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lunedì 11 agosto 2014

DI DRAGO IN DRAGO...

Ciao a tutti, come va?
Proprio in questi giorni si può trovare in edicola il primo SPECIALE a colori dedicato a DRAGONERO, il mensile fantasy della Bonelli, che in un flashback racconta una delle prime missioni dei protagonisti. Lo speciale è tale in quanto, oltre ad essere un albo fuori serie, è anche a colori (e costa ben 6 euro). Non so se avrà successo, ma personalmente non l'ho trovato diverso dalla serie regolare, e anche il colore non mi pare che abbia fatto tutta questa differenza.


Forse qualcuno si chiederà perchè continuo a seguire questa serie se inizia a farmi lo stesso effetto di una fila di macchine in coda al semaforo... Molto banalmente: a me il fantasy piace, e sono sicuro che sia un genere ricco di potenzialità, quindi compro DRAGONERO per vedere fino a che punto un fumetto italiano riesce a NON farmi piacere un prodotto fantasy, e a castrare il suo potenziale narrativo.

In un certo senso lo trovo persino illuminante.

Poi, ovviamente, a margine mi diverte analizzarlo a proposito della questione LGBT, la cui omissione in Dragonero risulta sempre più evidente man mano che la narrativa fantasy, quella vera, lancia nuovi trend. Ad esempio: la cosa più omoerotica, se così vogliamo definirla, in questo SPECIALE è stato un goffo abbraccio fraterno fra l'orco Gmor (che si era momentaneamente ritirato in un monastero) e il protagonista...
E il loro successivo scontro di allenamento a torso nudo nel chiostro del monastero (per rinverdire la loro amicizia e dimostrare che la vita in monastero non ha intaccato la virilità di Gmor)... Con tanto di secchiata finale in stile calendario Pirelli...


Ora: sarò malizioso quanto volete, ma visto e considerato che generalmente in questa serie i personaggi (maschili) sono sempre intabarrati in una maniera inbarazzante, soprattutto mentre combattono, questa sequenza mi è sembrata un po' anomala... E messa lì giusto per tentare di rendere un po' più intrigante un albo che costa 6 euro... Il mio augurio, però, è che io abbia frainteso, e che qualcuno non abbia pensato sul serio che raffigurare i due protagonisti che duellano coi pettorali al vento possa davvero attirare chi apprezza questo genere di cose (incentivandolo a spendere i 6 euro di cui sopra, o perlomeno a giustificare il fatto che li ha spesi per una storia assolutamente nella media)... Anche se la sequenza si conclude con un ambiguo sfioramento di pettorali che non ha alcuna funzione narrativa, e che non fuga i miei dubbi...
Intendiamoci: il problema non è la sequenza in sè, che può essere più o meno apprezzabile, ma il fatto che - a quanto pare - questo è davvero il massimo dell'omoerotismo e del gay friendly che la serie ha concesso finora... A differenza di quel che accade quando bisogna mettere in luce il fascino irresistibile e le grandi prestazioni del protagonista con le donne, anche quando sono sposate, come avviene nel numero di agosto della serie regolare...


Ovviamente non c'è niente di male ad utilizzare questi stratagemmi per mostrare sinuose figure femminili senza vestiti, e non c'è niente di male nemmeno nel mostrare un principe viziato che si trastulla con due mogli alla volta...
E sicuramente non c'è niente di male a mostrare, sempre nel numero di agosto, una giovane apprendista spia che cerca di sedurre il protagonista mostrandogli una nuova "invenzione" molto pratica, ovvero la cerniera lampo!
Tuttavia, mese dopo mese, è sempre più evidente che - NONOSTANTE le grandi opportunità offerte da un'ambientazione fantasy (che - in teoria - non è vincolata ai tabù culturali e religiosi del mondo reale) - DRAGONERO ci tiene a rimanere ben allineato con la tradizionale mentalità nazional popolare italiana (anche solo per non suscitare polemiche), con tutto quel che ne consegue in termini di sessualità e rappresentazione della stessa... Senza contare che in questa serie il sesso femminile - come ho già detto in passato - viene rappresentato in maniera alquanto approssimativa e funzionale alle libidini del pubblico (che - come sempre - si presume essere maschile, eterosessuale e con una bassa opinione delle donne). E in un prodotto fantasy che aspira a competere col fantasy di ultima generazione, e i suoi derivati (che, per fortuna, NON riflettono la tradizionale mentalità nazional popolare italiana), questo non ha molto senso...

Soprattutto considerando quello che succede nei prodotti fantasy di ultima generazione e di maggior successo. Ad esempio: nel nuovo capitolo del viodeogame fantasy DRAGON AGE della Bioware, che dovrebbe uscire a ottobre, debutterà il primo personaggio ufficialmente gay della saga: il mago Dorian...
Chiariamo una cosa: nei precedenti capitoli di DRAGON AGE era già possibile creare situazioni omosessuali e relazioni omosessuali, ma a discrezione del giocatore (nel senso che i personaggi del gioco che si potevano corteggiare - tecnicamente - erano disponibili per relazioni eterosessuali e omosessuali). Il mago Dorian, invece, è il primo personaggio di DRAGON AGE ad essere esclusivamente omosessuale...
Oltretutto i suoi ideatori hanno pensato bene di fornirlo di un certo fascino hipster, mettendo in luce il fatto che il suddetto personaggio è studiato anche alla luce delle tendenze dei gay di oggi, e in particolare delle tendenze dei gay di chi ruota attorno al mondo dei videogames... E anche questo vuol dire fare marketing intelligente.
E, a riprova del fatto che l'idea è stata buona, anche se al momento non sono ancora trapelate molte raffigurazioni ufficiali di questo personaggio, i fans di DRAGON AGE lo hanno già fatto diventare un cult... Provando a immaginarlo con un look un po' più disinvolto...
Raffigurandolo nei suoi momenti di intimità (che sicuramente nel gioco NON mancheranno di essere rappresentati)...
E persino presentandolo in versione "hipster dei giorni nostri"...
Non so perchè, ma anche se il gioco uscirà solo a ottobre prevedo che a Lucca Comics & Games di maghi Dorian se ne aggireranno parecchi... Probabilmente superando di granlunga la quantità di cosplay ispirati dai personaggi di Dragonero.
D'altra parte, quando un personaggio è centrato (ed è studiato per stimolare il processo di identificazione del suo pubblico potenziale) può diventare un cult anche prima del suo debutto...
Questo, però, presuppone che chi lo progetta sia in contatto con la realtà del pubblico a cui mira - anche se progetta un personaggio fantasy - e che non abbia paura di rappresentarla per quello che è.
Anche perchè, in caso contrario, non scatta "la scintilla" nel pubblico.


Capito che intendo?

Alla prossima.

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