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venerdì 25 settembre 2015

GIOCHI SPERIMENTALI

Ciao a tutti, come va?

Siccome gli ultimi due post sono stati un po' pesantucci oggi volevo compensare segnalandovi qualcosa di un po' più leggero... Come ad esempio l'ultimo gioco sperimentale realizzato dal programmatore Robert Yang (foto sotto), che insegna anche programmazione di videogiochi e game design al Game Center della New York University (ebbene sì, nelle università americane si approfondisce anche questo argomento, e se non ci credete CLICCATE QUI).

Il gioco, scaricabile gratuitamente QUI (ma le donazioni sono gradite), non è altro che la simulazione di un incontro bollente sotto le docce di uno spogliatoio, e consiste nel rispondere adeguatamente alle avances di un personaggio in occhiali da sole che sceglie di piazzarsi proprio a pochi passi dal giocatore... Qui di seguito potete vedere i primi due minuti del gioco...
Da notare come, nel giro di quattro giorni, il gioco (nonostante fosse pixellato sulle parti intime, come richiesto quando ci sono di mezzo scene di nudo) sia finito nella lista dei giochi che NON possono essere distribuiti tramite app e piattaforme tradizionali...

Il gioco, intitolato RINSE AND REPEAT, non è però il primo esperimento di Robert Yang... Infatti, nel suo tentativo di realizzare videogames sperimentali e in un certo senso "pedagogici", ha anche realizzato cose come HURT ME PLENTY (lo potete scaricare QUI), in cui simula le varie fasi di una sessione di spanking (nel senso di sculacciata erotica) fra maschi... Con lo scopo dichiarato di "spiegare" questo genere di pratica nel modo migliore: dalla preparazione, alla negoziazione, ecc... Come potete intuire dalla versione commentata in giapponese qui sotto... Per poi ricevere una valutazione finale...

  E, se pensate che sia una cosa ridicola e fine a se stessa, sappiate che su questo gioco, sulle sue dinamiche di sviluppo e tutto il resto, Robert Yang ha anche avuto modo di tenere delle lezioni... Come quella che vedete qui sotto...
In realtà, più che un programmatore, Robert Yang (QUI trovate alcuni dei suoi lavori) si considera un artista, che usa i videgiochi per offrire stimoli e ampliare gli orizzonti del pubblico, cosa che spesso i videogiochi propriamente commerciali non hanno la possibilità di fare.

C'è da dire che il suo non è un caso isolato, e che il mondo dei videogiochi indipendenti e alternativi è in continua espansione... Anche per quel che riguarda i contenuti sperimentali: tant'è che la New York University (e non solo) sponsorizza un convegno dal titolo DIFFERENT GAMES (cliccate QUI) , che analizza - tra l'altro - proprio il rapporto fra l'inclusione delle tematiche LGBT e il mondo dei videogames... E ovviamente Robert Yang è stato spesso fra i relatori...

Non so perchè, ma ho come la sensazione che in Italia uno scenario del genere sia ancora abbastanza improbabile... Soprattutto in ambito universitario.

D'altra parte il mondo è bello perchè è vario...

Alla prossima.

mercoledì 23 settembre 2015

BELLEZZA E LIBERTÀ

Ciao a tutti, come va?

Il post di oggi non parla direttamente di fumetti, ma credo sia utile per inquadrare meglio alcune situazioni che caratterizzano i fumetti italiani su cui cerco di tenervi regolarmente aggiornati. Lo spunto me lo ha dato l'ennesima edizione del concorso di Miss Italia, vinto da una diciottenne di nome Alice Sabatini... Che probabilmente passerà alla storia per essere la prima Miss Italia ad avere dei fotomontaggi virali su facebook dopo aver detto, nella gara, che le sarebbe piaciuto vivere nel 1942...

Tuttavia, come ogni anno, mentre Miss Italia ha avuto una copertura mediatica notevole e uno show in prima serata su un canale nazionale, quasi nessuno ha parlato di Mister Italia, che è stato eletto un paio di settimane prima e si chiama  Alessandro Bivi...

E d'altra parte i concorsi nazionali di bellezza maschile, che pure in Italia ci sono, hanno una copertura mediatica pressochè inesistente... Tuttavia volevo puntare l'attenzione su Mister Italia proprio per il fatto che una copertura mediatica, seppur minima, l'ha avuta... E un montaggio della serata è arrivato persino ad essere trasmesso dalle reti Mediaset e da SKY (con repliche in diversi giorni e diverse fasce orarie)... La cosa che mi ha fatto riflettere, però, è che siamo l'unico paese occidentale dove, organizzando un concorso di bellezza maschile nazionale (che peraltro usa il marchio "Mister Italia"), si reputa opportuno farlo accompagnare da uno femminile (in questo caso Miss Grand Prix)... E se non ci credete potete CLICCARE QUI per vedere come è stato impostato il tutto...

In effetti la sensazione è che affiancare un concorso di bellezza femminile a uno maschile sia quasi necessario per "legittimarlo" e depotenziarne il (pur leggero) potenziale omoerotico... Che lo renderebbe impresentabile in TV, indisporrebbe le lobby omofobe e sicuramente comprometterebbe la sua visibilità mediatica. E infatti in questo modo Mister Italia è arrivato in televisione, mentre il concorso de IL + BELLO D'ITALIA (che pure si tiene dal 1979) non mi pare abbia mai avuto un simile trattamento. Anzi... gli unici video che si trovano in giro, spesso, sono quelli realizzati dai concorrenti stessi (come quello che vedete sotto)...
E d'altra parte in Italia non sono mai stati trasmessi neppure i concorsi internazionali di bellezza maschile, come ad esempio Mr. World... Forse perchè hanno una dimensione gay friendly e omoerotica che per gli standard della TV italiana sarebbe imbarazzante? Guardate la passerella di presentazione dei concorrenti dell'edizione 2013 di Mr. World e poi sappiatemi dire...
Cosa c'entra tutto questo con i fumetti italiani? In effetti credo che c'entri molto, perchè il principiodi fondo, secondo cui un uomo sexy e poco vestito è presentabile e "giustificabile" solo nei pressi di una donna (possibilmente altrettanto sexy), sembra proprio lo stesso: nel caso di Mister Italia come in quello dei fumetti popolari italiani che ho più volte recensito nel dettaglio su questo blog...

E d'altra parte quali fumetti potrebbero essere prodotti in un paese in cui persino Mister Italia può essere presentato al grande pubblico solo se vicino ha una Miss Grand Prix a garantire "simbolicamente" per la sua virile eterosessualità e per la "moralità" del concorso?

A volte si dice che il termine omofobia sia inappropriato, perchè etimologicamente si riferisce alla "paura" nei confronti degli omosessuali, mentre in realtà sarebbe più corretto parlare di ostilità e disgusto... Però in alcuni casi "omofobia" è decisamente un termine appropriato, perchè si tratta proprio di "paura" di essere associati all'omosessualità e di lanciare messaggi che in qualche modo possano risultare troppo gay friendly...

Anche solo per una questione di marketing: perchè se alla fine non non si rimarca l'appartenza alla cultura dominante, smorzando l'effetto "gay" di una trentina di bei ragazzi che sfilano in slip, si rischia di essere boicottati...

Tuttavia può succedere che in nazioni dove i media sono meno omofobi (nel senso di cui sopra) non solo i concorsi di bellezza maschile arrivino in televisione, e lo facciano senza bisogno di miss salvagenti... Ma che, addirittura, in televisione si possa commentare nei programmi della fascia pomeridiana l'ultimo calendario dei Dieux du Stade... Mostrando in diretta le foto di nudo frontale del judoka e campione di MMA (Mixed MArtial Art) Sylvain Potard (che probabilmente non è mai stato così famoso come da quando ha voluto condividere col mondo la generosità che Madre Natura gli ha dimostrato)...
Una cosa che in Italia come minimo verrebbe sanzionata con centinaia di migliaia di euro di multa da parte dell'AGCOM... E che si porterebbe appresso uno strascico di polemiche infinito.

Questo, però, in Francia non è successo.

E guardacaso, in Francia, vengono pubblicati anche fumetti come Sparte (vi ho scansionato qualche vignetta qui sotto), ambientato nella Grecia Classica, che NON è un fumetto a tematicha gay, ma dove non ci sono problemi a mostrare i protagonisti maschili nudi in situazioni totalmente prive di figure femminili che facciano da alibi...




Per inciso: sono praticamente certo che il tipico editore che produce fumetti in Italia non approverebbe MAI disegni di questo tipo per le sue pubblicazioni, anche se non presentano alcuna connotazione sessuale...

Morale della favola: la situazione dei fumetti in Italia non è casuale ed è il riflesso di un contesto culturale più ampio... Che non è poi così moderno ed emancipato come vorrebbe farci credere. Ed è un peccato che anche i fumetti, da noi, preferiscano allinearsi al sistema piuttosto che fornire delle alternative... Anche perchè in quel caso, probabilmente, inizierebbero a vendere di più.

Certo non c'era bisogno del mio blog per giungere a questa conclusione, ma di tanto in tanto penso sia bene ribadire certi concetti prendendo spunto dai casi di attualità.

Alla prossima.

lunedì 21 settembre 2015

...ARIECCOCI!

Ciao a tutti, come va?

Dopo qualche settimana di tranquillità questo blog torna a segnalarvi un caso di rappresentazione non proprio esaltante dell'omosessualità in un fumetto italiano... E il suddetto caso si è verificato di nuovo in DYLAN DOG, e riguarda ancora una volta l'omosessualità femminile (a pochi mesi di distanza dall'ultimo caso di cui ho parlato, e che trovate CLICCANDO QUI).

Andiamo con ordine.

Il fumetto di cui stiamo parlando è DYLAN DOG 348, uscito ad agosto, che si intitola "LA MANO SBAGLIATA".

La prima cosa che balza all'occhio, in effetti, è che dalle parti di DYLAN DOG l'omosessualità continua ad essere considerata un ottimo modo per garantire un inizio ad effetto... Infatti compare già dalla prima pagina, sotto forma di una coppia (di ragazze) a letto assieme: una che si risveglia e si alza (seguendo un inquietante richiamo) e l'altra che ronfa nuda di spalle...

Da notare che una prima pagina del genere era stata sfruttata nel numero 341, per introdurre il nuovo arcinemico John Ghost (a proposito: che fine a fatto?), ma siccome in quel caso si toccava il tema dell'omosessualità maschile sembra proprio che l'editore abbia pensato di correggere la tavola in corso d'opera (ne ho parlato nel detteglio QUI e QUI)... Invece, siccome si dà per scontato che raffigurare una coppia lesbica post coitum sia un elemento più intrigante per il pubblico di riferimento della testata (maschi eterosessuali con fantasie lesbiche?), nel numero 348 nessuno ha pensato di ritoccare alcunchè...

Fatto sta che la lesbica bionda fa una brutta fine, e siccome la sua morte era stata precedentemente raffigurata da una nota pittrice le indagini si sono concentrate su di lei, anche perchè le impronte digitali della sua mano destra sono state rilevate sul luogo del delitto... Nonostante la suddetta mano le sia stata tranciata via di netto dall'ascensore del suo condominio, in un misterioso incidente.

La pittrice monca (in pubblico porta una protesi guantata e per dipingere usa la sinistra) si chiama Anita Novak (e sembra tanto un incrocio fra la versione anoressica dell'attrice Anita Ekberg, Jessica Rabbit e la pittrice Tamara de Lempicka), e da qualche tempo sembra avere la capacità di raffigurare in anticipo la morte delle sue modelle, anche se sostiene di non essere coinvolta direttamente negli eventi (e d'altra parte non sa nemmeno che fine che abbia fatto la sua mano destra).

Così alla fine decide di rivolgersi a Dylan Dog per venire a capo della vicenda, e dopo essersi confidata intimamente con lui non può fare a meno di essere travolta dal suo irresistibile fascino... Concedendogli un bacio appassionato.

Attorno ad Anita, comunque, ruotano varie figure femminili abbastanza ambigue: la sua austera e autoritaria manager Ingrid...

La sua sciatta vicina di casa Marnie, che quando la incontra assieme a Dylan Dog sembra accennare al fatto di avere un debole per lei...

E infine la pittrice Rita Leigh, che a discapito del suo look gothic/dark realizza dipinti ottimisti e solari, e diventa la principale sospettata...

Così Dylan Dog vuole conoscerla in maniera più approfondita, e finisce per avere un amplesso focoso con lei...

Tuttavia, appena conclusosi il loro momento di intimità, qualcuno tenta di ucciderla nella vasca da bagno. Grazie alle ural provenienti dal bagno Dylan si risveglia dal suo "riposo del guerriero" e salva da Rita una misteriosa figura mascherata, che però riesce a fuggire... E a quel punto, ovviamente, Dylan Dog corre da Anita nel cuore della notte per verificare cosa sta facendo, e scopre che ha appena ultimato un dipinto con Rita morta nella vasca da bagno!

Inevitabilmente lui le chiede come ha passato ultime ore, e lei risponde che ha dipinto il quadro sopracitato, ma siccome non riesce a convincerlo decide di fare sesso con lui per dimostrargli la sua buona fede e il suo attaccamento(!)...

Però, mentre Dylan Dog è ancora succube del "riposo del guerriero"(di nuovo!) la misteriosa figura mascherata ricompare e tenta di ucciderlo... In quel momento, colpo di scena, arriva Anita e lo salva, anche se lui picchia la testa e perde i sensi... Mentre Anita scopre che la figura mascherata altri non è che la sua vicina Marnie...

A questo punto c'è uno stacco e gli avvenimenti successivi sono raccontati da Dylan Dog a Ingrid, ricostruendo i fatti così come gli sono stati narrati da Anita: Marnie è morta accidentalmente scivolando su una tavolozza, e analizzando i fatti tutto porta a pensare che l'ossessione amorosa per Anita l'avesse spinta a rovinarla (facendole perdere la mano con cui dipingeva, da lei conservata gelosamente per incastrarla dopo aver commesso gli omicidi ispirati ai suoi quadri)... Il tutto nel morboso tentativo di diventare la sua unica ragione di vita...

Ingrid spiega a Dylan che vorrebbe cercare un modo per aiutare Anita, e che le è difficile perchè lei non le risponde più, e a quel punto Dylan le dice che secondo lui non è Anita ad avere bisogno di Ingrid, ma semmai il contrario... E così Ingrid gli confessa che avrebbe sempre voluto essere una pittrice, e che la pittrice monca era lo specchio delle sue ossessioni... Infine lo implora di intercedere per lei con Anita, perchè ha bisogno di lei... Facendo intuire, fra le righe, che il suo interesse è anche sentimentale.

A questo punto Dylan si reca da Anita, per dirle che ha deciso di mettersi con lei, ma quando la voluttuosa artista gli apre la porta con un baby doll trasparente (ovviamente!) e ascolta la sua dichiarazione lo invita a seguirlo, perchè prima deve mostrargli una cosa...

E così, a sorpresa, si scopre che Rita era venuta a trovarla la sera prima, e fra le due è sbocciata un'intensa passione, che ha anche prodotto una collaborazione artistica che si è concretizzata in un dipinto a sfondo lesbico (sigh!)...

La loro è passione è così intensa che, mentre le due si baciano appassionatamente davanti a Dylan, ad Anita è miracolosamente ricresciuta la mano, per poi sparire nella vignetta successiva! Una vistosa svista del disegnatore Nicola Mari, che comunque è la cosa meno kitch di tutto l'albo...


In parole povere, in questo finale a sorpresa, Anita fa intendere che, una volta tanto, Dylan Dog è arrivato tardi ed è stato battuto sul tempo da Rita...


E questa è la storia...

Prima di tutto credo sia interessante notare che questo albo ha ricevuto diverse recensioni positive, per via del fatto che le figure femminili, per una volta, sono state messe al centro di una storia di Dylan Dog, e per via del fatto che la narrazione procede in maniera originale rispetto alla media delle storie degli ultimi anni...

Tutto è relativo, ma se proprio dovessi essere sincero in questa storia - più che altro - mi è parso di cogliere delle atmosfere da lesbo thriller anni '80, condite da una serie di citazioni di vario tipo (come le protagoniste che hanno nomi di attrici famose come Anita, Rita, Ingrid... E cognomi di attrici altrettanto famose, come Novak e Leigh... Mentre Marnie - che si chiama come la protagonista di un film di Hitchcock - mi pare l'ennesimo personaggio modellato sulle fattezze di Audrey Hepburn, e ha un gatto come lo aveva lei in "Colazione da Tiffany"). Forse per lo standard medio di Dylan Dog si è trattato con un albo che ha puntato i riflettori sui personaggi femminili e sulla loro psicologia, ma da lettore profano mi è sembrata una storia un po' banale, in cui peraltro le donne (lesbiche o meno) non ci fanno una figura proprio bellissima, diciamo...

Nel senso che non ce n'è una che risulti mentalmente equilibrata e coerente, o che non risulti in qualche modo vulnerabile, e le uniche due che hanno un minimo di confidenza con Dylan Dog non possono fare a meno di sedurlo per finirci a letto. Inoltre su quattro donne non ce n'è na che non rispecchi uno stereotipo più o meno diffuso: la borghese depressa, la vamp dark, la vicina squilibrata e l'algida manager... Tra l'altro tutte caratterizzate in maniera abbastanza anacronistica e con un abbigliamento decisamente poco credibile per un fumetto ambientato nella Londra di oggi... 

Ma tant'è.

Dopotutto anche il mondo dell'arte è stato rappresentato con molte licenze poetiche, e di sicuro sono molti pochi gli artisti che riescono a dipingere quadri realistici di grandi dimensioni nel giro di una notte (e trovando anche il tempo per fare sesso in maniera decente)...

Venendo alla tematica lesbica, comunque, è abbastanza evidente che in questa storia ha una funzione prettamente "decorativa" e abbastanza scontata, nel senso che - pur essendo il motore della vicenda - viene ridotta alla solita killer psicopatica e alle solite vamp da porno soft, che non possono avere tendenze lesbiche senza essere anche succubi del fascino maschile... E tra l'altro il finale dell'albo, che potenzialmente poteva anche risultare gay friendly, finisce per sembrare posticcio e superficiale, e con una sfumatura leggermente omofoba (della serie: le lesbiche illudono gli uomini finchè gli servono, poi si accoppiano fra di loro e gli danno il benservito)...

A costo di sembrare ripetitivo: ognuno è libero di realizzare fumetti come meglio crede, ma se il suo scopo e quello di svecchiare un personaggio e fargli trattare tematiche moderne in un contesto contemporaneo, rendendolo originale e competitivo con il resto dell'entertainment di oggi... Direi che questo non è l'approccio migliore. Soprattutto se, per comodità (e per non giocarsi il pubblico prevenuto e maschilista), si continuano ad inserire personaggi omosessuali che devono rispecchiare certi stereotipi per arrivare alla pubblicazione...

In effetti, confrontando questa storia con quella del numero 344, si nota una certa disparità di trattamento, che sembra motivata proprio dal diverso approccio ai personaggi lesbici. Mi spiego meglio: nel numero 344 veniva presentata quella che sembrava proprio una coppia di giovani lesbiche "normali": non psicopatiche, non succubi del fascino del protagonista e non funzionali alle fantasie sessuali del pubblico maschile, nemmeno nell'abbigliamento... E in quel caso pare proprio che l'editore abbia deciso di ritoccare i testi di quell'albo per NON farla passare per una coppia lesbica... 

Mentre nel numero 348, dove ci sono lesbiche psicopatiche, voluttuose, tendenti alla bisessualità e tutto il resto, nessuno ha sentito la necessità di manipolare i testi (anche se nel discorso finale fra Ingrid e Dylan Dog non lo escluderei del tutto) o di porre particolari veti alla sceneggiatrice... Che merita un discorso a parte e che forse è uno dei motivi per cui in questa storia ci sono state tante concessioni alle tematiche lesbiche...

Infatti la sceneggiatrice di questa storia è la scrittrice Barbara Baraldi, che da diverso tempo ha un certo seguito con i suoi romanzi urban fantasy/gothic/noir a base di protagoniste femminili. Da qualche tempo ha provato anche a cimentarsi con la sceneggiatura di fumetti, ma la sensazione è che questo connubio sia stato più funzionale alle esigenze di marketing degli editori che non ai personaggi con cui Barbara Baraldi si è cimentata...

Dico questo perchè, ad esempio, ogni volta che la scrittrice scrive la sceneggiatura di qualche fumetto la stampa nazionale le dà un certo risalto... A partire dalla pubblicazione della sua prima storia breve per Sergio Bonelli Editore, nello speciale DYLAN DOG COLOR FEST del 2012...

E poi con la sua seconda sceneggiatura per un fumetto, questa volta una storia di Diabolik...
E poi, ancora, in occasione della sua prima storia sulla serie regolare di Dylan Dog, che è quella di cui vi ho parlato oggi...


C'è qualcosa di male nel fatto che La Repubblica o Il Corriere della Sera segnalano la partecipazione di Barbara Baraldi alla serie di Dylan Dog? Ovviamente no, ma è evidente che quello che desta interesse nei giornalisti non è la storia di per sè, ma il fatto che è stata scritta da una scrittrice di successo che - negli anni - è diventata a sua volta un po' un personaggio, se vogliamo... Avendo un certo charme e un'immagine perfettamente in linea con i romanzi che scrive: gotica, alternativa ed elegantemente sensuale... E tra l'altro nelle interviste audio e video ha la stessa identica voce di Luce Caponegro, in arte Selen, una delle pornostar più popolari degli anni '90... Se fosse stata alta 145 cm per 110 kg di peso, o si vestisse come Margherita Hack, i media generalisti le darebbero lo stesso spazio anche quando scrive per DYLAN DOG?
Non so perchè, ma ho qualche dubbio...

Tuttavia, al di là di tutto, l'apporto di Barbara Baraldi a DYLAN DOG con il numero di agosto è stato così importante e meritevole di approfondimenti sui quotidiani nazionali? Probabilmente no, ma proprio per il fatto che è un nome di richiamo (in grado di mobilitare la stampa e potenzialmente in grado di attirare nuovi lettori) può avere spinto persino una casa editrice come la Bonelli a chiudere un occhio e a concederle una libertà maggiore della media nella rappresentazione esplicita delle tematiche lesbiche... Anche perchè il fatto di esaltarne i lati torbidi e languidi era abbastanza funzionale a tutta una serie di stereotipi, tanto cari ai fumetti Bonelli (e ai fumetti popolari italiani in generale).

Quindi se una persona si chiama Barbara Baraldi e in DYLAN DOG 348 presenta lesbiche decadenti e maledette non ci sono problemi, nemmeno se nel finale si scambiano un bacio profondo in lingerie, ma se uno sceneggiatore si chiama Gigi Simeoni e su DYLAN DOG 344 propone due lesbiche per bene che si baciano in un locale pubblico è meglio ritoccare la storia, censurare il loro rapporto e non raffigurare direttamente il loro bacio a stampo?

Chissà...

In realtà non è una questione proprio da poco, perchè se quello che ha detto Antonio Serra è vero (CLICCATE QUI), presso la Sergio Bonelli Editore le testate che vendono di più sono quelle che vengono maggiormente controllate e che sono più attente ai temi "eticamente sensibili"... Di conseguenza se certe scene compaiono in un fumetto come LUKAS (CLICCATE QUI) è un conto, ma se compaiono su DYLAN DOG è una cosa completamente diversa.

Tantopiù che Barbara Baraldi ha all'attivo tre sceneggiature a fumetti in tutto, dal 2012 a oggi, mentre Gigi Simeoni ha cominciato a scriverle nel 1990, ne ha pubblicate oltre quaranta e in questo ambito ha vinto ben sette premi...

A questo punto, per non sembrare troppo di parte, lascio a voi il compito di giudicare le scelte di un editore che, da qualche anno, sostiene di essere nel pieno di un profondo rinnovamento...

Quel che è certo è che l'apporto di Barbara Baraldi non è determinante per il successo dei fumetti con cui collabora, altrimenti non si capisce perchè la serie REAL LIFE (CLICCATE QUI), che ha ideato per la Disney Panini (assieme a Paola Barbato e Micol Beltramini) non sia mai decollata, e anzi stia perdendo colpi (e pubblico) mese dopo mese.

Che altro aggiungere?

Se si volesse trovare una morale in tutta questa storia potrebbe essere che, in alcuni casi, più si cerca di cambiare e più non si può fare a meno di restare uguali... 

E non è detto che questa cosa si riveli una cosa positiva, soprattutto nel lungo periodo.

Alla prossima.

venerdì 18 settembre 2015

EVOLUZIONE IN CORSO

Ciao a tutti, come va?

Siccome non mi piace darvi notizie di un certo interesse senza preoccuparmi di aggiornarvi volevo dedicare il post di oggi agli ultimi sviluppi di alcuni casi particolarmente interessanti che avevo segnalato nei mesi scarsi, e che riguardano alcuni progetti di sostegno economico che si appoggiano alla piattaforma PATREON, che - nonostante il fatto che sia nato solo nel 2013 - si sta rivelando una delle piattaforme di crowdfunding di sempre.

Partiamo dalla webserie a tematica gay THE YOUNG PROTECTORS: è passato quasi un anno (CLICCATE QUI) da quando Alex Woolfson ha provato a chiedere un sostegno mensile ai fans dei suoi personaggi... E al momento è arrivato a raccogliere ogni mese la non proprio irrilevante somma di 8337 dollari (più o meno 7300 euro)!

Con questi soldi deve anche pagare chi disegna e colora le sue storie, ma indubbiamente quello che gli resta è una somma più che dignitosa, e ora il suo fumetto genera più introiti di tanti lavori "normali"... E sicuramente più della media delle classiche autoproduzioni a fumetti.

Un altro caso, a modo suo persino più interessante, che avevo segnalato su questo blog era stato quello del vlogger Paul Charles Staffelbach, in arte Gay Comic Geek, che era stato licenziato dal suo posto di lavoro all'inizio dell'anno (CLICCATE QUI), dopo che il suo principale aveva scoperto che aveva un blog che si occupava di fumetti e pornografia gay.

Siccome all'improvviso era rimasto senza fonti di reddito, e siccome questo non è esattamente un periodo eccezionale per perdere il lavoro, aveva tentato anche lui la carta crowdfunding, appellandosi ai fruitori del suo blog per non finire in mezzo a una strada... Ebbene: prima ha raccolto un fondo di emergenza tramite la piattaforma FUNDRZ, raggiungendo circa 2856 dollari (sui 2500 euro), dopodichè anche lui ha provato a giocare la carta di PATREON e adesso ogni mese mette assieme la somma di 1537 dollari (1376 euro)! Praticamente uno stipendio! E infatti per non deludere i suoi supporter, che ora sono diventati i suoi "datori di lavoro", adesso pubblica diversi post al giorno...

Decisamente niente male per ragazzo gay un po' più esibizionista della media, che all'inizio aveva messo in piedi un blog solo per condividere la sua passione per i fumetti, il cosplay e la pornografia gay... Soprattutto considerando che è riuscito a trasformare la causa del suo licenziamento nella sua principale fonte di sostentamento. Tra l'altro può essere interessante notare che quando ha lanciato la raccolta fondi di emergenza su FUNDRZ ci sono state persone che gli hanno inviato anche 100 o 200 dollari: segno evidente che per molte persone il suo contributo al web era decisamente importante, e che il suo licenziamento aveva assunto un valore simbolico non da poco...

Questi due esempi abbastanza eclatanti, ma non isolati, probabilmente stanno dando la misura di una piccola rivoluzione in corso, di cui è molto difficile intravedere gli sviluppi, soprattutto in contesti editorialmente "svantaggiati" come quello italiano.

Mi spiego meglio: il crowdfunding, da noi, non è ancora una pratica molto diffusa, ma ha già iniziato a dare risultati interessanti per iniziative a termine come la realizzazione di volumi autoprodotti. Tuttavia anche da noi qualche autore sta iniziando a sperimentare il crowdfunding mensile per portare avanti dei progetti a tempo indeterminato. Ad esempio lo sta facendo Bigio (l'autore di cui ho parlato QUI), che su PATREON propone di finanziare la sua attività con un contributo mensile minimo di un euro (CLICCATE QUI)... E questo, attualmente, gli fa raggranellare 902 dollari (790 euro) al mese! Cifra tutt'altro che trascurabile considerando che Bigio è su PATREON solo da maggio, e che questa piattaforma in Italia ha ancora un ampio margine di crescita.

Probabilmente è solo questione di tempo prima che qualche altro autore italiano segua l'esempio di Bigio, magari proponendo fumetti in altre lingue, e se - come è probabile - questo genere di approccio inizierà a diffondersi sul serio la situazione del fumetto in Italia potrebbe cambiare radicalmente.

Nel senso che uno dei motivi principali per cui gli autori italiani hanno accettato per decenni di indossare museruole e paraocchi, scendendo a compromessi con la loro creatività, stava nel fatto che per essere retribuiti dagli editori dovevano accettare le loro condizioni... E siccome in Italia, finora, pochissimi editori garantivano introiti tali da trasformare la passione per i fumetti in un lavoro, tantissimi professionisti non hanno potuto esprimere il loro pieno potenziale, adeguandosi ad una serie di vincoli imposti dall'alto..

E se adesso questa situazione cambiasse? E se ora ci fosse un futuro anche per quegli autori che vogliono trattare tematiche e stili che gli editori italiani schiverebbero come la peste? E se fosse possibile creare strade alternative e ricreare quella concorrenza che, in ambito fumettistico, nel nostro paese è assente da almeno trenta o quarant'anni?

Dopotutto perchè un autore italiano (o una squadra di autori) dovrebbe lavorare per un anno su una storia che non lo convince, e con una serie di limitazioni creative, per avere meno di 2000 euro al mese (dal solito editore monopolista), quando potrebbe guadagnarne 5000 al mese a tempo indeterminato, facendo esattamente il genere di storia che ha in mente...?

Una storia in cui gli omosessuali non devono rispecchiare stereotipi datati e aspettative omofobe, magari...

Secondo me da qui a un po' ne vedremo delle belle...

Alla prossima.