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lunedì 3 giugno 2013

GAY, SUPERMAN E MARKETING

Ciao a tutti, come va?
Qualcuno mi ha fatto notare che effettivamente su questo BLOG dovrei riportare le notizie appena mi arrivano, perchè dopo qualche giorno sono già datate. Il fatto è che me ne voglio conservare sempre qualcuna da parte per garantire degli aggiornamenti regolari, cercando poi di parlare delle notizie che mi arrivano - anche a distanza di qualche giorno - da una prospettiva un po' inedita per renderle comunque interessanti. Voi cosa ne pensate? Devo parlarne subito o posso continuare a fare come ho fatto finora? La notizia di cui vado a parlarvi oggi, in effetti, appartiene proprio a questa categoria. Infatti è di qualche giorno fa la notizia ufficiale della rimozione ufficiale dello sceneggiatore Orson Scott Card da Adventures of Superman #1... O meglio: il tutto è stato ufficializzato dalla mancanza del suo nome dai "credits" (sapete tutti che i credits sono le attribuzioni, vero?) sulla copertina del suddetto albo.
Senza ripetere per filo e per segno tutta la storia mi limito a ricordarvi che lo sceneggiatore era uno scrittore ben noto per le sue posizioni anti gay, e questo aveva scatenato un tale sgomento nei lettori gay e gay friendly di Superman da mettere l'editore in una posizione molto scomoda, tant'è che persino il disegnatore previsto per quella storia aveva deciso di tirarsene  fuori a causa della pressione mediatica a cui era sottoposto! Un fulgido esempio dei tempi che cambiano e di come la DC Comics prende in considerazione i suoi lettori LGBT... O dietro c'è qualcos'altro? Analiziamo la cosa da una prospettiva più ampia: quest'anno cade il 75° anniversario di Superman, tant'è che DC Comics e Warner Bros (di cui la DC Comics è una propriety) hanno ideato un logo ad hoc per l'evento e per il materiale che lo celebrerà...
Questo, ovviamente, significa che il personaggio verrà messo al centro dell'attenzione, e sicuramente non è un caso che il nuovo e tanto atteso rilancio di Superman al cinema avverrà proprio quest'anno... Un rilancio che sicuramente catalizzerà l'attenzione dei media anche su tutto quello che è l'aspetto fumettistico di questa icona pop, e di conseguenza su tutto il parco fumettistico della DC Comics, che si è da poco rinnovato radicalmente con l'ennesima crisi multi-tempo-spazio-dimensionale.
Tutte le operazioni che riguardano Superman, quindi, saranno state attentamente valutate da squadre di esperti di marketing, che SICURAMENTE non hanno potuto fare a meno di considerare il peso della comunità gay in questa particolare congiuntura socio economica... Nella quale - effettivamente - fra le poche persone che hanno un minimo di budget in più da spendere in cose "superflue" come il cinema, i fumetti e tutti gli annessi e connessi, ci sono proprio i gay... Che, mediamente, non hanno partner o figli a carico. E questo, forse, spiega perchè negli ultimi superhero movie, abbondano le sequenze shirtless che sembrano fatte apposta per ingolosire un certo tipo di pubblico. E Superman non fa eccezione... Tant'è che le sequenze in cui il protagonista si farà vedere smagliettato e in versione muscle bear stanno già entrando nell'immaginario gay moderno...
Tra l'altro, piccolo dettaglio che secondo me non è proprio casuale, il flm di Superman debutterà proprio a giugno, e cioè nel mese del Gay Pride... Cosa che, GUARDACASO, sta dando modo a diverse associazioni gay americane di organizzare eventi che riguardano Superman e che gli stanno procurando una certa dose di pubblicità gratuita. Forse sbaglio, ma faccio molta fatica a credere che tutto questo sia solo una coincidenza, soprattutto se si considerà che questo nuovo Superman cinematografico sembra proprio studiato per fare contenti i gay di ieri e di oggi.
A questo punto potrei persino azzardare l'ipotesi, ma la mia è solo un'ipotesi, che almeno in parte il caso di Orson Scott Card sia stato studiato ad arte per dare un'ulteriore visibilità "gay" a tutte le iniziative che riguardano Superman in questo periodo. Dopotutto dietro alla DC Comics c'è comunque il gruppo Warner, che sicuramente ha tutto l'interesse a coltivarsi il pubblico gay e il suo portafoglio. E comunque, anche se la scelta dello sceneggiatore omofobo fosse avvenuta per caso, sono sicuro che nel seguito della vicenda i dirigenti del gruppo Warner hanno comunque avuto un certo peso... Il che, comunque, non è stato un male e ha aperto un interessante dibattito sul criterio con cui devono essere scelti gli sceneggiatori di fumetti.
Alla prossima.

P.S. Voi cosa ne pensate di questa teoria del complotto?

2 commenti:

Fumetti di Carta ha detto...

Trovo che il tuo Blog sia sempre aggiornato e puntuale.
Se poi la news me la proponi oggi invece che ieri, personalmente non mi cambia nulla, anche perché non pago per il servizio quindi non accampo alcun diritto.
Anzi, mi offri GRATIS un servizio che apprezzo e che mi è utile.
Quindi, a chi si lamenta direi di darsi una calmatina :-)

Un ulteriore commento che voglio fare riguarda invece la "famosa" "maggior disponibilità finanziaria della comunità lgbt", che mi sembra un tantino esagerata e che contribuisce a fornire l'immagine della famigerata "lobby gay" (Ma dov'é? Dove ci si iscrive? Mi ci fate entrare, per favore?...).
Io credo che com'è vero che pensare ai gay come "portati per la danza" (o per il cucito) è quantomeno fuorviante, lo è altrettanto pensare alle persone gay come "maggiormente ricchi/e".
Mi pare uno stereotipo non realistico e anzi negativo.
Gay poveri/e o "sulla soglia della povertà" ce ne sono, anche se magari non fanno statistica. Non è che se sei gay automaticamente hai più soldi da spendere in beni voluttari (o voluttuosi ^__^).
Un caro saluto.
Orlando

Wally Rainbow ha detto...

Sono assolutamente d'accordo con te, anche perchè posso dire per esperienza personale che essere gay ed essere ricchi non sono due concetti che si legano in automatico (^__^). Sicuramente il mondo è pieno di gay che fanno la fame, questo è certo, però bisogna guardare ai grandi numeri. Prendiamo ad esempio la fascia d'età dai 25 ai 40 anni. Mediamente è in questa fascia d'età che gli eterosessuali formano coppie stabili e mettono su famiglia, famiglia nella quale - ancora troppo spesso - uno dei due coniugi si accolla la maggior parte degli oneri economici, soprattutto se intanto sono arrivati dei bambini e non si può contare su aiuti esterni (nonni, baby sitter o altro). In questo caso, per fare economia, si iniziano a tagliare le spese superflue, perchè anche con uno stipendio nella norma e un lavoro fisso diventano impegnative. Senza contare il problema del tempo libero, che con dei bambini piccoli è pochissimo. Nella stessa fascia d'età, però, i gay (single o in coppia) in buona parte del mondo mantengono la loro autonomia economica e più tempo libero, anche perchè la possibilità di fare o adottare bambini è ancora un po' troppo circoscritta. Magari una coppia gay media non farà girare i milioni, ma sicuramente avrà maggiori possibilità di coltivare interessi come il cinema o i fumetti. E, anzi, in questo periodo di crisi i gay saranno attenti a premiare quei prodotti che vanno incontro ai loro gusti, visto che di certo non hanno molti soldi da spendere in certe cose, però mediamente ne possono spendere di più rispetto alle loro controparti etero. Per rendersene conto basta confrontare la clientela di una tipica discoteca gay con quella di una tipica discoteca etero: l'età media della prima sarà sicuramente più alta rispetto a quella della seconda. Secondo me tutti questi ragionamenti iniziano a farli anche i colossi dell'intrattenimento, e sicuramente sanno anche loro che non ha senso puntare sui gay ricchi, ma semplicemente su quelli che hanno ancora i soldi per andare al cinema un paio di volte al mese (^__^).