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giovedì 31 gennaio 2008

LA CURIOSITA' DI OGGI

Con questo post finisco di dare un nuovo volto alla prima pagina del blog. Questo vuol dire che d'ora in poi posterò con più calma, anche perchè se continuassi a fare un aggiornamento al giorno rischierei di non essere più molto comodo da seguire, e questo blog serve soprattutto per dare modo di avere un filo diretto e continuato con me e con il mio lavoro. Oggi parlerò un po' di una cosa che è al tempo stesso la croce e la delizia di chi vuole realizzare dei fumetti ispirati a delle storie già scritte o a dei periodi storici precisi, ovvero la documentazione. Raccogliere documentazione quando si realizza un fumetto diventa una specie di chiodo fisso ogni volta che si va in una libreria o in una bancarella di libri usati. Nel caso di Robin Hoog, poi, oltre alla documentazione vera e propria (libri sul medioevo o sugli abiti medioevali, ad esempio) bisogna considerare anche le fonti letterarie, dalle quali si possono trarre ispirazioni varie. La cosa curiosa è che anche se in teoria il romanzo ufficiale di Robin Hood dovrebbe essere bene o male sempre lo stesso (quello scritto da Alexandre Dumas, pubblicato postumo nel 1873), non trovo mai una versione uguale all'altra. Traduttori creativi? Adattatori fantasiosi? Editori amanti delle tradizioni popolari che non hanno resistito alla tentazioni di inserirle nella loro versione del racconto? Chissà! Certo è che è abbastanza divertente confrontare le varie versioni e il modo in cui gli illustratori hanno interpretato i personaggi. In questo modo posso cercare di prendere il meglio dalle varie parti. Qui di seguito vi faccio vedere le copertine dei libri sulle avventure di Robin Hood che mi sono procurato nel tempo. Su alcune compare una versione di Robin Hood molto simile a Robin Hoog, ma che ci crediate o no il look di Robin Hoog l'avevo elaborato in tempi non sospetti (nel 1998, credo), quando avevo realizzato una versione sperimentale del personaggio. In effetti visto che ho conservato quelle tavole penso che prima o poi le posterò da queste parti.







7 commenti:

Awakening Art ha detto...

Ciao Vale, mi congratulo con te per l'articolo su "scuola di fumetto"! veramente esaustivo! Se fossi un editore mi avresti incuriosito sull'argomento!
Certo che tutti quegli inediti sono angoscianti, speriamo che le cose cambino!

alessandro ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
alessandro ha detto...

credo sia normale che esistano varie versioni di robin hood ^^ magari tra le varie traduzioni delle versioni piu vecchie ci scappavano termini nn proprio uguali e quindi a volte stravolgevano i significati di intere frasi :p almeno la penso cosi, probabilmente le adattavano ai modi di dire di diverse lingue degli autori o altre cose simili no?^^ x il resto magari qualcuno piaceva stravolgere 1 poco la storia mettendo qualcosa di suo :p tanto è che sinceramente la vera storia di robin hood nn so nemmeno quale sia oltre al classico cartone con la volpe ^^ ai vari film in tv (ps scusate ho cancellato il post precedente x riscriverlo e aggiungere ^^)

Wally Rainbow ha detto...

Grazie per i complimenti sull'articolo :-) Alla fine non sono riuscito ad approfondire praticamente nulla, ma se sono riuscito a incuriosire è già qualcosa. La questione degli inediti è effettivamente angosciante...E pensa che mi hanno chiesto di non parlare di fumetti erotici...In quel caso ci sarebbero stati SOLO inediti praticamente.
Per quel che riguarda Robin Hood non mi riferivo alla traduzione dei termini, ma proprio alla presenza di episodi diversissimi, o addirittura presenti da una parte e assenti dall'altra. Non c'è niente di male, eh! Solo non riesco a seguirne la legica.

alessandro ha detto...

capito

Awakening Art ha detto...

Ti hanno chiesto di non parlare di fumetti erotici gay, quando poche pagine prima c'era un servizio su Manara!?!?!? Cioè l'ipocrisia galoppa! In Italia c'è proprio il terrore di andar contro a chi so io...

Wally Rainbow ha detto...

In effetti questa cosa di Manara non l'avevo considerata...C'è da dire che comunque non ne hanno parlato in maniera esplicita e comunque Manara è una specie di istituzione per il fumetto italiano, e quindi avevano una scusante nel caso qualcuno si fosse lamentato (la rivista è letta anche da minorenni). Più che di ipocrisia penso si sia trattato di prudenza. D'altra parte almeno su questa rivista hanno fatto parlare di quest'argomento a una persona tuttosommato competente (cioè il sottoscritto), e di questi tempi è una cosa decisamente rara.