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mercoledì 12 giugno 2013

DI PRIDE IN PRIDE

Ciao a tutti, come va?
Il mese del Gay Pride sta entrando nel vivo e mi sembrava carino dedicare un post ai risvolti di interesse fumettistico che ha avuto, e sta avendo, il mese in corso... Perlomeno all'estero. Da che parte cominciamo? Forse dall'emblematica partecipazione di Sir Ian McKellen (alias Gandalf, alias Magneto), che dall'alto dei suoi venerabili 74 anni non ha disdegnato di sfilare al Gay Pride di Manchester, su una macchina tutta sua e sfoggiando la magliettina della campagnia anti omofobia che è stata lanciata quest'anno nel Regno Unito (e anche in Italia, per la verità)...

Gay dichiarato da tempo immemore, e sempre in prima linea nelle battaglie per i diritti, sta avendo anche il merito di dimostrare che quando un attore bravo e non punta tutto sul suo sex appeal può avere un grande successo nonostante il coming out... E ultimamente è anche diventato una specie di personaggio simbolo per la popolazione gay nerd, che in lui vede l'anello di congiunzione fra le loro passioni e le loro rivendicazioni. Due cose che, peraltro, grazie alla bravura di artisti come lui, hanno iniziato ad essere condivise anche da chi non appartiene al mondo gay o al mondo nerd. E, chissà, forse è anche grazie al suo lavoro che al Gay Pride di Los Angeles, quest'anno, ha sfilato per la prima volta uno sparuto gruppo di cosplay, che promuovevano la BENT-CON, la prima fiera del fumetto americana incentrata unicamente sui contenuti LGBT.
Intendiamoci: i cosplay gay sono tutto fuorchè una novità, ma di solito si muovevano nel loro ambiente naturale, e cioè le fiere del fumetto: un contesto protetto dove non correvano il rischio di essere presi in giro per le loro passioni. Evidentemente stanno iniziando a pensare che, almeno in occasione dei Gay Pride, è il momento di fare coming out non solo come gay, e che non ha senso dichiarare la propria omosessualità se poi si nascondono altre cose per paura di non essere accettati. Ovviamente per ora sono pochi, ma in effetti potrebbe anche succedere che questa cosa prenda piede, soprattutto se si considera il numero delle persone LGBT appassionate di fumetti...
Da notare che, in occasione del Gay Pride di Los Angeles, è stata allestita anche un'area V.M. 18 chiamata Erotic Citadel, all'interno della quale si sono tenute anche diverse mostre e un presidio della Tom of Finland Foundation. Tanti gli illustratori e gli artisti che hanno potuto esporre, e fra gli altri segnalo anche il regista/scrittore Clive Barker, che in questa occasione ha fatto vedere per la prima volta alcuni dei suoi dipinti più recenti... E ovviamente c'erano anche degli spazi per chi si voleva dedicare alla copia dal vivo...
Comunque anche gli appassionati di fumetti residenti nell'area di New York si stanno davvero dando molto da fare... Visto che gli eventi che in qualche modo li coinvolgono, fra feste a tema (per celebrare personaggi come Superman e il Doctor Who), presentazioni, workshops, gare di videogames e altro, nel mese di giugno superano la ventina! Fra le tante (se siete a New York trovate un elenco parziale CLICCANDO QUI) mi permetto di segnalare perlomeno una serata di beneficenza in onore del fumettista gay dichiarato Phil Gimenez, che ovviamente sarà l'ospite d'onore.
Durante la serata giochi, premi e ai primi 50 avventori del locale sarà regalata una copia del romanzo di Kevin Keller (di cui vi ho parlato a suo tempo). Sia come sia il disponibilissimo Phil Jimenez ha partecipato anche ad un altro progetto di beneficenza, finalizzato a raccogliere fondi per aiutare l'Ali Forney Center di New York, una struttura che assiste i giovani omosessuali cacciati di casa. Il contributo di Phil Jimenez, e degli altri artisti coinvolti, è stato quello di realizzare il disegno per delle t-shirt esclusive, dalla cui vendita si spera di tirare su qualche soldino in questi tempi di crisi nera. Da notare che Phil Jimenez ha fatto da modello per la sua magliettina (foto sotto), dimostrando che disegnare supereroi da mattina a sera lo mantiene decisamente bene.
Credo che ogni paragone con le iniziative italiane sarebbe un po' improprio, anche perchè a quanto mi risulta si è pensato di organizzare mostre fotografiche un po' dappertutto, ma all'arte e ai fumetti sembra proprio che - al di là della presentazione di qualche volume - nessuno abbia voluto dedicare uno spazio importante. Però c'è da dire che, perlomeno a Milano, forse qualcosina ha iniziato a sbloccarsi. Infatti sul sito del gay Pride milanese 2013 si legge che fra i partner degli eventi c'è la Yamato Shop (...), e che fra gli esercizi convenzionati che garantiscono uno sconto con la tessera Arcigay o con la Pride Card (SCARICABILE QUI) c'è anche la storica fumetteria La Borsa del Fumetto...
Forse non siamo ai livelli di New York o Los Angeles, ma sicuramente è un segnale di qualcosa che inizia a sbloccarsi... E poi da qualche parte bisogna pur cominciare.
Voi che ne pensate?
Alla prossima!

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma perché un attore del livello di Ian McKellen dovrebbe essere l'anello di congiunzione fra i nerd e le loro passioni?

Wally Rainbow ha detto...

Forse non mi sono espresso bene: ho detto che PER i gay nerd (nel senso di gay appassionati di immaginario pop) Ian McKellen rappresenta l'anello di congiunzione fra le loro rivendicazioni gay e le loro passioni nerd. Nel senso che rappresenta entrambe.

Fumetti di Carta ha detto...

Amo McKellen! Che bella persona dev'essere: mi piacerebbe poterlo conoscere per dirgli quanta stima e affetto ho per lui :)
Per quanto riguarda Yamato Shop: d'ora in poi spenderò i miei soldi da loro ancora più volentieri :-)))
Buon tutto!
Orlando

Anonimo ha detto...

Ho capito, ma quindi sarebbe l'anello di congiunzione da una parte (quella delle rivendicazioni) perché è gay, ma dall'altra, ovvero quella delle passioni dei nerd? Solo perché ha fatto Magneto e Gandalf?

Wally Rainbow ha detto...

Non solo perchè li ha fatti, ma perchè ha accettato di farli quando ancora i superhero-movies e i fantasy erano considerati qualcosa di serio solo dagli appassionati (cioè prima de IL SIGNORE DEGLI ANELLI e di X-MEN). E lo ha fatto perchè ci credeva.