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mercoledì 13 luglio 2016

FUTURO 3D...

Ciao a tutti, come va?

Il bello di vivere in questa epoca, che pure è molto perfezionabile, è che comunque posso raccontarvi cose che fino a qualche anno fa non avrei mai creduto possibili... Anche perchè, all'epoca, non avevo la minima idea degli sbocchi che avrebbero avuto le nuove tecnologie e la diffusione del web.

Fatto sta che, per testimoniare che anche l'arte omoerotica sta iniziando a prendere delle nuove strade (con un certo successo), oggi volevo segnalarvi il caso di Alex Bronnings, in arte Abron Muscle... Che risiede a Parigi e che di recente ha anche partecipato al locale Salone del Fumetto e dell'illustrazione LGBT (foto sotto)...

Lui è specializzato in illustrazioni omoerotiche in 3D, realizzate utilizzando programmi come Zbrush e Blender, ed effettivamente era da qualche anno che aveva aperto un suo sito e vari profili su siti di condivisione artistica per farsi conoscere meglio... Cosa che gli è riuscita abbastanza bene, visto che il suo stile 3D cartoonesco e vagamente disneyano ha finito per essere decisamente apprezzato... Infatti ha da poco aperto un profilo su Patreon (CLICCATE QUI), che al momento gli garantisce un'entrata mensile di 2650 dollari al mese (più o meno 2400 euro)... E tutto grazie al supporto dei suoi abbonati, che vogliono garantirsi l'accesso ai suoi lavori senza censure (e a vari benefit proporzionali allìentità della loro donazione mensile)...

Niente male, direi... Anche perchè, a quanto mi risulta, questo è uno dei primi casi di artisti omoerotici 3D che provano a vivere unicamente della loro passione tramite Patreon... E a quanto pare Alex Bronnings ci sta riuscendo... Peraltro utilizzando uno stile che NON usa il 3D per scimmiottare la realtà, ma per dare tridimensionalità alla grafica e all'estetica "di una volta" (più o meno come fanno i film Disney di ultima generazione, insomma)...

Anche se qui, ovviamente, stiamo parlando di lavori che hanno un contenuto omoerotico molto evidente...






Senza contare che questo artista strizza l'occhio amche a tutto quell'immaginario pop che lo ha formato, e ancora lo forma... E qualcosa mi dice che la sua popolarità è arrivata anche grazie alla sua interpretazione e/o rivisitazione di tutta una serie di personaggi più o meno noti...



Compresi alcuni protagonisti dei fumetti omoerotici della CLASS COMICS...



Tra l'altro, oltre a realizzare stampe olografiche dei suoi lavori, il buon Alex Bronnings ha deciso di iniziare a sfruttare - credo davvero per la prima volta - anche un altro aspetto della grafica 3D... Infatti i suoi personaggi sono virtualmente "scolpiti"...
E pure molto bene, secondo me...
Pertanto, ora che si sta perfezionando la tecnologia delle stampanti 3D, questo artista sta provando a rendere disponibili i suoi lavori in versione "stampata" (anche se "scolpita" sarebbe più corretto)... Per ora i modelli che ha messo a disposizione sono solo due (ma si può scegliere la dimensione, che ovviamente è proporzionata al prezzo). In poche parole si acquista la statuina (colorabile), lui la "stampa" e poi la invia a chi ne ha fatto richiesta...


I prezzi, al momento, sono decisamente alti (a quanto pare il materiale e la produzione costano parecchio), ma se avete soldi a palate e vi interessa l'articolo trovate il suo shop CLICCANDO QUI.
Morale della favola: volenti o nolenti siamo nel 2016 già da un bel po', e ci sono degli ambiti che possono sicuramente beneficiarne... Tantopiù che, se oggi si possono avere entrate mensili di 2400 euro tramite un sito che propone illustrazioni omoerotiche 3D in stile cartoon, vuol dire che qualcosa è davvero cambiato...

Certo è che, a questo punto, un bel fumettino erotico realizzato da questo autore con il suo stile non sarebbe neanche una cattiva idea... Attendiamo fiduciosi.

Alla prossima.

lunedì 11 luglio 2016

PARALLELISMI MEDIATICI...

Ciao a tutti, come va?

Ogni tanto nella vita è bello avere delle certezze, come ad esempio il fatto che - anche in pieno luglio  - arrivano degli spunti interessanti per i miei post del lunedì... Quelli dedicati, nella maggior parte dei casi, alle anomalie della situazione italiana...

Oggi, per esempio, posso partire analizzando un episodio di censura di cui si è molto discusso nei giorni scorsi, e che è diventato un vero e proprio "caso" internazionale su vari social.

I fatti sono questi: Le regole del delitto perfetto (How to Get Away with Murder) è un serial americano proposto negli USA dal canale ABC. Si tratta di un legal thriller, che a quanto pare ha buoni riscontri di pubblico e critica. Ha debuttato nel 2014 e in Italia è arrivato per la prima volta (a pagamento) sul Canale FOX della piattaforma SKY, senza subire particolari opere di adattamento.

Fatto sta che, proprio la scorsa settimana, RAI 2 aveva deciso di iniziare proporre questa serie sul digitale terrestre, trasmettendo i primi tre episodi venerdì 8 febbraio a partire dalla prima serata...

E ha deciso di trasmetterla tagliando tutte le scene di sesso gay (baci compresi), ma mantenendo quelle di sesso etero... E considerando che in questo serial le scene di sesso (etero o gay che siano) hanno un'importante funzione narrativa (inquadrando i rapporti fra i vari personaggi e lo sviluppo della trama) si è trattato di uno scivolone notevole... Anche perchè la tipologia delle suddette scene di sesso gay non era diversa da quella di molte scene di sesso etero trasmesse da sempre in prima serata...
Fatto sta che, nell'era dei social, la protesta si è scatenata istantaneamente, e in maniera persino più virulenta rispetto al ben noto caso della censura della prima messa in onda del film Brokeback Mountain sulla RAI (nell'ormai lontano 2008)...

In quel caso - per avere un ripensamento da parte della TV di Stato - fu necessario l'interessamento dei TG di mezza Europa (e non solo), mentre con Le regole del delitto perfetto la valanga di lamentele via social è stato un fenomeno senza precedenti... Tant'è che nel giro di un giorno la notizia è giunta persino all'orecchio degli attori e dei produttori del serial, che - esprimendo pubblicamente il loro sgomento per quanto avvenuto e rilanciando la notizia presso la loro rete di contatti - hanno fatto aumentare esponenzialmente la viralità della protesta... A livello globale...
La direttrice di RAI 2, Ilaria Dallatana (foto sotto) si era inizialmente schierata dalla parte degli adattatori (e del loro senso del pudore), uscendosene con il seguente comunicato stampa:
«Non c’è stata nessuna censura, semplicemente un eccesso di pudore dovuto alla sensibilità individuale di chi si occupa di confezionare l’edizione delle serie per il prime time. Capisco l’irritazione, ma mi preme far notare che dopo anni e anni di serie esclusivamente poliziesche Rai2 ha cominciato a proporre titoli di diverso contenuto, quali Le regole del delitto perfetto e Jane the Virgin, che tratta di maternità surrogata. Anche queste polemiche ci aiutano a prendere le giuste misure per il futuro. Come dimostrano anche le scelte fatte per i nuovi palinsesti, Rai2 sarà sempre più sensibile alla complessità del mondo contemporaneo».

Che però non ha fatto altro che inasprire i toni della polemica, facendo balzare l'hastag #RaiOmofoba ai primi posti... Al punto da spingere RAI 2 a riproporre i tre episodi non censurati nella prima serata di domenica, proprio in concomitanza con la finale dei campionati europei di calcio.

E anche questo, a modo suo, rappresenta un precedente importante. Sia per inquadrare il peso assunto dai social, sia per inquadrare la sensibilità del pubblico italiano di oggi nei confronti della rappresentazione dell'omosessualità nei media. Anche perchè, a quanto pare, nonostante la TV italiana sia sempre più orientata a soddisfare il  pubblico anziano e bigotto (che non ha ancora dimestichezza con le nuove tecnologie, e che quindi è molto più facile da accontentare senza porsi in conflitto con AgCom e associazioni cattoliche varie), c'è ancora della gente che vuole concedere una possibilità alla televisione tradizionale... E che giustamente pretende di avere un servizio che giustifichi la spesa per il canone RAI (che, ironia della sorte, quest'anno arriverà proprio a luglio, inserito nella bolleta della luce).

Come si evolverà la situazione ce lo dirà il tempo, anche se qualcosa mi dice che - per salvare capre e cavoli - presto RAI 2 sposterà Le regole del delitto perfetto in seconda o in terza serata... Anche perchè le lobby cattoliche e bigotte sono ancora estremamente influenti in ambito televisivo... E il fatto che la televisione italiana abbia un occhio di riguardo per il pubblico over cinquanta sicuramente complica le cose (per la prossima stagione RAI si parla già del ritorno di un Pippo Baudo ottantenne alla conduzione di Domenica In, e di uno show condotto da Lorella Cuccarini ed Heather Parisi... Due "showgirl" di 51 e 56 anni)...

Ad ogni modo, arrivati a questo punto, vi chiederete perchè ho fatto un report dettagliato dell'accaduto, visto che Le regole del delitto perfetto con l'immaginario pop c'entra molto poco...

In realtà penso che, al di là del caso specifico, questo episodio sia estremamente emblematico del più ampio cortocircuito mediatico che coinvolge il nostro paese, e di cui parlo spesso su questo blog. Lo stesso cortocircuito che, recentemente, ha spinto RAI 4 ad abbandonare (di nuovo) la programmazione di anime giapponesi per via dei bassi ascolti nel periodo estivo (e dell'alto numero di streaming illegali), dopo che la serie FAIRY TAIL era stata spostata dal primo pomeriggio alle ore 1.30 di notte... E viene davvero da chiedersi se tale spostamento non sia stato studiato proprio per fare abbassare definitivamente gli ascolti, onde avere un pretesto in più per sospendere la programmazione italiana con l'episodio 149...

Forse c'erano già stati degli ammonimenti da parte dell'AgCom? L'Aiart (l'associazione dei telespettatori cattolici, di cui potete sfogliare l'ultimo bollettino CLICCANDO QUI, con tanto di lamentele per la propaganda gay a Sanremo e del poco risalto dato al Family Day) era già andata sul piede di guerra? Il Moige (MOvimento Italiano GEnitori) aveva già iniziato a storcere il naso e a fare pressione sui dirigenti giusti?

Quel che si sa è che questa serie, prima di essere stata trasmessa da RAI 4, era stata acquistata da Mediaset già nel 2009 (CLICCATE QUI)... Anche se non era mai entrata in fase di doppiaggio... Forse Mediaset si era resa conto - in ritardo - che (con tutti quei seni prosperosi e tutta quella "violenza") era un prodotto a rischio multa AgCom e, onde evitare problemi, ha preferito lasciar perdere fino alla naturale scadenza della sua opzione sulla serie?

E RAI 4 ha  forse peccato di ingenuità, rilevandone i diritti senza avere l'esperienza di Mediaset in fatto di multe AgCom? Ha forse dato per scontato che, chiamandosi la serie Fairy Tail, non avrebbe avuto tutte quelle ragazze in bikini e quei combattimenti all'ultimo sangue?

Chissà...

Dopotutto lo streaming illegale è diventato un'abitudine non solo per quel che riguarda gli anime (anche se gli estimatori del genere, alla luce del trattamento riservatogli negli ultimi vent'anni, sono diventati molto esperti in fatto di canali "alternativi"), quindi viene il sospetto che si tratti davvero di una scusa...

Certo è che Le regole del delitto perfetto e FAIRY TAIL sembrano davvero i due lati della stessa medaglia, e l'anomalo trattamento che è stato loro riservato dalla stessa azienda a distanza di pochi giorni potrebbe indicare che a monte c'è un qualche tipo di collegamento che a noi comuni mortali non è dato conoscere. Forse le lobby cattoliche e reazionarie, che stanno perdendo sempre più terreno nel mondo reale, hanno iniziato a fare la voce grossa con le principali emittenti televisive nel tentativo di avere maggiore influenza sui contenuti dei palinsesti? Onde evitare che la TV italiana si adegui a dei cambiamenti già in atto, e nella speranza di non perdere altri consensi?

Chissà...

D'altra parte, come ho sostenuto più volte, ora il pubblico di un certo tipo di prodotto è molto attento e informato (e spesso è giovane, con una formazione culturale medio alta e tendenzialmente progressista), e non è più disposto a scendere a compromessi per accontentare le fasce di pubblico più bigotte e attempate... E questa situazione, evidentemente, sta mandando in tilt la televisione italiana...

Certo i primi a risentirne sono stati gli anime, ma solo perchè trattavano certi argomenti "eticamente sensibili" da sempre... Tuttavia era solo questione di tempo prima che il conflitto di interessi si estendesse ai serial TV, e diventasse palese con un prodotto come Le regole del delitto perfetto.

Tuttavia un altro dato interessante che emerge da tutta questa vicenda, secondo me, sono i parallelismi con la situazione del fumetto popolare italiano... Che in fatto di tematiche LGBT sembra voler adottare la stessa politica della RAI...

Con una sostanziale differenza.

Tutte le sue correzioni e le sue censure - in particolare sui contenuti LGBT - avvengono a monte sul materiale non ancora pubblicato (se non addirittura a livello di sceneggiatura), e pertanto i lettori non hanno un'idea precisa di cosa è stato tagliato e risistemato, e di cosa no... Anche se un occhio attento può effettivamente scovare delle incongruenze MOLTO SOSPETTE (CLICCATE QUI), che a volte possono addirittura essere confermate dagli stessi autori (CLICCATE QUI).

Tuttavia quello che è successo con Le regole del delitto perfetto dimostra che in Italia il pubblico gay friendly esiste ed è sempre più numeroso... Tant'è che ora riesce persino a mettere in difficoltà la RAI. Inoltre il pubblico più gay friendly pare proprio coincidere con quello più interessato all'intrattenimento seriale di qualità... E se la televisione italiana può tentare di aggirare il problema spostando certi prodotti in fasce orarie diverse, e riempiendo il palinsesto diurno di reality, quiz, rotocalchi e prodotti a prova di bigotti (e AgCom), gli editori italiani di fumetti NON possono ricorrere a queste strategie...

Quindi la loro unica opzione, a rigor di logica, dovrebbe essere quella di aggiustare il tiro... Magari dividendo le loro produzioni per fasce d'età e rinunciando gradualmente all'approdo sicuro (ma in via di estinzione) rappresentato dai lettori ultracinquantenni e con un'indole tendenzialmente conservatrice...

A meno che non vogliano perdere del tutto (e con un ritmo crescente) il loro pubblico potenziale, e in particolare quello giovane... Cosa che, peraltro, sembra accadere già da qualche anno...

In conclusione: quello che è successo in questi giorni dovrebbe essere visto come un monito da non sottovalutare per tutti coloro che si occupano di entertainment in Italia... Anche se ho paura che chi gestisce questo ambito preferirà indossare ancora i paraocchi e proseguire per la sua strada, fino a quando non sarà troppo tardi...

Ad ogni modo staremo a vedere quello che succederà.

Qualcosa mi dice che siamo solo all'inizio, e che seguire gli sviluppi di questa situazione potrebbe essere persino divertente...

Alla prossima.

venerdì 8 luglio 2016

PROBLEMI DI ATTRIBUZIONE...

Ciao a tutti, come va?

La notizia di oggi, una volta tanto, è talmente interessante che se n'è iniziato a parlare anche in lingua Italiana, nonostante sia stata diffusa solo in queste ore... D'altra parte parliamo di un franchise fantascientifico molto noto, di produzioni cinematografiche importanti e di personaggi che sono entrati nell'immaginario pop di almeno tre generazioni...
Infatti parliamo di Star Trek...

I fatti sono questi: in occasione dell'imminente uscita del nuovo film, Star Trek Beyond, l'attore John Cho (che in questa rivisitazione della prima serie veste i panni del timoniere Sulu) ha reso noto - al magazine Herald Sun (CLICCATE QUI) - che il suo personaggio (a cui è stato dedicato anche un poster promozionale) paleserà il fatto che è gay, sposato e padre di una figlia adottiva...

In realtà era da decenni che i fans di Star Trek attendevano che un personaggio dichiaratamente gay entrasse a far parte del canone ufficiale, soprattutto considerando che la serie è ambientata in un futuro abbastanza utopico, dove c'è posto per tutti... E infatti già nella prima serie televisiva, quella degli anni Sessanta, le differenze etniche non avevano alcun peso... Al punto che la serie, per la prima volta nella storia della televisione americana, presentò un bacio interrazziale (e infatti quella puntata fu censurata in una buona parte degli stati americani più razzisti e conservatori)...

Quindi, tecnicamente, si tratta di un bel passo avanti... Che forse era anche un po' inevitabile, considerando che questo è il primo film di Star Trek distribuito dopo l'approvazione dei matrimoni gay negli USA, tuttavia la scelta di presentare un Sr. Sulu come omosessuale non ha fatto felici proprio tutti... A partire proprio dal suo primo interprete, l'attore gay dichiarato George Takei...

Ora, essendo Heorge Takei omosessuale e attivista per i diritti gay (nonchè sposato), non è un mistero che abbia sempre sperato che nella saga che lo ha reso celebre comparissero personaggi LGBT, tuttavia in questo caso si è verificato un vero proprio conflitto di interesse fra le sue aspirazioni di attivista e la sua devozione a Star Trek. Infatti gli autori del nuovo ciclo di film hanno voluto presentare un Sr. Sulu omosessuale con l'evidente scopo di omaggiare l'attore George Takei, sorvolando sulla biografia ufficiale del personaggio (comprensiva di quanto avvenuto nei romanzi dell'universo espanso)...

Infatti, per quel che si sapeva, il Sr. Sulu era eterosessuale e sua figlia (che si era vista anche nel film Star Trek: Generations, del 1994) era stata concepita con una donna, come rivelato nel romanzo del 1995 The Captain's Daughter. Tutte cose che George Takei, da vero appassionato della serie (e del suo personaggio) sapeva bene. E infatti ha confermato all'Hollywood Reporter (CLICCATE QUI) che da una parte si sente onorato, ma dall'altra la considera una scelta alquanto infelice...

E forse un po' troppo commerciale, aggiungo io.

A parziale discolpa dei nuovi sceneggiatori di Star Trek, comunque, c'è da dire che il recente ciclo di film non è esattamente un remake della serie originale, ma un reboot ambientato in una realtà alternativa che si è creata dopo un'alterazione del flusso temporale, che ha portato alla morte del padre del capitano Kirk nel giorno della sua nascita, con tutta una serie di ripercussioni a catena di una certa portata... Tant'è che in questo nuovo universo il pianeta Vulcano (la patria del Sr. Spock e di tutti i vulcaniani) è esploso e diversi personaggi hanno avuto percorsi di vita completamente diversi... O addirittura non sono mai entrati a far parte dell'equipaggio dell'Enterprise, anche se nella serie televisiva originale avevano avuto un certo peso, come nel caso dell'infermiera Chapel (che nei nuovi film viene solo menzionata di tanto in tanto)...

Quindi, almeno in teoria, non sarebbe neanche impossibile ipotizzare che le alterazioni del flusso temporale abbiano portato il Sr. Sulu di questo nuovo universo a prendere coscienza della propria omosessualità, anche se nella realtà precedente questo non era avvenuto (o comunque non era mai avvenuto in maniera così evidente).

Tuttavia, al di là delle questioni legate alla riproposta più o meno fedele del Sr. Sulu, credo che questo sarà un precedente di notevole portata. Sia per il cinema di fantascienza che per tutto l'universo che ci gira attorno, compresi i fumetti.

Soprattutto per quei fumetti che vanno avanti a suon di citazioni e idee riprese dalle produzioni fantascientifiche di maggior successo. Se finora potevano glissare sul discorso omosessualità, o magari potevano darne una rappresentazione datata e stereotipata per non contrariare il loro pubblico conservatore, adesso non solo un franchise come Star Trek l'ha sdognata ufficialmente... Ma l'ha sdoganata anche in termini di relazioni di lunga data, matrimoni e adozioni... E, soprattutto, in termini di visibilità e integrazione.

Per quanto tempo certi fumetti, soprattutto nel panorama italiano, si potranno ancora permettere di fare finta di niente?

Staremo a vedere...

P.S. Curiosamente, al momento, nessuno ha chiesto un parere all'attore  Zachary Quinto, che nei nuovi film intepreta il Sr. Spock ed è gay dichiarato... Attendiamo fiduciosi...

mercoledì 6 luglio 2016

FRANCIA D'ESTATE...

Ciao a tutti, come va?

Ultimamente il mio sguardo panoramico non ha indugiato molto dalle parti della Francia, ma questo non vuol dire che da quelle parti manchino gli spunti di riflessione interessanti... A partire dall'ambito delle autoproduzioni prettamente LGBT.

Infatti ai primi di giugno il Center LGBT di Parigi ha dato spazio alla terza edizione del Salone del Fumetto e dell'illustrazione LGBT, con una mostra espositiva che ha tenuto banco dal 4 giugno al 6 luglio (e cioè oggi)...
Magari non si sarà trattato di un evento fumettistico in grande stile, e forse la cornice sarà anche stata modesta, ma sicuramente questo Salone si conferma un'iniziativa culturale lodevole, soprattutto considerando che è promossa da un Gay Center...








Da notare che dalle nostre parti nessuno spazio propriamente gay, o che in teoria dovrebbe promuovere le iniziative culturali LGBT, ha mai messo in programma un'iniziativa anche solo vagamente simile... Men che meno nel mese del Gay Pride... Ad ogni modo, in Francia, non sono solo le realtà associative a fornire visibilità agli artisti che puntano sulle tematiche LGBT. La libreria Les mosts à la bouche di Parigi (6 Rue Sainte-Croix de la Bretonnerie) ha allestito una piccola - ma molto interessante - mostra dedicata ai lavori di Fab e Fabrissou... I due fumettisti/illustratori hanno rivisitato col loro stile alcuni personaggi dell'animazione televisiva anni Ottanta (e non solo) che sono diventati anche icone estetiche (ed erotiche) per la comunità LGBT francese... E, considerando che molte di quelle produzioni televisive sono arrivate anche in Italia, potete divertirvi anche voi a riconoscere qui sotto  i soggetti delle loro opere...




La mostra è stata inaugurata il 29 giugno, proprio a cavallo dei giorni del corteo del Gay Pride parigino, e anche in questo caso viene da chiedersi perchè in Francia questo accade e in Italia no... Mancano gli artisti? Le poche librerie gay sopravvissute in Italia non hanno questo tipo di interesse? Chissà... Certo qualcuno può obbiettare che Parigi è la capitale della Francia e quindi merita un discorso a parte... Tuttavia è abbastanza evidente che a Roma, che è la capitale d'Italia, la situazione è alquanto diversa... Tant'è che l'unica iniziativa romana che di recente ha toccato, molto parzialmente, il discorso omosessuale è rientrata in una più ampia serie di iniziative organizzate dal caffè letterario femminista Tuba, che si trova al Pigneto, e che da alcuni anni organizza l'evento Bande de Femmes (maggiori info le trovate CLICCANDO QUI)...

Da quel che ho capito l'unica nota fumettistica esplicitamente LGBT durante la rassegna di quest'anno è stata la presentazione dell'antologia Cronache dall'Ombra, che raccoglie diversi lavori di Patrizia Mandanici, comprese le storie e le illustrazioni LGBT che aveva realizzato negli anni Novanta per il mensile Babilonia...

Intendiamoci: una manifestazione dedicata alla creatività femminile, che offre spazio al fumetto e all'illustrazione, è una buona idea... Tuttavia il pensiero che tutta la valorizzazione del fumetto LGBT nella capitale - durante il mese del Gay Pride - si sia limitata alla presentazione di alcune storie (peraltro "d'epoca") in un'antologia... In un evento che - oltretutto - non solo non era incentrato sulle tematiche LGBT, ma non era nemmeno incentrato tutto sui fumetti... Insomma... Mi lascia perlomeno perplesso... E trovo che sia molto indicativo di una situazione di arretratezza rispetto al contesto internazionale.

Anche perchè, a titolo di esempio, in Francia le manifestazioni per promuovere il fumetto LGBT a giugno non si sono tenute solo a Parigi: c'è stata una tre giorni dedicata a questo particolare tipo di fumetto anche a Tolosa... A partire dal 18 giugno (e anche in questo caso è stata promossa dalle associazioni gay locali)... 
Senza contare che è già in preparazione la quinta edizione del Festival dello YAOI e dello YURI (che in Francia ospita numerose autoproduzioni autoctone), che finora si era tenuto a Lione, ma che quest'anno proverà a trasferirsi a Parigi per festeggiare il suo primo anniversario importante (e per avere più spazio, dato che a Lione iniziava a stare un po' stretta)...

Ad ogni modo, parlando di Parigi, può essere interessante notare che proprio questo fine settimana si tiene il Japan Expo (CLICCATE QUI), che come ogni anno darà molto spazio alle iniziative francesi che in qualche modo si ispirano all'immaginario giapponese... E quindi, anche quest'anno, è prevista una massiccia partecipazione di autoproduzioni fumettistiche francesi che si ispirano all'immaginario omoerotico dei bara manga... I ragazzi che ruotano attorno alla fanzine Dokkun, ad esempio, hanno già preparato qualche novità da lanciare per l'occasione...



E ovviamente non saranno i soli... Ad esempio ci sarà un piccolo stand anche per il web comic The Gardener (lo trovate CLICCANDO QUI), di cui è stata realizzata da poco la terza raccolta cartacea...

E per i ragazzi della fanzine Themalicious...



E, anche in questo caso, non posso fare a meno di chiedermi come sia possibile che al di là delle Alpi il genere bara manga abbia saputo attecchire così bene, mentre dalle nostre parti la situazione sia rimasta fondamentalmente quella di vent'anni fa... Anzi: in fatto di autoproduzioni siamo persino regrediti...

Forse tutto rientra in un più generale atteggiamento di disaffezione e di sfiducia da parte del pubblico italiano nei confronti del fumetto, inteso come mezzo espressivo? Questo impedisce che dalle nostre parti si crei una nicchia di autoproduzioni a tema LGBT differenziata come in Francia? Forse da noi molti autori, o aspiranti tali, che vorrebbero trattare tematiche LGBT hanno ancora una grande paura di esporsi (una paura che i loro colleghi francesi non hanno più)? Forse la mancanza di associazioni italiane sensibili alla questione dei fumetti LGBT contribuisce a rendere tutto più difficile?

Non saprei... Sicuramente più passa il tempo e più è evidente che la situazione italiana sembra essere molto meno frizzante di quella francese, e visto che la Francia non è esattamente su un altro pianeta gli interrogativi non sono pochi...

E probabilmente bisognerà tornare a parlarne in futuro.

Alla prossima!