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venerdì 18 ottobre 2013

ARTE, TOM e BOB...

Ciao a tutti, come va?
Definire il termine "arte" non è proprio semplice. "Arte" è il frutto della creatività umana? Non è detto. "Arte" è la ricerca del bello? Non sempre. "Arte" è capacità di comunicare emozioni e sensazioni? Dipende. In realtà ho sempre pensato che l'arte non si può definire se prima non si definisce cos'è la cultura. Di solito il termine "cultura", in italiano, si associa a un insieme di nozioni, a enciclopedie polverose e a gente che fonde le meningi in biblioteca per poi sfoggiare termini conosciuti da pochi eletti... Però ha poco senso: cultura è anche quella dei nativi americani, ad esempio, o delle tribù africane, che non hanno mai prodotto enciclopedie, e tuttavia hanno costruito tradizioni culturali fortemente radicate... E particolari forme d'arte...
Quindi che cos'è la cultura? E che rapporto ha con l'arte? Personalmente sposo la teoria per cui la cultura (che non va confusa con il sapere) è "l'insieme delle espressioni di un'identità collettiva e condivisa": in poche parole è tutto quello che definisce un'identità condivisa da un gruppo sociale. Dentro ci si può mettere tutto, dalla musica, alla letteratura, alla storia, alla moda, allo sport, alle canzoni, alla matematica, alle scoperte scientifiche, ai fumetti, alle danze tribali... E un'opera d'arte altro non è che qualcosa che è in grado di riassumere, condensare e valorizzare in modo adeguato la cultura da cui proviene, dando modo a chi ne fruisce di identificarsi in qualche modo con essa, con la sua estetica o con i suoi messaggi più o meno espliciti.
Per questo quando ho letto che pare ormai ufficiale che la storia dell'arte verrà tolta dai programmi delle scuole superiori italiane, mi sono chiesto se chi di dovere sapeva cosa stava facendo quando ha preso questa decisione, soprattutto in una nazione come la nostra. Probabilmente avrebbe avuto più senso potenziare questa materia, anzichè toglierla, anche solo perchè allenare le nuove generazioni ad apprezzare mostre, musei e quant'altro è un investimento per il futuro. Dopotutto chi non capisce l'arte, di solito, non capisce nemmeno la cultura che la produce, e questo non è mai un segnale positivo... Anche perchè prima o poi i risultati si vedono...
In Italia, poi, dove è stata prodotta tanta arte in passato, c'è anche il problema che c'è una certa preclusione nei confronti dell'arte contemporanea e dei suoi messaggi. E anche questo è un segnale interessante da interpretare, o meglio: un problema che bisognerebbe risolvere per stimolare la nostra nazione ad interpretare meglio i tempi in cui vive. Tutto questo per dire che, forse, il fatto che nel nostro paese non si allestiscono tanto facilmente mostre dedicate al tema dell'omosessualità e dell'omoerotismo, vuol dire che i due temi suddetti non sono ancora riconosciuti come parte integrante della nostra cultura. Al contrario, in quei contesti dove questo avviene, può capitare che prestigiosi musei allestiscano mostre dedicate ad artisti che da noi, nella migliore delle ipotesi, verrebbero considerati semplici pornografi. Così, ad esempio, al Museum of Contemporary Art (MOCA) di Los Angeles sta per partire una bella mostra (dal 2 novembre al 26 gennaio) che mette per la prima volta insieme l'illustratore/fumettista Tom of Finland e il fotografo Bob Mizer (che vedete nei fotoritratti qui sotto)...

Per chi ancora non lo sapesse si tratta di due personaggi che, negli USA degli anni '50, hanno contribuito a costruire quell'immaginario omoerotico che poi sarebbe stato determinante per svecchiare gli stereotipi legati all'omosessualità, dando un notevole contributo all'emancipazione della comunità gay... Prima negli USA e poi nel resto del mondo. Raccontare quello che hanno fatto in poche righe è impossibile, ma - molto in sintesi - si può dire che prima del loro arrivo il clima omofobico che dettava legge proponeva gli omosessuali solo come donne mancate, o - nella migliore delle ipotesi - come gente triste e cupa con l'hobby di adescare chi omosessuale non era (possibilmente quando era ancora minorenne). Poi sono arrivati loro... Prima Bob Mizer, con la sua rivista di culturismo cripto gay Phisique Pictorial...


E poi Tom of Finland (che negli USA debuttò proprio su Phisique Pictorial)...


Grazie a loro, e a quelli che hanno seguito il loro esempio, nel giro di qualche decennio gli omosessuali presero coscienza del fatto che potevano essere qualcosa di molto diverso dai modelli che gli venivano imposti dalla cultura dominante, che li vedeva come deboli, androgini, insignificanti e incapaci di vivere la loro condizione in maniera gratificante e alla luce del sole. Pertanto, chi sa leggere i loro lavori alla luce della cultura che li ha prodotti sa bene che non possono essere considerati semplici pornografi, e che - anzi - il loro operato andrebbe promosso e valorizzato anche per il suo valore simbolico.
Cosa che, in effetti, è proprio quello che sta avvenendo in varie parti del mondo, e in particolare - ovviamente - negli USA.
In Italia no.
Il punto, però, non è tanto che in Italia non abbiamo mostre di questo tipo, ma il fatto che i motivi per cui non le abbiamo sono radicati in una cultura che non è favorevole a questo genere di proposte.
E se non è favorevole quali sono le cause?
Da una parte, certo, c'è ancora tanta omofobia a tutti i livelli, ma la questione determinante è un'altra, e cioè che dalle nostre parti non c'è poi tanta gente che lavora in maniera mirata per generare cambiamenti culturali, in particolare attraverso l'arte.
Negli USA c'è una Tom of Finland Foundation e una Bob Mizer Foundation, che sono nate proprio per promuovere nello specifico i lavori di questi artisti, mentre in Italia non c'è uno straccio di associazione LGBT che sia specializzata anche solo nella questione artistica in generale...
E, se ci pensate bene, una mancanza del genere proprio in una delle nazioni che ha più patrimonio artistico al mondo, è davvero surreale...
Sarà mica il caso che qualcuno colmi questo vuoto, prima o poi?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Post molto interessante.

Voglio sperare che il "ma però" scritto nel primo paragrafo, proprio mentre definisci concetti come cultura, arte e sapere sia soltanto una licenza poetica o una provocazione...

Wally Rainbow ha detto...

Ho sostituito :-)

Nanà Lanuit ha detto...

bisogna si colmare questo vuoto...in tutti i sensi!!!!!