Ciao a tutti e ciao a tutte, come va? Questa settimana sono particolarmente soddisfatto perchè, finalmente, ho messo in vendita nel mio catalogo di proposte di LULU (CLICCATE QUI o sulla copertina qui sotto), un volume a cui tengo molto. Infatti, praticamente dopo due anni (come vola il tempo!), è finalmente disponibile l'antologia/catalogo della mostra ARCOBALENI FRA LE NUVOLE, che ho curato a Genova in occasione del Gay Pride nazionale del 2009. In realtà tutto questo ritardo è stato dovuto al fatto che negli ultimi due anni volevo verificare se da parte dell'arcigay (che ai tempi sponsorizzò la cosa) ci fosse interesse a fare qualcosa di simile o a far circolare la mostra, ma siccome i fumetti sono ancora abbastanza alieni alla mentalità delle associazioni gay italiane, non è accaduto nulla di tutto ciò. Quindi, onde evitare che quel lavoro vada perduto, ho pensato bene di offrirvi una prima selezione dei lavori che hanno portato per la prima volta il fumetto e l'illustrazione a tema gay in una fiera del fumetto italiano (per gli altri artisti ho già studiato e/o studierò altre soluzioni), a partire da quelli di Jacopo Camagni (che si è guadagnato anche la copertina)... Ogni galleria è preceduta da una scheda introduttiva di ciascun autore e da un mio aneddoto personale che riguarda la mia esperienza personale con gli artisti che sono stati raccolti in questo volumetto (visto che, in un modo o nell'altro, ho avuto a che fare direttamente con ciascuno di loro). Mi sembrava un modo un po' originale per fare il punto della situazione sul fumetto a tema gay italiano negli ultimi dieci anni, tant'è che in questo volume trovate anche i lavori di Dany & Dany, in rappresentanza del mondo del BOYS LOVE Made in Italy. Nel volume c'è anche un assaggino dell'arte di Marco Albiero, compresa una raccolta degli sfondi per cellulare a tema ragazzi sexy che produsse anni fa. Tuttavia quello che - secondo me - è il pezzo forte di questa antologia, è il contributo di Giuseppe Fadda, un vignettista la cui produzione - purtroppo - è pressochè sconosciuta al pubblico di internet e che ha realizzato per anni una pagina fissa sul mensile gay Babilonia. Quelle sue vignette, che qualche volta hanno sfiorato davvero la genialità, offrono un affresco impietoso e al tempo stesso delicato della realtà gay, ed era un vero peccato che giacessero dimenticate... Anche perchè la loro mancanza da internet era l'ennesima prova che, nel nostro paese, il mondo gay non sa valorizzare granchè quel che di buono e originale ha prodotto negli anni... Così in questo volume trovate un'ampia selezione del suo lavoro (praticamente tutte le sue vignette a colori) prodotto fra il 1998 e il 2002 (quando la sua collaborazione con Babilonia cessò definitivamente, lasciandolo così deluso e amareggiato da fargli rinunciare a proseguire la sua carriera di vignettista). Il fatto che queste vignette vengano finalmente raccolte e ripubblicate, secondo me, è un ottimo modo per dimostrare che c'è una parte del mondo gay che non è solo quella dell'intimo D&G e dei locali, e che volendo c'è anche tutta una cultura gay alternativa che può ancora essere riscoperta e valorizzata... Anche grazie ad internet. Magari questo volumetto non farà miracoli, però potrebbe rappresentare un altro piccolo passo in questo senso. Se volete investire qualche euro per arricchire il vostro patrimonio culturale gay questa potrebbe essere una buona idea. Ovviamente se decidete di acquistarlo (in pdf o in versione stampata), fatemi sapere cosa ne pensate, che ci tengo. A presto.
ICiao a tutti e ciao a tutte, come va? Anche oggi prosegue il viaggio di questo blog nel magico mondo dei cantanti gay dichiarati, e perlopiù ignorati dal pubblico italiano. Oggi, ad esempio, vi parlo di Gérald Jean-Laurent, meglio noto con il nome d'arte di D'Geyrald, o D’Gey per gli amici... Questo cantante, che non è neanche brutto, è nato in Francia nel 1979, ma a quattro anni si è trasferito con la sua famiglia alle Antille (suo padre è originario dell'isola di Martinica), dove ha vissuto stabilmente fino all'età di quindici anni, quando ha iniziato a fare il modello. Dal 1996 al 1998 ha fatto parte di una boy band francese che ebbe un certo successo e che si chiamava G-Squad. Dopo lo scioglimento del gruppo ha provato ad andare avanti come solista, ma è rimasto abbastanza anonimo fino a quando non ha deciso di fare coming out, nel 2004, e di vivere in maniera un po' più disinibita il suo personaggio... Scelta che in effetti gli ha aperto diverse porte, visto che è diventato uno dei volti del canale gay francese Pink.Tv, per cui ha presentato anche un reality show molto particolare, in cui si cercava una nuova stella del porno gay... Esattamente il tipo di reality show che vedremo presto in Italia, insomma. In ogni caso, oltre alla carriera televisiva, ha ripreso in mano anche la sua carriera canora, e non solo... Visto che si è lanciato anche nella pittura, e negli Stati Uniti i suoi quadri stanno iniziando ad avere un certo mercato... Inoltre, giusto per non farsi mancare nulla, ha anche realizzato un libro fotografico incentrato su di sè e sulla sua quotidianità, dove - per la gioia dei suoi fans - si è fatto immortalare senza veli in diverse occasioni. La cosa interessante è che, nonostante tutto, ha anche una bella voce calda... Come potete verificare anche voi nel brano che segue...
Che dire? Per essere bravo è bravo, anche se alla fine dispiace sempre che personaggi del genere dalle nostre parti non abbiano spazi per emergere. Alla prossima.
Ciao a tutti e ciao a tutte, come va? Per il post di oggi vorrei partire segnalandovi che questo sabato, presso la libreria Pier Open Space di Milano, si terrà una presentazione delle pubblicazioni delle Edizioni TEKE di Roma. Delle Edizioni TEKE ho parlato più volte, e siccome sono una persona onesta non mi sono trattenuto dal dire quello che pensavo, non foss'altro perchè si presentano ancora come quelli che hanno realizzato i primi manga YAOI (i fumetti omoerotici realizzati da autrici donne per un pubblico prettamente femminile) italiani, quando in realtà non è così... Al di là della qualità dei loro prodotti (i gusti sono gusti), anche questa volta devo prendere atto che stanno seguendo passo per passo la strategia che caratterizzò la promozione dei primi YAOI italiani intorno al 2001 (quelli pubblicati dalla Echo Communication), e che purtroppo fu uno dei motivi che ne decretarono la fine prematura. Cercare di promuovere uno YAOI presso il pubblico gay, e in particolare presso il pubblico gay italiano (che, nella maggior parte dei casi, è molto terra terra), è un po' come andare a promuovere completi da sci femminili in un club di pescatori maschi... Magari a qualche pescatore degli sci rosa confetto (con la cuffia in tinta) possono anche interessare, ma alla maggior parte no. Ho reso l'idea? Inoltre se - paradossalmente - un pescatore avesse la malaugurata idea di andare a pesca usando degli sci e l'esperienza gli risultasse sgradevole, potrebbe anche decidere che gli sport in generale non fanno per lui... Ora sostituite la parola sport con la parola "fumetto" e capirete perchè, tutte le volte che si cerca di promuovere gli YAOI e i BOYS LOVE presso il mondo gay italiano, ho sempre una certa paura che ci possano essere delle ripercussioni negative sul rapporto fra i gay italiani e i fumetti in generale, con tutte le conseguenze del caso. Di buono c'è che gli editori di lungo corso, come la Kappa Edizioni, hanno capito da tempo che questa strategia è fallimentare e nonostante continuino a pubblicare manga BOYS LOVE (quelli prodotti in Giappone, ovviamente), ormai da anni non li promuovono più presso il circuito omosessuale... Dove semmai si danno da fare per promuovere i loro fumetti con tematiche più propriamente gay... Cosa che comunque ha un impatto molto relativo, visto che ormai il vero circuito culturale gay italiano è quello che si è creato su internet, e non certo nelle pochissime librerie gay italiane... E men che meno nel mondo dei locali, dove la gente non va certo alla ricerca di stimoli intellettivi. Il che mi porta a pensare che, se alla TEKE Edizioni non hanno ancora un sito o un blog ben visibile, forse avrebbero bisogno di rivedere un po' il loro concetto di mondo gay. Tra le altre cose internet sta diventando il principale circuito culturale gay anche in altre nazioni, come ad esempio la Francia. A testimoniarlo c'è anche il fatto che lo storico mensile gay Têtu, che teneva banco dal 1995 e che peraltro ha ancora una discreta tiratura, ha deciso di passare totalmente su internet a partire dal prossimo ottobre. Questo succede anche perchè, dal 2009 al 2010, gli utenti che seguono mensilmente il suo sito sono passati da 100.000 a 700.000, e sicuramente è un dato da non sottovalutare. Attenzione però: il passaggio su internet di Têtu non può e non deve essere paragonato con la scomparsa dello storico mensile gay Babilonia di qualche anno fa, perchè si tratta di due situazioni ben diverse. Infatti la versione cartacea di Têtu è diventata superflua perchè in Francia i media generalisti (dai quotidiani alla televisione) si occupano già con competenza e professionalità degli argomenti legati alla comunità omosessuale, e lo fanno anche con una certa frequenza. In Francia una rivista gay mensile, per quanto curata, rischia comunque di arrivare in ritardo con le sue notizie e i suoi approfondimenti e l'unico modo per restare competitiva è appunto quello di puntare su un sito web che può essere aggiornato in tempo reale. La situazione che si è creata in Francia, in effetti, sembra molto simile a quella statunitense, tant'è che anche il mensile gay THE ADVOCATE ora è presente unicamente su internet. La situazione italiana, purtroppo, è molto diversa. Infatti, se da una parte i media italiani parlano più spesso di omosessualità, dall'altra lo fanno in maniera molto confusa e approssimativa, mettendone regolarmente in risalto gli aspetti più folkloristici, o magari quelli legati ai fatti di cronaca o a qualche dichiarazione politica poco edificante. Ovviamente pensare di approfondire argomenti legati alla comunità gay in quanto tale, o peggio ancora alla sua cultura e alla sua sessualità, è ancora un tabù mediatico non da poco. Soprattutto in questo periodo, in cui fa molto comodo comunicare che l'omosessualità è il peggio del peggio, per poi poterla usare come metro di paragone per rendere meno gravi altri tipi di comportamento. In questo clima è evidente che i gay italiani possono avere solo degli spazi mediatici ad uso e consumo della popolazione etero, e non su misura per loro, come magari accade all'estero... Giusto per fare un esempio: il primo marzo il canale generalista francese CANAL+ ha trasmesso un documentario sul gay porn performer Francois Sagat (qui sotto potete vedere il promo)...
In Italia, oggi, una cosa del genere andrebbe oltre la fantascienza. Tant'è vero che, da noi, il gay porn performer Carlo Masi è stato escluso all'ultimo momento dal cast di una trasmissione televisiva dai toni totalmente soft, perchè ritenuto troppo compromettente... Penso che sia evidente che, in questo contesto, la mancanza di una rivista gay accessibile a tutti (e non solo a coloro che frequentano i locali) si faccia sentire. Senza contare che internet, in Italia, è ancora di difficile fruizione su ampie porzioni del nostro territorio, lasciando tantissimi omosessuali in una condizione di isolamento, con tutti i problemi che ne derivano (e che si vanno ad aggiungere a una situazione complessiva non proprio idilliaca). La cosa un po' preoccupante è che, in un momento in cui rivendicare l'identità gay sarebbe davvero importante, i circuiti gay italiani continuano a fare di tutte le erbe un fascio... E così gli YAOI saranno anche il tema della serata del 10 marzo alla discoteca Re Chic di Roma... Tra le altre cose mi dicono anche che questa discoteca sia abbastanza quotata nell'ambiente bear, e faccio davvero molta fatica a capire in che modo gli YAOI (e magari gli YURI) possano avere qualche attrattiva per questo tipo di pubblico. Inoltre il 19 marzo ci sarà anche l'evento YAOI organizzato dalle Edizioni TEKE nella Gay Street romana... Non so voi, ma io ho come la sensazione che in tutto questo ci sia qualcosa che non torna. É davvero possibile che, ancora nel 2011, la scena culturale gay sia così povera da dover prendere in prestito l'immaginario degli YAOI (che, vi ricordo, è concepito e realizzato a misura di donna etero) per animare una serata gay in discoteca e fare presentazioni nelle librerie gay? Secondo me è qualcosa su cui bisognerebbe riflettere in maniera molto seria. Voi cosa ne pensate?
Ciao a tutti e ciao a tutte, come va? Non molto tempo fa vi avevo segnalato l'imminente uscita della nuova serie animata dedicata ai THUNDERCATS, e oggi mi ritrovo a segnalarvi che il più volte annunciato film per il cinema dedicato a questi personaggi non è più soltanto una voce di corridoio, e la produzione sta iniziando ad entrare nel vivo. Infatti fino a poco tempo fa circolavano solo poche immagini preparatorie (tipo quella che vedete qui sotto, e che presenta la nuova versione del leader del gruppo, Lion-O)... Mentre adesso iniziano a circolare le prime sequenze di prova ufficiali, che confermano senz'ombra di dubbio che si tratterà di un film realizzato in computer graphic (abbattendo il rischio di trasformare il film in una brutta copia del musical CATS). Siccome questo è il blog che non vi fa mancare nulla, potete farvi un'idea di come sarà il film con il filmato che vi posto qui di seguito...
I fans più affezionati alla serie animata originale hanno già storto il naso, visto che - come spesso accade in questi casi - i personaggi sono stati adeguati ai gusti più commerciali del pubblico di oggi, e questo significa un look più "moderno" e toni meno epici rispetto a quelli che andavano di moda nella metà degli anni '80. Personalmente non penso che la nuova versione di Lion-O sia sia da buttare, e anzi lo trovo decisamente più sexy della versione originale... Tra l'altro, come si può intuire da questa prima clip, qualcosa mi dice che questo progetto potrebbe tenere in debita considerazione anche il pubblico gay (per cui la serie animata è da tempo considerata cult, perlomeno negli USA). Staremo a vedere. Certo è che non sarebbe male se all'inizio del film i protagonisti si presentassero come nel primissimo episodio della serie animata... In ogni caso qualcosa mi dice che il nuovo film dei THUNDERCATS (previsto per il 2012) diventerà un cult per il pubblico gay a prescindere, e sicuramente ispirerà una buona dose di fantasie più o meno perverse, anche perchè i personaggi semianimali (e in particolare quelli che si espirano ai felini) animano da anni un intero sottogenere fumettistico, che ha sempre dato un certo spazio ai fumetti omoerotici e in Giappone alimenta una vera e propria nicchia di mercato. D'altra parte è pur vero che in Giappone i manga cercano di coprire tutte le nicchie di mercato possibili e immaginabili, e da quando i bara manga (i fumetti omoerotici per gay) hanno iniziato ad affermarsi non hanno potuto fare a meno di diversificarsi a loro volta in diversi sottogeneri, a seconda dei gusti del loro pubblico. Giusto per darvi un'idea: proprio in queste settimane ha debuttato G.G. Comic, una nuova pubblicazione periodica dedicata ai bara manga incentrati principalmente sui maschi dalle taglie abbondanti... In effetti piove sul bagnato, visto che il maschio sovrappeso è una fantasia erotica ricorrente per i gay giapponesi, anche perchè il loro rapporto col grasso è leggermente diverso da quello occidentale. Non bisogna dimenticare, infatti, che in Giappone gli uomini abbondanti sono associati a figure rispettabilissime come i lottatori di sumo, che possono essere considerati attraenti esattamente come gli altri campioni sportivi. Probabilmente è anche per questo motivo che nella pornografia gay nipponica i video a base di maschi sovrappeso si esprimono in tutta una serie di modi che in occidente non verrebbero nemmeno presi in considerazione... Come potete intuire dalla copertina che vi posto qui di seguito, e che si riferisce ad una recente produzione hard gay giapponese, in cui due supereroi sovrappeso devono fare sesso per salvare la loro città... Quando si dice l'eroismo. In ogni caso, a proposito di supereroi, la MARVEL ha appena ufficializzato il prossimo lancio di una nuova serie dedicata a Daken, il figlio dark e leggermente perverso del più noto Wolverine... Che, devo ammetterlo, su di me ha sempre esercitato un certo fascino da bello e dannato... Lo segnalo qui perchè, come ho sottolineato più volte anche su questo blog, si tratta di un personaggio dichiaratamente bisessuale, e per giunta munito di un potere mutante legato ai ferormoni (le sostanze inodore che stimolano la risposta sessuale) che gli dà il potere di far perdere la testa a chi desidera (maschi o femmine che siano). Ora bisognerà vedere se gli sceneggiatori di questa nuova serie riusciranno a gestire la cosa, visto che non manca il potenziale per affrontare tutta una serie di temi interessanti e abbastanza inediti per una serie MARVEL. In ogni caso c'è da dire che questa sarà anche la prima serie di supereroi ad avere come protagonista un personaggio dichiaratamente bisessuale, e già questo non è poco. Tra l'altro alla MARVEL hanno da poco scelto di ricostituire il team originale del supergruppo Alpha Flight, in cui debuttò Northstar (il primo supereroe gay che fece coming out) e in cui Northstar - giustamente - è tornato a militare. Alpha Flight avrà un lancio di prova con una serie di dodici numeri, e ovviamente se andasse bene potrebbe tornare con una serie regolare. Anche in questo caso la speranza è che il personaggio di Northstar abbia la possibilità di emergere e che il suo essere gay non venga trascurato... Anche in questo caso staremo a vedere, anche se obbiettivamente il trend degli ultimi anni sembrerebbe promettere decisamente bene. Per finire vorrei chiudere il post di oggi con una notizia di quelle che fanno una certa tristezza, ma che è doveroso riportare. Avrei dovuto parlarne prima, ma volevo aspettare il momento giusto. Un paio di settimane fa, a soli trentanove anni, è morto Perry Moore. Il suo nome in Italia non era molto conosciuto (anche se su questo blog ne ho parlato di verse volte), ma per la comunità gay americana era diventato uno scrittore di culto. Infatti, oltre ad essere un produttore cinematografico e televisivo, aveva deciso di scrivere un romanzo in cui riversare la sua passione per i supereroi e il suo bisogno di lanciare un messaggio positivo ai giovani omosessuali. Quel romanzo, intitolato HERO, parlava di un adolescente gay che diventava un supereroe suo malgrado ed era diventato un piccolo caso editoriale (al punto da interessare Stan Lee, l'ideatore della MARVEL, che si era detto interessato a coprodurre un film ispirato alle vicende del libro). Ovviamente ora non si sa che fine farà il progetto, e questa è già una brutta notizia, ma quello che mi ha dato da pensare è che - secondo alcune indiscrezioni - la morte si Perry Moore sarebbe avvenuta per un'overdose da OxyContin, un medicinale che fa più o meno lo stesso effetto della morfina. Un vero peccato che un personaggio come Perry Moore, con tutto il suo potenziale, abbia finito i suoi giorni in questo modo, anche perchè - obbettivamente - aveva dato il via a una piccola rivoluzione nel rapporto fra tematiche gay e supereroi... Ovviamente la speranza è che qualcuno possa seguire la sua scia e che il suo contributo non vada perso, anche se - per come ragionano i gay americani - sono portato ad escludere questo rischio. Certo è che Perry Moore è morto prima che il suo libro avesse un'edizione nella nostra lingua, e anche questo è qualcosa su cui riflettere. Alla prossima.