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sabato 15 giugno 2013

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti, come va?
Fedele al mio proposito di dedicare gli appuntamenti musicali di questo mese alle tendenze più provocanti e kitch dei cantanti gay dichiarati di ultima generazione, vado a presentarvi un gruppo decisamente sopra le righe, anche perchè è composto da una drag queen e due donne biologiche... Infatti parlo di uno dei gruppi più gay friendly di sempre: le XELLE (si legge XL)...
JC Cassis, Rony G e Mimi Imfurst vengono tutte da una lunga gavetta in fatto di spettacoli ed esperienze musicali, avendo girato il mondo (anche se adesso fanno base a New York) e avendo anche dato il loro contributo ai cori di una quantità di artisti di successo. Dal 2010, però, hanno deciso di portare avanti un progetto musicale personale, dando modo alle loro corde vocali di essere messe in primo piano. Essendo un gruppo LGBT friendly - però - hanno sempre avuto un occhio di riguardo per certi tipi di temi, passando con disinvoltura dal frivolo all'impegnato.
Qualche esempio? Nel video seguente celebrano lo spirito drag queen e cercano di trasmettere le emozioni di chi fa questo genere di spettacolo, tant'è che si avvalgono della partecipazione di una decina di concorrenti del famoso talent show di RuPaul. Vi prego di fare attenzione al testo, che se viene ascoltato con attenzione è tutt'altro che banale.
Però, come vi dicevo, questo gruppo affronta tematiche gay anche abbastanza impegnate, seppur in una chiave pop. Nel video che vi presento qui di seguito propongono un vero e proprio inno all'autostima, perchè anche nei momenti più brutti bisogna sempre ricordarsi che nessuno ha il diritto di mettere i piedi in testa a chicchessia... Anche perchè, in fondo, siamo tutti INVINCIBILI...
Carina, vero? Personalmente penso che sia abbastanza avvilente che brani del genere in Italia siano praticamente sconosciuti, soprattutto nei circuiti gay, visto che altrove sono già diventati delle piccole hit. Per dirla tutta: recentemente ho ricominciato a fare volontariato nelle discoteche gay per un progetto regionale contro le dipendenze e per promuovere il sesso sicuro, e mi sono ritrovato - per l'ennesima volta - ad ascoltare i soliti  DJ ripiegati su se stessi e che non sanno guardare al di là del proprio naso.
Forse sbaglio, ma credo che nei locali gay, soprattutto in un paese come l'Italia (dove - soprattutto per chi viene dalla provincia - i locali rimangono uno dei pochi punti di aggregazione), bisognerebbe davvero cercare di lanciare qualche messaggio positivo in più...
Chi gestisce un locale gay in Italia, forse, dovrebbe considerare che ha qualche responsabilità in più.
Ma tant'è...
Alla prossima.

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