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martedì 22 novembre 2011

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Il post di oggi inizia con una segnalazione che riguarda la giornata mondiale per la lotta all'AIDS, che come dovreste sapere tutti cade il primo di dicembre. In questa occasione, come ogni anno, l'arcigay ha stampato una serie di manifesti e volantini per puntare l'attenzione su questo argomento, ma quest'anno - una volta tanto - si è ispirata (in parte) all'immaginario legato ai fumetti...
Forse sbaglio, ma credo che sia la prima volta che, in un certo senso, i fumetti vengono coinvolti indirettamente in una campagna di questo tipo organizzata da un'associazione gay italiana. Probabilmente col passare degli anni c'è un inevitabile rinnovamento dei modelli culturali e, presumibilmente, dei volontari. Di conseguenza prima o poi era inevitabile che si verificasse qualcosa del genere. Il che, effettivamente, è una cosa buona, anche perchè vuol dire che - anche a livello ufficiale - il mondo LGBT italiano sta lentissimamente iniziando a considerare che i fumetti hanno una propria valenza culturale. Certo, rispetto a quello che avviene in altri paesi siamo abbastanza indietro, ma d'altra parte ognuno ai suoi tempi. Negli USA, ad esempio, le librerie gay hanno iniziato ad avere una sezione dedicata ai videogiochi gay friendly, che lentamente stanno aumentando. Recentemente è arrivato il secondo capitolo di DRAGON AGE, e visto il grande successo delle opzioni gay presenti nelle precedenti versioni ha deciso di continuare su questa strada...
Più recentemente, proprio lo scorso 11 novembre, ha debuttato il quinto capitolo di un'altra saga con ambientazione fantasy, The Elder Scrolls, che si intitola Skyrim e che - evidentemente - pensa che le opzioni gay devono essere pari a quelle etero... Infatti in questo gioco di ultima generazione sarà possibile celebrare anche i matrimoni gay, con tanto di solenne cerimonia... E, secondo voi, questo che è il blog che vi fa vedere tutto quello che gli altri non vi fanno vedere, poteva mancare di mostrarvela? Ovviamente no, e quindi eccovela qui di seguito...

Carina, vero? Personalmente credo che una simile formula di matrimonio andrebbe benissimo anche nella vita reale (ovviamente sostituendo il nome della divinità a seconda di quella in cui si crede, o magari omettendolo in caso di matrimoni civili). Morale della favola: i matrimoni gay iniziano ad entrare a tutti gli effetti anche nella cultura videoludica, e penso che questo abbia un notevole potenziale educativo. Detto ciò, purtroppo, oggi mi tocca condividere una notizia non proprio positiva. Giusto la scorsa settimana vi avevo detto che, fra le tante chiusure che la colpiranno le testate della MARVEL, non era prevista quella della serie dedicata a Daken, il figlio bisessuale di Wolverine... E invece è stato appena annunciato che anche questa terminerà la sua corsa (col numero 21, a febbraio)...
Sicuramente questo eroe (o, per meglio dire, antieroe) non sparirà dalla circolazione, tuttavia non posso fare e meno di riflettere sul fatto che - per l'ennesima volta - una testata con un supereroe LGBT non è stata baciata dalla fortuna (e da delle vendite sufficentemente buone). Forse il mio è un parere di parte, ma sarei pronto a scommettere che buona parte della responsabilità sia dovuta anche al fatto che gli sceneggiatori assegnati alle suddette serie non sono mai stati in grado di sviluppare il potenziale LGBT di questi personaggi, rendendoli meno interessanti di quanto potrebbero essere, e portando le loro serie ad una conclusione prematura. Se fossi un editore della caratura della MARVEL non nego che valuterei l'ipotesi di assegnare storie con personaggi LGBT a sceneggiatori LGBT... Soprattutto dopo aver verificato che il lavoro di Allan Heinberg (gay dichiarato) sugli Young Avengers (in cui c'è una coppia di super gay) è sempre stato eccellente e costantemente premiato da pubblico e critica, ma anche da un discreto riscontro commerciale...
Vedremo cosa accadrà nel prossimo futuro... Forse alla MARVEL non hanno ancora capito che il pubblico gay - perlomeno negli USA - è estremamente fedele, riconoscente e sa dare a Cesare quel che è di Cesare... E a questo proposito mi sembrava carino cogliere l'occasione per segnarvi una di quelle cose che negli USA succedono abbastanza frequentemente, mentre in Italia non sono ancora concepibili. Dovete sapere che la città di Palm Spring, in California, è una tantino atipica dal punto di vista gay, nel senso che celebra le iniziative legate al Gay Pride in questa stagione. Tra le altre cose, dal primo al sei novembre, le associazioni locali hanno premiato i personaggi LGBT più rappresentativi della loro comunità, anche dal punto di vista artistico. Quest'anno, ad esempio, la scelta è caduta sul fotografo John Palatinus, uno dei pochi sopravvissuti della generazione di fotografi che - negli anni '50 - rivoluzionarono l'estetica gay...
Per chi non lo sapesse, infatti, dai primi anni '50 in poi negli USA ci furono diversi fotografi gay che, cercando di aggirare la fortissima censura, contibuivano a riempire tutte quellr riviste che ufficialmente si occupavano di fitness e culturismo, ma che in realtà si rivolgevano al pubblico gay (tant'è che vendevano foto più esplicite per corrispondenza). Questo fece in modo che, molto gradualmente, l'estetica dell'uomo atletico, assertivo e prestante andasse gradualmente a sostituire il classico stereotipo del gay effemminato, decadente o al massimo intellettuale... Fornendo tutta una serie di modelli di riferimento nuovi per le nuove generazioni di gay...
Non che ci sia niente di male ad essere effemminati, ma penso sia evidente che quando questo modello di riferimento è l'unico possibile si vengono a creare generazioni di gay frustrati, repressi e disorientati, anche perchè è statisticamente dimostrato che il suddetto modello può essere utile solo al 15% della popolazione gay. E comunque in Italia, dove questo modello è stato l'unico possibile per decenni, potete constatare da soli i risultati. Quindi tanto di cappello ai fotografi come John Palatinus e al comitato del Palm Spring pride che ha deciso di premiarlo...
Quello che mi fa pensare è il fatto che, in effetti, nei Gay Pride italiani si fa di tutto fuorchè premiare personalità di spicco nel mondo artistico e culturale. Quasi come se questo fosse un ambito totalmente marginale nella questione gay. In effetti a me verrebbe da pensare che, se tanto mi da tanto, forse l'Italia ha dei seri ritardi dal punto di vista gay proprio perchè arte e cultura sono considerati due ambiti marginali dal mondo gay ufficiale. Forse mi sbaglio, però se il nostro paese praticamente non ha memoria storica gay, mentre in USA John Palatinus viene ancora celebrato con tutti gli onori, ci sarà un motivo... Così come ci sarà un motivo se questo anziano signore si diverte ancora a fare il suo lavoro e, per le sue mostre internazionali, esibisce anche degli autoritratti come questo...
Se non altro adesso sappiamo che si mantiene ancora bene... E che prende la vita con ironia. Ce ne fossero!
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Alla prossima...

1 commento:

Eaglehawk ha detto...

Ciao Elfo, Daken non è cassato. Rientra sulle pagine di papà Wolverine dal prossimo mese. La produzione è stata chiusa per mencanza di vendite. In effetti mi sembra un po' antipatico come personaggio. Sia come antieroe che come supereroe. Un caro saluto.