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venerdì 11 settembre 2015

PETIZIONI CONTRASTANTI

Ciao a tutti, come va?

Proprio questa settimana, negli USA, è partita la nuova stagione di Steven Universe, uno dei cartoni per bambini più gay friendly degli ultimi anni (CLICCATE QUI se non sapete di cosa parlo)... E questa serie ora è al centro di un piccolo conflitto, che vale la pena di analizzare.

Infatti, sul noto sito di petizioni change.org, qualcuno ha pensato bene di mettere in piedi una petizione per chiedere a Cartoon Network di non inserire più elementi gay friendly in Steven Universe e nella serie Clarence, che essendo ambientata in un contesto più realistico presenta sia coppie gay che coppie lesbiche (con figli)...


Premesso che, adesso che negli USA i matrimoni gay sono garantiti per legge, una petizione del genere ha lo stesso valore simbolico di una petizione per rimuovere i matrimoni misti o le coppie di colore dalle serie per bambini, è comunque interessante analizzare la risposta del pubblico alla suddetta petizione, e soprattutto la sua capacità di diventare virale.

Nel giro di un mesetto, infatti, la petizione omofoba (che trovate CLICCANDO QUI) ha raccolto poco più di cento sottoscrizioni, ma nel frattempo è stata messa in piedi una seconda petizione, questa volta CONTRO LA CENSURA dei temi LGBT in Steven Universe e Clarence (CLICCATE QUI), che ha superato le 4000 firme.

Quindi, se si volesse dare un valore statistico a queste petizioni, si potrebbe dire che attualmente il rapporto fra omofobi e sostenitori della causa LGBT è di 1 a 40.

Il punto più interessante, però, è un altro. Infatti, proporzioni a parte, queste due petizioni stanno avendo pochissima diffusione e pochissime sottoscrizioni (per gli standard di change.org) e questo dimostra che fondamentalmente siamo arrivati ad un punto in cui le tematiche LGBT nelle serie animate lasciano fondamentalmente indifferente il grande pubblico.

Nel senso che, evidentemente, l'inserimento di certe tematiche anche nei cartoni che si rivolgono alla prima infanzia non è più considerato un argomento su cui vale la pena dibattere o schierarsi. Non più di quanto avrebbe senso schierarsi pro o contro la rappresentazione delle persone di colore, per l'appunto...

Questo vuole forse dire che anche nei cartoni per bambini certi argomenti, presentati con il dovuto garbo, iniziano ad essere sdoganati? Probabilmente sì... E a questo punto sarà molto interessante verificare come si evolverà da qui a qualche anno la situazione, anche in considerazione del fatto che alcune di queste serie potrebbero arrivare anche in Italia (come già avviene nel caso di Steven Universe).

In effetti devo ammettere che è abbastanza curioso il fatto che, dopo tante crociate contro i contenuti dei cartoni animati giapponesi, in Italia stiano passando praticamente inosservate diverse serie per bambini che lanciano dei messaggi tutt'altro che canonici... E il tutto mentre, parallelamente, le lobby omofobe in Italia sono più attive che mai, arrivando a censurare libri per bambini dai toni molto meno espliciti di Steven Universe o Shezow...

Anzi: nelle battaglie contro la "teoria gender", che vi ricordo essere un'invenzione delle suddette lobby omofobe, non si citano nemmeno di striscio le serie animate di ultima generazione... Ed è obbiettivamente strano.

La sensazione è che queste serie esprimano i loro concetti LGBT attraverso un linguaggio talmente moderno da risultare incomprensibile per il tipico bigotto italiano, passando del tutto inosservate... Anche perchè, essendo serie con sottotesti spesso umoristici, deviano l'attenzione di chi - a monte - non è in grado di sintonizzarsi sul loro registro comunicativo.

Quindi, di fatto, potrebbe anche essere che - almeno nel caso di queste serie animate - gli omofobi italiani siano penalizzati da una sorta di "analfabetismo funzionale" che non gli fa nemmeno capire cosa hanno di fronte.

Il che è tutto dire.

Alla prossima.

1 commento:

Riccardo Leone ha detto...

Posso trovarmi solo che d'accordo con quanto dici. La migliore strategia per zittire omofobi e i -fobi in generale è comunicare su canali troppo sofisticati per delle menti fossilizzate, così ostili alle novità da non volere nemmeno affaticarsi a imparare e cogliere le sfumature.
Per questo una volta il web era un posto migliore. Ci si esprimeva solo chi aveva sufficiente desiderio di imparare e esplorare da apprendere un minimo di linguaggio informatico. Ora è troppo facile e chiunque può fare una piazzata xeno/omofoba su facebook