SE COMPRI SU AMAZON.IT PASSANDO DA QUESTI LINKS RISPARMI E SOSTIENI QUESTO SITO!

Libri o fumetti in inglese? Qui niente spese di spedizione e dogana, solo sconti pazzi!

VUOI AGGIUDICARTI UN DISEGNO ORIGINALE DI WALLY RAINBOW?

venerdì 7 giugno 2013

PER L'APPUNTO...

Ciao a tutti, come va?
Come ipotizzavo qualche post fa, è bastato che "La vie d’Adèle" vincesse il Festival di Cannes per fare in modo che il fumetto da cui è stato tratto (e che finora era stato bellamente snobbato da tutta l'editoria italiana) diventasse una prelibatezza irresistibile da mettere in catalogo... E infatti non solo la RCS Rizzoli Lizard ne ha acquistato i diritti di pubblicazione, ma ha anche annunciato la data di pubblicazione con ampio anticipo, visto che lo distribuirà il prossimo ottobre...
D'altra parte questa è stata una scelta abbastanza improvvisa, dovuta a Cannes, e la Rizzoli aveva già pianificato le sue uscite per i prossimi mesi, così il primo posto libero in scaletta era verso ottobre. Due piccole considerazioni: la prima è che adesso questo volume verrà presentato in pompa magna, come un best seller acclamato e tutto il resto... Quando prima dell'uscita del film non aveva goduto della minima considerazione, pur essendo presente da quasi tre anni sul mercato francofono. La seconda è che, tanto per cambiare, quando si tratta di fumetti LGBT i grandi editori italiani puntano solo su titoli che - presumono - possono avere un buon margine di successo grazie al richiamo dei premi che hanno vinto e delle segnalazioni che hanno avuto su testate prestigiose. La sensazione, però, è che questo approccio pecchi un po' di superficialità. Nel senso che i premi e le segnalazioni ottenute all'estero qui da noi lasciano un po' quello che trovano, nella misura in cui il pubblico degli altri paesi NON è quello italiano.
Mi spiego meglio: in Francia, come in in altre nazioni, il rapporto del grande pubblico con il fumetto è ben diverso dal nostro. I titoli e i generi che hanno una grande distribuzione sono tantissimi, e il pubblico negli anni ha imparato a rapportarsi con tutti questi stili e queste suggestioni. In Italia, da circa cinquant'anni a questa parte, il grande pubblico si rapporta con il fumetto grazie a Topolino, agli avventurosi Bonelli, a Diabolik e poco altro. Certo ci sono i manga e i supereroi, ma nei grandi numeri si tratta ancora di fenomeni relativamente circoscritti, e che coinvolgono prevalentemente il pubblico under 30. Oltretutto all'estero, e in particolare in Francia, il fumetto è considerato una cosa "seria" da molti anni e i grandi editori stanno ben attenti a questo settore, e soprattutto agli autori che propongono. Probabilmente in Francia non potrebbe mai succedere che, per il successo di un fumetto, si vada a puntare su un autore di richiamo che NON è un fumettista... Come invece in Italia accade con drammatica frequenza...
Tutto questo per dire che, se sa un lato è positivo investire su titoli che hanno ricevuto premi e riconoscimenti, dall'altro ha poco senso proporli senza coltivare il pubblico con costanza... Visto che poi i risultati in fatto di vendite saranno comunque inferiori alle aspettative. Questo vale soprattutto per dei generi che parlano di temi impegnativi come il mondo LGBT, e che dalle nostre parti sono ancora una novità. Ha senso, ad esempio, che l'unico autore LGBT finora pubblicato con una certa regolarità da un grande editore italiano sia stata Alison Betchdel? E solo per via delle segnalazioni entusiaste dei suoi volumi da parte dei media americani, che peraltro hanno un rapporto col mondo LGBT ben diverso da quello italiano? E perchè, comunque, i fumetti lesbici sembrano ancora avere una corsia preferenziale? Forse perchè il lesbo-chic, nel nostro paese, è tradizionalmente ritenuto più tollerabile? Non sarebbe ora di guardare al futuro e lasciarsi alle spalle certe convenzioni che ci trasciniamo dietro dagli anni '70?
Ci sarebbero molte cose su cui riflettere.
Alla prossima.

mercoledì 5 giugno 2013

JEM REVIVAL

Ciao a tutti, come va?
Sembra proprio che l'esperimento nato dalla collaborazione fra Integrity Toys e Hasbro per lanciare una linea di bambole da collezione dedicata a Jem e le Holograms si stia rivelando un successo inaspettato. Infatti nel giro di un anno è stata presentata l'inedita Hollywood Jem e ben tre "wave" di almeno tre personaggi ciascuna, andando a superare il numero di personaggi che vennero lanciati nel primo anno in cui la linea di bambole anni '80 venne proposta.




Decisamente un bel traguardo, soprattutto se si considera che si tratta di bambole da collezione, in edizione limitata e con un prezzo base di 125 dollari l'una! Dico prezzo base perchè spesso vengono esaurite anche solo con le prenotazioni e in circolazione possono risbucare con dei prezzi ancora più alti. E la cosa interessante e che anche con questi prezzi ritoccati vanno esaurite in brevissimo tempo. Alla faccia della crisi. Certo si parla di articoli "adulti", che hanno poco a che spartire con le bambolotte degli anni '80 e che mettono persino in secondo piano le bellissime illustrazioni pubblicitarie dell'epoca, ma sicuramente il segreto del loro successo non è solo questo.
Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni sembra proprio che questa linea di bambole da collezione si stia rivelando un must soprattutto per i fans gay del personaggio, che negli anni '80 si erano lasciati conquistare dal fascino glitterato e gay friendly della serie animata, perlomeno a giudicare da quanto ne stanno parlando nei loro spazi online... Siti, blog, profili di facebook... Per non parlare delle foto "personalizzate" che stanno postando su flickr...


Un fenomeno che non sembra avere un corrispettivo fra le loro coetanee etero (che presumibilmente erano un altro target a cui mirava tutta questa operazione), e che forse dovrebbe far riflettere gli esperti di marketing su un mercato "gay" (quello dei nerd fanatici di animazione) ampiamente inesplorato e sottovalutato... E che, evidentemente, in questo rilancio era stato ampiamente calcolato. Altrimenti non si spiegherebbero davvero certe scelte estetiche, che sembrano fatte apposta per enfatizzare gli aspetti più gay friendly del concept originale. Basta guardare le confezioni in cui vengono vendute le bambole del gruppo rivale delle MISFITS, e che potrebbero essere un modello di armadio per drag queen.... A differenza delle scatole originali...

Oltretutto sembra che queste nuove bambole delle MISFITS, che sono in circolazione da pochi mesi,  stiano vendendo anche meglio della media, e viene da chiedersi se effettivamente non possa dipendere dal fatto che il loro look ha sempre puntato verso un'estetica più provocante e trasgressiva, nel senso più "gay" del termine...


La prova del nove, però, ci sarà quando la Integrity Toys avrà terminato i personaggi che erano stati prodotti negli anni '80 e dovrà iniziare a recuperare quelli comparsi unicamente nel cartone... Tra i quali non mancava una buona dose di personaggi ambigui e concepiti - anche all'epoca - per lanciare tutta una serie di messaggi cripto gay... Staremo a vedere.
Quel che è certo è che, ultimamente, Jem e le Holograms iniziano ad essere protagoniste anche di tutta una serie di remix e mashup abbastanza carini che attualizzano i loro brani...
E, secondo voi, potevo forse concludere questo post senza farvene ascoltare uno?
Alla prossima!

lunedì 3 giugno 2013

GAY, SUPERMAN E MARKETING

Ciao a tutti, come va?
Qualcuno mi ha fatto notare che effettivamente su questo BLOG dovrei riportare le notizie appena mi arrivano, perchè dopo qualche giorno sono già datate. Il fatto è che me ne voglio conservare sempre qualcuna da parte per garantire degli aggiornamenti regolari, cercando poi di parlare delle notizie che mi arrivano - anche a distanza di qualche giorno - da una prospettiva un po' inedita per renderle comunque interessanti. Voi cosa ne pensate? Devo parlarne subito o posso continuare a fare come ho fatto finora? La notizia di cui vado a parlarvi oggi, in effetti, appartiene proprio a questa categoria. Infatti è di qualche giorno fa la notizia ufficiale della rimozione ufficiale dello sceneggiatore Orson Scott Card da Adventures of Superman #1... O meglio: il tutto è stato ufficializzato dalla mancanza del suo nome dai "credits" (sapete tutti che i credits sono le attribuzioni, vero?) sulla copertina del suddetto albo.
Senza ripetere per filo e per segno tutta la storia mi limito a ricordarvi che lo sceneggiatore era uno scrittore ben noto per le sue posizioni anti gay, e questo aveva scatenato un tale sgomento nei lettori gay e gay friendly di Superman da mettere l'editore in una posizione molto scomoda, tant'è che persino il disegnatore previsto per quella storia aveva deciso di tirarsene  fuori a causa della pressione mediatica a cui era sottoposto! Un fulgido esempio dei tempi che cambiano e di come la DC Comics prende in considerazione i suoi lettori LGBT... O dietro c'è qualcos'altro? Analiziamo la cosa da una prospettiva più ampia: quest'anno cade il 75° anniversario di Superman, tant'è che DC Comics e Warner Bros (di cui la DC Comics è una propriety) hanno ideato un logo ad hoc per l'evento e per il materiale che lo celebrerà...
Questo, ovviamente, significa che il personaggio verrà messo al centro dell'attenzione, e sicuramente non è un caso che il nuovo e tanto atteso rilancio di Superman al cinema avverrà proprio quest'anno... Un rilancio che sicuramente catalizzerà l'attenzione dei media anche su tutto quello che è l'aspetto fumettistico di questa icona pop, e di conseguenza su tutto il parco fumettistico della DC Comics, che si è da poco rinnovato radicalmente con l'ennesima crisi multi-tempo-spazio-dimensionale.
Tutte le operazioni che riguardano Superman, quindi, saranno state attentamente valutate da squadre di esperti di marketing, che SICURAMENTE non hanno potuto fare a meno di considerare il peso della comunità gay in questa particolare congiuntura socio economica... Nella quale - effettivamente - fra le poche persone che hanno un minimo di budget in più da spendere in cose "superflue" come il cinema, i fumetti e tutti gli annessi e connessi, ci sono proprio i gay... Che, mediamente, non hanno partner o figli a carico. E questo, forse, spiega perchè negli ultimi superhero movie, abbondano le sequenze shirtless che sembrano fatte apposta per ingolosire un certo tipo di pubblico. E Superman non fa eccezione... Tant'è che le sequenze in cui il protagonista si farà vedere smagliettato e in versione muscle bear stanno già entrando nell'immaginario gay moderno...
Tra l'altro, piccolo dettaglio che secondo me non è proprio casuale, il flm di Superman debutterà proprio a giugno, e cioè nel mese del Gay Pride... Cosa che, GUARDACASO, sta dando modo a diverse associazioni gay americane di organizzare eventi che riguardano Superman e che gli stanno procurando una certa dose di pubblicità gratuita. Forse sbaglio, ma faccio molta fatica a credere che tutto questo sia solo una coincidenza, soprattutto se si considerà che questo nuovo Superman cinematografico sembra proprio studiato per fare contenti i gay di ieri e di oggi.
A questo punto potrei persino azzardare l'ipotesi, ma la mia è solo un'ipotesi, che almeno in parte il caso di Orson Scott Card sia stato studiato ad arte per dare un'ulteriore visibilità "gay" a tutte le iniziative che riguardano Superman in questo periodo. Dopotutto dietro alla DC Comics c'è comunque il gruppo Warner, che sicuramente ha tutto l'interesse a coltivarsi il pubblico gay e il suo portafoglio. E comunque, anche se la scelta dello sceneggiatore omofobo fosse avvenuta per caso, sono sicuro che nel seguito della vicenda i dirigenti del gruppo Warner hanno comunque avuto un certo peso... Il che, comunque, non è stato un male e ha aperto un interessante dibattito sul criterio con cui devono essere scelti gli sceneggiatori di fumetti.
Alla prossima.

P.S. Voi cosa ne pensate di questa teoria del complotto?

sabato 1 giugno 2013

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti, e benvenuti nel mese del Gay Pride...
Ovviamente, siccome stiamo entrando nel vivo, da qui al culmine dei festeggiamenti mi prodigherò a presentarvi nuovi e sfiziosi video di cantanti gay dichiarati che in Italia sono poco o niente conosciuti, contenti? Ovviamente questo mese voglio strafare, e per la serie "cantanti che in Italia nessuno oserà mai promuovere" voglio iniziare il mese con le DWN...
Come potete intuire si tratta di un trio di Drag Queen (che però NON cantano in playback), e per le precisione si tratta di Willam (William Belli), Detox Icunt (Matthew Sanderson) e Vicky Vox (che per ora custodisce gelosamente la sua vera identità).
Le prime due si cono conosciute nel talent show Ru Paul Drag Race, e la terza si dichiara una discepola di Detox Icunt. Le tre hanno debuttato insieme nel 2012 (alla fine del talent show), e da allora sono diventate un piccolo fenomeno, tant'è che il loro video su youtube hanno già diversi milioni di visualizzazioni. In particolare quello che vi faccio vedere qui di seguito, in cui parlano di uno dei grandi problemi che affliggono i gay moderni: quello di ritrovarsi con qualcuno che non è quello che dice di essere...
Quel che si dice un vero e proprio concentrato di raffinata volgarità...
Carino, vero?
Alla prossima!