Ciao a tutti, come va?
Di recente qualcuno mi ha chiesto se ho dei problemi con la Bonelli, visto che ultimamente la prendo di mira con una certa frequenza. La risposta, ovviamente, è no. Se ne parlo spesso è perchè spesso mi offre degli spunti di riflessione interessanti, che a quanto pare nessun altro sembra voler cogliere, o che magari ha paura di approfondire, quindi nel mio piccolo mi sento in dovere di colmare questa lacuna.
Comunque, a riprova del fatto che non ho pregiudizi verso la Bonelli, oggi volevo "festeggiare" con voi un anniversario che riguarda la casa editrice Astorina, che - per chi non lo sapesse - è quella che pubblica Diabolik.
Infatti è passato un anno da quando nelle storie di Diabolik ha fatto la sua ultima comparsa Saverio Hardy, l'unico omosessuale dichiarato mai apparso in oltre cinquant'anni di storie, nella storia speciale "ADDIO MIA AMATA COMPLICE" (luglio 2013), in cui comunque la sua omosessualità è stata solo citata... Mentre ne sono passati quattro da quando nella serie (agosto 2010) fece la sua comparsa un pedofilo (presumibilmente omosessuale) che adescava i bambini travestendosi da donna (ed esibendo un inquietante somiglianza con la drag queen Platinette).
A parte il pedofilo, che viene eliminato alla fine della storia "IL COVO DEGLI ORCHI", il caso di Saverio Hardy è abbastanza interessante. Comparso per la prima volta nel 1973 ("L'UOMO DELLA TORRE"), e poi ancora nel 1998 ("LA VENDETTA HA MEMORIA LUNGA"), solo nel numero del gennaio 2007 ("IL SEGRETO DELLA TORRE") si scopre che è omosessuale, e che il suo compagno Davide ha scelto di suicidarsi per incastrare l'editore di Saverio, un conservatore della reazionaria "società dei probi", che voleva addirittura eliminare Saverio una volta scoperto che voleva fare coming out (compromettendo, quindi, la reputazione della casa editrice). Nella storia dell'anno scorso, invece, Saverio Hardy (ormai grande amico di Diabolik ed Eva) mette a disposizione il suo staff legale (visto che tutti gli omosessuali sono benestanti e hanno uno staff legale, vero?), per aiutare Eva Kent in fin di vita...
A seguito del coming out di Saverio nel 2007 gli dedicai una recensione su Gay.It (CLICCATE QUI), che non mi sembrava particolarmente aggressiva, ma a quanto pare non è stata la sola. Infatti quando il sito queerblog chiese al direttore editoriale Mario Gomboli (CLICCATE QUI) che tipo di reazioni avessero avuto, la risposta fu:
"Più di quante non avessimo previsto. La maggior parte, per fortuna,
positive: “avete avuto coraggio”; “avreste dovuto farlo prima”;
complimenti per come avete trattato con garbo un tema delicato” etc etc.
Ma anche molte critiche, sia da un lato che dall’altro. Gli omofili ci
hanno accusato di “aver banalizzato la figura del gay” piuttosto che
“essere rientrati nei luoghi comuni per cui un omosessuale deve per
forza essere un artista, quando il mondo è pieno di impiegati e muratori
gay” mentre gli omofobi ci hanno tacciato di “buonismo a vanvera”;
“pannellismo rifondatolo” e persino di “prostituire Diabolik alle mode
omosex”. Come detto, non mi aspettavo reazioni così violente ma, sia
pur rispettando l’opinione di tutti, compresi gli ipercritici, non
rinnego certo la scelta redazionale."
E quando queerblog chiese se c'erano possibilità di affrontare ancora l'argomento in futuro la risposta è stata:
"Restando sul tema, posso dire che certo non rivedrete prossimamente
personaggi gay, ma solo perché tendiamo a non ripetere situazioni
“anomale”: infatti da nove anni non si parla più di eutanasia; da otto –
se ben ricordo – di violenza carnale; da sette di doping e da cinque di
animali vivisezionati. Diabolik vive sostanzialmente di avventure
asettiche, nelle quali non può – se non saltuariamente – dedicare spazio
a riflessioni sociologiche, pena la perdita della sua identità di
antieroe del fumetto."
Direi che definire i personaggi omosessuali una "situazione anomala", e considerarli una "tematica" al pari di vivisezione, eutanasia, doping e tutto il resto la dice lunga sull'approccio della casa editrice a tutta la questione... Che magari non sarà volutamente omofobo o anti gay, ma di sicuro parte da alcuni presupposti un po' confusi, risultato più o meno diretto del clima culturale del nostro paese.
Sia come sia da questa intervista sono passati sette anni, ed effettivamente per rivedere Saverio Hardy (senza che peraltro i suoi risvolti omosessuali fossero approfonditi) ce ne sono voluti sei... E direi che ognuno può trarre le sue conclusioni.
A questo punto sarà ESTREMAMENTE interessante verificare se la fiction su Diabolik che è in fase di pre-produzione, e che è una co-produzione internazionale, riserverà delle sorprese in questo senso... Visto che, per fortuna, all'estero i produttori di fiction sanno bene che gli omosessuali non sono più "una tematica", ma una componente della nostra società.
Staremo a vedere...
lunedì 18 agosto 2014
venerdì 15 agosto 2014
PROGRESSI
Ciao a tutti, come va?
Più passa il tempo e più mi pare di notare che stanno aumentando i segnali di un cambio di percezione dell'omosessualità nell'entertainment americano, e di conseguenza nel suo star-system. Certo la situazione non è tutta rosa e fiori e sicuramente non si può parlare di una tendenza generalizzata, però quello che spicca è che buona parte di questi segnali di apertura arrivano da contesti che in qualche misura hanno a che fare col mondo dei fumetti. Ultimamente, ad esempio, Chris Pratt sta andando in giro a promuovere GUARDIANS OF THE GALAXY (film in cui, inevitabilmente, si presta alla classica scena shirtless che ormai NON può mancare in ogni superhero movie che si rispetti)...
Ed è capitato che fosse intervistato alla CBS da una giornalista che, a differenza della media delle giornaliste italiane, si tiene aggiornata e gli ha chiesto cosa ne pensa di quel sottobosco narrativo amatoriale che rivisita in chiave omoerotica le relazioni dei personaggi maschili più affascinanti del cinema e della televisione, compresi - ovviamente - i supereroi... Di questa cosa Chris Pratt sembrava non sapere nulla, ma dopo che la giornalista gli ha spiegato che ci sono persone che pensano che i protagonisti dei superhero movie sono molto sexy e che dovrebbero accoppiarsi fra di loro l'attore ha commentato:
"Tipo me con Chris Evans e Robert Downey Jr.? Potrei essere d'accordo... Sarebbe divertente..."
Il passaggio potete vederlo anche voi qui sotto.
Ora: non possiamo sapere se le domande erano state concordate prima o se la risposta ironica è scaturita in maniera spontanea, ma in entrambi i casi penso che una risposta del genere non sarebbe stata possibile dieci o venti anni fa, e comunque a tutt'ora sarebbe alquanto improbabile se - ad esempio - non si fosse parlato di un film ispirato da una serie a fumetti... Anche perchè di slash fiction ne vengono prodotte fin dagli anni '70, e a nessun giornalista è mai venuto in mente di porre questa domanda a qualche sex symbol suo malgrado in queste produzioni. E comunque, meditata o meno, la risposta di Chris Patt era evidentemente finalizzata a dimostrare che lui non è omofobo e che ci tiene anche al pubblico che ha fantasie omoerotiche sul suo conto. Tuttavia anche il mondo delle produzioni televisive sembra aver capito che l'omosessualità non è più il tabù di un tempo, soprattutto presso certe fasce di pubblico. Nella serie BIG BANG THEORY (che, per quei pochi che non lo sapessero, ruota attorno a un gruppo di coinquilini nerd/geek all'ultimo stadio) il personaggio di Sheldon Cooper è interpretato dall'attore Jim Parsons, la cui omosessualità è stata resa pubblica dal New York Times nel 2012, assieme alla sua relazione decennale con l'art director Todd Spiewak.
In realtà l'omosessualità di Jim Parsons non era mai stata negata o camuffata in precedenza, tant'è che anche la sua caratterizzazione del personaggio di Sheldon Cooper è estremamente "gay" sotto molti punti di vista, ma forse proprio per questo motivo non ha voluto che il suo personaggio fosse visto in funzione di un suo coming out troppo prematuro. Sia come sia ora ha anche annunciato che ha in progetto di sposarsi, quindi tanti auguri. Tutto questo preambolo, però, mi serviva per dire che - anche se ora il suo orientamento sessuale è di pubblico dominio - non solo la sua carriera non ne ha risentito minimamente, ma ha appena firmato un nuovo contratto per lavorare ai prossimi tre anni di BIG BANG THEORY per un compenso record di 1.600.000 $ a episodio!
Sembrano davvero lontani i tempi in cui Ellen DeGeneres dovette rinunciare alla serie Ellen dopo il suo coming out... E comunque può essere interessante notare che, fra tutti i personaggi di BIG BANG THEORY, Sheldon Cooper è quello che in assoluto è più appassionato di fumetti... E anche questo è un dettaglio interessante per comprendere meglio come l'omosessualità del suo interprete non abbia influito minimamente sull'apprezzamento da parte dei fans: segno evidente che i milioni di telespettatori che si sono identificati nel personaggio e nelle sue passioni fumettistiche provengono da un contesto (quello degli appassionati di fumetti) che più di altri ha sdoganato la questione... E a riprova del fatto che, almeno in USA, viene percepita una certa complicità fra il mondo gay e quello del fumetto, può essere interessante notare che il mensile Pacific San Diego (che NON è una rivista gay ed è pubblicato dal 1948) a luglio ha utilizzato una copertina che ha "fuso" idealmente i due eventi più importanti del mese: il Gay Pride di San Diego e la San Diego ComiCon...
Anche questo, presumo, che vorrà dire qualcosa...
Se e quando qualcosa del genere accadrà anche in Italia non ci è dato saperlo.
Alla prossima.
Più passa il tempo e più mi pare di notare che stanno aumentando i segnali di un cambio di percezione dell'omosessualità nell'entertainment americano, e di conseguenza nel suo star-system. Certo la situazione non è tutta rosa e fiori e sicuramente non si può parlare di una tendenza generalizzata, però quello che spicca è che buona parte di questi segnali di apertura arrivano da contesti che in qualche misura hanno a che fare col mondo dei fumetti. Ultimamente, ad esempio, Chris Pratt sta andando in giro a promuovere GUARDIANS OF THE GALAXY (film in cui, inevitabilmente, si presta alla classica scena shirtless che ormai NON può mancare in ogni superhero movie che si rispetti)...
Ed è capitato che fosse intervistato alla CBS da una giornalista che, a differenza della media delle giornaliste italiane, si tiene aggiornata e gli ha chiesto cosa ne pensa di quel sottobosco narrativo amatoriale che rivisita in chiave omoerotica le relazioni dei personaggi maschili più affascinanti del cinema e della televisione, compresi - ovviamente - i supereroi... Di questa cosa Chris Pratt sembrava non sapere nulla, ma dopo che la giornalista gli ha spiegato che ci sono persone che pensano che i protagonisti dei superhero movie sono molto sexy e che dovrebbero accoppiarsi fra di loro l'attore ha commentato:
"Tipo me con Chris Evans e Robert Downey Jr.? Potrei essere d'accordo... Sarebbe divertente..."
Il passaggio potete vederlo anche voi qui sotto.
Ora: non possiamo sapere se le domande erano state concordate prima o se la risposta ironica è scaturita in maniera spontanea, ma in entrambi i casi penso che una risposta del genere non sarebbe stata possibile dieci o venti anni fa, e comunque a tutt'ora sarebbe alquanto improbabile se - ad esempio - non si fosse parlato di un film ispirato da una serie a fumetti... Anche perchè di slash fiction ne vengono prodotte fin dagli anni '70, e a nessun giornalista è mai venuto in mente di porre questa domanda a qualche sex symbol suo malgrado in queste produzioni. E comunque, meditata o meno, la risposta di Chris Patt era evidentemente finalizzata a dimostrare che lui non è omofobo e che ci tiene anche al pubblico che ha fantasie omoerotiche sul suo conto. Tuttavia anche il mondo delle produzioni televisive sembra aver capito che l'omosessualità non è più il tabù di un tempo, soprattutto presso certe fasce di pubblico. Nella serie BIG BANG THEORY (che, per quei pochi che non lo sapessero, ruota attorno a un gruppo di coinquilini nerd/geek all'ultimo stadio) il personaggio di Sheldon Cooper è interpretato dall'attore Jim Parsons, la cui omosessualità è stata resa pubblica dal New York Times nel 2012, assieme alla sua relazione decennale con l'art director Todd Spiewak.
In realtà l'omosessualità di Jim Parsons non era mai stata negata o camuffata in precedenza, tant'è che anche la sua caratterizzazione del personaggio di Sheldon Cooper è estremamente "gay" sotto molti punti di vista, ma forse proprio per questo motivo non ha voluto che il suo personaggio fosse visto in funzione di un suo coming out troppo prematuro. Sia come sia ora ha anche annunciato che ha in progetto di sposarsi, quindi tanti auguri. Tutto questo preambolo, però, mi serviva per dire che - anche se ora il suo orientamento sessuale è di pubblico dominio - non solo la sua carriera non ne ha risentito minimamente, ma ha appena firmato un nuovo contratto per lavorare ai prossimi tre anni di BIG BANG THEORY per un compenso record di 1.600.000 $ a episodio!
Sembrano davvero lontani i tempi in cui Ellen DeGeneres dovette rinunciare alla serie Ellen dopo il suo coming out... E comunque può essere interessante notare che, fra tutti i personaggi di BIG BANG THEORY, Sheldon Cooper è quello che in assoluto è più appassionato di fumetti... E anche questo è un dettaglio interessante per comprendere meglio come l'omosessualità del suo interprete non abbia influito minimamente sull'apprezzamento da parte dei fans: segno evidente che i milioni di telespettatori che si sono identificati nel personaggio e nelle sue passioni fumettistiche provengono da un contesto (quello degli appassionati di fumetti) che più di altri ha sdoganato la questione... E a riprova del fatto che, almeno in USA, viene percepita una certa complicità fra il mondo gay e quello del fumetto, può essere interessante notare che il mensile Pacific San Diego (che NON è una rivista gay ed è pubblicato dal 1948) a luglio ha utilizzato una copertina che ha "fuso" idealmente i due eventi più importanti del mese: il Gay Pride di San Diego e la San Diego ComiCon...
Anche questo, presumo, che vorrà dire qualcosa...
Se e quando qualcosa del genere accadrà anche in Italia non ci è dato saperlo.
Alla prossima.
mercoledì 13 agosto 2014
GOSSIP O MARKETING?
Ciao a tutti, come va?
Per introdurre l'argomento di oggi volevo iniziare segnalandovi che le mie riflessioni sull'omissione delle tematiche omosessuali in UCCIDETE CARAVAGGIO!, con il relativo commento di Gianfranco Manfredi, sono state riprese dal sito FUMETTOLOGICA. Credo che questa sia la prima volta in assoluto che il mio blog viene ripreso da un sito di critica fumettistica ufficialmente riconosciuto, peraltro diretto da Matteo Stefanelli (se non sapete chi è cliccate qui), che - in questa occasione - ho scoperto essere un lettore (ed estimatore) di questo blog. Ringrazio sentitamente e li invito a riprendere quello che scrivo ogni volta che lo riterranno opportuno.
Non so se questo episodio vuole dire che questo BLOG inizia ad avere una maggiore considerazione o se resterà un caso isolato, ma - a parziale conferma delle mie teorie - oggi vi devo segnalare un'ulteriore dimostrazione del fatto che farsi tanti problemi in fatto di temi "sensibili", e vivere nella paura delle polemiche, preclude tutta una serie di possibilità interessanti, anche solo a livello di visibilità mediatica.
E per farlo mi tocca tornare a parlare di LADY MAFIA.
Ribadisco un concetto fondamentale: la mia opinione su questo fumetto non cambia, ma più passa il tempo e più penso che dietro ci siano persone che - proprio perchè "lontane" dal mondo del fumetto - sanno parlare un linguaggio davvero "popolare" (nel bene e nel male) e che potrebbero dare lezioni di marketing a molti editori più blasonati.
Perchè dico questo? Perchè gli autori di LADY MAFIA hanno prodotto un nuovo videoclip musicale ispirato al loro personaggio, e in particolare - stando alle loro dichiarazioni - all'episodio CUORE NOIR, in cui si parla di omosessualità. Così, siccome siamo in estate e l'estate è la stagione del gossip e delle discoteche all'aperto, hanno puntato su un tipico brano house truzzotamarrocafonal, con riprese trash che richiamano LA GRANDE BELLEZZA e la partecipazione di due protagoniste d'eccezione: Sarah Nile e Veronica Ciardi... Che non pensavo nemmeno che avrei mai dovuto nominare in questo BLOG...
Per chi non lo sapesse queste due ragazze hanno partecipato al GRANDE FRATELLO qualche anno fa, facendo molto discutere per una loro presunta e mai ammessa relazione saffica... Visto che non si facevano problemi a scambiarsi effusioni molto intense anche nel reality show che le ha fatte conoscere... E nel videclip di questo brano (che si chiama "Lady Mafia... No More Rain!") le due fanno proprio quello che le ha rese famose, e cioè amoreggiare appassionatamente... Dunque... Come potete intuire questa scelta è stata premiata da un'attenzione mediatica anche da parte di chi NON si occuperebbe di fumetti nemmeno sotto tortura... E così di LADY MAFIA si è parlato anche su riviste di gossip come NUOVO...
E come VISTO (che per l'occasione ha ospitato anche un lungo e inviperito commento di Don Ciotti, presidente dell'associazione antimafia Libera)...
E nel frattempo di LADY MAFIA si è parlato anche su diverse radio molto seguite dai giovani, sul sito del TGCOM e in un mucchio di altri siti internet che generalmente non sanno nemmeno la differenza fra un manga e un mango... E probabilmente se ne parlerà ancora. Oltretutto il video musicale è stato postato circa un mese fa e ha ricevuto (nel momento in cui scrivo) oltre 65.000 visite... E sapete quante visite ha ricevuto il video promozionale che la Scuola Romana di Fotografia e Cinema ha realizzato per lanciare ORFANI della Bonelli? Meno di 300 in otto mesi!
Ovviamente si tratta di due cose diverse, fumetti diversi e tutto il resto... Però entrambi i video avevano lo scopo di dare visibilità a un fumetto tramite youtube... Quindi chi ha ottenuto il risultato migliore? E perchè?
Queste sono domande che, credo, un editore dovrebbe porsi, ma qualcosa mi dice che gli editori italiani, e in particolare quelli di fumetti popolari, al massimo liquideranno la cosa con qualche commento snob.
Ed è un peccato, perchè nell'operazione LADY MAFIA ci sono molti spunti interessanti su cui riflettere... E il primo è che - paradossalmente - si merita la qualifica di "popolare" molto più di buona parte dei fumetti arrivati nelle edicole italiane negli ultimi vent'anni. Rimane un fumetto inqualificabile, certo, ma parla il linguaggio della gente comune e lancia dei richiami chiari al mondo reale, quello che i lettori potenziali capiscono immediatamente e sentono come proprio... E gli autori Pietro Favorito e Domenico Naglielo (foto sotto) adottano questa strategia sfidando tutto e tutti, persino gli anatemi di Don Ciotti...
Certo qualcuno può dire che strizzano l'occhio al pubblico popolare nel senso peggiore del termine, ma ANCHE QUELLO è il pubblico italiano di oggi, cresciuto fra GRANDE FRATELLO, musica house e i primi - timidi - esempi di flirt omosessuali presentati in televisione.
Il problema, però, è che se un lettore potenziale, che magari non ha MAI letto fumetti, inizia da LADY MAFIA potrebbe rimanere deluso e allontanarsi dal fumetto per sempre. Cosa accadrebbe, invece, se un editore come Bonelli fosse altrettanto audace, proponendo però un fumetto come si deve?
Cosa sarebbe successo se la Bonelli avesse destinato anche solo la metà dei MILIONI di euro utilizzati per realizzare ORFANI nella realizzazione e promozione di una serie senza tabù e con chiari riferimenti al mondo reale in stile LADY MAFIA? Magari con una promozione multimediale che avesse coinvolto VIP e volti noti? E magari un brano house per le discoteche? Forse avrebbe avuto un successo inimmaginabile... E forse, partendo da temi e situazioni "popolari", avrebbe potuto introdurre altri tipi di stimoli, magari riuscendo nel difficile compito di elevare gradualmente persino il tipico pubblico del GRANDE FRATELLO...
Questo, però, non lo sapremo mai.
E forse non lo sapremo mai perchè, al di là delle "paure" degli editori e delle loro censure preventive, buona parte di chi scrive le storie del cosiddetto "fumetto popolare italiano" utilizza un linguaggio che è tutto fuorchè "popolare"... Certo saranno persone validissime e preparatissime, che hanno letto molti libri e visto tanti film, ma la sensazione è che il loro concetto di popolare implichi che siano i lettori ad avvicinarsi alle loro storie, e non il contrario... Anche perchè, molto spesso, nelle loro storie proiettano una visione molto personale del mondo che, con i suoi intellettualismi e il suo citazionismo, avrà anche un suo fascino, ma è lontana anni luce dal concetto di "popolare" nel senso pieno e più attuale del termine... E dai MILIONI di persone che, ad esempio, seguono la televisione di oggi e ogni sabato non possono mancare al rito della discoteca, frequentando locali dove si vede di tutto un po' (alla faccia dei mille problemi di pudicizia che si fanno gli editori italiani)... Un vasto pubblico potenziale che, legittimamente, in un fumetto potrebbe cercare collegamenti con la propria esperienza di vita e con i propri riferimenti culturali (anche nel senso più greve e basso del termine).
Certo un editore può anche dire che quel genere di pubblico non gli interessa a priori, ma a quel punto tantovale che si ritiri dalle edicole italiane.
Alla prossima.
Per introdurre l'argomento di oggi volevo iniziare segnalandovi che le mie riflessioni sull'omissione delle tematiche omosessuali in UCCIDETE CARAVAGGIO!, con il relativo commento di Gianfranco Manfredi, sono state riprese dal sito FUMETTOLOGICA. Credo che questa sia la prima volta in assoluto che il mio blog viene ripreso da un sito di critica fumettistica ufficialmente riconosciuto, peraltro diretto da Matteo Stefanelli (se non sapete chi è cliccate qui), che - in questa occasione - ho scoperto essere un lettore (ed estimatore) di questo blog. Ringrazio sentitamente e li invito a riprendere quello che scrivo ogni volta che lo riterranno opportuno.
Non so se questo episodio vuole dire che questo BLOG inizia ad avere una maggiore considerazione o se resterà un caso isolato, ma - a parziale conferma delle mie teorie - oggi vi devo segnalare un'ulteriore dimostrazione del fatto che farsi tanti problemi in fatto di temi "sensibili", e vivere nella paura delle polemiche, preclude tutta una serie di possibilità interessanti, anche solo a livello di visibilità mediatica.
E per farlo mi tocca tornare a parlare di LADY MAFIA.
Ribadisco un concetto fondamentale: la mia opinione su questo fumetto non cambia, ma più passa il tempo e più penso che dietro ci siano persone che - proprio perchè "lontane" dal mondo del fumetto - sanno parlare un linguaggio davvero "popolare" (nel bene e nel male) e che potrebbero dare lezioni di marketing a molti editori più blasonati.
Perchè dico questo? Perchè gli autori di LADY MAFIA hanno prodotto un nuovo videoclip musicale ispirato al loro personaggio, e in particolare - stando alle loro dichiarazioni - all'episodio CUORE NOIR, in cui si parla di omosessualità. Così, siccome siamo in estate e l'estate è la stagione del gossip e delle discoteche all'aperto, hanno puntato su un tipico brano house truzzotamarrocafonal, con riprese trash che richiamano LA GRANDE BELLEZZA e la partecipazione di due protagoniste d'eccezione: Sarah Nile e Veronica Ciardi... Che non pensavo nemmeno che avrei mai dovuto nominare in questo BLOG...
Per chi non lo sapesse queste due ragazze hanno partecipato al GRANDE FRATELLO qualche anno fa, facendo molto discutere per una loro presunta e mai ammessa relazione saffica... Visto che non si facevano problemi a scambiarsi effusioni molto intense anche nel reality show che le ha fatte conoscere... E nel videclip di questo brano (che si chiama "Lady Mafia... No More Rain!") le due fanno proprio quello che le ha rese famose, e cioè amoreggiare appassionatamente... Dunque... Come potete intuire questa scelta è stata premiata da un'attenzione mediatica anche da parte di chi NON si occuperebbe di fumetti nemmeno sotto tortura... E così di LADY MAFIA si è parlato anche su riviste di gossip come NUOVO...
E come VISTO (che per l'occasione ha ospitato anche un lungo e inviperito commento di Don Ciotti, presidente dell'associazione antimafia Libera)...
E nel frattempo di LADY MAFIA si è parlato anche su diverse radio molto seguite dai giovani, sul sito del TGCOM e in un mucchio di altri siti internet che generalmente non sanno nemmeno la differenza fra un manga e un mango... E probabilmente se ne parlerà ancora. Oltretutto il video musicale è stato postato circa un mese fa e ha ricevuto (nel momento in cui scrivo) oltre 65.000 visite... E sapete quante visite ha ricevuto il video promozionale che la Scuola Romana di Fotografia e Cinema ha realizzato per lanciare ORFANI della Bonelli? Meno di 300 in otto mesi!
Ovviamente si tratta di due cose diverse, fumetti diversi e tutto il resto... Però entrambi i video avevano lo scopo di dare visibilità a un fumetto tramite youtube... Quindi chi ha ottenuto il risultato migliore? E perchè?
Queste sono domande che, credo, un editore dovrebbe porsi, ma qualcosa mi dice che gli editori italiani, e in particolare quelli di fumetti popolari, al massimo liquideranno la cosa con qualche commento snob.
Ed è un peccato, perchè nell'operazione LADY MAFIA ci sono molti spunti interessanti su cui riflettere... E il primo è che - paradossalmente - si merita la qualifica di "popolare" molto più di buona parte dei fumetti arrivati nelle edicole italiane negli ultimi vent'anni. Rimane un fumetto inqualificabile, certo, ma parla il linguaggio della gente comune e lancia dei richiami chiari al mondo reale, quello che i lettori potenziali capiscono immediatamente e sentono come proprio... E gli autori Pietro Favorito e Domenico Naglielo (foto sotto) adottano questa strategia sfidando tutto e tutti, persino gli anatemi di Don Ciotti...
Certo qualcuno può dire che strizzano l'occhio al pubblico popolare nel senso peggiore del termine, ma ANCHE QUELLO è il pubblico italiano di oggi, cresciuto fra GRANDE FRATELLO, musica house e i primi - timidi - esempi di flirt omosessuali presentati in televisione.
Il problema, però, è che se un lettore potenziale, che magari non ha MAI letto fumetti, inizia da LADY MAFIA potrebbe rimanere deluso e allontanarsi dal fumetto per sempre. Cosa accadrebbe, invece, se un editore come Bonelli fosse altrettanto audace, proponendo però un fumetto come si deve?
Cosa sarebbe successo se la Bonelli avesse destinato anche solo la metà dei MILIONI di euro utilizzati per realizzare ORFANI nella realizzazione e promozione di una serie senza tabù e con chiari riferimenti al mondo reale in stile LADY MAFIA? Magari con una promozione multimediale che avesse coinvolto VIP e volti noti? E magari un brano house per le discoteche? Forse avrebbe avuto un successo inimmaginabile... E forse, partendo da temi e situazioni "popolari", avrebbe potuto introdurre altri tipi di stimoli, magari riuscendo nel difficile compito di elevare gradualmente persino il tipico pubblico del GRANDE FRATELLO...
Questo, però, non lo sapremo mai.
E forse non lo sapremo mai perchè, al di là delle "paure" degli editori e delle loro censure preventive, buona parte di chi scrive le storie del cosiddetto "fumetto popolare italiano" utilizza un linguaggio che è tutto fuorchè "popolare"... Certo saranno persone validissime e preparatissime, che hanno letto molti libri e visto tanti film, ma la sensazione è che il loro concetto di popolare implichi che siano i lettori ad avvicinarsi alle loro storie, e non il contrario... Anche perchè, molto spesso, nelle loro storie proiettano una visione molto personale del mondo che, con i suoi intellettualismi e il suo citazionismo, avrà anche un suo fascino, ma è lontana anni luce dal concetto di "popolare" nel senso pieno e più attuale del termine... E dai MILIONI di persone che, ad esempio, seguono la televisione di oggi e ogni sabato non possono mancare al rito della discoteca, frequentando locali dove si vede di tutto un po' (alla faccia dei mille problemi di pudicizia che si fanno gli editori italiani)... Un vasto pubblico potenziale che, legittimamente, in un fumetto potrebbe cercare collegamenti con la propria esperienza di vita e con i propri riferimenti culturali (anche nel senso più greve e basso del termine).
Certo un editore può anche dire che quel genere di pubblico non gli interessa a priori, ma a quel punto tantovale che si ritiri dalle edicole italiane.
Alla prossima.
lunedì 11 agosto 2014
DI DRAGO IN DRAGO...
Ciao a tutti, come va?
Proprio in questi giorni si può trovare in edicola il primo SPECIALE a colori dedicato a DRAGONERO, il mensile fantasy della Bonelli, che in un flashback racconta una delle prime missioni dei protagonisti. Lo speciale è tale in quanto, oltre ad essere un albo fuori serie, è anche a colori (e costa ben 6 euro). Non so se avrà successo, ma personalmente non l'ho trovato diverso dalla serie regolare, e anche il colore non mi pare che abbia fatto tutta questa differenza.
Forse qualcuno si chiederà perchè continuo a seguire questa serie se inizia a farmi lo stesso effetto di una fila di macchine in coda al semaforo... Molto banalmente: a me il fantasy piace, e sono sicuro che sia un genere ricco di potenzialità, quindi compro DRAGONERO per vedere fino a che punto un fumetto italiano riesce a NON farmi piacere un prodotto fantasy, e a castrare il suo potenziale narrativo.
In un certo senso lo trovo persino illuminante.
Poi, ovviamente, a margine mi diverte analizzarlo a proposito della questione LGBT, la cui omissione in Dragonero risulta sempre più evidente man mano che la narrativa fantasy, quella vera, lancia nuovi trend. Ad esempio: la cosa più omoerotica, se così vogliamo definirla, in questo SPECIALE è stato un goffo abbraccio fraterno fra l'orco Gmor (che si era momentaneamente ritirato in un monastero) e il protagonista...
E il loro successivo scontro di allenamento a torso nudo nel chiostro del monastero (per rinverdire la loro amicizia e dimostrare che la vita in monastero non ha intaccato la virilità di Gmor)... Con tanto di secchiata finale in stile calendario Pirelli...
Ora: sarò malizioso quanto volete, ma visto e considerato che generalmente in questa serie i personaggi (maschili) sono sempre intabarrati in una maniera inbarazzante, soprattutto mentre combattono, questa sequenza mi è sembrata un po' anomala... E messa lì giusto per tentare di rendere un po' più intrigante un albo che costa 6 euro... Il mio augurio, però, è che io abbia frainteso, e che qualcuno non abbia pensato sul serio che raffigurare i due protagonisti che duellano coi pettorali al vento possa davvero attirare chi apprezza questo genere di cose (incentivandolo a spendere i 6 euro di cui sopra, o perlomeno a giustificare il fatto che li ha spesi per una storia assolutamente nella media)... Anche se la sequenza si conclude con un ambiguo sfioramento di pettorali che non ha alcuna funzione narrativa, e che non fuga i miei dubbi...
Intendiamoci: il problema non è la sequenza in sè, che può essere più o meno apprezzabile, ma il fatto che - a quanto pare - questo è davvero il massimo dell'omoerotismo e del gay friendly che la serie ha concesso finora... A differenza di quel che accade quando bisogna mettere in luce il fascino irresistibile e le grandi prestazioni del protagonista con le donne, anche quando sono sposate, come avviene nel numero di agosto della serie regolare...
Ovviamente non c'è niente di male ad utilizzare questi stratagemmi per mostrare sinuose figure femminili senza vestiti, e non c'è niente di male nemmeno nel mostrare un principe viziato che si trastulla con due mogli alla volta...
E sicuramente non c'è niente di male a mostrare, sempre nel numero di agosto, una giovane apprendista spia che cerca di sedurre il protagonista mostrandogli una nuova "invenzione" molto pratica, ovvero la cerniera lampo!
Tuttavia, mese dopo mese, è sempre più evidente che - NONOSTANTE le grandi opportunità offerte da un'ambientazione fantasy (che - in teoria - non è vincolata ai tabù culturali e religiosi del mondo reale) - DRAGONERO ci tiene a rimanere ben allineato con la tradizionale mentalità nazional popolare italiana (anche solo per non suscitare polemiche), con tutto quel che ne consegue in termini di sessualità e rappresentazione della stessa... Senza contare che in questa serie il sesso femminile - come ho già detto in passato - viene rappresentato in maniera alquanto approssimativa e funzionale alle libidini del pubblico (che - come sempre - si presume essere maschile, eterosessuale e con una bassa opinione delle donne). E in un prodotto fantasy che aspira a competere col fantasy di ultima generazione, e i suoi derivati (che, per fortuna, NON riflettono la tradizionale mentalità nazional popolare italiana), questo non ha molto senso...
Soprattutto considerando quello che succede nei prodotti fantasy di ultima generazione e di maggior successo. Ad esempio: nel nuovo capitolo del viodeogame fantasy DRAGON AGE della Bioware, che dovrebbe uscire a ottobre, debutterà il primo personaggio ufficialmente gay della saga: il mago Dorian...
Chiariamo una cosa: nei precedenti capitoli di DRAGON AGE era già possibile creare situazioni omosessuali e relazioni omosessuali, ma a discrezione del giocatore (nel senso che i personaggi del gioco che si potevano corteggiare - tecnicamente - erano disponibili per relazioni eterosessuali e omosessuali). Il mago Dorian, invece, è il primo personaggio di DRAGON AGE ad essere esclusivamente omosessuale...
Oltretutto i suoi ideatori hanno pensato bene di fornirlo di un certo fascino hipster, mettendo in luce il fatto che il suddetto personaggio è studiato anche alla luce delle tendenze dei gay di oggi, e in particolare delle tendenze dei gay di chi ruota attorno al mondo dei videogames... E anche questo vuol dire fare marketing intelligente.
E, a riprova del fatto che l'idea è stata buona, anche se al momento non sono ancora trapelate molte raffigurazioni ufficiali di questo personaggio, i fans di DRAGON AGE lo hanno già fatto diventare un cult... Provando a immaginarlo con un look un po' più disinvolto...
Raffigurandolo nei suoi momenti di intimità (che sicuramente nel gioco NON mancheranno di essere rappresentati)...
E persino presentandolo in versione "hipster dei giorni nostri"...
Non so perchè, ma anche se il gioco uscirà solo a ottobre prevedo che a Lucca Comics & Games di maghi Dorian se ne aggireranno parecchi... Probabilmente superando di granlunga la quantità di cosplay ispirati dai personaggi di Dragonero.
D'altra parte, quando un personaggio è centrato (ed è studiato per stimolare il processo di identificazione del suo pubblico potenziale) può diventare un cult anche prima del suo debutto...
Questo, però, presuppone che chi lo progetta sia in contatto con la realtà del pubblico a cui mira - anche se progetta un personaggio fantasy - e che non abbia paura di rappresentarla per quello che è.
Anche perchè, in caso contrario, non scatta "la scintilla" nel pubblico.
Capito che intendo?
Alla prossima.
Proprio in questi giorni si può trovare in edicola il primo SPECIALE a colori dedicato a DRAGONERO, il mensile fantasy della Bonelli, che in un flashback racconta una delle prime missioni dei protagonisti. Lo speciale è tale in quanto, oltre ad essere un albo fuori serie, è anche a colori (e costa ben 6 euro). Non so se avrà successo, ma personalmente non l'ho trovato diverso dalla serie regolare, e anche il colore non mi pare che abbia fatto tutta questa differenza.
Forse qualcuno si chiederà perchè continuo a seguire questa serie se inizia a farmi lo stesso effetto di una fila di macchine in coda al semaforo... Molto banalmente: a me il fantasy piace, e sono sicuro che sia un genere ricco di potenzialità, quindi compro DRAGONERO per vedere fino a che punto un fumetto italiano riesce a NON farmi piacere un prodotto fantasy, e a castrare il suo potenziale narrativo.
In un certo senso lo trovo persino illuminante.
Poi, ovviamente, a margine mi diverte analizzarlo a proposito della questione LGBT, la cui omissione in Dragonero risulta sempre più evidente man mano che la narrativa fantasy, quella vera, lancia nuovi trend. Ad esempio: la cosa più omoerotica, se così vogliamo definirla, in questo SPECIALE è stato un goffo abbraccio fraterno fra l'orco Gmor (che si era momentaneamente ritirato in un monastero) e il protagonista...
E il loro successivo scontro di allenamento a torso nudo nel chiostro del monastero (per rinverdire la loro amicizia e dimostrare che la vita in monastero non ha intaccato la virilità di Gmor)... Con tanto di secchiata finale in stile calendario Pirelli...
Ora: sarò malizioso quanto volete, ma visto e considerato che generalmente in questa serie i personaggi (maschili) sono sempre intabarrati in una maniera inbarazzante, soprattutto mentre combattono, questa sequenza mi è sembrata un po' anomala... E messa lì giusto per tentare di rendere un po' più intrigante un albo che costa 6 euro... Il mio augurio, però, è che io abbia frainteso, e che qualcuno non abbia pensato sul serio che raffigurare i due protagonisti che duellano coi pettorali al vento possa davvero attirare chi apprezza questo genere di cose (incentivandolo a spendere i 6 euro di cui sopra, o perlomeno a giustificare il fatto che li ha spesi per una storia assolutamente nella media)... Anche se la sequenza si conclude con un ambiguo sfioramento di pettorali che non ha alcuna funzione narrativa, e che non fuga i miei dubbi...
Intendiamoci: il problema non è la sequenza in sè, che può essere più o meno apprezzabile, ma il fatto che - a quanto pare - questo è davvero il massimo dell'omoerotismo e del gay friendly che la serie ha concesso finora... A differenza di quel che accade quando bisogna mettere in luce il fascino irresistibile e le grandi prestazioni del protagonista con le donne, anche quando sono sposate, come avviene nel numero di agosto della serie regolare...
Ovviamente non c'è niente di male ad utilizzare questi stratagemmi per mostrare sinuose figure femminili senza vestiti, e non c'è niente di male nemmeno nel mostrare un principe viziato che si trastulla con due mogli alla volta...
E sicuramente non c'è niente di male a mostrare, sempre nel numero di agosto, una giovane apprendista spia che cerca di sedurre il protagonista mostrandogli una nuova "invenzione" molto pratica, ovvero la cerniera lampo!
Tuttavia, mese dopo mese, è sempre più evidente che - NONOSTANTE le grandi opportunità offerte da un'ambientazione fantasy (che - in teoria - non è vincolata ai tabù culturali e religiosi del mondo reale) - DRAGONERO ci tiene a rimanere ben allineato con la tradizionale mentalità nazional popolare italiana (anche solo per non suscitare polemiche), con tutto quel che ne consegue in termini di sessualità e rappresentazione della stessa... Senza contare che in questa serie il sesso femminile - come ho già detto in passato - viene rappresentato in maniera alquanto approssimativa e funzionale alle libidini del pubblico (che - come sempre - si presume essere maschile, eterosessuale e con una bassa opinione delle donne). E in un prodotto fantasy che aspira a competere col fantasy di ultima generazione, e i suoi derivati (che, per fortuna, NON riflettono la tradizionale mentalità nazional popolare italiana), questo non ha molto senso...
Soprattutto considerando quello che succede nei prodotti fantasy di ultima generazione e di maggior successo. Ad esempio: nel nuovo capitolo del viodeogame fantasy DRAGON AGE della Bioware, che dovrebbe uscire a ottobre, debutterà il primo personaggio ufficialmente gay della saga: il mago Dorian...
Chiariamo una cosa: nei precedenti capitoli di DRAGON AGE era già possibile creare situazioni omosessuali e relazioni omosessuali, ma a discrezione del giocatore (nel senso che i personaggi del gioco che si potevano corteggiare - tecnicamente - erano disponibili per relazioni eterosessuali e omosessuali). Il mago Dorian, invece, è il primo personaggio di DRAGON AGE ad essere esclusivamente omosessuale...
Oltretutto i suoi ideatori hanno pensato bene di fornirlo di un certo fascino hipster, mettendo in luce il fatto che il suddetto personaggio è studiato anche alla luce delle tendenze dei gay di oggi, e in particolare delle tendenze dei gay di chi ruota attorno al mondo dei videogames... E anche questo vuol dire fare marketing intelligente.
E, a riprova del fatto che l'idea è stata buona, anche se al momento non sono ancora trapelate molte raffigurazioni ufficiali di questo personaggio, i fans di DRAGON AGE lo hanno già fatto diventare un cult... Provando a immaginarlo con un look un po' più disinvolto...
Raffigurandolo nei suoi momenti di intimità (che sicuramente nel gioco NON mancheranno di essere rappresentati)...
E persino presentandolo in versione "hipster dei giorni nostri"...
Non so perchè, ma anche se il gioco uscirà solo a ottobre prevedo che a Lucca Comics & Games di maghi Dorian se ne aggireranno parecchi... Probabilmente superando di granlunga la quantità di cosplay ispirati dai personaggi di Dragonero.
D'altra parte, quando un personaggio è centrato (ed è studiato per stimolare il processo di identificazione del suo pubblico potenziale) può diventare un cult anche prima del suo debutto...
Questo, però, presuppone che chi lo progetta sia in contatto con la realtà del pubblico a cui mira - anche se progetta un personaggio fantasy - e che non abbia paura di rappresentarla per quello che è.
Anche perchè, in caso contrario, non scatta "la scintilla" nel pubblico.
Capito che intendo?
Alla prossima.
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