Ciao a tutti, come va?
I post di oggi è un po' particolare, perchè in parte mi coinvolge e potrebbe compromettere la mia proverbiale (O__o) obbiettività... Però è una notizia molto golosa, e mi piaceva l'idea di essere il primo a parlarvene (in italiano).
Ordunque... Una delle (tantissime) piccole realtà editoriali degli USA è la Oni Press di Portland (in Oregon), nata nel 1997 per dare spazio a fumetti alternativi ai generi che andavano per la maggiore in quel periodo, e in particolare ai supereroi (a cui ha comunque dedicato alcune serie). Generalmente la Oni Press produce miniserie, ma ha all'attivo anche serie che contano diverse decine di numeri, come il post apocalittico Wasteland. Ha anche un ufficio che si occupa di produzioni cinematografiche e televisive.
Perchè oggi vi parlo proprio della Oni Press? Perchè ha annunciato che, a paritre dal mese di giugno, inaugurerà una nuova serie scritta dallo sceneggiatore gay dichiarato Robert Rodi, rinomato scrittore di fumetti a tema gay e ben noto anche al pubblico dei fumetti di supereroi per via di miniserie "sperimentali", come quella dedicata a Thor e disegnata dal bravissimo italiano Simone Bianchi...
Quale sarà, dunque, il titolo e il soggetto di questa nuova serie, che Robert Rodi pubblicherà con la Oni Press? Ebbene: la serie si intitolerà MERRY MEN e sarà dedicata ad un rivisitazione di Robin Hood e dei suoi allegri compagni... In versione fuorilegge banditi dalla società in quanto omosessuali...
Come potete immaginare, quando ho letto questa notizia, mi sono sentito un po' come Antonio Meucci (l'inventore del telefono) nei confronti di Alexander Graham Bell (a cui è stata attribuita la paternità del telefono per lungo tempo)... Nel senso che per alcuni anni ho portato avanti una versione erotica gay di Robin Hood... Che a quanto mi dicono è ancora abbastanza laggendaria (anche se dei primi disegni di quel periodo mi vergogno discretamente, ma ho iniziato nel 2003 e quindi sono parzialmente scusabile)...
Detto ciò la storia di Robert Rodi, da quel che si sa, avrà un approccio più serioso (e sicuramente meno erotico) della mia. Anche perchè ha deciso di rimuovere preventivamente alcuni elementi impropri, come Lady Marian e frate Tuck (che comunque NON facevano parte dei primi racconti legati a Robin Hood, e sono stati aggiunti molto più tardi), mentre la caratterizzazione dei personaggi è molto "classica"... Anche se le situazioni si risolvono in maniera visibilmente "originale", come potete intuire dall'anteprima che vedete qui di seguito...
I disegni sono opera di una collaboratrice storica della Oni Press, e cioè Jackie Lewis (che vedete nella foto sotto), mentre i colori sono di Marissa Louise, quindi diciamo pure che questa serie sarà caratterizzata da un certo tocco femminile, e sarà molto interessante verificare come e quanto questo dettaglio - nel lungo periodo - si rifletterà sui vari aspetti di questo esperimento...
Qualche informazione in più si può ricavare dall'intervista che trovate CLICCANDO QUI, e da cui si evince che Robert Rodi (foto sotto) ha le idee abbastanza chiare, anche se si è concesso una piccola licenza poetica, creando un'Inghilterra medioevale in cui il Principe Giovanni mette fuorilegge l'omosessualità in assenza di Re Riccardo (cosa che in realtà non fece)... E questo sarà un po' il perno di tutta la vicenda.
Ovviamente auguro a Robert Rodi che la sua versione gay di Robin Hood abbia successo (e sicuramente lo avrà), tuttavia ammetto che mentre leggevo la sua intervista mi sono ritrovato in diverse risposte che ha dato, e mi ha fatto uno strano effetto... Anche perchè la mia versione gay di Robin Hood, e cioè Robin Hoog, ha sempre avuto dei buonissimi riscontri di pubblico... E se ad un certo punto ho smesso di portarla avanti è stato perchè c'erano delle incompatibilità con chi lo gestiva tecnicamente (e che fondamentalmente non lo gestiva come io gli chiedevo di gestirlo, e il senso di impotenza e frustrazione era notevole), e non mi prestava ascolto quando lanciavo delle idee per farlo monetizzare quel tanto che bastava per farlo proseguire (e a tutt'ora mi chiedo cosa sarebbe successo se le mie idee fossero state praticate)... La ciliegina sulla torta c'è stata l'anno scorso, quando - senza che nessuno mi avvertisse - il dominio www.robinhoog.com (che comunque era legato a un sito che era stato chiuso anni prima senza che io fossi avvisato) venne acquistato da non so chi negli Stati Uniti, e adesso per riaverlo dovrei sborsare tipo 2000 dollari...
Ad ogni quel fumetto non l'ho scordato, e periodicamente ho pensato di rilanciarlo e/o di farlo partire in una nuova sede, ma nel frattempo quei disegni erano diventati "vecchi" e comunque inadeguati ai supporti digitali di oggi. E d'altra parte tutte le volte che volevo farlo ripartire con nuove collaborazioni, in un modo o nell'altro, andava tutto a rotoli... E così - dopo l'ennesima (recente) delusione - avevo deciso di accantonare il progetto a tempo indeterminato (assieme ad altri progetti che bene o male avevano subito la stessa sorte), anche se mi sono sempre ripromesso di tornarci sopra. E di riprednere la mia carriera di fumettista come si deve.
Solo che adesso... Non so... Vedendo questa cosa di Robert Rodi (CLICCATE QUI per il suo sito)... Sto provando un incrocio fra la nostalgia e il senso del dovere... E poi adesso le cose sono cambiate molto rispetto a una decina di anni fa... E forse varrebbe la pena di ritentare sul serio, magari battendo nuove strade...
Anche perchè se a Robert Rodi, che campa più che dignitosamente scrivendo romanzi gay, spettacoli teatrali e fumetti da decenni, è venuta in mente un'idea che è venuta in mente a me (peraltro più di dieci anni fa), forse vuol dire che non era poi così bislacca...
Avete presente quando una persona vuole concedersi una seconda opportunità?
Mhhh...
E
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venerdì 19 febbraio 2016
mercoledì 17 febbraio 2016
...DEADPORN?
Ciao a tutti, come va?
Il film della FOX dedicato al supereroe Deadpool uscirà domani nelle sale italiane (mentre in edicola debutterà la serie di allegati settimanali che gli ha voluto dedicare il Corriere dello Sport per l'occasione)...
Negli scorsi mesi il mio blog ha parlato più volte delle voci secondo cui questo film avrebbe avuto più ammiccamenti gay friendly del solito, non foss'altro per via del fatto che anche il creatore del personaggio ha ammesso che Deadpool è ufficialmente pansessuale (CLICCATE QUI)... Senza contare una serie di ammiccamenti abbastanza evidenti durante tutta la campagna promozionale per il film (CLICCATE QUI e anche QUI), di cui però in Italia non ha voluto parlare praticamente nessuno.
E col tempo non c'è stato alcun passo indietro da parte dei produttori, tutt'altro... La pellicola è stata classificata come vietata ai minori di 17 anni non accompagnati, e la Cina ha deciso di vietarne la distibuzione per via dei suoi contenuti di sesso e violenza (CLICCATE QUI). Nel frattempo l'attore protagonista, Ryan Reynolds, ha cominciato a raccontare simpaticamente la sua esperienza con le scene di nudo frontale che compaiono nel film e con le scene di lotta fra uomini nudi (CLICCATE QUI)... E ha anche espresso il suo entusiasmo all'idea che nel sequel (su cui la FOX si è già messa al lavoro) Deadpool abbia un ragazzo (CLICCATE QUI)... E detto dall'uomo più sexy vivente (secondo una classifica di PEOPLE di qualche anno fa), qualcosa vorrà pur dire...
Dichiarazioni genuine o abile campagna pubblicitaria costruita ad arte? Ovviamente non possiamo saperlo, e in effetti poco importa... Perchè se i produttori avranno modo di verificare che il film avrà degli ottimi incassi NONOSTANTE il blocco della distribuzione in Cina e in altri paesi non propriamente progressisti, si potrebbero aprire tutta una serie di scenari decisamente interessanti...
E infatti alla FOX si sta già parlando di realizzare il terzo film di Wolverine come quello di Deadpool, e cioè vietandolo a minori di 17 anni non accompagnati... E se in questo film, ipoteticamente, ci fossero delle scene di nudo frontale con Hugh Jackman (foto sotto), in versione Wolverine, ho come il presentimento che potrebbe diventare uno dei più grandi successi del 2017 (con o senza la distribuzione in Cina).
Ad ogni modo, siccome questo film sta arrivando in Italia in un momento decisamente particolare, la stampa generalista del nostro paese ha già iniziato a metterlo in luce proprio per via dei risvolti pansessuali del protagonista... Con i soliti articoli approssimativi, ovviamente... Come quelli de La Nazione e de Il Resto del Carlino, che vi mostro qui sotto...
Da notare il box dove si fa il paragone, molto improprio, con la "poliziotta" lesbica Legs Weaver della Bonelli... Che in realtà si pone su un piano diamentralmente opposto rispetto a Deadpool, visto che il suo editore continua a rappresentare la sua sessualità con visibile disagio (tanto da fargliela manifestare il meno possibile), mentre la MARVEL con Deadpool sta premendo sempre più l'acceleratore...
Ed è arrivata al punto di metterlo in situazioni al limite del porno soft addirittura con un personaggio come Spider-Man, in una miniserie che viene pubblicata proprio in questi mesi...
E qualcosa mi dice che siamo solo all'inizio (anche perchè, dato che Deadpool è un personaggio che cinematograficamente può essere sfruttato dalla FOX e non dalla MARVEL, sicuramente quest'ultima potrà produrre dei fumetti su cui la DISNEY - che ora è la sua proprietaria - non dovrebbe porre particolari veti)...
Detto ciò, comunque, sarà interessante verificare se l'enorme successo al botteghino di Deadpool (negli USA si parla di uno degli incassi migliori di sempre, per un film vietato ai minori non accompagnati) si rifletterà in qualche modo anche in Italia, e se dalle nostre parti si continuerà a parlarne in ragione del dibattito che in questi giorni si sta tenendo sual questione della legittimazione della condizione omosessuale nel nostro paese (a proposito: se avete articoli da segnalarmi fate pure, eh!).
La cosa più interessante, però, sarà verificare se negli spazi italiani dedicati al fumetto si troverà traccia di tutta questa discussione attorno alla sessualità del personaggio... O se invece, come è accaduto finora, si cercherà di glissare facendo finta che sia un dettaglio del tutto irrilevante.
E in quel caso sarebbe davvero interessante cercare di capire il perchè... Paura di urtare gli utenti omofobi e bigotti? Paura di schierarsi troppo e giocarsi i buoni contatti con le case editrici italiane e chi ci lavora? Paura di trattare argomenti non adatti a un pubblico di minori (sigh)? Paura di mettere in luce in fatto che quello che all'estero sta diventando la normalità in Italia è ancora una trasgressione assoluta?
E se quella di Deadpool diventasse una tendenza generalizzata per i cinecomics americani? Gli spazi italiani dedicati al fumetto come si comporteranno???
Staremo a vedere anche in questo caso, ovviamente.
E non dimenticare di partecipare alla votazione dei premi GLAD! Vota anche tu il fumetto italiano che ti ha deluso di più! Trovi tutte le informazioni CLICCANDO QUI.
Il film della FOX dedicato al supereroe Deadpool uscirà domani nelle sale italiane (mentre in edicola debutterà la serie di allegati settimanali che gli ha voluto dedicare il Corriere dello Sport per l'occasione)...
Negli scorsi mesi il mio blog ha parlato più volte delle voci secondo cui questo film avrebbe avuto più ammiccamenti gay friendly del solito, non foss'altro per via del fatto che anche il creatore del personaggio ha ammesso che Deadpool è ufficialmente pansessuale (CLICCATE QUI)... Senza contare una serie di ammiccamenti abbastanza evidenti durante tutta la campagna promozionale per il film (CLICCATE QUI e anche QUI), di cui però in Italia non ha voluto parlare praticamente nessuno.
E col tempo non c'è stato alcun passo indietro da parte dei produttori, tutt'altro... La pellicola è stata classificata come vietata ai minori di 17 anni non accompagnati, e la Cina ha deciso di vietarne la distibuzione per via dei suoi contenuti di sesso e violenza (CLICCATE QUI). Nel frattempo l'attore protagonista, Ryan Reynolds, ha cominciato a raccontare simpaticamente la sua esperienza con le scene di nudo frontale che compaiono nel film e con le scene di lotta fra uomini nudi (CLICCATE QUI)... E ha anche espresso il suo entusiasmo all'idea che nel sequel (su cui la FOX si è già messa al lavoro) Deadpool abbia un ragazzo (CLICCATE QUI)... E detto dall'uomo più sexy vivente (secondo una classifica di PEOPLE di qualche anno fa), qualcosa vorrà pur dire...
Dichiarazioni genuine o abile campagna pubblicitaria costruita ad arte? Ovviamente non possiamo saperlo, e in effetti poco importa... Perchè se i produttori avranno modo di verificare che il film avrà degli ottimi incassi NONOSTANTE il blocco della distribuzione in Cina e in altri paesi non propriamente progressisti, si potrebbero aprire tutta una serie di scenari decisamente interessanti...
E infatti alla FOX si sta già parlando di realizzare il terzo film di Wolverine come quello di Deadpool, e cioè vietandolo a minori di 17 anni non accompagnati... E se in questo film, ipoteticamente, ci fossero delle scene di nudo frontale con Hugh Jackman (foto sotto), in versione Wolverine, ho come il presentimento che potrebbe diventare uno dei più grandi successi del 2017 (con o senza la distribuzione in Cina).
Ad ogni modo, siccome questo film sta arrivando in Italia in un momento decisamente particolare, la stampa generalista del nostro paese ha già iniziato a metterlo in luce proprio per via dei risvolti pansessuali del protagonista... Con i soliti articoli approssimativi, ovviamente... Come quelli de La Nazione e de Il Resto del Carlino, che vi mostro qui sotto...
Da notare il box dove si fa il paragone, molto improprio, con la "poliziotta" lesbica Legs Weaver della Bonelli... Che in realtà si pone su un piano diamentralmente opposto rispetto a Deadpool, visto che il suo editore continua a rappresentare la sua sessualità con visibile disagio (tanto da fargliela manifestare il meno possibile), mentre la MARVEL con Deadpool sta premendo sempre più l'acceleratore...
Ed è arrivata al punto di metterlo in situazioni al limite del porno soft addirittura con un personaggio come Spider-Man, in una miniserie che viene pubblicata proprio in questi mesi...
E qualcosa mi dice che siamo solo all'inizio (anche perchè, dato che Deadpool è un personaggio che cinematograficamente può essere sfruttato dalla FOX e non dalla MARVEL, sicuramente quest'ultima potrà produrre dei fumetti su cui la DISNEY - che ora è la sua proprietaria - non dovrebbe porre particolari veti)...
Detto ciò, comunque, sarà interessante verificare se l'enorme successo al botteghino di Deadpool (negli USA si parla di uno degli incassi migliori di sempre, per un film vietato ai minori non accompagnati) si rifletterà in qualche modo anche in Italia, e se dalle nostre parti si continuerà a parlarne in ragione del dibattito che in questi giorni si sta tenendo sual questione della legittimazione della condizione omosessuale nel nostro paese (a proposito: se avete articoli da segnalarmi fate pure, eh!).
La cosa più interessante, però, sarà verificare se negli spazi italiani dedicati al fumetto si troverà traccia di tutta questa discussione attorno alla sessualità del personaggio... O se invece, come è accaduto finora, si cercherà di glissare facendo finta che sia un dettaglio del tutto irrilevante.
E in quel caso sarebbe davvero interessante cercare di capire il perchè... Paura di urtare gli utenti omofobi e bigotti? Paura di schierarsi troppo e giocarsi i buoni contatti con le case editrici italiane e chi ci lavora? Paura di trattare argomenti non adatti a un pubblico di minori (sigh)? Paura di mettere in luce in fatto che quello che all'estero sta diventando la normalità in Italia è ancora una trasgressione assoluta?
E se quella di Deadpool diventasse una tendenza generalizzata per i cinecomics americani? Gli spazi italiani dedicati al fumetto come si comporteranno???
Staremo a vedere anche in questo caso, ovviamente.
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lunedì 15 febbraio 2016
ROMANI BONELLIANI...
Ciao a tutti, come va?
Anche se l'ho già ripetuto fino alla nausea, vorrei precisare per l'ennesima volta che - se dipendesse da me - sarei molto felice di tessere continuamente le lodi dei fumetti italiani che arrivano in edicola... Il problerma, purtroppo, è che mi offrono tutt'altro genere di spunti...
In particolare vorrei ribadire che, anche se spesso mi capita di parlare dei fumetti della Bonelli, non lo faccio perchè li ho presi di mira, ma perchè mi basta andare nell'edicola sotto casa per verificare che continuano ad offrire spunti di discussione...
E a volte, per verificarlo, non devo nemmeno uscire di casa.
Ad esempio: nella pagina del sito ufficiale Bonelli dedicata ai baci dei suoi eroi in occasione di San Valentino (CLICCATE QUI) , non è stato inserito alcun bacio di Legs Weaver... Anche perchè la casa editrice non ha mai concesso che venisse rappresentata mentre baciava chiaramente una ragazza, se non in un'inquadratura molto larga che risale al 2012...
E già solo questo basterebbe per incitarmi a fare il punto della situazione in generale, tuttavia non è di questo che volevo parlarvi oggi.
Partiamo da un breve riassunto per i non appassionati: la suddivisione del fumetto in "popolare" e "d'autore" è un po' un'invenzione italiana, che risale agli anni in cui al fumetto di puro intrattenimento (pensato per soddisfare le esigenze del grande pubblico), realizzato velocemente, con povertà di mezzi e senza troppe pretese, iniziarono ad affiancarsi prodotti più ricercati, con cui gli autori cercavano di dare il meglio di sè e della loro creatività prendendosi tutto il tempo necessario, sperimentando soluzioni audaci e temi non convenzionali in completa libertà...
Ad un certo punto iniziò a crearsi un vero e proprio mercato parallelo per le riviste che pubblicavano fumetto "d'autore", anche se adesso non esistono praticamente più (ma questa è un'altra storia) e questo genere - in Italia - ha finito per esprimersi soprattutto attraverso i cosiddetti "romanzi grafici", o graphic novel che dir si voglia.
La Sergio Bonelli Editore (anche quando non si chiamava ancora così) si è sempre concentrata sul fumetto popolare, anche se il suo metodo di produzione ha facilitato la realizzazione di storie che avevano più cose in comune col fumetto d'autore di cui sopra (basti pensare ad alcune delle prime storie di Dylan Dog). Negli ultimi anni, però, la casa editrice ha provato a sperimentare anche soluzioni e strategie diverse... Forse proprio nel tentativo di recuperare il pubblico orfano delle riviste d'autore, o magari per accattivarsi il pubblico più esigente che si è avvicinato ai romanzi grafici negli ultimi anni...
Tuttavia è un dato di fatto che le sue proposte in questo senso hanno comunque risentito molto della sua impronta "popolare", tant'è che - nella maggior parte dei casi - il risultato sono stati degli ibridi che non hanno raggiunto i consensi sperati... Anche perchè i fumetti della Bonelli, prima di essere "popolari", "d'autore" o altro sono soprattutto "bonelliani"... E questo aggettivo non si riferisce solo ad un formato o a un'impostazione grafica particolare, quanto ad un modo di intendere il linguaggio del fumetto nel suo insieme, con tutta una serie di vincoli e di limiti che non possono essere superati... Anche quando questo risulta francamente ridicolo e anacronistico...
Ritmi poco dinamici, personaggi ingessati, verbosità fini a se stesse, trame prevedibili e scelte narrative che sanno di vecchio rischiano di far risultare ogni nuova idea "superata" a prescindere, indisponendo i lettori potenziali fin dalle prime pagine... Con tutto quel che ne consegue in termini di vendite.
Una delle ultime proposte "d'autore" con taglio "popolare" della Bonelli è stata la collana LE STORIE, che - per inciso - è passata dalle 45.000 copie al mese vendute nel 2012 alle 23.000 del 2014 (CLICCATE QUI), anche se adesso è facile immaginare che la situazione sia ulteriormente peggiorata (e infatti si vocifera da tempo di un'imminente chiusura).
L'idea di usare varie ambientazioni storiche come sfondo per storie sempre diverse di per sè non era malvagia, ma sicuramente il potenziale commerciale di questa trovata è andato a farsi benedire grazie ad una concezione della rappresentazione storica ormai datata, e più legata ai kolossal hollywoodiani degli anni Cinquanta che non ai serial televisivi di oggi, che ormai stanno diventando un paradigma per TUTTO l'entertainment a sfondo storico che viene prodotto in questi anni.
Un ottimo esempio, in questo senso, arriva proprio dal numero di febbraio de LE STORIE, che si intitola ATTO D'ACCUSA ed è ambientato nell'Antica Roma, e più precisamente nel 67 a.C. in cui si muove la figura storica di Marco Tullio Cicerone... Che anima una sorta di legal thriller, basato su fatti realmente accaduti. Intendiamoci: l'ambientazione storica è ben ricostruita, ma alcune scelte stilistiche sono semplicemente imbarazzanti, soprattutto se si considera quello a cui si è abituato il pubblico del 2016 e quello che ci si aspetta OGGI da un'ambientazione di questo tipo.
Non foss'altro perchè di recente il grande pubblico, anche in Italia, si è confrontato con le quattro stagioni del serial dedicato a Spartacus del canale Starz, con tutto il loro carico di dinamismo, violenza, crudezza e situazioni esplicite.... E forse non è esagerato dire che questa serie ha segnato uno spartiacque, e non solo per quel che riguarda la rappresentazione dell'Antica Roma...
Quindi ignorare il suo approccio sarebbe assurdo.
Eppure in Bonelli sono stati capaci di ignorarlo (o comunque di filtrarlo pesantemente), mettendo al primo posto quella specie di "etica bonelliana" che ultimamente sta facendo più danni che altro.
Ad esempio: come si può inquadrare il trattamento riservato alla rappresentazione della nudità maschile in questa storia? Uno dei protagonisti principali è Nicandro (sotto), un ex gladiatore che in questa occasione deve accompagnare il segretario di Cicerone, Tirone, a raccogliere i testimoni per un processo...
Il suddetto Nicandro, a quanto pare, ha un senso del pudore fuori misura... Visto che in nessuna occasione si leva i suoi mutandoni, e - anzi - li tiene addosso (con tanto di cinturone in cuoio) anche quando va a letto... Come si nota quando lui e Tirone (che è andato a letto con tutta la tunica) vengono svegliati da un agguato notturno nella villa che li ospita...
Da notare che persino nelle avventure nell'Antica Roma di Alix (CLICCATE QUI), che pure è considerato un fumetto per ragazzi (e che in Francia viene pubblicato da una cinquantina d'anni), il protagonista va a letto senza vestiti da sempre, come - giustamente - si era soliti fare ai suoi tempi...
E Nicandro non è un caso isolato: in ATTO D'ACCUSA anche gli uomini sorpresi a letto con le loro concubine (che ovviamente vengono raffigurate nude senza problemi...) sono tenuti a indossare mutandoni e drappeggi vari...
Mentre qui di seguito, per darvi un'idea delle possibili alternative, vi faccio vedere come ha rappresentato un paio di situazioni del tutto simili il bravo Enrico Marini per la sua saga "Le Aquile di Roma" (ancora in corso di pubblicazione in Francia, ma che ha già avuto varie edizioni anche in Italia)...
Inoltre, in ATTO D'ACCUSA, anche chi viene torturato e fustigato, se è di sesso maschile, è tenuto ad indossare i mutandoni di ordinanza... Ma attenzione: che siano mutandoni che non lascino troppo scoperte le natiche...
Anche se, come ci ricordano i disegni di Philippe Delaby per il recente MURENA (anch'esso arrivato in Italia in diverse edizioni), più che mutandoni gli antichi romani indossavano perizomi con le natiche bene in vista... Soprattutto nell'ambiente dei gladiatori...
Sia come sia, per come andavano le cose a quei tempi, è alquanto improbabile che a chi veniva punito nella pubblica piazza fosse consentito di coprire le parti intime... Anzi: più probabilmente sarebbero state esposte per accentuare la pubblica umiliazione.
Ad ogni modo direi che in ATTO D'ACCUSA il culmine della pudicizia si raggiunge durante una sequenza ambientata alle terme... In cui praticamente tutti gli uomini presenti indossano tuniche e/o drappi annodati ai fianchi, a meno che non vengano presentati con un inquietante "effetto evirazione" che li fa sembrare muniti di vagina...
Unica eccezione alcuni anonimi personaggi sullo sfondo... Che fanno intravedere timidamente il loro lato B, ma che passano praticamente inosservati...
Il tutto mentre nella serie TV di Spartacus si sono viste scene tipo queste...
Ad ogni modo, anche volendo soprassedere su tutti questi "dettagli", che sembrano le solite "licenze poetiche" studiate dal fumetto italiano per confermarsi le simpatie e la fedeltà del pubblico maschilista e conservatore, c'è da dire che in ATTO D'ACCUSA ci sarebbero stati diversi appigli per affrontare anche il tema dell'omosessualità e dell'omofobia... E non solo per via del contesto storico.
Infatti le fonti ci tramandano che Marco Tullio Cicerone (ritratto nel busto sotto) era notoriamente omofobo, al punto che non si faceva problemi a denigrare in Senato certi comportamenti di Giulio Cesare... Persino in sua presenza!
Giulio Cesare (nel busto sotto) era notoriamente bisessuale, e tutti a Roma erano a conoscenza perlomeno di una sua avventura con Nicomede, re di Bitinia; questa liaison amorosa provocava ironie continue soprattutto da parte degli oppositori politici di Cesare, uno dei quali, un giorno, davanti a una folla puttosto numerosa, lo salutò sarcasticamente chiamandolo “regina di Bitinia”... Mentre dal popolo iniziò ad essere definito "marito di tutte le mogli e moglie di tutti i mariti" e i suoi soldati gli avevano persino dedicato una canzoncina che faceva più o meno così:“Cesare ha sottomesso le Gallie, Nicomede ha sottomesso Cesare; Cesare, che ha sottomesso le Gallie, trionfa; non trionfa invece Nicomede che ha sottomesso Cesare”...
Cicerone si mantenne sullo stesso livello, apostrofandolo con una battuta salace addirittura nel pieno di una discussione all’interno del Senato. Infatti mentre Cesare era intento ad elencare i benefici ricevuti da Nicomede, Cicerone lo interruppe gridando: “Lascia perdere, ti prego, dal momento che è ben noto quello che lui ti ha dato e quello che tu hai dato a lui”.
Quando Giulio Cesare venne assassinato Cicerone iniziò a prendersela con Marco Antonio (quello che poi sfidò Ottaviano Augusto assieme a Cleopatra), e nelle sue Filippiche lo accusò pubblicamente di essere andato con altri uomini per denaro, dandogli della "prostituta". A quanto pare, però, Marco Antonio non la prese bene come Giulio Cesare e lo fece decapitare da dei sicari.
Ora: in un fumetto su Cicerone scritto nel 2016 tutti questi dettagli avrebbero potuto offrire molti spunti per trattare temi moderni calati in un contesto storico... Omosessualità, omofobia e altro ancora... Come si sarebbe sviluppata la storia se, ad esempio, il gladiatore Nicandro fosse stato omosessuale (o bisessuale) e Cicerone fosse stato comunque costretto a chiedere il suo aiuto? Se Nicandro e Tirone avessero sviluppato un interesse romantico? Se Cicerone avesse dovuto ammettere che, almeno in alcuni casi, i suoi pregiudizi erano infondati?
Oltretutto nel momento in cui si svolgono i fatti Giulio Cesare era ancora vivo e vegeto (anche se era ancora un semplice questore della Repubblica), e volendo si sarebbe potuto giocare anche con questo elemento...
Tutto questo avrebbe reso ATTO D'ACCUSA una storia molto più originale, moderna e interessante... E sicuramente di maggior appeal per il pubblico generalista... E invece ci siamo ritrovati con un Nicandro che - da bravo eroe bonelliano fotocopia - fa perdere la testa alla bella di turno con uno sguardo o poco più... Con buona pace della rivalutazione della figura femminile nei fumetti, di cui tanto si sta parlando ultimamente (a proposito: quandi numeri della serie LE STORIE hanno avuto protagonisti femminili, secondo voi?).
Mentre nel già citato MURENA (ma anche Le Aquile di Roma non scherza, in questo senso) le parentesi omosessuali vengono inserite con una certa naturalezza e senza particolari problemi... Anche quando riguardano la raffigurazione dei luoghi di incontro per omosessuali...
O degli amori impossibili dello scritore Petronio...
D'altra parte non è che l'approccio "retrò" di ATTO D'ACCUSA sia poi cosi sorprendente: dopotutto lo sceneggiatore è quello stesso Giuseppe De Nardo che scrisse UCCIDETE CARAVAGGIO!, ovvero un ben noto fumetto Bonelli in cui venne profuso un certo impegno per non confermare che l'artista del titolo avesse tendenze omosessuali (CLICCATE QUI e QUI)...
Anche se poi Milo Manara è riuscito a fare persino peggio (CLICCATE QUI)...
Detto ciò una domanda sorge spontanea: LE STORIE è una serie che nel 2014 vendeva sulle 23.000 copie, e si sa che una serie Bonelli, per non chiudere, deve venderne almeno 20.000... Anche ammesso che le vendite si siano stabilizzate appena sopra il punto di pareggio (cosa di cui dubito), che senso ha proseguire su questa strada, che aveva ha già finito per dimezzare le vendite nel giro di due anni?
Forse sbaglio, ma la sensazione è che questa serie antologica sia studiata più per fare da parcheggio agli sceneggiatori e ai disegnatori della casa editrice, che non per conquistare un nuovo e più ampio pubblico potenziale interessato alle avventure a sfondo storico... Un pubblico che comunque esiste (ed è in aumento) e che, come ho detto prima, viene coltivato anche da numerosi serial televisivi di ultima generazione, e da vari fumetti francofoni (come MURENA e Le Aquile di Roma, appunto), che vengono proposti con crescente frequenza nel nostro paese... Tutte proposte che però rendono questo pubblico molto più esigente, "aperto" e intraprendente del lettore bonelliano classico... E questo è un dato di fatto di cui bisognerebbe tenere conto.
E in effetti, se LE STORIE non fosse una serie-parcheggio, davvero non si capirebbe il perchè di un approccio così datato e così attento ad assecondare il pubblico bonelliano "standard" (nel senso più vetusto del termine), soprattutto considerando che il suddetto pubblico è in costante diminuizione (anche solo perchè tende a non rinnovarsi man mano che le vecchie generazioni passano a miglior vita)... Certo c'è anche la possibilità che si tratti di una serie-parcheggio senza esserne consapevole, e che magari dall'editore sia davvero considerata un prodotto sperimentale e all'avanguardia, ma in quel caso la situazione sarebbe persino più preoccupante...
Ad ogni modo, stando così le cose, viene davvero da chiedersi che piega prenderanno gli eventi da qui a qualche anno... Quando certe scelte stilistiche e certe politiche editoriali, inevitabilmente, finiranno per non avere più sbocchi e non potranno più contare nemmeno su un minimo garantito di 20.000 lettori...
Appigliarsi con le unghie e con identi alla retorica conservatrice, tradizionalista, maschilista e velatamente omofoba che ha caratterizzato il fumetto italiano per tanti anni dove porterà?
Che succederà agli editori di fumetti che non sapranno rinnovarsi e che non sapranno guardarsi attorno? E a quelli che molto goffamente cercheranno di riprendere ambientazioni storiche di tendenza senza avere la minima idea di come sfruttarle in senso moderno?
Staremo a vedere.
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Anche se l'ho già ripetuto fino alla nausea, vorrei precisare per l'ennesima volta che - se dipendesse da me - sarei molto felice di tessere continuamente le lodi dei fumetti italiani che arrivano in edicola... Il problerma, purtroppo, è che mi offrono tutt'altro genere di spunti...
In particolare vorrei ribadire che, anche se spesso mi capita di parlare dei fumetti della Bonelli, non lo faccio perchè li ho presi di mira, ma perchè mi basta andare nell'edicola sotto casa per verificare che continuano ad offrire spunti di discussione...
E a volte, per verificarlo, non devo nemmeno uscire di casa.
Ad esempio: nella pagina del sito ufficiale Bonelli dedicata ai baci dei suoi eroi in occasione di San Valentino (CLICCATE QUI) , non è stato inserito alcun bacio di Legs Weaver... Anche perchè la casa editrice non ha mai concesso che venisse rappresentata mentre baciava chiaramente una ragazza, se non in un'inquadratura molto larga che risale al 2012...
E già solo questo basterebbe per incitarmi a fare il punto della situazione in generale, tuttavia non è di questo che volevo parlarvi oggi.
Partiamo da un breve riassunto per i non appassionati: la suddivisione del fumetto in "popolare" e "d'autore" è un po' un'invenzione italiana, che risale agli anni in cui al fumetto di puro intrattenimento (pensato per soddisfare le esigenze del grande pubblico), realizzato velocemente, con povertà di mezzi e senza troppe pretese, iniziarono ad affiancarsi prodotti più ricercati, con cui gli autori cercavano di dare il meglio di sè e della loro creatività prendendosi tutto il tempo necessario, sperimentando soluzioni audaci e temi non convenzionali in completa libertà...
Ad un certo punto iniziò a crearsi un vero e proprio mercato parallelo per le riviste che pubblicavano fumetto "d'autore", anche se adesso non esistono praticamente più (ma questa è un'altra storia) e questo genere - in Italia - ha finito per esprimersi soprattutto attraverso i cosiddetti "romanzi grafici", o graphic novel che dir si voglia.
La Sergio Bonelli Editore (anche quando non si chiamava ancora così) si è sempre concentrata sul fumetto popolare, anche se il suo metodo di produzione ha facilitato la realizzazione di storie che avevano più cose in comune col fumetto d'autore di cui sopra (basti pensare ad alcune delle prime storie di Dylan Dog). Negli ultimi anni, però, la casa editrice ha provato a sperimentare anche soluzioni e strategie diverse... Forse proprio nel tentativo di recuperare il pubblico orfano delle riviste d'autore, o magari per accattivarsi il pubblico più esigente che si è avvicinato ai romanzi grafici negli ultimi anni...
Tuttavia è un dato di fatto che le sue proposte in questo senso hanno comunque risentito molto della sua impronta "popolare", tant'è che - nella maggior parte dei casi - il risultato sono stati degli ibridi che non hanno raggiunto i consensi sperati... Anche perchè i fumetti della Bonelli, prima di essere "popolari", "d'autore" o altro sono soprattutto "bonelliani"... E questo aggettivo non si riferisce solo ad un formato o a un'impostazione grafica particolare, quanto ad un modo di intendere il linguaggio del fumetto nel suo insieme, con tutta una serie di vincoli e di limiti che non possono essere superati... Anche quando questo risulta francamente ridicolo e anacronistico...
Ritmi poco dinamici, personaggi ingessati, verbosità fini a se stesse, trame prevedibili e scelte narrative che sanno di vecchio rischiano di far risultare ogni nuova idea "superata" a prescindere, indisponendo i lettori potenziali fin dalle prime pagine... Con tutto quel che ne consegue in termini di vendite.
Una delle ultime proposte "d'autore" con taglio "popolare" della Bonelli è stata la collana LE STORIE, che - per inciso - è passata dalle 45.000 copie al mese vendute nel 2012 alle 23.000 del 2014 (CLICCATE QUI), anche se adesso è facile immaginare che la situazione sia ulteriormente peggiorata (e infatti si vocifera da tempo di un'imminente chiusura).
L'idea di usare varie ambientazioni storiche come sfondo per storie sempre diverse di per sè non era malvagia, ma sicuramente il potenziale commerciale di questa trovata è andato a farsi benedire grazie ad una concezione della rappresentazione storica ormai datata, e più legata ai kolossal hollywoodiani degli anni Cinquanta che non ai serial televisivi di oggi, che ormai stanno diventando un paradigma per TUTTO l'entertainment a sfondo storico che viene prodotto in questi anni.
Un ottimo esempio, in questo senso, arriva proprio dal numero di febbraio de LE STORIE, che si intitola ATTO D'ACCUSA ed è ambientato nell'Antica Roma, e più precisamente nel 67 a.C. in cui si muove la figura storica di Marco Tullio Cicerone... Che anima una sorta di legal thriller, basato su fatti realmente accaduti. Intendiamoci: l'ambientazione storica è ben ricostruita, ma alcune scelte stilistiche sono semplicemente imbarazzanti, soprattutto se si considera quello a cui si è abituato il pubblico del 2016 e quello che ci si aspetta OGGI da un'ambientazione di questo tipo.
Non foss'altro perchè di recente il grande pubblico, anche in Italia, si è confrontato con le quattro stagioni del serial dedicato a Spartacus del canale Starz, con tutto il loro carico di dinamismo, violenza, crudezza e situazioni esplicite.... E forse non è esagerato dire che questa serie ha segnato uno spartiacque, e non solo per quel che riguarda la rappresentazione dell'Antica Roma...
Quindi ignorare il suo approccio sarebbe assurdo.
Eppure in Bonelli sono stati capaci di ignorarlo (o comunque di filtrarlo pesantemente), mettendo al primo posto quella specie di "etica bonelliana" che ultimamente sta facendo più danni che altro.
Ad esempio: come si può inquadrare il trattamento riservato alla rappresentazione della nudità maschile in questa storia? Uno dei protagonisti principali è Nicandro (sotto), un ex gladiatore che in questa occasione deve accompagnare il segretario di Cicerone, Tirone, a raccogliere i testimoni per un processo...
Il suddetto Nicandro, a quanto pare, ha un senso del pudore fuori misura... Visto che in nessuna occasione si leva i suoi mutandoni, e - anzi - li tiene addosso (con tanto di cinturone in cuoio) anche quando va a letto... Come si nota quando lui e Tirone (che è andato a letto con tutta la tunica) vengono svegliati da un agguato notturno nella villa che li ospita...
Da notare che persino nelle avventure nell'Antica Roma di Alix (CLICCATE QUI), che pure è considerato un fumetto per ragazzi (e che in Francia viene pubblicato da una cinquantina d'anni), il protagonista va a letto senza vestiti da sempre, come - giustamente - si era soliti fare ai suoi tempi...
E Nicandro non è un caso isolato: in ATTO D'ACCUSA anche gli uomini sorpresi a letto con le loro concubine (che ovviamente vengono raffigurate nude senza problemi...) sono tenuti a indossare mutandoni e drappeggi vari...
Mentre qui di seguito, per darvi un'idea delle possibili alternative, vi faccio vedere come ha rappresentato un paio di situazioni del tutto simili il bravo Enrico Marini per la sua saga "Le Aquile di Roma" (ancora in corso di pubblicazione in Francia, ma che ha già avuto varie edizioni anche in Italia)...
Inoltre, in ATTO D'ACCUSA, anche chi viene torturato e fustigato, se è di sesso maschile, è tenuto ad indossare i mutandoni di ordinanza... Ma attenzione: che siano mutandoni che non lascino troppo scoperte le natiche...
Anche se, come ci ricordano i disegni di Philippe Delaby per il recente MURENA (anch'esso arrivato in Italia in diverse edizioni), più che mutandoni gli antichi romani indossavano perizomi con le natiche bene in vista... Soprattutto nell'ambiente dei gladiatori...
Sia come sia, per come andavano le cose a quei tempi, è alquanto improbabile che a chi veniva punito nella pubblica piazza fosse consentito di coprire le parti intime... Anzi: più probabilmente sarebbero state esposte per accentuare la pubblica umiliazione.
Ad ogni modo direi che in ATTO D'ACCUSA il culmine della pudicizia si raggiunge durante una sequenza ambientata alle terme... In cui praticamente tutti gli uomini presenti indossano tuniche e/o drappi annodati ai fianchi, a meno che non vengano presentati con un inquietante "effetto evirazione" che li fa sembrare muniti di vagina...
Unica eccezione alcuni anonimi personaggi sullo sfondo... Che fanno intravedere timidamente il loro lato B, ma che passano praticamente inosservati...
Il tutto mentre nella serie TV di Spartacus si sono viste scene tipo queste...
Ad ogni modo, anche volendo soprassedere su tutti questi "dettagli", che sembrano le solite "licenze poetiche" studiate dal fumetto italiano per confermarsi le simpatie e la fedeltà del pubblico maschilista e conservatore, c'è da dire che in ATTO D'ACCUSA ci sarebbero stati diversi appigli per affrontare anche il tema dell'omosessualità e dell'omofobia... E non solo per via del contesto storico.
Infatti le fonti ci tramandano che Marco Tullio Cicerone (ritratto nel busto sotto) era notoriamente omofobo, al punto che non si faceva problemi a denigrare in Senato certi comportamenti di Giulio Cesare... Persino in sua presenza!
Giulio Cesare (nel busto sotto) era notoriamente bisessuale, e tutti a Roma erano a conoscenza perlomeno di una sua avventura con Nicomede, re di Bitinia; questa liaison amorosa provocava ironie continue soprattutto da parte degli oppositori politici di Cesare, uno dei quali, un giorno, davanti a una folla puttosto numerosa, lo salutò sarcasticamente chiamandolo “regina di Bitinia”... Mentre dal popolo iniziò ad essere definito "marito di tutte le mogli e moglie di tutti i mariti" e i suoi soldati gli avevano persino dedicato una canzoncina che faceva più o meno così:“Cesare ha sottomesso le Gallie, Nicomede ha sottomesso Cesare; Cesare, che ha sottomesso le Gallie, trionfa; non trionfa invece Nicomede che ha sottomesso Cesare”...
Cicerone si mantenne sullo stesso livello, apostrofandolo con una battuta salace addirittura nel pieno di una discussione all’interno del Senato. Infatti mentre Cesare era intento ad elencare i benefici ricevuti da Nicomede, Cicerone lo interruppe gridando: “Lascia perdere, ti prego, dal momento che è ben noto quello che lui ti ha dato e quello che tu hai dato a lui”.
Quando Giulio Cesare venne assassinato Cicerone iniziò a prendersela con Marco Antonio (quello che poi sfidò Ottaviano Augusto assieme a Cleopatra), e nelle sue Filippiche lo accusò pubblicamente di essere andato con altri uomini per denaro, dandogli della "prostituta". A quanto pare, però, Marco Antonio non la prese bene come Giulio Cesare e lo fece decapitare da dei sicari.
Ora: in un fumetto su Cicerone scritto nel 2016 tutti questi dettagli avrebbero potuto offrire molti spunti per trattare temi moderni calati in un contesto storico... Omosessualità, omofobia e altro ancora... Come si sarebbe sviluppata la storia se, ad esempio, il gladiatore Nicandro fosse stato omosessuale (o bisessuale) e Cicerone fosse stato comunque costretto a chiedere il suo aiuto? Se Nicandro e Tirone avessero sviluppato un interesse romantico? Se Cicerone avesse dovuto ammettere che, almeno in alcuni casi, i suoi pregiudizi erano infondati?
Oltretutto nel momento in cui si svolgono i fatti Giulio Cesare era ancora vivo e vegeto (anche se era ancora un semplice questore della Repubblica), e volendo si sarebbe potuto giocare anche con questo elemento...
Tutto questo avrebbe reso ATTO D'ACCUSA una storia molto più originale, moderna e interessante... E sicuramente di maggior appeal per il pubblico generalista... E invece ci siamo ritrovati con un Nicandro che - da bravo eroe bonelliano fotocopia - fa perdere la testa alla bella di turno con uno sguardo o poco più... Con buona pace della rivalutazione della figura femminile nei fumetti, di cui tanto si sta parlando ultimamente (a proposito: quandi numeri della serie LE STORIE hanno avuto protagonisti femminili, secondo voi?).
Mentre nel già citato MURENA (ma anche Le Aquile di Roma non scherza, in questo senso) le parentesi omosessuali vengono inserite con una certa naturalezza e senza particolari problemi... Anche quando riguardano la raffigurazione dei luoghi di incontro per omosessuali...
O degli amori impossibili dello scritore Petronio...
D'altra parte non è che l'approccio "retrò" di ATTO D'ACCUSA sia poi cosi sorprendente: dopotutto lo sceneggiatore è quello stesso Giuseppe De Nardo che scrisse UCCIDETE CARAVAGGIO!, ovvero un ben noto fumetto Bonelli in cui venne profuso un certo impegno per non confermare che l'artista del titolo avesse tendenze omosessuali (CLICCATE QUI e QUI)...
Anche se poi Milo Manara è riuscito a fare persino peggio (CLICCATE QUI)...
Detto ciò una domanda sorge spontanea: LE STORIE è una serie che nel 2014 vendeva sulle 23.000 copie, e si sa che una serie Bonelli, per non chiudere, deve venderne almeno 20.000... Anche ammesso che le vendite si siano stabilizzate appena sopra il punto di pareggio (cosa di cui dubito), che senso ha proseguire su questa strada, che aveva ha già finito per dimezzare le vendite nel giro di due anni?
Forse sbaglio, ma la sensazione è che questa serie antologica sia studiata più per fare da parcheggio agli sceneggiatori e ai disegnatori della casa editrice, che non per conquistare un nuovo e più ampio pubblico potenziale interessato alle avventure a sfondo storico... Un pubblico che comunque esiste (ed è in aumento) e che, come ho detto prima, viene coltivato anche da numerosi serial televisivi di ultima generazione, e da vari fumetti francofoni (come MURENA e Le Aquile di Roma, appunto), che vengono proposti con crescente frequenza nel nostro paese... Tutte proposte che però rendono questo pubblico molto più esigente, "aperto" e intraprendente del lettore bonelliano classico... E questo è un dato di fatto di cui bisognerebbe tenere conto.
E in effetti, se LE STORIE non fosse una serie-parcheggio, davvero non si capirebbe il perchè di un approccio così datato e così attento ad assecondare il pubblico bonelliano "standard" (nel senso più vetusto del termine), soprattutto considerando che il suddetto pubblico è in costante diminuizione (anche solo perchè tende a non rinnovarsi man mano che le vecchie generazioni passano a miglior vita)... Certo c'è anche la possibilità che si tratti di una serie-parcheggio senza esserne consapevole, e che magari dall'editore sia davvero considerata un prodotto sperimentale e all'avanguardia, ma in quel caso la situazione sarebbe persino più preoccupante...
Ad ogni modo, stando così le cose, viene davvero da chiedersi che piega prenderanno gli eventi da qui a qualche anno... Quando certe scelte stilistiche e certe politiche editoriali, inevitabilmente, finiranno per non avere più sbocchi e non potranno più contare nemmeno su un minimo garantito di 20.000 lettori...
Appigliarsi con le unghie e con identi alla retorica conservatrice, tradizionalista, maschilista e velatamente omofoba che ha caratterizzato il fumetto italiano per tanti anni dove porterà?
Che succederà agli editori di fumetti che non sapranno rinnovarsi e che non sapranno guardarsi attorno? E a quelli che molto goffamente cercheranno di riprendere ambientazioni storiche di tendenza senza avere la minima idea di come sfruttarle in senso moderno?
Staremo a vedere.
E non dimenticare di partecipare alla votazione dei premi GLAD! Vota anche tu il fumetto italiano che ti ha deluso di più! Trovi tutte le informazioni CLICCANDO QUI.
venerdì 12 febbraio 2016
DALL'IRAN CON AMORE...
Ciao a tutti come va?
Oggi volevo giusto segnalarvi una bella iniziativa portata avanti da ilgrandecolibri.com, che - nel caso non lo sapeste - è un sito di notizie LGBT che si occupa soprattutto di quello che avviene nelle nazioni più distanti (anche culturalmente) dalla nostra. A differenza della maggior parte dei siti italiani che si occupano di notizie LGBT, continua a dare molto spazio ai fumetti online, e nel corso del tempo ha tradotto (con l'autorizzazione degli autori) una serie di strip umoristiche davvero interessanti (anche se ovviamente i siti concorrenti non lo hanno riportato, e i siti di fumetti hanno preferito soprassedere).
Trovare tutto l'archivio dei fumetti che ha pubblicato CLICCANDO QUI.
Ne parlo qui perchè, da qualche settimana, questo sito ha deciso di ampliare la sua offerta traducendo anche il bellissimo (seppur breve) romanzo grafico Yousef e Farhad, che descrive l'esperienza di due ragazzi omosessuali nell'Iran dei giorni nostri.
Questo bel progetto è nato tramite una pagina facebook aggiornata settimanalmente (CLICCATE QUI), e successivamente l'associazione OutRight Action International (CLICCATE QUI) ha raccolto la storia sotto forma di pdf scaricabile gratuitamente (CLICCATE QUI). É bene precisare che l'idea è venuta a due fumettisti che conoscono bene l'argomento trattato, dato che Khalil Bendib è di origine algerina e Amir Soltani è di origine iraniana (li vedete qui sotto).
Quindi tanto di cappello a ilgrandecolibri.com, che sta offrendo un servizio importante mentre il mondo delle associazioni LGBT italiane e dei siti LGBT più "trendy" continua ad avere una bassa considerazione dei fumetti e del loro potenziale... Anche perchè altrimenti si premurerebbe di parlarne di più e meglio, magari affidandosi a persone competenti e non a qualche collaboratore la cui esperienza in fatto di fumetti inizia e finisce con Topolino (o poco più).
Detto questo se qualche editore italiano volesse stampare la storia di Yousef e Farhad, magari all'interno di un'antologia di fumetti a tematica LGBT provenienti da tutto il mondo, non è che sarebbe una brutta idea... Soprattutto in questo periodo.
E chi ha orecchie per intendere intenda.
Alla prossima.
E non dimenticare di partecipare alla votazione dei premi GLAD! Vota anche tu il fumetto italiano che ti ha deluso di più! Trovi tutte le informazioni CLICCANDO QUI.
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Quindi tanto di cappello a ilgrandecolibri.com, che sta offrendo un servizio importante mentre il mondo delle associazioni LGBT italiane e dei siti LGBT più "trendy" continua ad avere una bassa considerazione dei fumetti e del loro potenziale... Anche perchè altrimenti si premurerebbe di parlarne di più e meglio, magari affidandosi a persone competenti e non a qualche collaboratore la cui esperienza in fatto di fumetti inizia e finisce con Topolino (o poco più).
Detto questo se qualche editore italiano volesse stampare la storia di Yousef e Farhad, magari all'interno di un'antologia di fumetti a tematica LGBT provenienti da tutto il mondo, non è che sarebbe una brutta idea... Soprattutto in questo periodo.
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