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lunedì 2 marzo 2009

COSE DELL'ALTRO MONDO

Ciao a tutti e a tutte, come state?
Ultimamente ho notato che le fiere del fumetto italiano si stanno sincronizzando sempre più spesso con quelle statunitensi (Jung direbbe che non è un caso), e questo mi fornisce lo spunto per fare qualche impietoso confronto in più. Per esempio: nel week-end appena trascorso si è tenuta la fiera del fumetto di Mantova (Mantova Comics & Games 2009) e la fiera del fumetto di San Francisco (WonderCon 2009). Ovviamente Mantova non è San Francisco e non voglio fare paragoni insensati, ma fatte le dovute proporzioni non posso fare a meno di sospirare pensando a come l'argomento "fumetto GLBT" in Italia non sia affrontato direttamente da anni, mentre negli Stati Uniti ha uno spazio praticamente in tutte le manifestazioni fumettistiche di una certa importanza. Mi spiego meglio: negli ultimi anni si è parlato di fumetti gay solo quando si sono presentati dei volumi della Kappa Edizioni (che in qualche modo toccavano l'argomento), ma l'ultima conferenza sull'argomento tenutasi in Italia risale a Romics 2002, e posso dirlo perchè ero presente (un resoconto dettagliato - e spietato - dell'evento potete leggerlo CLICCANDO QUI). Intendiamoci: non fu un'esperienza indimenticabile, nel senso che di tutto si parlò (retroterra psicologici di Batman, shonen-ai, attivisti gay...) fuorchè della scena del fumetto gay vero e proprio. D'altra parte gli unici autori di fumetti gay presenti eravamo io e Massimiliano De Giovanni, e probabilmente siamo stati quelli che hanno potuto parlare di meno. Comunque, tornando al presente, se andate nella pagina degli ospiti di Mantova Comics (ci arrivate dalla home del sito), potete vedere gli oltre 60 ospiti della manifestazione e se guardate bene vedrete che fra di loro c'è anche Marco Santucci, l'unico autore italiano che a parte me ha un profilo su PRISM COMICS. Non conoscendo personalmente gli altri ospiti non so quanti di loro sono gay dichiarati, ma così a lume di naso Marco Santucci era in buona compagnia. Però, non so perchè, sapere che l'unico gay dichiarato pubblicamente era lui mi ha messo un po' di tristezza, anche perchè - per la serie "in Italia tira la figa"- il momento clou della manifestazione è stato il salotto tenuto dalle giovani scrittrici Melissa P., Micol Beltramini, Barbara Baraldi ePulsatilla, che col mondo del fumetto c'entrano molto relativamente.
Intendiamoci: le trovo intelligenti e carine, non ce l'ho con loro e le stimo sul serio perche hanno creato anche dei casi letterari svecchiando l'immagine della letteratura italiana, però questo intervento mi è sembrato un po' fuori luogo e ammetto che mi ha indispettito. Anche i sassi sanno che queste scrittrici sono diventate famose parlando (bene e senza remore) di sesso, e mi indispone vedere che nelle fiere del fumetto italiano si celebra persino la sessualità etero che non c'entra niente col fumetto, mentre tutto quello che ha a che fare con l'omosessualità - a fumetti e non - semplicemente non esiste. Se non nelle presentazioni di alcuni volumi della Kappa Edizioni (che peraltro per stessa ammissione degli autori non si rivolgono al pubblico gay). Non so se rendo l'idea. Comunque, tornando a bomba, vi informo che nel Wondercon di San Francisco ci sono state ben tre conferenze sul tema dei fumetti gay. Volete sapere gli argomenti nel dettaglio?
OK!
Conferenza 1: la nascita e l'esperienza di GAY COMIX (la prima rivista di fumetti gay e lesbici americana che negli anni 80 è uscita dal circuito strettamente gay, ne avevo parlato diffusamente anche su questo blog a suo tempo se vi ricordate).

Conferenza 2: il rapporto fra donne e fumetto a tematica omosessuale.
Conferenza 3: il fumetto gay autoprodotto.
Al termine della terza conferenza è stato assegnato anche il premio
Queer Press Grant che da 4 anni l'associazione PRISM COMICS riserva al più interessante fumetto a tematica omosessuale che è stato autoprodotto nell'anno precedente.
Quest'anno il premio è andato a
Pam Harrison e al suo fumetto realizzato in 3D sulla vita della poetessa Saffo... Per la rilevanza storica del soggetto e per la tecnica innovativa utilizzata.
Fate un po' voi i vostri confronti e tirate un po' voi le conclusioni. Il discorso è veramente molto ampio, ma secondo me il nocciolo sta tutto nel fatto che la nostra comunità gay, oltre a partire svantaggiata per una questione storica e geografica, risente parecchio del fatto che il discorso "cultura gay" intesa NON come insieme di nozioni dotte, ma come identità culturale è stato bellamente ignorato da chi di dovere... Ma questo è un discorso lungo e complesso, e magari avrò occasione di riparlarne un'altra volta.
Baci e abbracci.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Non vorrei sembrarti cinico Valeriano, ma mi verrebbe da dirti: "D'altra parte l'Italia è così..."
Non è per cattiveria, ma in Italia ci sono motivi radicati per i quali l'omosessualità è considerata sbagliata o peggio. Quindi penso che dovresti evitare confronti fra l'Italia e l'estero e magari andare a viverci e lavorarci. Per esempio in America (USA west coast ovviamente), Germania, Inghilterra e Giappone saresti valorizzato molto di più. Non ti preoccupare dell'Italia perchè ha solo quello che si merita per essere così stupida.

Wally Rainbow ha detto...

Beh...Forse il problema di questo paese è proprio quello che per lungo tempo si è chiuso a riccio non confrontandosi col resto del mondo. I gay soprattutto. Secondo me parlare di certe cose e fare dei confronti può aiutare, anche se sicuramente sarà un processo lungo. E comunque non vorrei che questi post sembrassero degli sfoghi di un fumettista frustrato :-) In realtà lo scopo è quello di dire le cose che nessun altro dice proprio per iniziare a smuovere le acque :-) Voi che ne pensate???

Luca ha detto...

Io credo che tu abbia ragione Valeriano...
L'unico modo per cambiare qualcosa è uscire dall'ombra, far vedere che i gay non sono solo Platinette e Malgioglio, ma anche il tuo vecchio compagno di banco, il bidello che ti lasciava fare le fotocopie, il tuo postino, il tuo capo in ufficio (e così potrei continuare all'infinito ^^)
Sono fermamento convinto, inoltre, che dire "l'Italia è quello che è, tanto vale andare a vivere in Olanda o in Spagna" significa ammettere la sconfitta e fuggire.
L'Italia la fanno gli italiani, e lavarsene le mani non ci porterà da nessuna parte. IL nostro Paese non cambierà se tutti i gay che ne hanno la possibilità migreranno, e alla gente comune rimarrà come simbolo dei gay i sopraccitati Platinette & co.
Scusate questo mio breve sfogo ._.''
Con affetto,
Luca

Anonimo ha detto...

Ma è normale che i gay se ne vadano dall'Italia. Il nostro paese è indietro rispetto agli altri da qualsiasi punto di vista. Anche in Israele adesso ci sono le unioni per i gay e qua ancora no eppure dicono ancora che il nostro è un paese civile e Israele è ancora barbaro. L'Italia è arretrata in tutto quindi la gente se ne va perchè è stufa di aspettare che cresca. Ci vogliono far credere che l'Italia è progredita, ma non è così e finchè la gente non se ne renderà conto tanto vale lasciar perdere e andarsene a vivere in posti migliori. E non è ammettere la sconfitta, ma semplicemente voler vivere al meglio la propria vita senza le angherie e i soprusi di un paese chiesaiolo, contadino, bigotto e ignorante.

Anonimo ha detto...

So ke nn c entra niente con la discussione,ma si può sapere come mai troy nn continua più?

loran ha detto...

Sicuramente se uno ha le possibilità di andare a vivere in un altro paese dove vive meglio ed è più valorizzato quello che fa va bene, però anche quelo che dice Wally è giusto, ci vorrà tempo e forse molte generazioni ma il parlare di certe cose fa si che certe situazioni cambino.

Come cantavano i sette nani a forza di colpire anche il diamante prima o poi si spacca.

Anonimo ha detto...

Ma figuriamoci!

Anonimo ha detto...

imparato molto

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e