Ciao a tutti, come va?
Considerando che in Italia non ne parla praticamente nessuno è giusto che, almeno su questo BLOG, ci siano dei costanti aggiornamenti su quello che produce la CLASS COMICS di Patrick Fillion, che nonostante continui ad essere una realtà a conduzione pressochè famigliare si conferma una casa editrice agguerrita e determinata a proseguire il suo personale percorso di promozione dei fumetti omoerotici... Anche e soprattutto ora che può contare su una distribuzione digitale del suo materiale, che procede ormai parallelamente a quella cartacea.
In questo periodo, ad esempio, festeggia i dieci anni di uno dei personaggi a cui la CLASS COMICS ha dato più spazio, e cioè il demoniaco Deimos (un demone buono e perseguitato dai suoi colleghi che, a modo suo, ricorda tanto l'italico Geppo di bianconiana memoria), al quale dedica uno speciale con storie realizzate dagli autori più quotati della sua scuderia...
Questo decennale, in effetti, mi dà l'opportunità di fare un breve focus sulle ultime novità proposte da questo editore, ma anche fare qualche riflessione a margine. Andiamo con ordine, e partiamo dalle ultime novità: intanto si è conclusa con il terzo numero - e dopo anni di attesa - la saga degli universitari di THE INITIATION (di Fraser e Hawk), ed è arrivato il secondo numero dello spionistire RIDEHARD (di Alexander), nonchè un nuovo capitolo delle origini del supereroe nudista NAKED JUSTICE (dello strabravo Jacob Mott), a riprova del fatto che - seppur con tempi biblici - alla CLASS COMICS c'è l'intenzione di portare sempre avanti i progetti messi in cantiere...
In questo periodo, però, ci sono stati anche tanti debutti interessanti, come ad esempio la serie MANSON di Enzo, incentrata su un un ragazzo italo americano di New York con una vita sessuale molto frizzante, che per arrotondare fa l'escort...
La cosa interessante di questa serie è che l'autore fa partire tutto dal fatto che, a discapito del suo successo col sesso, il protagonista vive ancora con una madre che non lo tollera e vuole correggerlo a tutti i costi con l'aiuto di tutti i parenti... Anche se poi le cose non andranno esattamente come vorrebbe lei...
Altro titolo che sembra presentarsi in maniera molto accattivante è il fantasy post apocalittico PLANET OF MACHOS del bravissimo Rubo...
Rubo, che vive e lavora a Barcellona, tra l'altro è anche un illustratore apprezzabile... Di cui mi auguro che qualcuno, prima o poi, si premuri di realizzare un bell'ART BOOK, visto che se lo merita tutto...
Forse sbaglierò, ma sospetto che questo fumetto sarà una delle cose più interessanti mai prodotte dalla CLASS COMICS...
Infine concludo questa breve carrellata segnalando l'uscita del secondo albo che la casa editrice di Patrick Fillion dedica ai prorompenti disegni di Hotcha (che a dispetto del nome è italiano, e da anni si è fatto conoscere per le sue parodie omoerotiche di Dragon Ball e altri manga di successo), e che qualche anno fa aveva fatto la sua bella figura con lo science-fantasy Draken...
Morale della favola: se la CLASS COMICS , che vi ricordo essere stata fondata nel 1995, tiene ancora botta e continua ad attirare artisti perlomeno interessanti un motivo deve pur esserci. Tuttavia dopo tutto questo tempo la sensazione è che non sappia ancora sfruttare pienamente il potenziale che ha per le mani. Intendiamoci: è evidentemente un'editore che gioca tutto sul sesso esplicito e sull'ostentazione genitale, e se questo è il suo stile nessuno può avere nulla da ridire, ma la sensazione è che ad oggi il suo punto debole siano le sceneggiature e l'approfondimento psicologico dei personaggi. Certo non è semplice affrontare questa questione se, diciamo, su un albo di una quarantina di pagine ce ne sono almeno trenta che devono raffigurare amplessi o scene erotiche, ma è puer vero che gli albi di supereroi hanno sempre avuto sempre lo stesso problema con i combattimenti, e nonostante tutto sono stati capaci di sfornare storie e personaggi molto interessanti...
Quindi forse potrebbe essere interessante iniziare a valutare l'ipotesi di proporre qualcosa che - pur senza rinunciare al sesso - sia in grado di approfondire anche altri aspetti della narrazione... O che magari presenti il sesso in maniera più intrigante e meno sfacciata... Perchè alla lunga questa ipertrofica sovraesposizione genitale non è detto che mantenga alta la tensione erotica... Anzi...
Oltretutto la sensazione è che, affidando buona parte delle storie ad artisti che si occupano sia dei disegni che delle trame (che magari in questo caso sono considerate un elemento secondario), non si tenga conto del fatto che un buon disegnatore non sempre è in grado di scrivere storie all'altezza dei suoi disegni...
Detto questo devo ammettere che il materiale della CLASS COMICS, così com'è oggi, ce lo vedrei piuttosto come complemento di un ipotetico magazine che si occupasse di erotismo gay a 360°, piuttosto che come perno di serie a fumetti che escono con cadenza annuale (o giù di lì) e mi stupisce molto che negli USA nessuno abbia mai pensato di mettere in piedi una cosa del genere. Ovviamente nulla mi vieta di sognare che un giorno, magari, in Italia ci sia qualcuno disposto a progettare una cosa del genere... E se da noi una cosa del genere avvenisse entro il 2050 sarebbe già una conquista, credo...
Detto questo trovo che sia davvero emblematico il fatto che sui siti italiani che si occupano di fumetti non ce ne sia mai stato uno, e dico uno, che abbia accennato alla CLASS COMICS... Anche solo di sfuggita.
D'altra parte ammetto che, visti i presupposti, mi avrebbe stupito il contrario.
Alla prossima.
IMPORTANTE: Se dovete fare acquisti DI QUALSIASI TIPO usando amazon, per favore fateli passando dal banner che vedete qui sotto, perchè in questo modo sosterrete questo BLOG... GRAZIE!
venerdì 11 aprile 2014
giovedì 10 aprile 2014
DRUIDI E LICANTROPI IN CERCA DI FONDI
Ciao a tutti, come va?
Nel momento in cui scrivo mancano sei giorni alla conclusione della raccolta di prenotazioni che la Northwest Press sta organizzando per finanziare la pubblicazione dell'edizione completa di FEARFUL HUNTER, tramite il sempre utile sito Kickstarter (CLICCATE QUI).
Si tratta della storia del complicato rapporto fra un druido e un licantropo, in un mondo dark fantasy ispirato alla mitologia celtica (che però si sovrappone al nostro) ad opera di Jon Macy. Al momento il progetto non ha ancora raggiunto la cifra stabilita (10.000 dollari), però non manca tantissimo al traguardo e comunque bisogna considerare il fatto che non si tratta di un fumetto inedito, visto che era già stato pubblicato a capitoli qualche anno fa, grazie anche ai fondi guadagnati con la vittoria del premio annuale messo in palio dalla PRISM COMICS per finanziare i fumetti a tema lgbt.
Quindi, tutto considerato, se si riuscisse a raggiungere anche solo la cifra minima sarebbe una specie di doppia vitttoria. A margine di tutta questa cosa, però, credo che sia interessante notare che nella presentazione del progetto il direttore della Northwest Press (che al momento è anche il suo unico impiegato) Zan Christensen ci confida che è da circa un annetto che ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla sua piccola casa editrice (che in effetti sta diventando un punto di riferimento importante per tanti artisti LGBT che si autoproducevano fino all'altro ieri), e anche se deve ancora stringere la cinghia si sente di dire che è sulla buona strada per ampare solo di quello... Anche se al momento - non avendo un altro lavoro di copertura - non può permettersi di rischiare il suo piccolo budget per ristampare una cosa che si è già vista neanche tanto tempo fa...
Molto saggio! Però se il pubblico dimostrasse che può sostenerlo a prescindere dal suo budget sarebbe un ulteriore passo avanti per l'emancipazione del fumetto LGBT. Attualmente la Northwest Press ha un catalogo di tutto rispetto (CLICCATE QUI) e sicuramente mi darà ancora modo di continuare a segnalarla su questo BLOG, nell'attesa che - prima o poi - le sue produzioni migliori riescano ad avere un'edizione italiana, magari con REN BOOKS. L'unico problema è che negli USA c'è tutta una nicchia di mercato per le produzioni indipendenti e alternative, che in Italia non si è mai formata sul serio...
Comunque la speranza non muore mai.
Alla prossima.
Nel momento in cui scrivo mancano sei giorni alla conclusione della raccolta di prenotazioni che la Northwest Press sta organizzando per finanziare la pubblicazione dell'edizione completa di FEARFUL HUNTER, tramite il sempre utile sito Kickstarter (CLICCATE QUI).
Si tratta della storia del complicato rapporto fra un druido e un licantropo, in un mondo dark fantasy ispirato alla mitologia celtica (che però si sovrappone al nostro) ad opera di Jon Macy. Al momento il progetto non ha ancora raggiunto la cifra stabilita (10.000 dollari), però non manca tantissimo al traguardo e comunque bisogna considerare il fatto che non si tratta di un fumetto inedito, visto che era già stato pubblicato a capitoli qualche anno fa, grazie anche ai fondi guadagnati con la vittoria del premio annuale messo in palio dalla PRISM COMICS per finanziare i fumetti a tema lgbt.
Quindi, tutto considerato, se si riuscisse a raggiungere anche solo la cifra minima sarebbe una specie di doppia vitttoria. A margine di tutta questa cosa, però, credo che sia interessante notare che nella presentazione del progetto il direttore della Northwest Press (che al momento è anche il suo unico impiegato) Zan Christensen ci confida che è da circa un annetto che ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla sua piccola casa editrice (che in effetti sta diventando un punto di riferimento importante per tanti artisti LGBT che si autoproducevano fino all'altro ieri), e anche se deve ancora stringere la cinghia si sente di dire che è sulla buona strada per ampare solo di quello... Anche se al momento - non avendo un altro lavoro di copertura - non può permettersi di rischiare il suo piccolo budget per ristampare una cosa che si è già vista neanche tanto tempo fa...
Molto saggio! Però se il pubblico dimostrasse che può sostenerlo a prescindere dal suo budget sarebbe un ulteriore passo avanti per l'emancipazione del fumetto LGBT. Attualmente la Northwest Press ha un catalogo di tutto rispetto (CLICCATE QUI) e sicuramente mi darà ancora modo di continuare a segnalarla su questo BLOG, nell'attesa che - prima o poi - le sue produzioni migliori riescano ad avere un'edizione italiana, magari con REN BOOKS. L'unico problema è che negli USA c'è tutta una nicchia di mercato per le produzioni indipendenti e alternative, che in Italia non si è mai formata sul serio...
Comunque la speranza non muore mai.
Alla prossima.
mercoledì 9 aprile 2014
MESSAGGIO SUBLIMINALE ?
Ciao a tutti, come va?
Oggi, ad volevo puntare l'attenzione sulla campagna promozionale del nuovo film degli X-MEN. Come sapete i film di questa serie, oltre ad avere aperto le porte ai superhero movie, sono anche considerati un cult da parte della comunità gay, che li ha da subuto considerati una metafora della propria condizione. Merito anche del regista dei primi due titoli, e cioè Brian Synger, che ci ha messo del suo (e ha fatto coming out anche grazie al grande successo di questi film). Comunque Brian Synger torna alla regia per questo quinto capitolo della saga, che probabilmente sarà quello con la maggior quantità di attori gay dichiarati (finora), e sicuramente i pubblicitari di Hollywood vorranno ottimizzare l'attrattiva che questa situazione può esercitare sulla comunità gay, magari in maniera un po' sottile... Ad esempio con il poster che vedete qui sotto...
Un semplice spettatore del film ci vede solo Shawn Ashmore/Iceman e Ellen Page/Kitty Pryde, che nel terzo film avevano iniziato a flirtare (anche se nei precedenti Shawn Ashmore/Iceman aveva iniziato una frequentazione con Anna Paquin/Rogue), e pertanto non ci troverebbe nulla di particolare...
Il pubblico gay, invece, ci vede:
a) Ellen Page, fresca fresca di un coming out che ha commosso youtube (e non solo).
b) Shawn Ashmore che in questo film si è fatto crescere una barba favolosa, seguendo il trend che va per la maggiore nella comunità gay di oggi.
c) Due personaggi che nei fumetti, in diverse occasioni, hanno alimentato voci sulla loro presunta bisessualità.
d) Un attore noto sex symbol gay (le foto fake omoerotiche sono davvero tantissime, e qualche foto/sequenza soft senza veli l'ha fatta per davvero), che nei film degli X-Men è passato dal fare coppia con un'attrice bisessuale dichiarata (Anna Paquin) a una che da poco si è dichiarata lesbica (Ellen Page)... Ed è anche un attore che ha un fratello gemello (Aaron) che ha fatto la parte del gay nel cult PROM QUEEN...
Forse sbaglio, ma se io fossi un pubblicitario farei bene attenzione anche a questo tipo di dettagli nella scelta della composizione dei cartelloni pubblicitari di un film del genere... Che evidentemente lancia molti più ammiccamenti di quanto non sembri a prima vista. La sensazione che il potenziale gay friendly dei film degli X-Men sia molto sfruttabile commercialmente, però, sembra farsi largo anche presso i pubblicitari che non lavorano direttamente alla promozione del film... Ad esempio quelli che hanno curato lo spot per la catena di fast-food Carl’s Jr., che non solo hanno scelto come testimonial Mystica (che nei fumetti è dichiaratamente bisessuale), ma l'hanno resa protagonista della scena che vedete qui sotto...
Un caso? A me sembra molto improbabile... Penserei piuttosto ad un sottile messaggio subliminale che si rivolge proprio al tanto ambito target omosessuale. A riprova del fatto che ormai è ampiamente sdoganato ed è ritenuto estremamente prezioso, soprattutto in tempi di crisi economica... Perlomeno in nazioni dove non si preferisce tenere delle fette di salame davanti agli occhi (tipo la nostra, tanto per dirne una).
Voi che ne pensate?
E comunque è altamente probabile che in questo senso anche altre scelte di questa pellicola non siano state casuali. Come quella ti chiamare l'attore messicano Adam Canto per il ruolo di Sunspot...
E il giovane Booboo Stewart per quello di Warpath...
E queste sono solo alcune delle new entry che - assieme ad alcuni sex symbol che avevano già fatto strage di cuori nei film precedenti - probabilmente trasformeranno questo film in un (nuovo) serbatoio di fantasie più o meno spinte per il pubblico omosessuale che prenderà visione... Con conseguente allungamento della fila davanti ai cinema.
Certo: la cosa importante è che il film sia ben fatto a prescindere dal valore estetico degli interpreti, ma sicuramente anche questo fattore è stato tenuto in debita considerazione... E d'altra parte se nei film precedenti gli attori fossero stati bravissimi, ma totalmente privi di sex appeal, il destino della saga cinematografica sarebbe potuto essere molto diverso.
E sicuramente sarebbe stato diverso se non si fosse puntato, a livello più o meno subliminale, sul messaggio gay friendly della saga.
Per fortuna, però, le cose sono andate come sono andate.
Alla prossima.
Oggi, ad volevo puntare l'attenzione sulla campagna promozionale del nuovo film degli X-MEN. Come sapete i film di questa serie, oltre ad avere aperto le porte ai superhero movie, sono anche considerati un cult da parte della comunità gay, che li ha da subuto considerati una metafora della propria condizione. Merito anche del regista dei primi due titoli, e cioè Brian Synger, che ci ha messo del suo (e ha fatto coming out anche grazie al grande successo di questi film). Comunque Brian Synger torna alla regia per questo quinto capitolo della saga, che probabilmente sarà quello con la maggior quantità di attori gay dichiarati (finora), e sicuramente i pubblicitari di Hollywood vorranno ottimizzare l'attrattiva che questa situazione può esercitare sulla comunità gay, magari in maniera un po' sottile... Ad esempio con il poster che vedete qui sotto...
Un semplice spettatore del film ci vede solo Shawn Ashmore/Iceman e Ellen Page/Kitty Pryde, che nel terzo film avevano iniziato a flirtare (anche se nei precedenti Shawn Ashmore/Iceman aveva iniziato una frequentazione con Anna Paquin/Rogue), e pertanto non ci troverebbe nulla di particolare...
Il pubblico gay, invece, ci vede:
a) Ellen Page, fresca fresca di un coming out che ha commosso youtube (e non solo).
b) Shawn Ashmore che in questo film si è fatto crescere una barba favolosa, seguendo il trend che va per la maggiore nella comunità gay di oggi.
c) Due personaggi che nei fumetti, in diverse occasioni, hanno alimentato voci sulla loro presunta bisessualità.
d) Un attore noto sex symbol gay (le foto fake omoerotiche sono davvero tantissime, e qualche foto/sequenza soft senza veli l'ha fatta per davvero), che nei film degli X-Men è passato dal fare coppia con un'attrice bisessuale dichiarata (Anna Paquin) a una che da poco si è dichiarata lesbica (Ellen Page)... Ed è anche un attore che ha un fratello gemello (Aaron) che ha fatto la parte del gay nel cult PROM QUEEN...
Forse sbaglio, ma se io fossi un pubblicitario farei bene attenzione anche a questo tipo di dettagli nella scelta della composizione dei cartelloni pubblicitari di un film del genere... Che evidentemente lancia molti più ammiccamenti di quanto non sembri a prima vista. La sensazione che il potenziale gay friendly dei film degli X-Men sia molto sfruttabile commercialmente, però, sembra farsi largo anche presso i pubblicitari che non lavorano direttamente alla promozione del film... Ad esempio quelli che hanno curato lo spot per la catena di fast-food Carl’s Jr., che non solo hanno scelto come testimonial Mystica (che nei fumetti è dichiaratamente bisessuale), ma l'hanno resa protagonista della scena che vedete qui sotto...
Un caso? A me sembra molto improbabile... Penserei piuttosto ad un sottile messaggio subliminale che si rivolge proprio al tanto ambito target omosessuale. A riprova del fatto che ormai è ampiamente sdoganato ed è ritenuto estremamente prezioso, soprattutto in tempi di crisi economica... Perlomeno in nazioni dove non si preferisce tenere delle fette di salame davanti agli occhi (tipo la nostra, tanto per dirne una).
Voi che ne pensate?
E comunque è altamente probabile che in questo senso anche altre scelte di questa pellicola non siano state casuali. Come quella ti chiamare l'attore messicano Adam Canto per il ruolo di Sunspot...
E il giovane Booboo Stewart per quello di Warpath...
E queste sono solo alcune delle new entry che - assieme ad alcuni sex symbol che avevano già fatto strage di cuori nei film precedenti - probabilmente trasformeranno questo film in un (nuovo) serbatoio di fantasie più o meno spinte per il pubblico omosessuale che prenderà visione... Con conseguente allungamento della fila davanti ai cinema.
Certo: la cosa importante è che il film sia ben fatto a prescindere dal valore estetico degli interpreti, ma sicuramente anche questo fattore è stato tenuto in debita considerazione... E d'altra parte se nei film precedenti gli attori fossero stati bravissimi, ma totalmente privi di sex appeal, il destino della saga cinematografica sarebbe potuto essere molto diverso.
E sicuramente sarebbe stato diverso se non si fosse puntato, a livello più o meno subliminale, sul messaggio gay friendly della saga.
Per fortuna, però, le cose sono andate come sono andate.
Alla prossima.
mercoledì 2 aprile 2014
I GIOCHI SONO IMPORTANTI...
Ciao a tutti, come va?
Anche se sono anni che tengo questo BLOG, e mi dovrei essere abituato a verificare come il resto del mondo sembri - talvolta - davvero un altro pianeta rispetto all'Italia, devo ammettere che continuo a stupirmi delle situazioni in cui mi imbatto cercando notizie da condividere con voi. Ad esempio leggendo quello che è successo la scorsa settimana alla Game Developer's Conference, che quest'anno si è tenuta a San Francisco. Praticamente si trattava di una serie di incontri rivolti, nello specifico, a chi si occupa di sviluppare videogames, per fare il punto della situazione e raccogliere le idee. Tra le altre cose c'è stato il lungo intervento conclusivo di Manveer Heir della BioWare (foto sotto), il cui nome forse non vi dirà molto, ma che è uno dei principali ideatori della saga di MASS EFFECT (molto apprezzata anche per i suoi risvolti gay)...
Nell'ora che gli è stata concessa, Manveer Heir ha pensato bene di prepararsi un bel discorso che ha intitolato "Misoginia, razzismo e omofobia: come si pongono i videogames?" e nel quale ha voluto snocciolare alcuni punti secondo lui molto importanti. Molto in sintesi ha detto che, visto che ora l'industria dei videogames è diventata un caposaldo dell'intrattenimento, ha delle responsabilità che in futuro si faranno sentire sempre di più.
Secondo lui i videogames occidentali hanno seri problemi a rapportarsi con la rappresentazione delle minoranze, che vengono rappresentate poco e male, a partire dalla comunità LGBT, anche se il sesso femminile in generale non se la passa tanto meglio.
"Certi stereotipi negativi influenzano il modo di pensare e di trattare gli altri nel mondo reale , contribuendo a perpetuare le ingiustizie sociali che si verificano nei contronti delle minoranze"."Spesso gli sviluppatori di giochi giustificano misoginia , sessismo e altre ingiustizie sociali sostenendo che si tratta di una questione di realismo... Dobbiamo smettere di usare questa scusa, soprattutto quando la maggior parte dei nostri giochi sono giochi con ambientazioni fantastiche... O con molte liceze storiche. La questione, piuttosto, è quale peso dare al realismo, soprattutto se lo si rappresenta in maniera semplicistica".
"Dovremmo usare le potenzialità dei videogames per far vivere ai giocatori certi problemi in prima persona, per fargli comprendere la natura di certi problemi attraverso componenti narrative che si traducono in quelle dinamiche di gioco che possono sensibilizzare le coscienze in maniera più profonda di tutti gli altri media"
Dopo aver fatto diversi esempi interessanti (ad esmepio quello di un gioco in cui un soldato gay viene scoperto e deve portare avanti la sua missione guadagnandosi nel contempo la fiducia dei commilitoni), Manveer Heir ha ripetutamente esortato i suoi colleghi a contribuire al cambiamento, invitandoli a riflettere sulla questione, per poi estendere la riflessione in tutti i loro ambiti lavorativi, per avere il supporto necessario quando arriverà il momento di inserire certi temi e rendere l'universo dei videogames più inclusivo. Per rendere migliori gli sviluppatori e il loro pubblico.
Alla fine il suo discorso è stato accolto da due minuti di applausi... Segno evidente che ha toccato un argomento che stava a cuore a tutti.
Ora: è abbastanza improbabile che adesso, di punto in bianco, verremo invasi da videogames inclusivi e senza stereotipi, però è comunque interessante verificare che si è ufficialmente aperta una discussione sull'argomento, e che evidentemente il suddetto argomento è abbastanza sentito (non foss'altro perchè buona parte dei videogames occidentali sono sviluppati in nazioni in cui la comunità LGBT ha fatto molti passi avanti a livello di riconoscimenti e visibilità). Comunque la crescente importanza del rapporto fra videogames e comunità LGBT sembra essere sempre più evidente, tant'è che si è da poco conclusa la prima stagione della serie LOOKING, incentrata su un gruppo di amici gay di San Francisco e che vede nel ruolo di protagonista principale proprio un programmatore di videogames (intepretato dall'attore gay dichiarato Jonathan Groff)...
La seconda serie è già stata annunciata, segno evidente che gli ascolti hanno premiato la prima, con tutto ciò che ne consegue. Magari prima o poi la vedremo anche in Italia... Chissà...
Alla prossima.
Anche se sono anni che tengo questo BLOG, e mi dovrei essere abituato a verificare come il resto del mondo sembri - talvolta - davvero un altro pianeta rispetto all'Italia, devo ammettere che continuo a stupirmi delle situazioni in cui mi imbatto cercando notizie da condividere con voi. Ad esempio leggendo quello che è successo la scorsa settimana alla Game Developer's Conference, che quest'anno si è tenuta a San Francisco. Praticamente si trattava di una serie di incontri rivolti, nello specifico, a chi si occupa di sviluppare videogames, per fare il punto della situazione e raccogliere le idee. Tra le altre cose c'è stato il lungo intervento conclusivo di Manveer Heir della BioWare (foto sotto), il cui nome forse non vi dirà molto, ma che è uno dei principali ideatori della saga di MASS EFFECT (molto apprezzata anche per i suoi risvolti gay)...
Nell'ora che gli è stata concessa, Manveer Heir ha pensato bene di prepararsi un bel discorso che ha intitolato "Misoginia, razzismo e omofobia: come si pongono i videogames?" e nel quale ha voluto snocciolare alcuni punti secondo lui molto importanti. Molto in sintesi ha detto che, visto che ora l'industria dei videogames è diventata un caposaldo dell'intrattenimento, ha delle responsabilità che in futuro si faranno sentire sempre di più.
Secondo lui i videogames occidentali hanno seri problemi a rapportarsi con la rappresentazione delle minoranze, che vengono rappresentate poco e male, a partire dalla comunità LGBT, anche se il sesso femminile in generale non se la passa tanto meglio.
"Certi stereotipi negativi influenzano il modo di pensare e di trattare gli altri nel mondo reale , contribuendo a perpetuare le ingiustizie sociali che si verificano nei contronti delle minoranze"."Spesso gli sviluppatori di giochi giustificano misoginia , sessismo e altre ingiustizie sociali sostenendo che si tratta di una questione di realismo... Dobbiamo smettere di usare questa scusa, soprattutto quando la maggior parte dei nostri giochi sono giochi con ambientazioni fantastiche... O con molte liceze storiche. La questione, piuttosto, è quale peso dare al realismo, soprattutto se lo si rappresenta in maniera semplicistica".
"Dovremmo usare le potenzialità dei videogames per far vivere ai giocatori certi problemi in prima persona, per fargli comprendere la natura di certi problemi attraverso componenti narrative che si traducono in quelle dinamiche di gioco che possono sensibilizzare le coscienze in maniera più profonda di tutti gli altri media"
Dopo aver fatto diversi esempi interessanti (ad esmepio quello di un gioco in cui un soldato gay viene scoperto e deve portare avanti la sua missione guadagnandosi nel contempo la fiducia dei commilitoni), Manveer Heir ha ripetutamente esortato i suoi colleghi a contribuire al cambiamento, invitandoli a riflettere sulla questione, per poi estendere la riflessione in tutti i loro ambiti lavorativi, per avere il supporto necessario quando arriverà il momento di inserire certi temi e rendere l'universo dei videogames più inclusivo. Per rendere migliori gli sviluppatori e il loro pubblico.
Alla fine il suo discorso è stato accolto da due minuti di applausi... Segno evidente che ha toccato un argomento che stava a cuore a tutti.
Ora: è abbastanza improbabile che adesso, di punto in bianco, verremo invasi da videogames inclusivi e senza stereotipi, però è comunque interessante verificare che si è ufficialmente aperta una discussione sull'argomento, e che evidentemente il suddetto argomento è abbastanza sentito (non foss'altro perchè buona parte dei videogames occidentali sono sviluppati in nazioni in cui la comunità LGBT ha fatto molti passi avanti a livello di riconoscimenti e visibilità). Comunque la crescente importanza del rapporto fra videogames e comunità LGBT sembra essere sempre più evidente, tant'è che si è da poco conclusa la prima stagione della serie LOOKING, incentrata su un gruppo di amici gay di San Francisco e che vede nel ruolo di protagonista principale proprio un programmatore di videogames (intepretato dall'attore gay dichiarato Jonathan Groff)...
La seconda serie è già stata annunciata, segno evidente che gli ascolti hanno premiato la prima, con tutto ciò che ne consegue. Magari prima o poi la vedremo anche in Italia... Chissà...
Alla prossima.
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