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mercoledì 16 ottobre 2013

NEW YORK REPORT

Ciao a tutti, come va?
Mentre Lucca Comics & Games si avvicina, e lo fa senza particolari aspettative per la comunità LGBT (anche quest'anno REN BOOKS ha pensato - molto saggiamente, secondo me - che non valesse la pena di investire tempo e denaro in una manifestazione che non ha una connotazione ufficialmente gay friendly o un coordinamento di iniziative LGBT), si è da poco conclusa la New York ComiCon (dal 9 al 12 ottobre), che non ha avuto i numeri di Lucca Comics, ma che - essendo a New York - aveva un clima decisamente più gay friendly...
A partire dalla conferenza organizzata dall'associazione GEEKS OUT in collaborazione con TIMES OUT: la prima - che dovreste conoscere - è un'associazione di appassionati LGBT di fumetti con sede a New York, e la seconda è l'associazione LGBT dei dipendenti e collaboratori  del quotidiano New York Times. La suddetta conferenza ha fatto il punto sulle tematiche LGBT nel fumetto seriale americano, coinvolgendo sceneggiatori di primo piano.
Decisamente un altro universo rispetto all'Italia, soprattutto se si considera che l'argomento LGBT in una fiera come quella di Lucca compare ancora  in maniera del tutto occasionale e sporadica, e quasi mai in maniera davvero esplicita. Sia come sia l'associazione GEEKS OUT, grazie alle sue inziative organizzate regolarmente durante tutto il corso dell'anno (praticamente ne fa una alla settimana) è riuscita anche a pagarsi uno spazio espositivo ben visibile, dove i volontari (che vedete - in parte - qui sotto) hanno fatto i turni, assieme agli ospiti che si sono alternati durante i giorni della fiera...




E anche quest'anno hanno fatto la loro bella figura, facendo anche da punto di ritrovo per la comunità LGBT presente alla fiera (e per i loro simpatizzanti). Tra l'altro quest'anno avevano anche un volontario in cosplay che ha fornito un'attrattiva supplementare...
Sia come sia, in una città che consente i matrimoni gay e in cui essere visibilmente gay non è esattamente un problema, potete immaginare che le persone che si aggiravano in cosplay erano alquanto disnibite, soprattutto se erano gay a loro volta. Siccome presumo che molti di voi non fossero presenti, qui di seguito cercherò di fornirvi una piccola selezione un po' per tutti i gusti...
Dagli esibizionisti...



Agli sfacciati...

 

Ai reverse gender...



Alle coppie di fatto...


Belle cose, vero? Al che, vi chiederete, che differenza c'è fra questi cosplay e quelli che si aggirano a Lucca Comics & Games. Domanda pertinente. In effetti all'apparenza non ci sono grandi differenze... Tuttavia, ad esempio, le coppie gay di cosplay - a New York - non simulano di non esserlo e comunque sono consapevoli che hanno il diritto di mostrarsi per quello che sono, anche in cosplay. E, per dirla tutta, anche i semplici visitatori della mostra, che non fanno cosplay o altro, non hanno grandi problemi a mettere in chiaro quello che sono... Ed eventualmente a quale associazione LGBT fanno capo...
Tuttavia, se proprio volessi essere sintetico, la più grande differenza che noto fra una manifestazione come quella di New York e Lucca Comics & Games è che, fondamentalmente, dal punto di vista LGBT  New York non ha mai smesso di evolversi, mentre Lucca è rimasta uguale a una dozzina di anni fa. Certo anche a Lucca i cosplay sono sempre più disinibiti, e meno vestiti, ma oltre un certo limite di "visibilità gay" non penso che oserebbero mai andare. Alcuni editori propongono materiale a tema, ma non ci sono spazi o iniziative che valorizzano il mondo LGBT in quanto tale. Gli stessi visitatori LGBT, che pure percepiscono un clima accogliente, forse hanno ancora la tendenza a non manifestarsi troppo apertamente... Per paura di essere guardati male o altro. E addirittura giocano sul fatto che possono camuffarsi e passare inosservati nel clima surreale ed eccentrico della manifestazione....
E, dopotutto, è anche vero che non vedono da nessuna parte dei segnali concreti ed espliciti di apertura nei loro confronti. Come dargli torto, quindi?
Non so se riesco a rendere l'idea.
Ora: mi rendo conto che paragonare New York con Lucca è una cosa fuori dal mondo, però credo che se una manifestazione come Lucca Comics & Games fa certi numeri e ha una tale rilevanza varrebbe la pena porsi delle domande...
Il problema sono le risposte.
Alla prossima.

2 commenti:

Luca ha detto...

È anche vero che noi non abbiamo la minima cosa anche solo lontanamente simile a Geeks Out.
Come sempre, in ordine sparso è molto più difficile agire in modo marcante come "gruppo di pressione" per cambiare le cose. Non diamo quindi sempre e solo la colpa all'organizzazione degli eventi come Lucca se tendono ad ignorarci!

Wally Rainbow ha detto...

Sicuramente è un concorso di colpa, anche se - come dici tu - i primi responsabili sono proprio i diretti interessati che non sanno strutturarsi e a mettersi in gioco. E questo, ovviamente, torna comodo ad una manifestazione che di suo non ha alcun interesse a schierarsi esplicitamente dalla parte della comunità LGBT. Nel caso di Lucca, poi, è abbastanza evidente leggendo il suo codice etico.