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giovedì 8 maggio 2008

LA CURIOSITA' DI OGGI

All'inizio degli anni 90 in Italia gli appassionati anime (ovvero i cartoni animati giapponesi) iniziarono ad avere a disposizione delle pubblicazioni gestite in modo competente. A quel punto venne a galla che, per motivi abbastanza discutibili, tante serie non erano state nemmeno prese in considerazione per essere importate nel nostro paese. A monte c'è tutto un discorso relativo al pregiudizio secondo cui l'animazione trasmissibile deve rispondere solo a certi canoni, e se non lo fa deve essere riaggiustata o addirittura evitata. L'approfondimento di questo argomento potrebbe riempire libri su libri, ma non è questo lo scopo di questo post. Oggi volevo condividere con voi una serie "leggendaria" fra gli appassionati di anime, che in Italia non arrivò mai perchè...Buona parte dei protagonisti erano gay! Ebbene si! Il regno di Marinella, governato dal dispotico e irritante Patalliro du Malyner VIII (che dà il nome alla serie) era una vera e propria calamita per gay, travestiti, bisessuali e quant'altro. Questa serie in realtà era una disarmante commedia satirica, ed era tratta da un manga di Maya Mineo (serializzato dal 1979 e ancora in corso!).Questa è la sigla di testa.

Attraverso la caratterizzazione gaya dei suoi protagonisti enfatizzava i risvolti ironici e comici della vicenda, ma non prendeva mai di mira l'omosessualità in sè e non aveva mai avuto lo scopo di ridicolizzare la comunità GLBT in quanto tale. Questa serie in Italia non giunse mai, nonostante il fatto che per il regno di Marinella (che dovrebbe trovarsi in Svizzera) pare proprio che l'autrice si fosse ispirata al nome del comune di Santa Marinella in provincia di Roma...Non chiedetemi perchè! Purtroppo non sapremo mai se questa serie da noi avrebbe avuto successo oppure no, di certo non sarebbe passata inosservata...Chissà...Certo è che questa serie animata di 49 episodi venne realizzata in Giappone addirittura nel 1982! Le venne dedicato anche un film di animazione e, come se non bastasse, nel 2005 ne sono stati realizzati altri 26 episodi nuovi di zecca! Che dire...Paese che vai, cartone che trovi...Sicuramente il Giappone non è un paradiso per i gay, vista la sua cultura maschilista e virilista, però è evidente che è libero dai sensi di colpa occidentali e dalla demonizzazione religiosa dell'omosessualità e del travestitismo/transgenderismo. Non foss'altro perchè nel teatro tradizionale i delicati ruoli femminili sono rigorosamente interpretati da attori di sesso maschile, rispettati e ammirati da tutti. Qui di seguito la sigla di coda numero uno...

E la sigla di coda numero due...Dedicata alla love story fra il primo ministro e il capo dell'esercito di Marinella...Che, diciamolo, non sono esattamente due campioni di virilità.

Infine uno sketch comico fra il protagonista e il gran cerimoniere, che non è soddisfatto di come sculetta il suo sovrano e ha da ridire su come gestisce l'intimo femminile.

mercoledì 7 maggio 2008

SIGH...SIGH...SIGH...

Oggi volevo ricollegarmi al volumetto su Midnighter di cui ho parlato nel mio post precedente. Nel suddetto volumetto è presente una storia ambientata in una realtà alternativa in cui Midnighter e il suo compagno Apollo sono due samurai dell'antico Giappone. Fin qui niente di male, gli Stati Uniti hanno una lunga tradizione di fumetti ambientati in realtà alternative in cui piazzano i loro supereroi più famosi (tipo quella in cui Superman è diventato il paladino della Russia o quella in cui Batman è diventato un vampiro). La cosa che mi ha lasciato perplesso dopo una più attenta osservazione è che i due supereroi, quando vengono sorpresi a letto da una squadra di ninja, si alzano di soprassalto dal loro giaciglio e fanno bella mostra dei loro slip...Slip? Nell'antico Giappone?

Eh, no! Questo non si fa! Mi sarebbe andato bene se la storia fosse stata scritta una trentina di anni fa, quando era più difficile documentarsi su certe cose...Ma nel 2008 tutti i disegnatori che si cimentano con l'antico Giappone dovrebbero sapere che l'intimo tradizionale giapponese è costituito dal fundoshi! Ovvero da quella fascia di stoffa che viene arrotolata in maniera particolare per coprire le nudità di ogni vero maschio nipponico, e il cui effetto è tanto simile a quello di un tanga (sul retro c'è giusto una striscia di stoffa arrotolata fra le natiche). Onde rinfrescarvi la memoria ecco qui una foto di questo delizioso indumento che mette così bene in risalto il deretano maschile.

Fra parentesi il suddetto indumento è un po' un feticcio per i gay giapponesi, e ci sono dei disegnatori di manga gay che ci tengono molto a farlo indossare ai loro personaggi. Tra gli altri anche l'autore cult Gengoroh Tagame, come potete vedere dalla sua illustrazione che vi posto qui. Ora: potrebbe anche essersi trattato di una semplice dimenticanza, e la cosa già di per sè non sarebbe proprio professionale, ma forse non si è trattato solo di quello. Dico questo perchè il disegnatore di quella storia è Glen Fabry, un autore inglese abbastanza quotato che ha anche scritto un paio di manuali sul fumetto, in cui rimarcava l'importanza della documentazione e della ricerca di informazioni prima di affrontare un fumetto storico. E' davvero possibile che Glen Fabry sia stato così sbadato da disegnare Apollo e Midnighter in versione samurai con degli slip??? Forse mi sbaglierò, ma io sento tanto puzza di censura preventiva...Visto che anche nei fumetti americani recenti il nudo esplicitato (a differenza di quello solo suggerito) è decisamente un tabù. Forse disegnare due personaggi (per giunta gay) in fundoshi non era ritenuto accettabile, visto che avrebbero mostrato per bene le loro natiche...Chissà...Sta di fatto che, se la mia deduzione fosse corretta, porsi ancora certi problemi nel 2008 sarebbe la lampante dimostrazione che gli Stati Uniti rimangono una nazione fondamentalmente bigotta, e che certe battaglie sono ben lungi dall'essere state vinte.

martedì 6 maggio 2008

LA RIFLESSIONE DI OGGI

In Italia è stato appena pubblicato un fumetto avente come protagonista un gay dichiarato. Ovviamente non si tratta di un fumetto realizzato in Italia. Il fumetto in questione è un volumetto che raccoglie il primo ciclo delle avventure in solitario del supereroe gay Midnighter, che prima si era visto agire solo nel gruppo Authority (assieme a suo marito, il supereroe Apollo). Non anticipo più di tanto perchè vorrei farne una recensione per Gay.It prima o poi. Diciamo che Midnighter, per una volta senza l'ingombrante presenza del compagno, dà bella prova di sè e delle sue capacità (non a caso il titolo del volume è "macchina per uccidere"). A questo punto dovrei sottolineare quanto questo personaggio sia diverso dallo stereotipo gay: un personaggio macho fino alla nausea, cinico, cruento, spietato, violento coi nemici fino a sfiorare il sadismo...Anche se molto spesso sono le situazioni estreme in cui si ritrova a motivare il suo comportamento non proprio esemplare. Per quanto animato dal suo particolare senso di giustizia, e pur avendo un suo codice morale, è un personaggio molto dark e lontano anche dal classico concetto di supereroe. Devo essere sincero, questi fumetti post-moderni hanno un loro fascino, ma non possono fare a meno di disorientarmi...Ci sono personaggi troppo verosimili e pieni di difetti per essere digeriti con facilità, ma d'altra parte è anche questo il loro bello...E a dire la verità personaggi come Midnighter, a lungo andare, possono riservare delle sorprese e diventare persino simpatici. Resta il fatto che Midnighter è la prova tangibile che le cose possono cambiare. Mi riferisco al fatto che la DC Comics, prima di lanciare un personaggio gay come Midnighter nella sua linea Wildstorm, aveva inaugurato la sua politica gay-friendly nel 1988 con un supereroe di tutt'altro genere: Extrano.
Il suddetto personaggio a suo tempo fece molto discutere perchè, oltre a fare apprezzamenti espliciti nei confronti dei fondoschiena di diversi supereroi, fu primo caso in assoluto di supereroe gay dichiarato in un fumetto mainstream.
Certo, c'era almeno un altro supereroe "sospettato" di essere omosessuale (Northstar della Marvel), ma avrebbe fatto il suo coming-out solo nel 1991. In ogni caso Extrano comparve durante la saga Millenium, in cui - molto in sintesi - degli alieni avevano selezionato alcuni terrestri per concedere loro dei poteri in grado di preservare l'universo. Fra questi c'era anche un gay peruviano di nome Gregorio de la Vega, selezionato per diventare il supermago Extrano (in realtà si trattava di un vero e proprio scherzo di cattivo gusto, visto che il termine spagnolo Extrano significa "strano", ovvero "strange" in inglese, e il Dr. Strange è il mago supremo nei fumetti Marvel, diretta concorrente della DC Comics). Fatto sta che il povero Gregorio è stato tratteggiato in maniera estremamente stereotipata: non più giovanissimo, effemminato fino all'eccesso, depresso, vistoso, rintronato, emotivamente instabile...E dagli amici si faceva chiamare "zia". Come se non bastasse più avanti è saltato fuori che era anche sieropositivo (della serie "non facciamoci mancare nulla").
Probabilmente non è un caso se il suddetto personaggio è sparito nell'oblio quasi subito e se anche un suo tentativo di rilancio si è risolto in un nulla di fatto...Anche a causa delle lamentele dei lettori gay. La DC Comics ha indubbiamente corretto il tiro, e di questo bisogna prendere atto. Merito anche di una comunità gay che, negli Stati Uniti, ha puntato molto sulla visibilità e sull'integrazione, tant'è che ora ci sono anche tanti gay dichiarati che sono apprezzati sceneggiatori e disegnatori di fumetti...Sono persino indetti dei premi per chi valorizza l'immagine gay presso il grande pubblico e ci sono associazioni che protestano se in certi fumetti viene data una rappresentazione troppo stereotipata e inverosimile della comunità GLBT. In Italia le cose non vanno esattamente in questo modo, e la maniera in cui vengono rappresentati i (pochi) gay che compaiono nei fumetti italiani "popolari" da edicola può essere indicativa. Ci sono delle isole felici fra i fumetti che escono in fumetteria e libreria, ma rimangono un fenomeno troppo limitato e sporadico per fare dei paragoni con quello che succede nel mercato statunitense. D'altra parte la speranza non muore mai...

lunedì 5 maggio 2008

LA LETTERA DI OGGI

Nella casella di posta di RAINBOWS mi è arrivata questa nuova e-mail...Il titolo era "GRAZIE DI ESISTERE", e per un attimo temevo che fosse uno spam proveniente da un noto mobilificio lombardo che usa questa frase come slogan nelle sue televendite (che tra l'altro io adoro). Invece no: veniva da Pisa e me la scrive Ilario. Ecco cosa dice:

"Ciao! ho scoperto stasera il tuo blog e... come tutte le tue altre cose che ho letto (rainbows e robinhoog+articoli su gay.it) ho visto che crea dipendenza immediata! ..quindi da bravo fan ho deciso di scriverti, per poi continuare a leggerti giornalmente :) Volevo ringraziarti in primo luogo perche' e' anche grazie a "rainbows" che ho scoperto/accettato la mia omossessualita'.. si parla di un paio di annetti fa (ho 23 anni). Un fumetto bellissimo che mi e' rimasto nel cuore.. cosi'... incompleto fino a dove l'avevo lasciato. E su Robin Hoog che dire? delle OTTIME fantasie erotiche davvero ben presentate sia come veste grafica che come trama :) Nel tuo blog spesso raffronti Italia e "resto del mondo". Voglio essere ottimista: le cose stanno (lentamente) cambiando... e questo anche grazie a te! Io vivo a Pisa, una sonnecchiosa-ma-abbastanza-gaia cittadina di provincia, e qui noto che non e' poi cosi' infrequente vedere ragazz* per strada per mano. Certo il bacio plateale in pieno centro e' ancora di la' da venire ma e' solo questione di tempo. A volte temo di vivere in una "bolla felice" e che il resto d'italia sia molto diverso. Ma poi mi dico: ok ci sono tante piccole "bolle felici", sono sempre di piu'.. prima o poi si raggiungera' la massa critica, no?? Oddio... questa voleva essere una mail di elogi per farti capire quanto sia stato importante aver conosciuto la tua opera (e il tuo pensiero che fluisce attraverso) ma e' sfociata in un non so bene cosa... Spero di non averti annoiato troppo :) GRAZIE di nuovo Ilario"

Mhhh...Ecco una mail che offre tanti spunti di discussione interessanti :-). Intanto ti ringrazio tanto per i complimenti e per avermi fatto sapere che RAINBOWS in qualche modo ti ha aiutato. Non sei il primo che me lo dice, ma ogni volta è come se fosse la prima. Oltretutto uno dei motivi che mi hanno spinto a creare una storia di quel tipo era proprio quello: non era semplice, ma sapere di esserci riuscito è davvero bello. Sul fatto che creo dipendenza...Chissà...Non sono sicuro di avere questo dono, anche perchè in quel caso dovrei essere pagato a un tanto al grammo, e così non è (battutona!)...Di buono c'è che non sono illegale e i cani poliziotto non mi sniffano con aria sospetta. Riguardo alla seconda parte della tua e-mail mi pare di cogliere un tuo tentativo di difendere quello che di buono c'è in Italia e il fatto che la situazione pian piano sta migliorando. Sul fatto che la situazione sia migliorata posso essere d'accordo nel senso che l'omosessualità non è più il tabù di una volta, e nel senso che sono sempre meno i gay isolati che passano le loro giornate chiusi in casa a deprimersi (perlomeno nelle bolle felici a cui ti riferisci). Non so se c'entro anche io in tutto ciò, ma se lo dici tu mi fido (^___^). Ci sono anche tanti gay dichiarati in più, e qualcuno di loro è anche un personaggio pubblico. Tutto ciò sicuramente è un bene. Quello che però voglio sottolineare nei miei post è che il nostro paese ha delle notevoli carenze di base rispetto a buona parte delle realtà estere, e queste carenze si riflettono anche in ambiti apparentemente irrilevanti come i fumetti. Allo stato attuale la comunità gay italiana mi sembra un'enorme massa di persone disperse (tranne quando si raccolgono nei locali o devono comunque andare a divertirsi), senza riferimenti e punti di aggregazione che le permettano di esprimersi e identificarsi in modelli concreti...
A me sembra tanto che la comunità gay italiana stenti ancora ad elaborare un'identità partendo dall'interno, limitandosi troppo spesso ad assorbire i pregiudizi e gli stereotipi proposti (e imposti) dall'esterno. Per fortuna c'è internet, ma il suo immenso potenziale inizia solo ora ad essere compreso. Inoltre nel nostro paese c'è l'aggravante che i modelli culturali sono lanciati quasi unicamente dalla televisione, e tutti sappiamo quali interessi persegue e come è gestita la televisione italiana, vero? Se qualcuno conosce dei personaggi pubblici italiani, gay dichiarati, che rappresentano effettivamente dei modelli propositivi e comprensibili per la loro comunità, senza essere presentati in maniera perlomeno inopportuna dai palinsensti televisivi me lo faccia sapere (^__^). Fabio Canino, da gay dichiarato, gestiva una trasmissione tuttosommato intelligente e non ci faceva la figura dello stupido, e infatti la trasmissione è stata silurata nonostante gli ottimi ascolti. D'altro canto in diverse parti del mondo le autobiografie e biografie di personaggi pubblici omosessuali dichiarati escono con continuità: campioni sportivi, militari, attori porno, politici, cantanti e quant'altro. Da noi negli ultimi anni, volendo essere buoni e mettendo assieme tutta la comunità GLBTQ, abbiamo avuto le biografie di Platinette, Vladimir Luxuria, Maurizia Paradiso e Antonio D'Amico (l'ex fidanzato di Gianni Versace buonanima)...Franco Grillini ha scritto un libro-intervista, ma non un'autobiografia. Qualcosa vorrà pur dire. Purtroppo senza modelli costruttivi ed esempi propositivi è difficile migliorare davvero le cose, e quelli da noi scarseggiano. Per questo mi piace fare dei confronti anche un po' impietosi, per stimolare qualche piccola riflessione. Perchè certe cose succedono in altre nazioni e da noi no? E' una cosa giusta? E se non è una cosa giusta cosa possiamo fare per "aggiustarla"? Purtroppo quel che ho notato col tempo è che nel nostro paese i tipi di gay che si sono affermati sono fondamentalmente tre: quelli che riducono tutto al sesso e/o alla vita di coppia, quelli frivoli e quelli politicamente impegnati. Tutta la nostra realtà gay ruota attorno a queste tre tipologie, che guardacaso sono quelle che producono meno riferimenti concreti: i primi ne fanno una questione personale, i secondi una questione commercial-ricreativa e i terzi una questione di opinione/carriera/scontro sociale. La maggior parte dei gay italiani è un mix variabile di tutte e tre le categorie. Il problema è che quel che conta per andare avanti è un'identità culturale forte, che poggia su basi solide e diversificate. Quello da noi manca, e i risultati secondo me si vedono. Detto questo anche io voglio essere ottimista (se no non avrei scelto di fare fumetti gay, ti pare? ^___^), però secondo me è essenziale darsi da fare per smuovere le cose partendo dalla base, e cioè dalla circolazione delle informazioni, dai confronti costruttivi e dalle proposte alternative. Se nel suo piccolo anche questo blog potesse essere di aiuto mi farebbe piacere, quindi penso proprio che di confronti Italia/estero ne farò ancora parecchi (^___^). Accidenti...Questa volta sono stato proprio brodoso! In ogni caso grazie ancora per questa bella e-mail e salutami tanto Pisa, con cui ho un rapporto abbastanza particolare e che finisco sempre per visitare quando vado alla fiera del fumetto di Lucca (^__^).
Baci e abbracci! E ricordati che RAINBOWS non è finito lì...Anzi...Abbi ancora un po' di pazienza...Intanto ti saluto e, giusto per fare un esempio di quello che secondo me in Italia manca, ti dedico un cartone educativo statunitense che si propone di spiegare cosa è l'omosessualità e perchè non è una "scelta" (prego notare in che modo sono disegnati il "gay" e la "lesbica"). Probabilmente non lo vedremo passare tanto presto sui nostri schermi...Ma per fortuna esistono i blog (^__^).