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lunedì 10 novembre 2014

...COSA RESTERÀ DI QUESTA LUCCA 2014 ???

Ciao a tutti, come va?
Come promesso, a distanza di una settimana, sono qui a farvi il mio piccolo report da Lucca Comics & Games 2014... Perchè ho lasciato che trascorresse una settimana? Perchè a freddo si ragiona meglio e perchè dopo qualche giorno si riesce a scremare meglio quello che è importante da quello che non lo è.

Da che parte comincio?

Forse la prima cosa da segnalare è che, come da proiezione, quest'anno è stato superato un nuovo record di presenze, con 240.000 biglietti staccati e ulteriori 160.000 visitatori non paganti (stando, perlomeno, ai dati forniti dall'organizzazione). Se tutto questo fosse vero vorrebbe dire che Lucca è ormai la seconda manifestazioen al mondo per numero di presenze ed è prossima a raggiungere, e forse superare, persino i visitatori del Comiket di Tokyo (che nel 2013 sono stati 519.000).
Siccome bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare devo ammettere che, tecnicamente, i disagi di questa edizione non sono aumentati in proporzione con il numero dei partecipanti, e nonostante il picco di disagi dovuti alla ressa del sabato, credo che fosse da diversi anni che non vedevo dei padiglioni così fruibili. Merito anche del dislocamento dell'area JAPAN (ma anche di quella di STAR WARS e di ASSASIN CREED) in zone molto lontane dalle piazze che tradizionalmente ospitano la fiera.
In questo modo si è creato una sorta di "budello" pedonale che ha limitato gli assembramenti in diversi punti che - fino all'anno scorso - diventavano impercorribili durante tutti i giorni dell'evento. Oltretutto, dopo anni e anni, ha iniziato a concretizzarsi il sogno segreto di quanti arrivavano a Lucca con i mezzi pubblici, e cioè la creazione di treni speciali durante il week end! Quindi diciamo che, se non altro, la REVOLUTION annunciata per questa edizione di Lucca c'è stata... Anche se purtroppo non è bastata...

E d'altra parte servirebbe ben altro per trasformare una città medioevale progettata per respingere gli eserciti e le inondazioni (lo sapevate che le mura di Lucca impedirono che la città venisse allagata dall'alluvione del Serchio nel 1812?) in uno spazio accogliente per una marea umana di 400.000 visitatori in quattro giorni.
Le belle mura di Lucca, ad esempio, che l'Europa tutta invidia (tranne forse la città di Avila, in Spagna), cingendo la città per quattro km circa finiscono inevitabilmente per creare dei tappi di folla già all'ingresso delle porte (anche perchè NON vengono segnalati adeguatamente gli ingressi secondari), e se MALAUGURATAMENTE - qualcuno ha la necessità di entrare o uscire su un mezzo gommato si scatena l'inferno... Oltretutto per evitare la ressa quest'anno qualcuno ha cominciato a SCALARE le mura, e per emulazione lo ha fatto anche una ventenne foggiana che però ha perso la presa cadendo nel vuoto e fratturandosi (perlomeno) il bacino... L'anno scorso lo dissi che con questa folla qualcosa di brutto poteva capitare, e stavolta ci siamo andati molto vicini.
Tuttavia le resse di folla non ci sono solo per entrare nella città e nei padiglioni, ma anche per i biglietti e il ritiro dei braccialetti (da esibire assieme al biglietto per entrare nei padiglioni). Si parla di lunghissime code che potrebbero essere agevolmente superate con l'allestimento di più biglietterie, magari con la possibilità di eseguire pagamenti elettronici, che però - evidentemente - non sono state ritenute un investimento necessario da parte dell'organizzazione. Il problema è che dopo la coda per i biglietti e il braccialetto (bisogna ritirarne uno nuovo ogni giorno, anche se il biglietto vale per più giorni! Ma non si farebbe prima consegnare i braccialetti dei vari giorni in una sola volta?) ci sono le quelle per l'ingresso nei capannoni nei giorni "caldi"... E l'ingolfamento supplementare che si crea per andare nell'area GAMES, che trovandosi all'esterno delle mura finisce per intasare regolarmente gli stretti passaggi che attraverso le mura la mettono in comunicazione con  il centro storico, in cui si svolge il resto della manifestazione.
Tra l'altro a un certo punto, per motivi di sicurezza, le forze dell'ordine hanno bloccato l'accesso al padiglione GAMES, facendo aumentare ulteriormente la fila e gli ingorghi umani! E in questa bolgia infernale qualcuno mi ha fatto notare che i bagni chimici sono stati spostati dalla loro tradizionale collocazione senza che un'apposita segnaletica indicasse dove cercarli! Così, anche se il cortile interno del Palazzo Ducale era pieno di bagni chimici, tantissime persone non se ne sono accorte e hanno perso tempo prezioso alla ricerca di un posto dove eliminare le scorie (ormai radioattive) prodotte in una giornata estremamente stressante. Una giornata complicata anche da un viaggio non proprio agevole... Visto che - proprio nei giorni di punta della fiera - c'erano dei lavori in autostrada, con relativo ingolfamento dei caselli, senza che fossero segnalate uscite alternative.
Per quel che riguarda i treni, poi, si è creata la situazione paradossale per cui i treni supplementari previsti da Lucca Comics per le stazioni limitrofe (ma NON dalle stazioni limitrofe per Lucca Comics), hanno mandato in tilt la già precaria rete ferroviaria regionale, determinando una quantità impressionante di ritardi (anche di una quaranta minuti e oltre) e di treni soppressi, anche negli orari di punta... Popolando la stazione di Lucca di cosplay stremati ben oltre l'orario di chiusura dei padiglioni...
Senza contare che la città continua a non avere i parcheggi necessari per reggere l'impatto di una tale massa di auto e camper, e che il tanto agognato servizio navetta dai parcheggi a Capannori (peraltro molto poco visibili) si è rivelato del tutto insufficente...

Morale della favola: dal punto di vista logistico organizzare una manifestazione del genere in un contesto del genere (che è obbiettivamente INADEGUATO) è già molto complicato e lo sarà sempre di più, ma ogni anno una serie di errori grossolani riescono a rendere il tutto ancora più complicato... E forse iniziano a rendersene conto anche gli organizzatori, visto che il Direttore Renato Genovese quest'anno si è sentito in dovere di scrivere una lunga lettera su facebook, in risposta ad alcune delle critiche sollevate dai visitatori, promettendo di ovviare al tutto per la prossima edizione (se volete leggerla tutta potete CLICCARE QUI).

Speriamo in bene.

 La grande fortuna della manifestazione è che il pubblico di Lucca Comics & Games è talmente entusiasta e devoto alla causa da sopportare pazientemente questo stato di cose... Perlomeno finchè ci sono delle belle giornate di sole come in questa edizione. Inoltre, dal punto di vista psicologico, questa manifestazione è ormai diventata una specie di rito per chi la frequenta, pur con tutti i suoi disagi... E anche questo ha il suo peso.
Dopotutto per quattro giorni Lucca diventa una sorta di città ideale per chi - durante tutto il resto dell'anno - vive certe passioni per conto suo o le condivide con un gruppo ristretto di persone, mentre qui è letteralmente CIRCONDATO da una folla di persone come lui, che acquistano le cose che acquista lui, che parlano la sua "lingua" e tutto il resto... Al punto da potersi permettere di manifestare la propria passione girando per strada (e badate bene: per strada e alla luce del sole, e non nel ghetto di qualche centro espositivo) come un personaggio dei fumetti (piuttosto che dei videogiochi, dei cartoni o del cinema fantastico) senza che nessuno abbia niente da ridire... E, anzi, suscitando lo sguardo ammirato dei presenti.


Il che, forse, spiega perchè nonostante tanti disagi i visitatori di Lucca Comics & Games aumentino di anno in anno. Dal punto di vista psicologico è quasi una specie di catarsi... Una sorta di purificazione dalle brutture del mondo reale, una disintossicazione dallo squallore della vita di tutti i giorni e da chi non condivide questo genere di passioni...


E in effetti ogni volta che ci vado non posso fare a meno di pensare che le dinamiche psicologiche di Lucca Comics & Games sono molto simili a quelle del Gay Pride... Che ufficialmente viene frequentato per reclamare diritti, ma di fatto vede una partecipazione crescente perchè - per un giorno - fa sentire le persone LGBT forti e numerose, circondate da una folla di persone come loro (o che perlomeno le sostengono), creando un grande senso di appartenenza e partecipazione, e per giunta alla luce del sole. Nel caso di Lucca, però, quese dinamiche sono accentuate, perchè il tutto prosegue quasi ininterrottamente per quattro giorni e non si esaurisce nello spazio di un corteo.
Dopo questo lungo preambolo, però, è giusto parlare dei contenuti della manifestazione dal punto di vista LGBT, che poi è il punto di vista di questo BLOG (lo dico a quelli che passano qui per caso e poi dicono che è una forzatura)....
Al di là del solito clima gay friendly e dei cosplay gay friendly (più o meno consapevoli di esserlo), come ho già detto in altre occasioni la manifestazione, salvo rare eccezioni (come ad esempio gli ospiti LGBT portati dagli editori, che però quest'anno erano vistosamente assenti), si contraddistingue per la pressochè totale mancanza di spazi ufficialmente LGBT, o che puntino l'attenzione su questo tema...
In compenso quello che non ho potuto fare a meno di notare è che di anno in anno aumentano gli editori di manga che danno spazio agli YAOI... Quest'anno i volumetti di questo tipo sono arrivati ad occupare una quantità di spazio davvero notevole, ed erano presenti in almeno cinque stand, senza contare gli stand delle fumetterie... Certo non si tratta di materiale propriamente "gay", visto che è omoerotismo per donne, ma indubbiamente fino a qualche tempo fa questa situazione era impensabile, e bisogna prendere atto del fatto che sicuramente vuole dire qualcosa...



Altra cosa interessante è il fatto che il cantante gay dichiarato Immanuel Casto ha presentato e autografato, con grande successo di pubblico (e senza che nessuno avesse niente da ridire al riguardo), il nuovo supplemento al suo gioco di carte SQUILLO, che si chiama MARCHETTARI SPROVVEDUTI ed è dedicato alla prostituzione maschile...

E anche questo, a ben pensarci, è un segno dei tempi, anche perchè ufficialmente Lucca Comics & Games si presenta come una manifestazione "per tutti, e in particolare per i giovani in età scolare", o perlomeno questo è quello che si legge sul suo statuto... Il che, forse, potrebbe spiegare perchè Immanuel Casto NON è segnalato fra gli ospiti della manifestazione elencati sul sito ufficiale (CLICCATE QUI). Un caso? Una dimenticanza? Chissà... Qualcuno mi darà del complottista, però queste strane coincidenze mi insospettiscono sempre.

Comunque, a controbilanciare il fatto che in questa edizione di Lucca Comics non ci fossero grandi novità LGBT (a parte qualche ristampa, come quella dedicata a MATTEO E ENRICO della Kappa Edizioni) ci ha pensato la presenza dello stand della RENBOOKS, al suo debutto lucchese (lo vedete sullo sfondo di questo selfie che mi sono fatto con alcuni amici a Lucca conosciuti e a Lucca ritrovati)...

Da quel che ho capito alla RENBOOKS sono rimasti stupiti da quanto hanno venduto e dalla buona risposta di pubblico che hanno riscontrato, e questo fa ben sperare per il futuro, anche se la sensazione è che la strada sia ancora abbastanza lunga prima di arrivare al livello di emancipazione e visibilità degli stand LGBT di San Diego o New York... D'altra parte da qualche parte bisogna pur cominciare.
In conclusione: Lucca Comics & Games ha una quantità di limiti vistosi, ma ha ancora un grande potenziale tutto da sviluppare... Non foss'altro per il fatto che l'immaginario POP inizia ad essere sdoganato anche nel nostro paese, e un numero crescente di persone non lo considerà più solo una cosa da bambini...  O solo da etero...
Certo il fatto che questo sdoganamento stia avvenendo in una nazione come l'Italia, con tutte le sue dinamiche e le sue tare culturali, non rende le cose semplici, ma d'altra parte le vittorie più appaganti sono quelle che si raggiungono partendo da un contesto svantaggioso.

Quindi alla fine, Lucca è importante proprio per capire quanto è vicina quella vittoria.

Alla prossima.

sabato 8 novembre 2014

COMPLOTTISMO?

Ciao a tutti, come va?
Oggi volevo parlare d'altro, per poi dedicare lunedì prossimo a un piccolo report su Lucca Comics & Games 2014, ma alla fine mi tocca parlare di Lucca anche oggi. Nel senso che, a seguito del mio post (CLICCATE QUI) in cui ho cercato di snocciolare alcuni retroscena poco noti della manifestazione (e che in effetti ha avuto un picco di visitatori), qualcuno ha voluto riportare il link sui propri forum di riferimento, determinando alcuni commenti che mi spingono a chiarire meglio la mia posizione e le mie idee.

In particolare mi sento in dovere di replicare ad alcune osservazioni comparse sul forum MANGADB (cliccate QUI), e mentre rispondo - per rendere più gradevole il tutto - vi posto alcune gallerie tematiche che ho realizzato col safari fotografico che ho realizzato a Lucca quest'anno...
Comincio subito rispondento a Godot, che scrive:

"Ci sarà anche del vero in quel che scrive, ma la bloggata è scritta in maniera troppo sensazionalistica e gomblottista per riconoscergli un minimo di credito. Con le note sulla valenza LGBT o sul direttore artistico che ommiodddioooooo è nato nel 1950 poi cade totalmente nel ridicolo."

Una cosa che non ho mai capito, in generale, è perchè una quando una persona vuole liquidare come "complottistica" una teoria o un'opinione, magari portata avanti con tutta una serie di documenti (come ho fatto io nel post su Lucca), si limita a dire che - in quanto complottistica (o, per dirla simpaticamente, gomblottistica) - non è attendibile. Può anche essere che io abbia sbagliato tutto, ma se devo essere smontato vorrei che vi fossero delle argomentazioni solide, anche perchè mi interesserebbero molto. Altra cosa che non capisco è perchè far notare che all'estero queste manifestazioni abbiano anche valenze esplicitamente LGBT, mentre a Lucca no (e come questo non deponga a favore dell'organizzazione della manifestazione), venga considerata una cosa ridicola... Che rende inconsistente tutto quello che scrivo.
Messa giù così sembrerebbe quasi che portare avanti delle istanze LGBT in una manifestazione fumettistica di portata internazionale sia di per sè una cosa ridicola, anche se - in considerazione del fatto solo al New York ComiCon ci sono state almeno dodici conferenze che hanno toccato l'argomento - mi sembra evidente che non sia così. Forse la cosa ridicola è che, dalle nostre parti, ci siano ancora tante persone che hanno pregiudizi al riguardo... Tant'è che ho la netta sensazione che quando la gente si imbatte casualmente nel mio BLOG, e poi si lamenta del risalto che dò al punto di vista LGBT, non riesca neppure a concepire il fatto che possa esistere un BLOG che NASCE per offrire un punto di vista LGBT sul mondo del fumetto, con tutti i suoi annessi e connessi, manifestazioni comprese... E questo mi lascia perlomeno perplesso.
Riguardo al fatto che lamentandomi del fatto che il direttore artistico di Lucca Comics è nato nel 1950 cadrei nel ridicolo, poi, mi sento in dovere di precisare alcuni punti. Il direttore artistico di una manifestazione di questa portata, quale essa sia, ovviamente non può seguire tutto, ma è importante perchè spetta a lui dare le linee guida per i contenuti, e comunque deve approvare le proposte che gli arrivano sul tavolo. Questo, ovviamente, implica che abbia la preparazione, la formazione e la sensibilità adeguata per farlo. A parte il fatto che è iscritto all'albo dei giornalisti dal 1983, di Renato Genovese si sa che ha collaborato con varie riviste anni degli anni '80 (Orient Express, Comic Art, Il mago e Ken Parker Magazine) e che ha scritto degli approfondimenti su alcuni speciali della Bonelli. Nel 2009 ha anche scritto un libro dal sapore nostalgico, intitolato L'avventurosa storia del fumetto italiano. Quarant'anni di fumetti nelle voci dei protagonisti. Essendo nato nel 1950, però, vuol dire che quando in Italia arrivarono cose come STAR WARS e Goldrake andava per i trenta, quando i manga e le console si diffusero in Italia ne aveva più di quaranta e quando il fenomeno dei giochi di ruolo e di strategia (tipo MAGIC) è esploso andava per la cinquantina... Forse esagero, ma qualcosa mi dice che dei tanti cosplay che si aggirano per Lucca, e che sono - almeno in parte - l'anima (e una delle maggiori attrattive) dell'evento, avrebbe potuto riconoscerne al massimo una decina...
Certo un direttore artistico non viene pagato per riconoscere cosplay, ma se è lui a determinare l'impronta che deve avere Lucca Comics & Games è evidente che Renato Genovese dovrebbe essere aggiornato e preparato su una quantità di cose che - evidentemente - non fanno parte della sua formazione per una questione anagrafica, e che richiederebbero un costante aggiornamento. Anche solo per comprendere al meglio le esigenze di chi frequenta la fiera... E che mediamente ha la metà degli anni di Renato Genovese. Questo aggiornamento c'è? A giudicare dal taglio delle mostre e delle conferenze organizzate direttamente da Lucca Comics la risposta è no. Certo una fiera del genere si tiene in piedi da sola perchè tante idee e tanti ospiti arrivano con gli editori, perchè la sezione games gode di una certa autonomia e perchè i cosplay arrivano a frotte a prescindere dalla direzione artistica, ma se si confronta la direzione artistica di Lucca con quella di San Diego o New York, la differenza si vede eccome... E guardacaso la direzione artistica di San Diego e New York è affidata a persone molto più giovani.
C'è poi un altro dettaglio, specificatamente italiano, per quel che riguarda la questione dei fumetti. Se, ad esempio, in una manifestazione francese può anche starci bene un direttore artistico un po' attempato, visto che la scena editoriale in Francia è rimasta pressochè invariata da una ventina d'anni a questa parte (con i suoi volumi in libreria e i periodici in edicola, e il jolly delle fumetterie), in Italia la situazione ha subito dei cambiamenti pressochè drastici nel corso degli ultimi decenni... Con generi, formati e circuiti distributivi in costante evoluzione e sperimentazione, con editori che nascono, muoiono e cambiano ad un ritmo serrato... Questo, in teoria, implicherebbe che a Lucca Comics ci debba essere un direttore artistico se non giovane, perlomeno giovanile, attento e ben presente sulla scena, sempre aggiornato e ricettivo... E invece cosa faccia Renato Genovese quando non si occupa di Lucca Comics è un mistero, anche perchè non ha nemmeno un blog o un profilo facebook attivo... Certo anche questo non è indispensabile, però - di questi tempi - è molto indicativo.
E comunque è anche indicativo il fatto che quest'anno il Sindaco di Lucca abbia dato una medaglia al merito a Renato Genovese... Badate bene: il Sindaco, e non certo i visitatori di Lucca Comics, che probabilmente non sanno nemmeno che faccia abbia (e forse è meglio così per lui, visto che più di qualcuno avrebbe qualcosa da dire sull'organizzazione del tutto).
Comunque, tornando al forum MANGADB ci sono almeno altri due interventi su cui mi vorrei soffermare. The Black Prince, riferendosi al commento che ho appena analizzato, scrive:

"Sì infatti, quelle son cretinate però altre cose no. Tra le ingenuità o cretinate che dir si voglia ci metterei pure la sua idea che all'estero fanno il komiket o la fiera di Angulem o NY per puro spirito da appassionato, ma figuriamoci! Rendono una barca di soldi lol"

E Maxtex gli fa eco scrivendo:

"Straquoto , articolo troppo sensazionalistico ,tipo Adam Kadmon Rivelazioni o altri programmi televisivi ,dove vedono il marcio da tutte le parti ,ma non nella propria testa.

In Italia è risaputo che qualsiasi manifestazione fai ,culturale ,musicale o mangereccia ,il comitato o l'associazione "no profit" chiede oltre ai permessi anche i soldi alla istituzioni locali ,comune ,provincia ,regione e stato ,fino a tre anni fa finaziavano a fondo perduto qualsiasi manifestazione.
Perciò non mi stupisco che il comune di Lucca ci sia dentro ,poi lo può far gestire a chi gli pare ,visto il successo e i soldi che porta alle casse del comune."


Vorrei precisare che non ho mai scritto che chi organizza fiere all'estero lo fa solo per altruismo e spirito di volontariato (anche se alcuni volontari nello staff ci sono, visto che questo tipo di esperienze in curriculum contano, almeno all'estero). Sicuramente se lo fa calcola anche un adeguato ritorno economico ed è giusto così, perchè si tratta in molti casi di persone che per lavoro organizzano fiere di questo tipo. Quello che volevo sottolineare è che, a pelle, la sensazione è che mentre altrove si vuole guadagnare (il giusto) allestendo una manifestazione fumettistica, a Lucca si voglia allestire una manifestazione per guadagnare (e per guadagnare il più possibile). C'è una sottile (ma neanche tanto) differenza, visto che se si mette al centro la manifestazione (e le esigenze di chi ci va) è un conto, mentre se si punta a ottimizzare i guadagni i risultati (e i disagi) sono altri... Inoltre nel caso delle grandi manifestazioni straniere, gli organizzatori sono ANCHE appassionati, di quelli che girano in lungo e in largo anche le altre fiere e le fumetterie... E anche se questo non vuol dire che allestiscono fiere solo "per passione", è evidente che si muovono su un piano completamente diverso rispetto a Lucca Comics & Games S.r.L. (la partecipata che mette in piedi Lucca Comics), perchè sono più in sintonia con le esigenze del pubblico (di cui in effetti sono anche parte)... E cercano di venirgli incontro senza scendere a compromessi.

Non è poco, secondo me.
Tra l'altro questo modo di pensare, per cui in Italia le cose vanno così e devono andare così, e per cui è impossibile che siamo messi male al punto che dietro a Lucca Comics ci sia soprattutto una macchina fatta per far soldi e per spremere i turisti... E addirittura che se uno lo ipotizza deve essere per forza l'Adam Kadmon della situazione... Spiega bene molte cose.

Quello che io non mi spiego e come sia possibile che tutto il potenziale LGBT di una manifestazione come Lucca Comics & Games non trovi alcun modo per manifestarsi compiutamente e rimanga sempre (o quasi) a metà strada fra il criptico e il sottointeso... Senza alcun riconoscimento ufficiale per la sua dimensione gay friendly, che ogni anno mi sembra sempre più evidente...
Che sia solo questione di tempo???
Non lo so, ma lo spero.

Alla prossima.

giovedì 6 novembre 2014

PORNO DOCUMENTARIO FUMETTISTICO!

Ciao a tutti, come va?
Lo so che adesso vi sareste aspettati un report dettagliato su Lucca Comics & Games 2014, ma siccome non voglio risultare banale (e siccome preferisco raccogliere per bene le idee), preferisco parlarvi di Lucca più avanti.
Oggi, invece, vi parlerò di un progetto statunitense che mi riguarda parzialmente in prima persona (!!!). Il simpatico Robert Chandler, già imprenditore nel campo dei siti a tematica porno gay, e con cui - piccolo grande scoop - sono in contatto da alcuni mesi per avviare una collaborazione per una serie a fumetti da lanciare sui suoi siti (e poi, se tutto va bene, nel mercato della stampa indipendente), ha deciso di far partire un raccolta fondi su Kickstarter.com (il noto sito che raccoglie fondi per le produzioni dal basso) per la realizzazione di un documentario interamente incentrato sulla storia dei fumetti omoerotici... Qui sotto vedete la sua presentazione del progetto (a favore del quale depongono anche diversi nomi noti del fumetto omoerotico contemporaneo)...
La cosa interessante è che, dopo avermi conosciuto, il buon Robert Chandler sta valutando l'ipotesi di inserire in questo documentario anche una parte riservata alla storia dei fumetti omoerotici prodotti in Europa, e in Italia. Il che sarebbe una cosa molto interessante, visto che i documentari di questo tipo realizzati negli USA tendono a concentrarsi solo su quello che è circolato negli USA. E, se il progetto si concretizzerà, io sarei il referente per quello che riguarda l'Italia (e probabilmente un consulente ad ampio raggio)...
In un mese l'obbiettivo è quello di raggiungere la stratosferica cifra di 35.000 $... Riuscirà il nostro eroe a riuscire nell'impresa? Per quel che lo conosco posso dire che lui è davvero appassionato di fumetti e di fumetti gay (e infatti, almeno lui, ha pensato che collaborare con me fosse una buona idea), e che sicuramente in questa iniziativa ci metterà tutto l'impegno e la determinazione di cui è capace. Per il resto questa bella iniziativa la potrete la potete trovare sul sito Kickstarter.com CLICCANDO QUI.
Se fate un'offerta di 3000 $ o più potrete commissionare anche un disegno ad artisti del calibro di Alexander, Butch McLogic, Dave Davenport, Jacob Mott e - Udite! Udite! - persino un acquarello di... Wally Rainbow(^__^)...

Spargete la voce!

Alla prossima.

lunedì 3 novembre 2014

CHI DI CENSURA FERISCE...

Ciao a tutti, come va?
Il post di oggi parte da una notizia apparentemente di poca importanza: la Disney ha deciso di non rinnovare l'opzione per gli adattamenti cinematografici dei romanzi di John Carter, scritti da Edgar Rice Burroughs. Questo perchè il film di John Carter arrivato nelle sale nel 2012 si è rivelato un clamoroso flop, tanto da spingere il direttore dei Walt Disney Studios, Rich Ross (in carica solo dal 2009 e passato alla storia per essere il primo gay dichiarato a ricoprire quel ruolo), a dimettersi. In effetti per realizzare e promuovere questo film sono stati necessari 250 milioni di dollari, a fronte di un incasso di soli 280 milioni... E 30 milioni di dollari di guadagno per una produzione del genere sono effettivamente pochini, tanto che si è parlato di uno dei maggior flop della storia del cinema.
Quindi non stupisce che la Disney abbia voluto rinunciare ai diritti dei romanzi, anche perchè, beffa nella beffa, i primi due romanzi (da cui era stato tratto il film Disney) erano già diventati di pubblico dominio. Quindi i diritti per cui aveva già speso dei soldi riguardavano i restanti nove romanzi, che evidentemente sono stati opzionati nella speranza di realizzare un'interminabile SPACE OPERA in stile STAR WARS. Ovviamente - a seguito del flop del primo film - quei romanzi non sarebbero mai diventati dei film Disney, e quindi i soldi spesi in diritti si sono rivelati un investimento totalmente inutile...
Il fatto che il film sia stato un flop e che la Disney abbia rinunciato al materiale di John Carter, però, spinge a una riflessione interessante, perchè in questo caso la Disney si è tirata la zappa sui piedi in maniera abbastanza goffa: infatti sapeva benissimo che non avrebbe mai potuto rispettare lo spirito originale dei romanzi, grazie al quale erano diventati subito così popolari nello sconfinato mare della narrativa pulp... Eppure non si è voluta rassegnare alla realtà.

Di quale realtà parlo?

Mi riferisco al fatto che Edgar Rice Burroughs, quando concepì la saga di John Carter, non aveva inventato solamente il genere science-fantasy (e cioè una narrativa che mischiava elementi fantasy e fantascientifici), ma anche il fanta-sexploitation... E cioè una vera e propria forma di fanta-pornografia soft... In cui la trama fantastica era funzionale agli elementi sexy e alle scene di nudo. Infatti chi ha letto i romanzi originali di  John Carter sa bene che tutti, ma proprio tutti, i personaggi si aggirano completamente nudi o con un abbigliamento talmente ridotto da non lasciare nulla all'immaginazione.
E non era una scelta casuale, perchè Edgar Rice Burroughs sapeva bene che con con i suoi romanzi si rivolgeva a masse di persone che si gettavano a capofitto nella letteratura pulp per sublimare i loro desideri, le loro frustrazioni e la loro voglia di evadere da una società castigata e puritana (parliamo del 1912). E infatti non a caso il più grande successo di questo scrittore (anch'esso lanciato nel 1912) è stato Tarzan... Altro personaggio che se ne andava in giro praticamente nudo nella natura selvaggia...
Tarzan, però, ha sublimato anche una buona quantità di desideri omoerotici fino agli anni della liberazione omosessuale e del conseguente sdoganamento del corpo maschile (e infatti la sua popolarità è diminuita di pari passo)... Fino ad allora Tarzan è stato probabilmente la cosa più vicina ad un'icona omoerotica per tantissimi giovani omosessuali, che peraltro - con la scusa che era un personaggio molto popolare - erano liberi di manifestare la loro devozione senza particolari problemi e con la benedizione dei loro genitori...
E sicuramente John Carter, come Tarzan, ha rappresentato un feticcio erotico per generazioni di gay che leggendo i suoi romanzi potevano fantasticare su un pianeta Marte in cui tutti gli uomini (e gli alieni di sesso maschile in generale) erano prestanti e si aggiravano completamente nudi... In un periodo in cui anche solo l'idea di poter assistere allo spettacolo di un go go boy era pura fantascienza...
D'altro canto si può dire che John Carter fosse proprio la versione sexploitation di Tarzan, visto che - con la scusa che si trovava su un pianeta in cui il senso del pudore era molto diverso rispetto al nostro - poteva ritrovarsi in situazioni scabrosissime e al tempo stesso estremamente innocenti... Cosa che a Tarzan, dopo essere entrato in contatto con la civiltà, non era più consentita.

In effetti John Carter, pur provenendo da una cultura fondamentalmente puritana (gli Stati Uniti della Guerra Civile), sul disinibito pianeta Marte si trovava completamente a suo agio con la propria fisicità, al di là di tutte le sovrastrutture e i tabù della sua terra d'origine... E questo era un elemento che, fra le righe, lo caratterizzava molto... Oltretutto, dal 1912 (anno in cui debuttò) a oggi, la saga di John Carter ha ispirato una sconfinata quantità di produzioni legate all'immaginario POP, dai fumetti di Flash Gordon ai film di STAR WARS, passando per i MASTERS OF THE UNIVERSE della Mattel, e l'unico elemento che nessuno ha mai osato riprendere è stato proprio il suo rapporto disinibito con la nudità...


Quindi, per assurdo, oggi gli elementi sexploitation del personaggio sarebbero gli unici che potrebbero farlo apparire "originale" e interessante, dopo oltre un secolo in cui tutti gli altri spunti che aveva offerto sono stati abbondantemente riutilizzati... Eppure, per ovvi motivi, sono anche gli elementi che NESSUNO oserebbe portare sul grande schermo. Oltretutto nel film Disney di John Carter non solo i personaggi si presentano STRAORDINARIAMENTE vestiti, ma il loro guardaroba - con tutti quei gonnelloni, quei corsetti e quelle palandrane - sembra studiato appositamente (e c'era da aspettarselo) per abbattere la carica erotica dei personaggi...
Carica erotica che, paradossalmente (e fortunatamente), nei fumetti ispirati dallo stesso personaggio è stata rivalutata molto nel corso degli anni... Anche perchè, per fortuna, i fumetti di oggi non devono necessariamente essere "per famiglie"...
Anzi: nell'ultima versione del personaggio, proposta dall'editore Dynamite, il carattere sexploitation dei romanzi di John Carter inizia ad essere presente sul serio, soprattutto nel caso del personaggio di Deja Thoris (la principessa marziana amata dal protagonista), che pur essendo una scienziata seria, intelligente e tutto il resto, si muove fra una pagina e l'altra praticamente in topless... Con un certo successo di pubblico, in effetti, tant'è che la Dynamite le ha dedicato una serie tutta sua...
Siccome siamo in una società maschilista, e siccome è altamente probabile che alla Dynamite pensino che il loro pubblico di riferimento sia composto da giovani maschi eterosessuali, nei nuovi fumetti di John Carter la figura maschile non è esibita con altrettanta generosità, ma per fortuna viene presentata in maniera meno castigata rispetto al film Disney di cui sopra... 
E qualche volta ci sono persino dei nudi integrali in copertina!




Peccato, però, che quando è necessario mostrare nudi maschili frontali si ricorra ancora a forme di censura in stile bambole Mattel, se capite che intendo...
Certo la strada è ancora lunga, ma rispetto alle primissime versioni a fumetti di John Carter (immagine sotto) i passi avanti sono stati molti... E questo fa ben sperare per un futuro migliore e sempre meno castigato...
Comunque, se vi interessasse visualizzare il romanzo di John Carter così come era stato concepito in origine, vi farà piacere sapere che lo scultore James Killian Spratt, grande appassionato della saga marziana, si è stufato di tutti questi adattamenti approssimativi e ha deciso di realizzare una sua personale versione illustrata del primo romanzo di John Carter... Questa volta ASSOLUTAMENTE FEDELE a quella scritta da Edgar Rice Burroughs, anche nella ripartizione dei capitoli... E qui sotto potete vedere alcune tavole, giusto per darvi un'idea di come dovrebbe essere un film di John Carter che non ne tradisse lo spirito (comprensivo di diverse razze ermafrodite, presentate anch'esse senza veli e con un candore disarmante)...









Se volete vedere tutto il suo lavoro su John Carter potete CLICCARE QUI. Non essendo un disegnatore di fumetti non si tratta di un lavoro sopraffino, ma è sicuramente utile per capire quanto è stato snaturato lo spirito del romanzo originale nel film Disney che poi - com'era prevedibile - si è rivelato un clamoroso buco nell'acqua, nonostante i bellissimi effetti speciali e una trama tuttosommato solida. 

Dopotutto se tu, Disney, vuoi realizzare la trasposizione cinematrografica di un cult fantaerotico - che peraltro punta molto anche sugli elementi omoerotici - e poi pretendi di stravolgerlo per renderlo un prodotto per famiglie, nella speranza di ottimizzare gli incassi,  questo è il risultato... E ben ti sta, perchè al giorno d'oggi non puoi permetterti di prendere il naso il pubblico in questo modo, dato che percepisce quando c'è qualcosa che non funziona e quando ci sono delle forzature - anche se magari a livello conscio non se ne rende conto - e si comporta di conseguenza... Facendoti fare dei grossi flop...

Probabilmente la Disney non ricadrà più in un errore del genere, perchè ha imparato la lezione a sue spese (è il caso di dirlo), però non ho potuto fare a meno di trovare dei parallelismi con la situazione italiana, dove errori simili vengono compiuti molto frequentemente, senza che però nessuno prenda i provvedimenti del caso. A seguito del flop di John Carter il direttore delle produzioni Disney, Rich Ross, si è dimesso... Ed era in carica solo da tre anni... Mentre in Italia, ad esempio, ci sono direttori editoriali di note case editrici che non ne imbroccano una da almeno un decennio, eppure continuano imperterriti a fare danni, per poi lamentarsi del fatto che le cose vanno male... E ovviamente la colpa è sempre degli altri...

Contenti loro...