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lunedì 21 settembre 2015

...ARIECCOCI!

Ciao a tutti, come va?

Dopo qualche settimana di tranquillità questo blog torna a segnalarvi un caso di rappresentazione non proprio esaltante dell'omosessualità in un fumetto italiano... E il suddetto caso si è verificato di nuovo in DYLAN DOG, e riguarda ancora una volta l'omosessualità femminile (a pochi mesi di distanza dall'ultimo caso di cui ho parlato, e che trovate CLICCANDO QUI).

Andiamo con ordine.

Il fumetto di cui stiamo parlando è DYLAN DOG 348, uscito ad agosto, che si intitola "LA MANO SBAGLIATA".

La prima cosa che balza all'occhio, in effetti, è che dalle parti di DYLAN DOG l'omosessualità continua ad essere considerata un ottimo modo per garantire un inizio ad effetto... Infatti compare già dalla prima pagina, sotto forma di una coppia (di ragazze) a letto assieme: una che si risveglia e si alza (seguendo un inquietante richiamo) e l'altra che ronfa nuda di spalle...

Da notare che una prima pagina del genere era stata sfruttata nel numero 341, per introdurre il nuovo arcinemico John Ghost (a proposito: che fine a fatto?), ma siccome in quel caso si toccava il tema dell'omosessualità maschile sembra proprio che l'editore abbia pensato di correggere la tavola in corso d'opera (ne ho parlato nel detteglio QUI e QUI)... Invece, siccome si dà per scontato che raffigurare una coppia lesbica post coitum sia un elemento più intrigante per il pubblico di riferimento della testata (maschi eterosessuali con fantasie lesbiche?), nel numero 348 nessuno ha pensato di ritoccare alcunchè...

Fatto sta che la lesbica bionda fa una brutta fine, e siccome la sua morte era stata precedentemente raffigurata da una nota pittrice le indagini si sono concentrate su di lei, anche perchè le impronte digitali della sua mano destra sono state rilevate sul luogo del delitto... Nonostante la suddetta mano le sia stata tranciata via di netto dall'ascensore del suo condominio, in un misterioso incidente.

La pittrice monca (in pubblico porta una protesi guantata e per dipingere usa la sinistra) si chiama Anita Novak (e sembra tanto un incrocio fra la versione anoressica dell'attrice Anita Ekberg, Jessica Rabbit e la pittrice Tamara de Lempicka), e da qualche tempo sembra avere la capacità di raffigurare in anticipo la morte delle sue modelle, anche se sostiene di non essere coinvolta direttamente negli eventi (e d'altra parte non sa nemmeno che fine che abbia fatto la sua mano destra).

Così alla fine decide di rivolgersi a Dylan Dog per venire a capo della vicenda, e dopo essersi confidata intimamente con lui non può fare a meno di essere travolta dal suo irresistibile fascino... Concedendogli un bacio appassionato.

Attorno ad Anita, comunque, ruotano varie figure femminili abbastanza ambigue: la sua austera e autoritaria manager Ingrid...

La sua sciatta vicina di casa Marnie, che quando la incontra assieme a Dylan Dog sembra accennare al fatto di avere un debole per lei...

E infine la pittrice Rita Leigh, che a discapito del suo look gothic/dark realizza dipinti ottimisti e solari, e diventa la principale sospettata...

Così Dylan Dog vuole conoscerla in maniera più approfondita, e finisce per avere un amplesso focoso con lei...

Tuttavia, appena conclusosi il loro momento di intimità, qualcuno tenta di ucciderla nella vasca da bagno. Grazie alle ural provenienti dal bagno Dylan si risveglia dal suo "riposo del guerriero" e salva da Rita una misteriosa figura mascherata, che però riesce a fuggire... E a quel punto, ovviamente, Dylan Dog corre da Anita nel cuore della notte per verificare cosa sta facendo, e scopre che ha appena ultimato un dipinto con Rita morta nella vasca da bagno!

Inevitabilmente lui le chiede come ha passato ultime ore, e lei risponde che ha dipinto il quadro sopracitato, ma siccome non riesce a convincerlo decide di fare sesso con lui per dimostrargli la sua buona fede e il suo attaccamento(!)...

Però, mentre Dylan Dog è ancora succube del "riposo del guerriero"(di nuovo!) la misteriosa figura mascherata ricompare e tenta di ucciderlo... In quel momento, colpo di scena, arriva Anita e lo salva, anche se lui picchia la testa e perde i sensi... Mentre Anita scopre che la figura mascherata altri non è che la sua vicina Marnie...

A questo punto c'è uno stacco e gli avvenimenti successivi sono raccontati da Dylan Dog a Ingrid, ricostruendo i fatti così come gli sono stati narrati da Anita: Marnie è morta accidentalmente scivolando su una tavolozza, e analizzando i fatti tutto porta a pensare che l'ossessione amorosa per Anita l'avesse spinta a rovinarla (facendole perdere la mano con cui dipingeva, da lei conservata gelosamente per incastrarla dopo aver commesso gli omicidi ispirati ai suoi quadri)... Il tutto nel morboso tentativo di diventare la sua unica ragione di vita...

Ingrid spiega a Dylan che vorrebbe cercare un modo per aiutare Anita, e che le è difficile perchè lei non le risponde più, e a quel punto Dylan le dice che secondo lui non è Anita ad avere bisogno di Ingrid, ma semmai il contrario... E così Ingrid gli confessa che avrebbe sempre voluto essere una pittrice, e che la pittrice monca era lo specchio delle sue ossessioni... Infine lo implora di intercedere per lei con Anita, perchè ha bisogno di lei... Facendo intuire, fra le righe, che il suo interesse è anche sentimentale.

A questo punto Dylan si reca da Anita, per dirle che ha deciso di mettersi con lei, ma quando la voluttuosa artista gli apre la porta con un baby doll trasparente (ovviamente!) e ascolta la sua dichiarazione lo invita a seguirlo, perchè prima deve mostrargli una cosa...

E così, a sorpresa, si scopre che Rita era venuta a trovarla la sera prima, e fra le due è sbocciata un'intensa passione, che ha anche prodotto una collaborazione artistica che si è concretizzata in un dipinto a sfondo lesbico (sigh!)...

La loro è passione è così intensa che, mentre le due si baciano appassionatamente davanti a Dylan, ad Anita è miracolosamente ricresciuta la mano, per poi sparire nella vignetta successiva! Una vistosa svista del disegnatore Nicola Mari, che comunque è la cosa meno kitch di tutto l'albo...


In parole povere, in questo finale a sorpresa, Anita fa intendere che, una volta tanto, Dylan Dog è arrivato tardi ed è stato battuto sul tempo da Rita...


E questa è la storia...

Prima di tutto credo sia interessante notare che questo albo ha ricevuto diverse recensioni positive, per via del fatto che le figure femminili, per una volta, sono state messe al centro di una storia di Dylan Dog, e per via del fatto che la narrazione procede in maniera originale rispetto alla media delle storie degli ultimi anni...

Tutto è relativo, ma se proprio dovessi essere sincero in questa storia - più che altro - mi è parso di cogliere delle atmosfere da lesbo thriller anni '80, condite da una serie di citazioni di vario tipo (come le protagoniste che hanno nomi di attrici famose come Anita, Rita, Ingrid... E cognomi di attrici altrettanto famose, come Novak e Leigh... Mentre Marnie - che si chiama come la protagonista di un film di Hitchcock - mi pare l'ennesimo personaggio modellato sulle fattezze di Audrey Hepburn, e ha un gatto come lo aveva lei in "Colazione da Tiffany"). Forse per lo standard medio di Dylan Dog si è trattato con un albo che ha puntato i riflettori sui personaggi femminili e sulla loro psicologia, ma da lettore profano mi è sembrata una storia un po' banale, in cui peraltro le donne (lesbiche o meno) non ci fanno una figura proprio bellissima, diciamo...

Nel senso che non ce n'è una che risulti mentalmente equilibrata e coerente, o che non risulti in qualche modo vulnerabile, e le uniche due che hanno un minimo di confidenza con Dylan Dog non possono fare a meno di sedurlo per finirci a letto. Inoltre su quattro donne non ce n'è na che non rispecchi uno stereotipo più o meno diffuso: la borghese depressa, la vamp dark, la vicina squilibrata e l'algida manager... Tra l'altro tutte caratterizzate in maniera abbastanza anacronistica e con un abbigliamento decisamente poco credibile per un fumetto ambientato nella Londra di oggi... 

Ma tant'è.

Dopotutto anche il mondo dell'arte è stato rappresentato con molte licenze poetiche, e di sicuro sono molti pochi gli artisti che riescono a dipingere quadri realistici di grandi dimensioni nel giro di una notte (e trovando anche il tempo per fare sesso in maniera decente)...

Venendo alla tematica lesbica, comunque, è abbastanza evidente che in questa storia ha una funzione prettamente "decorativa" e abbastanza scontata, nel senso che - pur essendo il motore della vicenda - viene ridotta alla solita killer psicopatica e alle solite vamp da porno soft, che non possono avere tendenze lesbiche senza essere anche succubi del fascino maschile... E tra l'altro il finale dell'albo, che potenzialmente poteva anche risultare gay friendly, finisce per sembrare posticcio e superficiale, e con una sfumatura leggermente omofoba (della serie: le lesbiche illudono gli uomini finchè gli servono, poi si accoppiano fra di loro e gli danno il benservito)...

A costo di sembrare ripetitivo: ognuno è libero di realizzare fumetti come meglio crede, ma se il suo scopo e quello di svecchiare un personaggio e fargli trattare tematiche moderne in un contesto contemporaneo, rendendolo originale e competitivo con il resto dell'entertainment di oggi... Direi che questo non è l'approccio migliore. Soprattutto se, per comodità (e per non giocarsi il pubblico prevenuto e maschilista), si continuano ad inserire personaggi omosessuali che devono rispecchiare certi stereotipi per arrivare alla pubblicazione...

In effetti, confrontando questa storia con quella del numero 344, si nota una certa disparità di trattamento, che sembra motivata proprio dal diverso approccio ai personaggi lesbici. Mi spiego meglio: nel numero 344 veniva presentata quella che sembrava proprio una coppia di giovani lesbiche "normali": non psicopatiche, non succubi del fascino del protagonista e non funzionali alle fantasie sessuali del pubblico maschile, nemmeno nell'abbigliamento... E in quel caso pare proprio che l'editore abbia deciso di ritoccare i testi di quell'albo per NON farla passare per una coppia lesbica... 

Mentre nel numero 348, dove ci sono lesbiche psicopatiche, voluttuose, tendenti alla bisessualità e tutto il resto, nessuno ha sentito la necessità di manipolare i testi (anche se nel discorso finale fra Ingrid e Dylan Dog non lo escluderei del tutto) o di porre particolari veti alla sceneggiatrice... Che merita un discorso a parte e che forse è uno dei motivi per cui in questa storia ci sono state tante concessioni alle tematiche lesbiche...

Infatti la sceneggiatrice di questa storia è la scrittrice Barbara Baraldi, che da diverso tempo ha un certo seguito con i suoi romanzi urban fantasy/gothic/noir a base di protagoniste femminili. Da qualche tempo ha provato anche a cimentarsi con la sceneggiatura di fumetti, ma la sensazione è che questo connubio sia stato più funzionale alle esigenze di marketing degli editori che non ai personaggi con cui Barbara Baraldi si è cimentata...

Dico questo perchè, ad esempio, ogni volta che la scrittrice scrive la sceneggiatura di qualche fumetto la stampa nazionale le dà un certo risalto... A partire dalla pubblicazione della sua prima storia breve per Sergio Bonelli Editore, nello speciale DYLAN DOG COLOR FEST del 2012...

E poi con la sua seconda sceneggiatura per un fumetto, questa volta una storia di Diabolik...
E poi, ancora, in occasione della sua prima storia sulla serie regolare di Dylan Dog, che è quella di cui vi ho parlato oggi...


C'è qualcosa di male nel fatto che La Repubblica o Il Corriere della Sera segnalano la partecipazione di Barbara Baraldi alla serie di Dylan Dog? Ovviamente no, ma è evidente che quello che desta interesse nei giornalisti non è la storia di per sè, ma il fatto che è stata scritta da una scrittrice di successo che - negli anni - è diventata a sua volta un po' un personaggio, se vogliamo... Avendo un certo charme e un'immagine perfettamente in linea con i romanzi che scrive: gotica, alternativa ed elegantemente sensuale... E tra l'altro nelle interviste audio e video ha la stessa identica voce di Luce Caponegro, in arte Selen, una delle pornostar più popolari degli anni '90... Se fosse stata alta 145 cm per 110 kg di peso, o si vestisse come Margherita Hack, i media generalisti le darebbero lo stesso spazio anche quando scrive per DYLAN DOG?
Non so perchè, ma ho qualche dubbio...

Tuttavia, al di là di tutto, l'apporto di Barbara Baraldi a DYLAN DOG con il numero di agosto è stato così importante e meritevole di approfondimenti sui quotidiani nazionali? Probabilmente no, ma proprio per il fatto che è un nome di richiamo (in grado di mobilitare la stampa e potenzialmente in grado di attirare nuovi lettori) può avere spinto persino una casa editrice come la Bonelli a chiudere un occhio e a concederle una libertà maggiore della media nella rappresentazione esplicita delle tematiche lesbiche... Anche perchè il fatto di esaltarne i lati torbidi e languidi era abbastanza funzionale a tutta una serie di stereotipi, tanto cari ai fumetti Bonelli (e ai fumetti popolari italiani in generale).

Quindi se una persona si chiama Barbara Baraldi e in DYLAN DOG 348 presenta lesbiche decadenti e maledette non ci sono problemi, nemmeno se nel finale si scambiano un bacio profondo in lingerie, ma se uno sceneggiatore si chiama Gigi Simeoni e su DYLAN DOG 344 propone due lesbiche per bene che si baciano in un locale pubblico è meglio ritoccare la storia, censurare il loro rapporto e non raffigurare direttamente il loro bacio a stampo?

Chissà...

In realtà non è una questione proprio da poco, perchè se quello che ha detto Antonio Serra è vero (CLICCATE QUI), presso la Sergio Bonelli Editore le testate che vendono di più sono quelle che vengono maggiormente controllate e che sono più attente ai temi "eticamente sensibili"... Di conseguenza se certe scene compaiono in un fumetto come LUKAS (CLICCATE QUI) è un conto, ma se compaiono su DYLAN DOG è una cosa completamente diversa.

Tantopiù che Barbara Baraldi ha all'attivo tre sceneggiature a fumetti in tutto, dal 2012 a oggi, mentre Gigi Simeoni ha cominciato a scriverle nel 1990, ne ha pubblicate oltre quaranta e in questo ambito ha vinto ben sette premi...

A questo punto, per non sembrare troppo di parte, lascio a voi il compito di giudicare le scelte di un editore che, da qualche anno, sostiene di essere nel pieno di un profondo rinnovamento...

Quel che è certo è che l'apporto di Barbara Baraldi non è determinante per il successo dei fumetti con cui collabora, altrimenti non si capisce perchè la serie REAL LIFE (CLICCATE QUI), che ha ideato per la Disney Panini (assieme a Paola Barbato e Micol Beltramini) non sia mai decollata, e anzi stia perdendo colpi (e pubblico) mese dopo mese.

Che altro aggiungere?

Se si volesse trovare una morale in tutta questa storia potrebbe essere che, in alcuni casi, più si cerca di cambiare e più non si può fare a meno di restare uguali... 

E non è detto che questa cosa si riveli una cosa positiva, soprattutto nel lungo periodo.

Alla prossima.

2 commenti:

Riccardo Leone ha detto...

Ho sentito commenti negativi a questo fumetto anche trascurando l'aspetto della tematica omosessuale. La trama è pigra, atmosfere anacronistiche, e come sempre il colpevole è l'insospettabile, i quadri alti quanto un muro compaiono in una notte e come diamine ha fatto quella pazza a imbalsamarsi una mano da sola? Tutorial su internet? Appassionata di tassidermia?
Questo a dimostrare che a essere frenati su una cosa dopo sei frenato su tutto

Wally Rainbow ha detto...

Per l'appunto. Frenato e incompetente! :-)