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mercoledì 20 novembre 2019

BILANCINO DI FINE ANNO

Ciao a tutti, come va?

Devo ammettere che diventa sempre più complicato scrivere della situazione dei fumetti in Italia, anche perchè è lo stesso concetto di "fumetto pubblicato in Italia" che sembra volersi allontanare sempre di più dalla sua connotazione originale. Infatti da passatempo "povero", realizzato in economia e pensato per tutte le tasche  (e soprattutto per quelle dei ragazzini, agli interessi dei quali cercava sempre di venire incontro), ha iniziato ad imboccare la strada del prodotto elitario per collezionisti adulti con un bel conto in banca. E sarebbe tanto interessante capire perchè...

Cioè... In realtà non ci vuole neanche tanta fatica per capirlo. Se da una parte è vero che la concorrenza delle nuove forme di intrattenimento - e in particolare di quelle di facile accesso per i giovani - è spietata, il fatto che chi pubblica fumetti non faccia nulla per risultare realmente competitivo con l'intrattenimento a basso costo, e - anzi - si stia orientando sempre di più verso la nicchia dei collezionisti danarosi, probabilmente tradisce altri tipi di problemi, più a monte. A partire dal fatto che chi si occupa di editoria a fumetti in Italia, provenendo perlopiù dal mondo dei collezionisti all'ultimo stadio e iniziando ad essere perlomeno "maturo", fa molta fatica ad immedesimarsi in qualcuno che non lo è, o che non ha determinate liquidità da investire nella carta stampata... O che, magari, non ha spazio per mettere insieme voluminose collezioni e forse non disdegnerebbe di leggere - perlomeno in prima  battuta - fumetti in un formato più "usa e getta", magari su carta poco pregiata e in una veste editoriale senza tante pretese. A patto di spendere somme accettabili. Come avveniva una volta un po' in tutto il mondo, e come avviene ancora - e con buoni riscontri - in Giappone...

A voler essere un po' perfidi verrebbe da pensare che, tra l'altro, molti degli ex lettori degli anni Sessanta/Settanta/Ottanta, dopo essersi fatti largo nel settore, abbiano anche iniziato a sentire il bisogno di gratificare il proprio senso di rivalsa nei confronti delle frustrazioni collezionistiche che hanno accumulato quando erano costretti ad accatastare giornaletti da poco... E così, adesso che hanno un ruolo decisionale importante, inondano il mercato di cartonati, edizioni prestigiose e albi che nella peggiore delle ipotesi vengono pubblicati su carta superpatinata. Tutte cose che loro per primi desidererebbero leggere e collezionare, e che si rivolgono a chi condivide il loro stesso punto di vista... Come ad esempio gli youtuber che pubblicano i video in cui raccontano come hanno speso più di 1700 euro in un solo giorno di Lucca Comics & Games... Qui sotto vi riporto un esempio a caso, ma ci sono parecchi appassionati che realizzano video in cui condividono il loro luuuuungo elenco della spesa... E non solo in occasione di Lucca.


Non che ci sia niente di male (e beato chi ha tanti soldi da spendere in fumetti e affini), ma nel lungo periodo tutto questo a cosa porterà? Non certo ad un cospicuo ricambio generazionale... Se, per fare un esempio banale, un ragazzino gay qualunque venisse a scoprire che in questa o quella serie compaiono personaggi LGBT che lo incuriosiscono, quante possibilità ci potrebbero essere che lui possa investire da subito la sua paghetta in un volume cartonato che costa più di 10 euro, quando magari non ha mai letto fumetti in vita sua? Meglio tenerla da parte per altro...

E quante possibilità ci sono che un ragazzino che vive in una famiglia con un reddito medio basso, inizi a collezionare una serie MARVEL (magari dopo aver conosciuto certi personaggi al cinema o in qualche serie TV) adesso che la Panini ha annunciato che gli albi di 24 pagine passeranno a 3.00 euro e quelli di 48 pagine a 5.00 euro?  Tra l'altro in un periodo in cui le serie MARVEL sono particolarmente cervellotiche e difficili da comprendere per i neofiti e per chi non segue molte serie alla volta... E oltretutto alcune di queste serie sono quindicinali!

Certo il fatto che le edicole stiano morendo non aiuta, e sicuramente il mercato delle librerie è in espansione, ma tutta questa propensione a trasformare i fumetti in un passatempo di prestigio (cosa che in Italia non è mai stato) e a coltivare la nicchia dei collezionisti danarosi, probabilmente, nasce anche da qualche disfasia concettuale più a monte... Forse dalla convinzione che pubblicando più cose, a un prezzo più alto, si può tamponare il calo del pubblico, dovuto a pregressi problemi gestionali e a contingenze varie?  Chissà... Sicuramente la volontà di mantenere stabile il fatturato a discapito del calo dei lettori c'è. E, se queste sono le soluzioni adottate, sembra tanto una dichiarazione di resa... Il punto è: quanto può essere ampio questo mercato dei collezionisti? E quanto si può giocare col fuoco prima di finire scottati? Oltretutto, richiedendo tanta liquidità per essere seguito, il mercato delle librerie e delle edizioni prestigiose non finirà per compromettere ulteriormente la situazione in edicola, facendo diventare la pezza peggiore del buco? Chissà...

Sicuramente non ha senso fare valutazioni nel breve periodo, e i prossimi anni saranno decisivi. Ragion per cui possono venire ancora in aiuto i dati relativi al fatturato che sono stati depositati dagli editori stessi. E dato che adesso sono già disponibili alcuni dati relativi al 2018 ho pensato di anticipare di qualche mese la mia analisi della situazione, che di solito arriva intorno a marzo. Contenti? Come sempre il mio sito di riferimento è quello di iCribis (CLICCATE QUI), quindi si tratta di dati ufficiali e non confuabili, e l'andamento del fatturato viene valutato prendendo come riferimento i due anni precedenti.

Dati finanziari di Sergio Bonelli Editore S.p.a.:
L’ultimo bilancio depositato da Sergio Bonelli Editore S.p.a. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 6.000.000 e 30.000.000 Euro'.

Il fatturato di Sergio Bonelli Editore S.p.a. durante il 2018 è aumentato del 2.68% rispetto a 2016.


Dati finanziari di Panini Societa' Per Azioni:
L’ultimo bilancio depositato da Panini Societa' Per Azioni nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Sopra 30.000.000 Euro'.

Il fatturato di Panini Societa' Per Azioni durante il 2018 è aumentato del 41.37% rispetto a 2016.


Dati finanziari di 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 300.000 e 600.000 Euro'.

Il fatturato di 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. durante il 2018 è aumentato del 16.64% rispetto a 2016.


Dati finanziari di Astorina S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Astorina S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 0.0.

Il fatturato di Astorina S.r.l. durante il 2018 è rimasto invariato rispetto al 2016.


Dati finanziari di Shockdom S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Shockdom S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 600.000 e 1.500.000 Euro'.

Il fatturato di Shockdom S.r.l. durante il 2018 è diminuito del 13.01% rispetto a 2016.


Dati finanziari di Edizioni If S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Edizioni If S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 600.000 e 1.500.000 Euro'.

Il fatturato di Edizioni If S.r.l. durante il 2018 è diminuito del 30.95% rispetto a 2016.


Poichè non tutti gli editori che arrivano in edicola hanno depositato i loro bilanci entro novembre, probabilmente ritornerò sull'argomento l'anno prossimo, con maggiori dati da analizzare, però credo che comunque questi possano essere molto interessanti, soprattutto se si confrontano con quelli di chi pubblica fumetti esclusivamente per le librerie e le fumetterie (o quasi)... Visto che tutti questi editori sembrano avere avuto una tendenza al rialzo.

Dati finanziari di Edizioni Star Comics S.r.l.:

L’ultimo bilancio depositato da Edizioni Star Comics S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 6.000.000 e 30.000.000 Euro'.

Il fatturato di Edizioni Star Comics S.r.l. durante il 2018 è aumentato del 45.93% rispetto a 2016.


Dati finanziari di Edizioni Bd S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Edizioni Bd S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 3.000.000 e 6.000.000 Euro'.

Il fatturato di Edizioni Bd S.r.l. durante il 2018 è aumentato del 46.15% rispetto a 2016.


Dati finanziari di Bao Publishing S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Bao Publishing S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 3.000.000 e 6.000.000 Euro'.

Il fatturato di Bao Publishing S.r.l. durante il 2018 è aumentato del 14.83% rispetto a 2016.


Dati finanziari di Coconino Press S.r.l:
L’ultimo bilancio depositato da Coconino Press S.r.l nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 600.000 e 1.500.000 Euro'.

Il fatturato di Coconino Press S.r.l durante il 2018 è aumentato del 9.48% rispetto a 2016


In realtà, considerando i dati disponibili anche per il biennio 2014/2016 (e che trovate CLICCANDO QUI), si può avere un'idea più precisa dell'andamento dei fatturati di alcuni editori negli ultimi quattro anni, e considerando la situazione a partire dal 2014 la classifica (per ora parziale), sarebbe la seguente:

1000VOLTE MEGLIO                     +2,29%

ASTORINA                                       -1,59%

BONELLI                                          -7,82%

SHOCKDOM                                   -13,01%

EDIZIONI IF                                    -48,58%


E purtroppo bisogna prendere atto che le case editrici che vanno meno peggio sono quelle che negli ultimi quattro anni hanno ritoccato i loro prezzi di copertina. La Bonelli, ad esempio, nel 2017 ha aumentato i prezzi delle sue testate di 20, 30 o 40 centesimi, a seconda della loro popolarità. E, per la cronaca, c'è stato un ritocco di ulteriori 40 centesimi anche l'estate scorsa. Mentre Alan Ford della 1000voltemeglio è arrivato a costare 5 euro ogni mese (e parliamo di un tascabile in bianco e nero). L'Astorina, nel 2015, aveva fatto aumentare  il prezzo di tutte le pubblicazioni di Diabolik di 30 centesimi, e altri 30 centesimi sono stati aggiunti lo scorso luglio. Quindi dire che l'aumento, o la stabilità, di fatturato degli editori che sono andati meglio negli ultimi quattro anni coincide con una ripresa delle vendite, e del settore in generale, non ha molto senso...

Purtroppo non ho i dati della Panini nel biennio 2014/2016, ma penso che sia interessante notare che, secondo il sito ReportAziende (CLICCATE QUI), dopo annate un po' preoccupanti le cose per la casa editrice siano migliorate... Il che rende ancora più curioso il fatto che i prezzi di buona parte delle loro pubblicazioni siano stati ritoccati proprio in questo momento. Segno, forse, che al di là dei problemi di contrattura del mercato per gli albi spillati ci sia anche dietro una qualche strategia di altro tipo.

Anche se in realtà, essendo la Panini un colosso nell'ambito delle figurine, può anche essere che il miglioramento delle entrate e del fatturato sia stato determinato anche e soprattutto da quel comparto... Chi può dirlo? Certo è che, se così' fosse, viene da chiedersi perchè gli introiti non siano stati ripartiti in modo tale da potenziare anche i settori più a rischio, come quello degli spillati dei supereroi. D'altra parte, non avendo la minima idea di come vengano prese certe decisioni in Panini, immagino che sia inutile fare altre congetture. Quel che è certo è che nelle librerie e nelle fumetterie non sono presenti molte alternative economiche ai cartonati e agli spillati "di lusso", manga a parte, e questo di sicuro non è un bene per il settore nel suo insieme.

In particolare in Italia, dove - a livello di intrattenimento popolare e non "di nicchia" - si fa molto poco per rilanciarlo sul serio presso del nuovo pubblico. Basti pensare all'ultima collana di allegati proposta dal Corriere dello Sport, e cioè la riproposta di alcuni fumetti di guerra inglesi che in Italia vennero pubblicati nella Collana Super Eroica fino alla fine degli Anni Ottanta... Mio nonno, che era nato nel 1915 e ci ha lasciato nel 2009, ne era un grande appassionato...

Mio nonno, però, ai tempi lo leggeva perchè era pubblicato in volumetti supereconomici, e infatti quando iniziavano ad essere troppi  passava mia nonna per raccoglierli e buttarli via senza tanti complimenti. Altri tempi, sotto tutti i punti di vista. E anche rivedere questo titolo in edicola, per giunta in una versione lussuosa per collezionisti, ha tanto il sapore di una bandiera bianca che si alza...


Anche se, per quieto vivere, nessuno ne parla in questi termini, o quasi.

Per quanto tempo la situazione potrà andare avanti a queste condizioni? E quali scenari si apriranno da qui a un po', soprattutto se la gestione dei fumetti in Italia continuerà ad essere appannaggio di persone che non riescono più a pensarci in termini di "prodotto per tutte le tasche"? E che non hanno la minima idea di quali potrebbero essere i gusti e le esigenze reali dei ragazzini, o dei bambini, che adesso possono permettersi di scegliere fra un mare di intrattenimento che punta direttamente ai loro gusti e al contesto in cui vivono?

Per la metà del 2020 dovrebbe uscire un nuovo videogame, Tell Me Why, in cui due gemelli adolescenti devono venire a capo dei misteri della loro vita e del loro passato... E uno dei due è un ragazzo FtM (cioè transgender da femmina a maschio). Per realizzarlo la Dontnod Entertainment ha chiesto il supporto dell'associazione GLAAD e per doppiarlo ha coinvolto un vero attore FtM. Probabilmente il gioco debutterà su Xbox mentre in Italia le ristampa di Super Eroica saranno ancora in corso di pubblicazione.

Sembra incredibile che le due cose possano avvenire nello stesso momento storico, vero?

Non so perchè, ma ho la sensazione che i nodi verranno al pettine prima del previsto.

Alla prossima.

8 commenti:

H P L ha detto...

Bel post. L'unica cosa che non ho capito del tutto, e su cui non sono molto d'accordo, è cosa c'entri il video di zelda88 con il discorso che stavi portando. Premetto che il video lo avevo già visto (perché sono masochista ;), e che anch'io la maggior parte dei fumetti che compro (soprattutto se molto recenti) sono le cosiddette "grafic novel" - termine che odio ma che aiuta a differenziare il prodotto quantomeno dal punto di vista estetico e materiale dagli albi da edicola - o le raccolte delle singole run, o saghe (di recente, per dire, ho finito la riedizione Bao di "Strangers in Paradise" in sei volumi e ho preso anche il seguito "25 anni dopo", saga che, se fosse stata venduta sottoforma di spillati, non credo avrei continuato). Il problema principale, per me almeno, e, credo, anche per molti altri, sono proprio i prezzi degli albi da edicola, come dici tu.
Se devo spendere dai 5 ai 7,90-9€ per un albo da edicola, non particolarmente prestigioso come edizione, con la stessa cifra o poco più, magari tramite amazon, hovistocose o altri siti, prendo un "grafic novel", che spesso è migliore in termini di qualità dei materiali (non sempre...), e con storie autoconclusive o quasi. E, oltretutto, non escono ogni mese o ogni 15 giorni. È anche un fattore culturale, soprattutto a chi non è abituato ai cambiamenti repentini dovuti a un (spesso solo presunto) cambiamento di sensibilità da parte degli editori e dal media. Se una persona è abituata a spendere al massimo 5€ per un albo bonelli maxi - quindi molto meno per quelli standard - non si può pretendere di portare in edicola una serie come odessa, e sperare che le persone continuino ad acquistare lo stesso quantitativo di titoli.
Zelda88, per sua ammissione, acquista quasi solo durante il lucca comics (se guardi i video del canale noti subito che ne fa quattro o cinque all'anno, la maggior parte dei quali sono riassunti delle sue collezioni, e che solo raramente acquista fuori da lucca), quindi, per lui che può permetterselo, è normale spendere 2000€in una lucca (soldi spesi peraltro perlopiù per manga e action figures...).
In questo senso, non capisco cosa c'entri col discorso dell'editoria italiana che decide di puntare maggiormente sulle edizioni di lusso, dato che zelda88 non mi sembra rientri tra il potenziale pubblico che queste manovre potrebbero intercettare.

Scusa se sono sembrato un po' troppo brusco. Comunque bel post.

Buonagiornata.

Wally Rainbow ha detto...

Ciao, ho scelto Zelda88fun giusto per fare un esempio di collezionista che non bada a spese (anche se a Lucca cerca solo le offerte speciali). Si considera e si pone come uno che sta attento a come spende, però - per fare un esempio - nel video successivo descrive il pacco che gli arrivato con due albi variant cover di un volumetto di Dr Stone che aveva già. Da quello che ho capito fa i video di tanto in tanto, ma le collezioni le prosege in tempo reale. Comunque non ci vuole molto per imbattersi in altri youtuber, che magari hanno molti meno followers, che più o meno regolarmente fanno vedere le pile di fumetti (e/o di materiale che ha a che fare coi fumetti) hanno acquistato. Era giusto un esempio per dimostrare che EFFETTIVAMENTE ci sono persone che - bontà loro - possono permettersi di spendere parecchio per fumetti e affini (anche se qui nello specifico si parla di manga). É una nicchia di mercato anche questa, ma il succo del discorso era che puntare su questa nicchia di mercato e sperare che possa finire per reggere le sorti del mercato italiano all'infinito è un po' surreale.

H P L ha detto...

Rispondo solo per completezza, non ho interesse nel ""difendere"" zelda88, se mi passi il termine improprio :)
Se è per questo, anche nello stesso video di Lucca dice di aver preso tre numeri uno di non ricordo che manga, perché edizioni limitate, perché è questo quello che lui cerca, a quanto ho capito. Perlopiù, almeno, perché poi ha preso edizioni anche normalissime di serie che già portava avanti. Inoltre, almeno, io la vedo così, acquistare limited di volumi che già si possiedono - e che, nel caso specifico di zelda88, si è intenzionati a rivendere, le vecchie serie intendo - non è esattamente il discorso che stavi facendo (a meno che, possibilissimo anzichéno, io non abbia capito male), sulle edizioni prestigiose da collezione (cioè, io avevo capito ti riferissi a cose come l'edizione da 500€ di daredevil o quella di dragonero ribelli di lucca, 30€ per tre edizioni dello stesso primo numero. Sbaglio?)
Continuo a non vedere il nesso, anche se ho capito a cosa ti riferisci con gli altri youtubers che fanno haul infiniti. Comunque, a parte questo discorso che è alla fine un po' sterile, fondamentalmente ciò che manca è una buona offerta di titoli da edicola economici. Il problema delle edicole poi, è preoccupante. Mi dispiace perché non è che nemmeno io possa puntare il dito contro nessuno, andando pochissimo in edicola. L'ultima volta, ho provato a dare una possibilità a odessa e tex Willer, serie droppate dopo tre numeri. Non tanto per il costo, ma soprattutto per la (scarsa) qualità delle storie... al contrario, volumi anche più costosi (tipo il recente K-11)e non da edicola, mi sono piaciuti. Quindi c'è anche questo, mi sembra che la bonelli stia timidamente provando a sperimentare solo su testate non principali, quelle di punta le tiene troppo tra i cuscini.

Buonagiornata, siore e siore.

Wally Rainbow ha detto...

Ri-rispondo giusto per provare a spiegarmi meglio :-) Che siano edizioni super lusso da 500 euro di supereroi, manga in triplice edizione o cartonati francesi su carta lavorata a mano il nocciolo del discorso è che adesso l'interesse dell'editore italiano medio sembra essersi focalizzato su chi legge fumetti per passione e non, semplicemente, per cercare intrattenimento a basso costo senza incidere pesantemente sul suo stipendio. Che poi ci siano youtuber/appassionati che condividono la loro passione per fumetti (quale sia il genere) e siano orgogliosi di far vedere quanto tempo e denaro di dedicano è secondario, e forse persino ammirevole. Ho inserito quel video solo per dimostrare a chi non è addentro alla questione che le persone che possono spendere 1700 euro in un giorno a Lucca Comics esistono davvero e non me le sono inventate per argomentare il mio discorso. Non era una critica nei loro confronti, ma semmai nei confronti degli editori che hanno iniziato a pensare che chi spende cifre più o meno importanti è rimasto l'unico target a cui puntare. E con il quale vale la pena osare sul serio. Tu mi citi K-11, che costa 16 euro per 72 pagine. Anche ammesso che ci siano delle persone che vogliono curiosare fra i fumetti in libreria o fumetteria bypassando le edicole, quante possibilità ci sono che - giusto per sfizio - un ragazzino spenda 16 euro per provare una nuova serie? Con tutto l'intrattenimento a basso costo (o a costo zero)a cui c'è libertà di accesso oggi? Anche perchè non è che in Italia ci sia tanta ricchezza... Gli ultimi dati Istat dicono che il 30% degli italiani è a rischio povertà. Se io fossi un'editore che vuole fare impresa e non solo gratificar eil suo ego di appassionato ci penserei seriamente. Sempre che voglia garantire un futuro al settore :-)

H P L ha detto...

Giustissimo. Ha senso,non avevo capito il collegamento, ora ha più senso. K-11 l'ho citato proprio perché costa di più, soprattutto in rapporto al numero di pagine, e noi che francesi non siamo, non siamo abituati a prezzi simili.
Comunque, la panini per esempio, con il recente aumento prezzi di cui avrai sentito, sta facendo esattamente l'opposto di ciò che dici tu... giusto per rimarcare una volta di più la lontananza di giudizio tra gli editori e la gente che i loro prodotti dovrebbe acquistarli.

Buonagiornata.

Anonimo ha detto...

Il tuo post mi piace perché quando si parla di fumetti, di solito le persone con pochi soldi in tasca non vengono neppure menzionate. Ma non parlare di edizioni da due soldi come fossero una soluzione, perché in definitiva non credo che al giorno d'oggi il prezzo di copertina sia così legato alla spesa per la stampa.
I costi per tirature anche non altissime sono i più bassi di sempre, e la qualità di stampa è ormai piuttosto alta anche nelle opzioni low cost, guarda solo che carta patinata e colori brillanti puoi trovare perfino nelle pubblicità per i supermercati.
Quindi secondo me le case editrici non pubblicano più fumetti economici per altre ragioni, forse, come dici anche tu, per evitare di svilire il prodotto come è stato fatto per anni. Ma non per una questione di costi. Altrimenti non si capirebbe perché il Dylan Dog della Bao su Amazon costa 14 nell'edizione cartonata e ben 7 in quella digitale che non ha nè stampa nè trasporto nè resi nè furti nè niente.

Anonimo ha detto...

Credo la situazione sia particolarmente deleteria per i giovani gay non dichiarati, perche' un conto sarebbe poter acquistare vari fumetti a poco prezzo giustificando Iceman con il fatto che e' uno degli X-Men. Ma se un ragazzino scopre di avere soldi per un solo albo, prima di portarsi a casa quello gay ci penserà' due volte.

Anonimo ha detto...

Gli albi da 24 pagine sono una sciocchezza, avevano senso negli anni settanta quando raccontavano una storia più o meno completa, ma da quando la narrazione si è fatta "decompressa" diventano solo una perdita di tempo. E stupidi noi in Italia che abbiamo sempre avuto gli albi americani accorpati e ora da qualche anno abbiamo accettato anche noi questa scemenza! Se però guardiamo le cose dal punto di vista gay... forse quello che in generale è una disgrazia per fumetti LGBT potrebbe essere un'opportunità. Se ora che anche da noi c'è gente che considera un albo di 24 pagine accettabile, per un un piccolo editore potrebbe essere molto più semplice pubblicare un fumetto gay in questo formato. Non credi?