti, serial TV o altro).
Il che, d'altra parte, è  uno dei motivi per cui l'editore continua a perdere lettori.
Assieme al fatto che lascia spazio unicamente a sceneggiatori che in qualche modo rispecchiano il Bonelli-pensiero o si allineano ad esso. Il che è senza dubbio legittimo, ma forse inizia ad essere economicamente rilevante.

E tra l'altro, sarò sincero, alla fine della lettura non si capisce se si voglia dare l'idea che Lukas sia imbambolato a prescindere dalla sua condizione di zombie (o "ridestato", che poi sarebbe uno zombie che non si decompone e che ha mantenuto la sua coscienza e ha una maggiore forza, a quanto pare).

Voglio dire: tu ti risvegli in un loculo e rompi il marmo a pedate... Ok... Ti rendi conto che non ti ricordi chi sei (o chi eri)... E va bene... Ma a quel punto perchè non ricomponi il marmo per leggere cosa c'era scritto sopra? E perchè non torni al cimitero il giorno dopo per chiedere informazioni su chi era stato messo in quel forno? E perchè non indaghi sull'agenzia di pompe funebri che ti ha sepolto? A chi ha fatto pagare il conto - presumibilmente salato - del tuo funerale?

E soprattutto: visto che hai mantenuto l'intelletto, come fai a non essere emotivamente sconvolto all'idea di essere un morto che cammina?

Boh!

Forse se il fumetto Made in Italy non va tanto bene la colpa non è solo della crisi, dopotutto...
Alla prossima!


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mercoledì 16 aprile 2014

I PREMI CHE CONTANO A CHI CONTA

Ciao a tutti, come va?
Lo scorso sabato a Los Angeles si è tenuta la cerimonia di premiazione dei GLAAD AWARDS 2014 (i premi che l'omonima associazione conferisce a chi - nel mondo dell'entertainment - si è distinto per il suo contributo nella rappresentazione non pregiudizievole dei personaggi LGBT), e visto che - tanto per cambiare - in Italia se ne è parlato poco e niente ora cercherò di compensare un po', ovviamente puntando l'attenzione su alcuni aspetti particolarmente interessanti per i lettori di questo BLOG. Comincio, ovviamente, comunicandovi il vincitore per la categoria comics... Che quest'anno sono stati gli Young Avengers...
Ovviamente la speranza è che, forte anche a seguito di questa gratificazione, la MARVEL trovi presto una nuova collocazione per i protagonisti della serie che recentemente sono rimasti orfani, per l'ennesima volta, di una pubblicazione a loro dedicata. Detto questo stavolta volevo ampliare un pochino la discussione e mostrarvi anche alcuni video della cerimonia, giusto per farvi capire meglio di cosa stiamo parlando. Ad esempio mostrandovi il momento in cui Ellen Page consegna il premio intitolato a Stephen F. Kolzak (un regista che ha passato l'ultima parte della sua vita a combattere l'omofobia e la discriminazione dei sieropositivi) all'attrice e produttrice transessuale Laverne Cox... Come potete intuire, anche se si tratta di una cerimonia tuttosommato modesta rispetto a quella degli Oscar o ai Golden Globe, si tratta comunque di un evento di tutto rispetto, condotto con eleganza e serietà, e che tutto sembra fuorchè una pagliacciata o una cosa improvvisata (e ogni riferimento alle - poche - premiazioni LGBT celebrate in Italia NON è puramente casuale). E questo può essere uno dei motivi per cui, ad esempio, Rita Moreno (un'attrice portoricana che - tra le altre cose - ha partecipato a West Side Story, vincendo pure un Oscar) ha presentato il premio Vanguard  che la GLAAD quest'anno ha voluto assegnare alla cantante Jennifer Lopez (in veste, però, di produttrice della serie TV The Fosters, che parla di una famiglia omogenitoriale)... Che ovviamente è stata ben contenta di ritirarlo personalmente, ricordando una sua zia lesbica a cui è sempre stata molto affezionata...
La cosa interessante dei premi GLAAD, come potete intuire, sta anche nel fatto che i vincitori hanno anche l'occasione di fare un discorso di ringraziamento in cui possono spaziare con calma, e dimostrare che - effettivamente - se hanno ricevuto dei premi così specifici un motivo c'è. Comunque, siccome sapete che sono un po' sadico, non vi stupirà se qui di seguito voglio ricordarvi come è stato il primo, e per fortuna unico, premio del genere che ha avuto luogo in Italia. Si chiamava Pegaso d'oro ed era stato "inventato" da Arcigay nel 2010... La "cerimonia" si è tenuta in una nota discoteca di Milano, in cui - evidentemente - il pubblico vociante sullo sfondo non era particolarmente interessato a quello che succedeva... Il premio in questione, quell'anno, andò ad Iva Zanicchi, per un ruolo che aveva intepretato in una fiction...
Premesso che dare un premio gay per un ruolo gay friendly (e non per una presa di posizione diretta), dal mio punto di vista, ha lo stesso senso di mettere in prigione chi ha intepretato il ruolo di un assassino, negli anni successivi il personaggio in questione ha dato prova in più occasioni di NON essere poi così gay friendly, ad esempio tramite un'intervista ad un sito cattolico in cui disse, tra le altre cose:

Credo che i cattolici debbano sempre pregare per tutti, ed una preghiera in particolare la rivolgo e va rivolta ai gay, perché possano trovare, se lo vogliono, la retta via“.

Oltretutto si parla di una persona che, negli anni in cui ha ricoperto il ruolo di europarlamentare, non ha mai speso una parola a favore dei diritti LGBT in Italia... E infatti qualcuno propose anche di ritirare il premio che le venne dato... Cosa che peraltro NON non venne mai fatta... In compenso il Pegaso d'Oro, presumo anche a seguito di questa figura barbina non venne mai più assegnato a nessuno... Mentre i premi GLAAD vengono portati avanti da venticinque anni. Credo che ognuno possa trarre le sue conclusioni, anche se poi la situazione delle associazioni LGBT in Italia è quella che è, e certi episodi incresciosi ne sono solo la diretta conseguenza.
Ovviamente questo non significa che le cose non possano cambiare, anche se EVIDENTEMENTE il problema, in Italia, è molto più a monte di quanto non sembri.
Magari un giorno ne parlerò meglio.
Alla prossima.

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lunedì 14 aprile 2014

FRANCOBOLLI E BOLLINI ROSSI

Ciao a tutti, come va?
Il servizio postale finlandese Itella Posti ha appena annunciato che a partire dal prossimo settembre distribuirà 33 nuovi francobolli, alcuni dei quali celebreranno un'artista locale che forse qualcuno do voi potrebbe anche conoscere (sono ironico, ovviamente)... E cioè Tom of Finland...
La decisione è abbastanza curiosa, ma forse neanche tanto in un periodo in cui tutti comunica via e-mail, app e social network, e i francobolli stanno ormai diventando articoli da collezione. D'altra parte è comunque notevole il fatto che questo gesto simbolico sancisca definitivamente lo sdoganamento di quello che, alla faccia dei bigotti, è diventato uno degli artisti finlandesi più noti a livello internazionale.
Da notare che i suddetti disegni di Tom of Finland faranno compagnia ai dipinti del paesaggista Urpo Martikainen e alle foto urbane di Jaakko Tähti, che a quanto pare sono considerati nomi molto rappresentativi dell'arte finlandese... Nonchè a tutta una serie di vedute invernali e natalizie (cosa abbastanza scontata, in effetti, considerando il periodo in cui questi francobolli verranno distribuiti), a riprova del fatto che evidentemente Tom of Finland è diventato davvero qualcosa di cui la Finlandia tutta va orgogliosa, al pari dei suoi paesaggi.
La Finlandia non ha ancora una legge sui matrimoni paritari: il suo Parlamento inizierà a discutere della cosa solo nei prossimi mesi e, non so perchè, ma ho la sensazione che chi è a favore non potrà fare a meno di citare questa specie di eroe nazionale, che - molto metaforicamente - ha reso famosa la Finlandia solo da quando è stato "costretto" a pubblicare i suoi lavori negli Stati Uniti. Detto questo non ho potuto fare a meno di fare un collegamento con un episodio che proprio in questi giorni sta tenendo banco in Italia. Infatti, mentre in Finlandia l'arte omoerotica viene sdoganata anche dalle poste, dalle nostre parti siamo ancora alle prese con le censure preventive su un semplice nudo maschile. Il caso è quello di una fiction che ripercorre (presumo in maniera molto riveduta e corretta) la vita di Rodolfo Valentino, in questo caso intepretato da Gabriel Garko. A quanto pare l'emittente che la trasmetterà a deciso di tagliare una scena in cui l'attore rimane completamente nudo di fronte a uno specchio e lascia che si intravedano le sue virtù... Scena censurata strategicamente persino dalle riviste di gossip che hanno segnalato il caso...
Qualcuno potrebbe pensare che, in effetti, sarebbe stato strano se la censura non fosse scattata, ma personalmente credo che anche solo il fatto che ci siamo abituati a ragionare in questi termini sia molto indicativo di una situazione che ha preso una piega decisamente infelice... Visto che ormai viene da dare per scontato che siamo un paese bigotto, maschilista e omofobo, nonchè tenuto sotto scacco dalle lobby cattoliche, e che quindi sia normale che la visione di un corpo maschile nudo (più o meno invitante) debba ricevere questo tipo di trattamento.
E secondo me questo è un brutto segnale.
Alla prossima.

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