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venerdì 22 agosto 2014

AGGIORNAMENTO BRONY

Ciao a tutti, come va?
Ammetto che spesso e volentieri questo BLOG può sembrare esterofilo in maniera quasi pregiudizievole, ma sono il primo ad ammettere che ogni nazione ha i suoi pro e i suoi contro. Tuttavia ci sono delle situazioni in cui la mia esterofilia può essere più giustificata che in altre, come nel caso del post di oggi, che vorrei utilizzare per aggiornarvi sulle condizioni di Michael Morones: il bambino di undici anni che a gennaio tentò di impiccarsi dal suo letto a castello perchè a scuola era preso di mira a causa della sua passione per la serie animata MY LITTLE PONY: FRIENDSHIP IS MAGIC, e in particolare per il personaggio di Pinki Pie (che è anche il mio preferito).
Salvato in extremis rimase in coma per diverso tempo, scatenando una forte reazione di solidarietà fra tutti gli appassionati della serie, e in particolare i BRONIES duri e puri, e cioè gli uomini adulti che hanno scelto di non nascondere il proprio apprezzamento per la nuova serie dedicata ai pony della Hasbro.
Il fatto, a quanto pare, in Italia non ha avuto molta eco, ed è abbastanza strano considerando che spesso si dedicano articoli e servizi giornalistici a cose molto più banali... E oltretutto il caso di Michael (e tutte le reazioni che ha suscitato) è emblematico di una società che sta profondamente cambiando e che inizia a ribellarsi ai pregiudizi di genere (della serie: "quel cartone è per bambine e i maschi, ancor più se adulti, devono tenersene alla larga per principio"). Inoltre ha fatto emergere in modo molto forte il problema del bullismo scolastico e, indirettamente, quello dell'omofobia... Perchè è inutile negare che se Michael avesse apprezzato un cartone per maschietti, e non fosse andato in giro sfoggiando i gadget di Pinkie Pie, nessuno lo avrebbe preso di mira facendo crescere il suo senso di colpa fino al punto di tentare il suicidio... E, se proprio devo essere sincero, mi viene il sospetto che i media italiani non abbiano voluto dare risalto a questo caso proprio perchè metteva in luce che il problema dell'omofobia è una cosa seria, anche se i politici italiani (che poi sono quelli che più influenzano i nostri media) tendono sempre a sminuirlo. Comunque la cosa che conta è che qualche mese fa Michael è uscito dal coma...
Tuttavia la sua situazione non è esattamente rosea, dato che i danni che ha subito sono stati molto seri e purtroppo ne è uscito cerebroleso. La sua unica speranza sta nel fatto che la sua giovane età possa garantire un margine di recupero, anche se - a meno di un miracolo - non tornerà mai come prima. In ogni caso la sua famiglia non si è persa d'animo, e nonostante tutto ha deciso di reagire, anche alla luce del fatto che Michael può testimoniare quanto può essere devastante il problema del bullismo, e in particolare quello a sfondo omofobo. Così, nel giro di qualche mese, la famiglia Morones ha messo in piedi una fondazione il cui scopo è sostenere le terapie di Michael, ma anche quello di mettere in piedi campagne di sensibilizzazione sul problema del bullismo... E il logo della MICHAEL MORONES FOUNDATION non poteva che essere questo...
Ora: la cosa interessante è che la famiglia Morones non ha alcuna intenzione di ritirarsi a vita monacale e ripiegarsi su se stessa, tant'è che qualche settimana fa è andata con Michael all'annuale BroniCon di Baltimora (uno degli appuntamenti clou per i bronies statunitensi), mentre sua madre, la signora Tiffany, presenzia diverse iniziative che iniziano ad essere organizzate per sostenere la fondazione di cui è diventata - giustamente - presidente.
Da notare che alcune di queste iniziative per la raccolta di fondi iniziano ad essere proposte anche da dei locali gay, come il CIRCUS di Columbus (OHIO), che ha dedicato a Michael una serata "ART+DRAG FOR MICHAEL" a cui era presente mamma Tiffany, in cui sono stati messi all'asta anche anche alcuni dei disegni che i sostenitori di Michael hanno inviato alla famiglia Morones in questi mesi.

Da notare che le drag del locale hanno voluto dedicare a Michael e ai MY LITTLE PONY la loro performance...
E questo, se non altro, dimostra che la MICHAEL MORONES FOUNDATION (CLICCATE QUI per seguire le sue iniziative) è contro i pregiudizi anche nei fatti. Tra l'altro, piccolo e non insignificate dettaglio, pare che - a seguito di quello che è avvenuto a Michael - nella comunità brony ci sia stato un piccolo boom di tatuaggi a tema MY LITTLE PONY... Una sorta di "coming out" brony finalizzato ad esternare da una parte la propria solidarietà e dall'altra il proprio senso di appartenenza ad una generazione che vuole ribellarsi a certi tipi di imposizioni culturali...
I brony cambieranno il mondo? Staremo a vedere... Quel che è certo è che, forse anche a seguito di quello che è avvenuto a Michael, negli USA stanno succedendo delle cose che fino a qualche anno fa sembravano impensabili. Lo scorso marzo a Buncome County (che si trova in North Carolina, come la cittadina di Michael), la signora Noreen Bruce ha voluto denunciare l'atteggiamento della scuola che frequenta suo figlio Grayson, di nove anni. Anche lui è un fan della serie MY LITTLE PONY: FRIENDSHIP IS MAGIC, e - tra le altre cose - si è comprato lo zainetto e il cestino del pranzo del suo pony preferito (in questo caso Rainbow Dash), scatenando l'istintiva reazione negativa dei suoi compagni...
Tuttavia, a seguito delle proteste della madre, la scuola - invece di punire i bulli - ha suggerito a Grayson di non manifestare più la sua passione, lasciando a casa il suo zainetto. A questo punto la signora Noreen è andata su tutte le furie e ne ha fatto un caso nazionale, a cui i media hanno dato un certo risalto, anche perchè - come ha fatto giustamente notare - "dire che uno zaino legittima il bullismo è un po' come dire che una minigonna legittima lo stupro"... E comunque la signora Noreen non ha alcuna intenzione di castrare le inclinazioni del figlio, quali che siano.
Così ha proposto una raccolta di firme per sostenere il diritto di suo figlio di coltivare la sua passione, che ha avuto un grande successo, e probabilmente questo tipo di reazione risparmierà a Grayson il destino di Michael. Non ci è dato sapere cosa accadrà nel corso del prossimo anno scolastico di Grayson, ma non ho potuto fare a meno di fare un confronto con la situazione italiana... In cui, generalmente, i genitori che hanno dei figli che subiscono atti di bullismo di questo genere - nel migliore dei casi - preferiscono non attirare l'attenzione per non sentirsi "additati" come responsabili delle "inclinazioni sbagliate" dei loro figli, e in cui quando i ragazzini tentano il suicidio per ragioni simili (e a volte ci riescono anche), generalmente si crea un fenomeno psicologico di "rimozione"... Per cui in realtà i bulli erano degli psicopatici che nei loro figli vedevano cose inesistenti, e quindi non ha senso "lottare" per affermare alcunchè, men che meno creare un'associazione o una fondazione (che, orrore, potrebbe anche essere la prova che i loro figli avevano "qualcosa" per cui lottare)... Come nel caso di Andrea, "il ragazzo dai pantaloni rosa", che probabilmente negli USA avrebbe già dato il via ad una fondazione con migliaia di iscritti e sostenitori.
Che dire? Probabilmente la cultura americana è diversa da quella italiana, ma forse bisognerebbe cercare di superare questo gap.
In ogni caso in bocca al lupo a Michael, a Grayson e a tutti i bronies orgogliosi di esserlo.
E comunque anche i bronies italiani iniziano a fare gruppo, anche se - tanto per cambiare - hanno ancora qualche problema di visibilità... D'altra parte pare che la serie MY LITTLE PONY FRIENDSHIP IS MAGIC sia confermata per almeno altre cinque stagioni (anche perchè era dagli anni '80 che i MY LITTLE PONY non superavano le vendite di BARBIE), quindi ci sarà tutto il tempo di monitorare gli eventuali sviluppi della situazione.

Alla prossima.

1 commento:

Hermès Athens ha detto...

I bambini degli ultimi secoli sono sempre più a contatto con realtà deviate dai predecessori e da concetti del tutto inappropriati e altamente discutibili. Secondo me un ottimo mezzo per aiutare la nostra realtà a migliorare sta nella capacità dei "nuovi" genitori di insegnare ai propri figli valori come il rispetto e l'umanità. Gli stessi genitori cresciuti in mezzo ad episodi di bullismo e omofobia dovrebbero essere ben consapevoli di come un odio così ingiustificato possa portare ad avvenimenti raccapriccianti. Nessuno ha il diritto di giudicare gli altri, ognuno è libero di fare le proprie scelte e seguire la propria strada e trovo oltremodo inconcepibile che un maschio debba essere fonte di scherno perché preferisce per esempio i My Little Pony alla Formula 1. Fa piacere vedere che comunque al di fuori dell'Italia ci sono persone che continuano a lottare per una realtà migliore ed è un peccato che il popolo italiano emuli quasi sempre i comportamenti negativi degli altri e mai quelli progressivi. Sono felice che le vicende di questi bambini si siano comunque sviluppate per il meglio ma con un poco di impegno in più non sarebbero nemmeno cominciate.