Ciao a tutti, come va?
Sul fatto che gli statunitensi amino molto sperimentare non penso ci siano dubbi, soprattutto quando ci sono di mezzo produzioni "di genere" in qualche modo legate all'immaginario pop contemporaneo... Siano esse film per il cinema, serie TV, romanzi, fumetti, videogiochi o altro...
E bisogna prendere atto di come anche quello che - una volta - era definito "il mondo gay", negli USA si stia divertendo a giocare con produzioni che spesso e volentieri sfociano nel genere horror, supereroistico, fantascientifico, fantasy, ecc... Merito anche del fatto che, negli ultimi dieci anni almeno, anche le produzioni "di genere" ufficiali, sono diventate sempre più gay friendly.
Il fatto che poi, da un po' ti tempo a questa parte, abbiano preso piede anche le produzioni "dal basso", ha indubbiamente velocizzato il fenomeno, dimostrando che - forse - il pubblico delle produzioni legate all'immaginario pop e quello gay si sovrappongono in maniera più ampia di quanto non si pensasse.
Fatto sta che lo scrittore e filmaker Keith Hartman, specializzato in produzioni micro budget, dopo il buon successo del suo suo primo film You Should Meet My Son! (incentrato su una madre che va a caccia del ragazzo giusto per suo figlio, e che ha vinto vari premi nei Festival LGBT), e del suo secondo film Real Heroes (incentrato su di un scalcinatissimo gruppo di supereroi di serie C), ha deciso di cimentarsi con l'horror comedy... Con un film dal titolo Vampire Strippers Must Die!, che si preannuncia già come un futuro cult per gli amanti del trash, del camp e del kitch.
Molto in sintesi è la storia di un gruppo di spogliarellisti di basso profilo, fra i qualche anche alcuni gay, che durante il loro tour europeo non risultano abbastanza accattivanti per città come Londra e Parigi, e così finiscono per girare i paesi dell'Est... Le tensioni fra i gay e gli etero sono arrivati a livelli insopportabili, e a complicare il tutto arriva una vampira bulgara che morde sul collo alcuni di loro... Scatenando una lotta all'ultimo sangue e all'ultimo spogliarello...
Per realizzare questo progetto, però, Keith Hartman ha deciso di appoggiarsi alla piattaforma di crowdfunding Indiegogo per cercare il supporto economico del suo pubblico potenziale (CLICCATE QUI per la sua pagina e per contribuire), anche perchè la somma che gli servirebbe per ultimare il tutto è di ben 125.000 dollari... E in questa soma dovrebbero rientrare degli effetti speciali passabili, delle scene di combattimento dignitose (comprensive di un professionista che le segue), degli spogliarellisti che sappiano recitare (e che magari siano già dei volti conosciuti, come Bryant Wood e Pablo Hernandez, che vedete qui sotto) e dei tecnici che sappiano fare delle riprese come si deve...
Al momento, infatti, oltre al trailer esemplificativo che vi ho mostrato prima è stata ultimata solo la sceneggiatura (che peraltro ha vinto il primo premio al New York Gay & Lesbian Film Festival) con il relativo storyboard...
Che altro aggiungere? Sicuramente è bello verificare che, nonostante le produzioni multimilionarie e i serial TV che non costano meno di un milione di dollari a puntata, negli USA ci sono ancora delle persone che credono nella forza delle loro idee, per quanto strampalate, ed è bello verificare che per questo tipo di produzioni a bassissimo costo c'è sempre un mercato (per quanto di nicchia)... E persino dei Festival che le promuovono e le incoraggiano...
D'altra parte, però, è anche triste prendere atto che al di fuori degli USA non sempre c'è un clima così accogliente verso le nuove idee e le nuove proposte, anche e soprattutto se hanno dei risvolti dichiaratamente gay e se in qualche modo hanno a che fare con l'immaginario pop... In Italia, ad esempio, dal punto di vista delle produzioni video c'è il vuoto assoluto... Mentre negli USA la produzione di film e serial a base di vampiri dichiaratamente gay non è nemmeno una gran novità... A partire dalle tre stagioni del serial THE LAIR (2007)...
Per arrivare a produzioni più recenti per il cinema e il mercato home video, come VAMPIRE BOYS (2011) e VAMPIRE BOYS 2 (2013)...
Tutta roba che in Italia non è mai arrivata ufficialmente, per l'appunto, e probabilmente non solo per via del fatto che si trattava di produzioni a bassissimo budget...
E questo, tanto per cambiare, potrebbe sollevare qualche interrogativo...
Alla prossima.
venerdì 14 agosto 2015
mercoledì 12 agosto 2015
DI NUOVO PRINCIPI...
Ciao a tutti, come va?
Sembrerebbe proprio che la travagliata programmazione della nuova serie di Lupin III (CLICCATE QUI) abbia cambiato posizione in palinsensto (approdando alla prima serata della domenica, ma non è detto che da qui a fine agosto non ci siano altre sorprese), dimostrando che dalle nostre parti l'animazione giapponese sui canali generalisti fa sempre più fatica a trovare il suo spazio... Anche perchè i suddetti canali non sono più abituati a darglielo.
Al momento ho verificato che le serie giapponesi trasmesse sui canali nazionali del digitale terrestre dovrebbero essere giusto 8... Di queste solo 2 non sono repliche, e il fatto che si tratti degli ennesimi capitoli dei Pokémon (Pokémon XY:Kalos quest) e di Yu-Gi-Oh! (Yu-Gi-Oh! Arc-V) non penso sia un dettaglio da sottovalutare. Nel senso che conferma la teoria secondo cui l'unico genere di cartone giapponese che dalle nostre parti riesce ancora ad arrivare senza problemi è quello derivato da prodotti commerciali (rigorosamente per bambini) che trovano spazio anche da noi... E infatti su K2 si è da poco conlcusa anche la prima messa in onda dell'ennesima serie ispirata all'ennesima serie di giochi Ninendo, e cioè LBX - Little Battlers eXperience...
E tutto questo mentre in Giappone ogni anno si producono dalle 80 nuove serie animate in sù, un po' per tutti i gusti e per tutte le fasce d'età...
E questo rende ancora più ironico il fatto che, ad esempio, un canale come Italia Uno, in fatto di animazione giapponese, si sia ridotto a puntare tutto su repliche mattutine di cartoni vecchi di decenni, che peraltro possono essere comodamente (e legalmente) visionabili su internet... Per poi ritrovarsi ad interromperne la programmazione per via dei bassi ascolti (come è avvenuto, ad esempio, nel caso della serie Holly e Benji, che si trova TUTTA e in HD sul canale youtube della YAMATO VIDEO, e CLICCATE QUI se non ci credete)...
In effetti Italia Uno avrebbe a disposizione varie altre serie giapponesi, anche interessanti, ma evidentemente sa bene che se le tirasse fuori potrebbe mandare in onda solo le versioni che ha già pesantemente adattato e censurato, con conseguenti insurrezioni del pubblico... E quindi preferisce evitare, con l'unica eccezione - pare - di Sailor Moon, che probabilmente sta mandando in onda nella classica versione censurata e adattata perchè è diventata un cult in quanto tale...
Effettivamente puntare su nuove serie, a rigor di logica, potrebbe essere la strategia migliore per alzare gli ascolti, ma per come siamo messi in Italia sarebbe inapplicabile... Perchè da un lato il rischio di imbattersi in multe salatissime da parte dell'AGCOM è sempre alto, e d'altra parte è alto anche il rischio di scontentare il pubblico censurando e adattando per far piacere all'AGCOM e alle associazioni di genitori di ispirazione cattolica, come il MOIGE. E se a tutto questo si aggiunge un pizzico di opportunismo politico e una spolveratina di interessi economici (dato che trasmettere cartoni nelle fasce non protette rende meno in termini di introiti pubblicitari), direi che abbiamo la perfetta ricetta del palinsesto italiano di oggi in fatto di animazione giapponese...
E il tutto mentre in Giappone, ad esempio, la prima serie Binan Kōkō Chikyū Bōei-bu Love! (e cioè la parodia gay friendly di Sailor Moon) è andata più che bene ed è stata appena confermata per una seconda stagione!
E, ironia della sorte, non è andata male neppure in Italia, visto che alla fine il gruppo di doppiatori amatoriali Thunderdub ha da poco finito per doppiare TUTTA la prima serie nella nostra lingua (al momento trovate tutta la serie, doppiata in italiano e ribattezzata I PRINCIPI DELL'AMORE, su Vimeo CLICCANDO QUI). In realtà avevano provato giusto a doppiare un episodio, ma a furor di popolo sono stati spinti ad andare avanti... Segno evidente che al pubblico italiano di oggi questo tipo di prodotto può piacere molto...
Anche se, con ogni probabilità, è esattamente il genere di prodotto che i canali televisivi italiani di oggi schiverebbero come la peste. Soprattutto considerando le polemiche che stanno montando ultimamente riguardo alla presunta colonizzazione culturale gay dei bambini, e altre simili assurdità...
E infatti i ragazzi di Thunderdub, per rassicurare il loro pubblico, hanno già annunciato che sicuramente vogliono doppiare anche la seconda serie... E nel frattempo hanno provveduto anche a realizzare le COVER dei DVD nei quali i fans de I PRINCIPI DELL'AMORE vogliono conservare questa serie... Copertine molto ben realizzate tra l'altro...
Così come sono belle le copertine realizzate per quanti volessero mettere su DVD gli episodi di Sailor Moon Crystal già doppiati da loro (e che al momento potete trovare CLICCANDO QUI)...
La stessa Sailor Moon Crystal che, ad oggi, non è stata ancora opzionata da Mediaset (magari proprio per i motivi - anche un po' omofobi - che avevo elencato in tempi non sospetti, e che trovate CLICCANDO QUI)... Certo faccio ancora in tempo a ricredermi e ad essere smentito, ma il silenzio assoluto che circonda la possibilità di un doppiaggio ufficiale di questa serie - a distanza di più di un anno dalla prima messa in onda in Giappone - mi sembra abbastanza indicativo.
Il tutto mentre il gruppo Thunderdub rendeva disponibile ogni nuovo episodio doppiato a distanza di due o tre settimane dall'uscita giapponese...
Tra l'altro su wikipedia (CLICCATE QUI) si legge che i giapponesi non sono intenzionati a concedere i diritti per un'edizione italiana in DVD di Sailor Moon Crystal (per cui, tra l'altro, la Dynit si era già fatta avanti) prima del suo passaggio televisivo... E così, se nessun canale televisivo italiano - men che meno Mediaset - oserà proporla, la situazione potrebbe rimanere bloccata per anni... Favorendo, di fatto, il mondo del doppiaggio "abusivo" e della relativa condivisione... Che però - a questo punto non penso sia da biasimare più di tanto, anche perchè è animato da persone che lo fanno per passione e senza alcun fine di lucro...
Tutte persone che, probabilmente, avrebbero anche di meglio da fare nella vita se non fosse per il fatto che sono appassionate di animazione giapponese e che sono sempre più consapevoli del fatto che in Italia, al momento, le serie che vorrebbero vedere doppiate opotrebbero non esserlo mai...
Io comunque lo dicevo che prima o poi si sarebbe arrivati alla resa dei conti, e qualcosa mi dice che questo è solo l'inizio...
Alla prossima.
Sembrerebbe proprio che la travagliata programmazione della nuova serie di Lupin III (CLICCATE QUI) abbia cambiato posizione in palinsensto (approdando alla prima serata della domenica, ma non è detto che da qui a fine agosto non ci siano altre sorprese), dimostrando che dalle nostre parti l'animazione giapponese sui canali generalisti fa sempre più fatica a trovare il suo spazio... Anche perchè i suddetti canali non sono più abituati a darglielo.
Al momento ho verificato che le serie giapponesi trasmesse sui canali nazionali del digitale terrestre dovrebbero essere giusto 8... Di queste solo 2 non sono repliche, e il fatto che si tratti degli ennesimi capitoli dei Pokémon (Pokémon XY:Kalos quest) e di Yu-Gi-Oh! (Yu-Gi-Oh! Arc-V) non penso sia un dettaglio da sottovalutare. Nel senso che conferma la teoria secondo cui l'unico genere di cartone giapponese che dalle nostre parti riesce ancora ad arrivare senza problemi è quello derivato da prodotti commerciali (rigorosamente per bambini) che trovano spazio anche da noi... E infatti su K2 si è da poco conlcusa anche la prima messa in onda dell'ennesima serie ispirata all'ennesima serie di giochi Ninendo, e cioè LBX - Little Battlers eXperience...
E tutto questo mentre in Giappone ogni anno si producono dalle 80 nuove serie animate in sù, un po' per tutti i gusti e per tutte le fasce d'età...
E questo rende ancora più ironico il fatto che, ad esempio, un canale come Italia Uno, in fatto di animazione giapponese, si sia ridotto a puntare tutto su repliche mattutine di cartoni vecchi di decenni, che peraltro possono essere comodamente (e legalmente) visionabili su internet... Per poi ritrovarsi ad interromperne la programmazione per via dei bassi ascolti (come è avvenuto, ad esempio, nel caso della serie Holly e Benji, che si trova TUTTA e in HD sul canale youtube della YAMATO VIDEO, e CLICCATE QUI se non ci credete)...
In effetti Italia Uno avrebbe a disposizione varie altre serie giapponesi, anche interessanti, ma evidentemente sa bene che se le tirasse fuori potrebbe mandare in onda solo le versioni che ha già pesantemente adattato e censurato, con conseguenti insurrezioni del pubblico... E quindi preferisce evitare, con l'unica eccezione - pare - di Sailor Moon, che probabilmente sta mandando in onda nella classica versione censurata e adattata perchè è diventata un cult in quanto tale...
Effettivamente puntare su nuove serie, a rigor di logica, potrebbe essere la strategia migliore per alzare gli ascolti, ma per come siamo messi in Italia sarebbe inapplicabile... Perchè da un lato il rischio di imbattersi in multe salatissime da parte dell'AGCOM è sempre alto, e d'altra parte è alto anche il rischio di scontentare il pubblico censurando e adattando per far piacere all'AGCOM e alle associazioni di genitori di ispirazione cattolica, come il MOIGE. E se a tutto questo si aggiunge un pizzico di opportunismo politico e una spolveratina di interessi economici (dato che trasmettere cartoni nelle fasce non protette rende meno in termini di introiti pubblicitari), direi che abbiamo la perfetta ricetta del palinsesto italiano di oggi in fatto di animazione giapponese...
E il tutto mentre in Giappone, ad esempio, la prima serie Binan Kōkō Chikyū Bōei-bu Love! (e cioè la parodia gay friendly di Sailor Moon) è andata più che bene ed è stata appena confermata per una seconda stagione!
E, ironia della sorte, non è andata male neppure in Italia, visto che alla fine il gruppo di doppiatori amatoriali Thunderdub ha da poco finito per doppiare TUTTA la prima serie nella nostra lingua (al momento trovate tutta la serie, doppiata in italiano e ribattezzata I PRINCIPI DELL'AMORE, su Vimeo CLICCANDO QUI). In realtà avevano provato giusto a doppiare un episodio, ma a furor di popolo sono stati spinti ad andare avanti... Segno evidente che al pubblico italiano di oggi questo tipo di prodotto può piacere molto...
Anche se, con ogni probabilità, è esattamente il genere di prodotto che i canali televisivi italiani di oggi schiverebbero come la peste. Soprattutto considerando le polemiche che stanno montando ultimamente riguardo alla presunta colonizzazione culturale gay dei bambini, e altre simili assurdità...
E infatti i ragazzi di Thunderdub, per rassicurare il loro pubblico, hanno già annunciato che sicuramente vogliono doppiare anche la seconda serie... E nel frattempo hanno provveduto anche a realizzare le COVER dei DVD nei quali i fans de I PRINCIPI DELL'AMORE vogliono conservare questa serie... Copertine molto ben realizzate tra l'altro...
Così come sono belle le copertine realizzate per quanti volessero mettere su DVD gli episodi di Sailor Moon Crystal già doppiati da loro (e che al momento potete trovare CLICCANDO QUI)...
La stessa Sailor Moon Crystal che, ad oggi, non è stata ancora opzionata da Mediaset (magari proprio per i motivi - anche un po' omofobi - che avevo elencato in tempi non sospetti, e che trovate CLICCANDO QUI)... Certo faccio ancora in tempo a ricredermi e ad essere smentito, ma il silenzio assoluto che circonda la possibilità di un doppiaggio ufficiale di questa serie - a distanza di più di un anno dalla prima messa in onda in Giappone - mi sembra abbastanza indicativo.
Il tutto mentre il gruppo Thunderdub rendeva disponibile ogni nuovo episodio doppiato a distanza di due o tre settimane dall'uscita giapponese...
Tra l'altro su wikipedia (CLICCATE QUI) si legge che i giapponesi non sono intenzionati a concedere i diritti per un'edizione italiana in DVD di Sailor Moon Crystal (per cui, tra l'altro, la Dynit si era già fatta avanti) prima del suo passaggio televisivo... E così, se nessun canale televisivo italiano - men che meno Mediaset - oserà proporla, la situazione potrebbe rimanere bloccata per anni... Favorendo, di fatto, il mondo del doppiaggio "abusivo" e della relativa condivisione... Che però - a questo punto non penso sia da biasimare più di tanto, anche perchè è animato da persone che lo fanno per passione e senza alcun fine di lucro...
Tutte persone che, probabilmente, avrebbero anche di meglio da fare nella vita se non fosse per il fatto che sono appassionate di animazione giapponese e che sono sempre più consapevoli del fatto che in Italia, al momento, le serie che vorrebbero vedere doppiate opotrebbero non esserlo mai...
Io comunque lo dicevo che prima o poi si sarebbe arrivati alla resa dei conti, e qualcosa mi dice che questo è solo l'inizio...
Alla prossima.
lunedì 10 agosto 2015
SINCRONIE MUSICALI
Ciao a tutti, come va?
Sembra strano, ma per la prima volta dopo tanto tempo non mi ritrovo a dedicare un post del lunedì a qualche inquietante situazione italiana... O forse no? In effetti le notizie di oggi hanno qualche risvolto che lascia un po' perplessi, quindi siete liberi di intepretarle come meglio credete...
Partiamo dalla constatazione che, evidentemente, la carriera del performer Paolo Tuci nel mondo delle cover delle canzoni di cartoni animati deve andare particolarmente bene, soprattutto dopo le sue apparizioni in versione crossplayer (e cioè cosplayer del sesso opposto rispetto a quello del personaggio impersonato) di Jem e le Holograms, il gruppo musicale protagonista della strafamosa serie animata gay friendly degli anni '80, di cui su questo blog ho parlato più volte...
Infatti dopo aver realizzato un video musicale in cui interpreta la cover della canzone italiana della serie (quella cantata da Cristina D'Avena), ha lanciato un CD singolo da collezione, tutto dedicato alle varie versioni della cover della sigla originale di Jem (che ERRONEAMENTE chiama Truly Outrageous, titolo che invece appartiene ad un altro brano cantato nella serie)...
Dopodichè, proprio in queste settimane, ha deciso di rilanciarsi in versione crossplayer del gruppo rivale di Jem, e cioè delle Misfits...
Le Misfits, per vari motivi, presso il pubblico gay hanno sempre avuto più ascendente rispetto alle Holograms, e infatti non penso sia proprio un caso se nel nuovo CD che ha messo in commercio Paolo Tuci ci siano diverse cover proprio dei brani che nella serie animata erano interpretati da loro...
A questo punto credo che da un lato possa anche essere positivo che in Italia qualcuno si sia accorto del potenziale commerciale legato alle serie animate gay friendly degli anni '80, oltretutto facendo il crossplayer, ma dall'altro non posso fare a meno di notare che il tutto è gestito molto "all'italiana", se così vogliamo dire...
Nel senso che, evidentemente, chi sta portando avanti questa cosa lo sta facendo in maniera un po' approssimativa e caciarona, e anche volendogli concedere tutte le attenuanti che si possono dare a un progetto volutamente kitch, alla fine il risultato finisce per banalizzare e svilire un po' troppo l'idea originale. Senza contare che, piccolo e non insignificante dettaglio, le canzoni originali della serie animata di Jem e le Holograms pare che siano vincolate da un'ingarbugliata matassa contrattuale, che ha impedito persino che potessero essere usate in qualche modo nel film dal vivo di prossima uscita...
La stessa matassa contrattuale che ha impedito ai giovani cantanti che negli USA hanno appena dedicato un tribute album alla serie (CLICCATE QUI), di utilizzare le partiture originali... Spingendoli così ad innestare i testi (con l'aggiunta di nuove strofe) su melodie e arrangiamenti completamente diversi rispetto a quelli che tutti ricordavano...
E quuesto tribute album che, guardacaso, si intitola proprio come il singolo di Paolo Tuci...
Non sono un esperto di diritti musicali, copyright internazionale e cose simili, ma mettendo assieme questi elementi la sensazione è che Paolo Tuci stia portando avanti tutto questo in maniera un po' nebulosa, senza preoccuparsi troppo di chiedere le autorizzazioni necessarie per mettere in commercio cover di canzoni alle quali - in realtà - non si può nemmeno applicare la normativa legale standard in fatto di cover musicali (come avviene per le sigle di Cristina D'Avena, ad esempio), visto che fanno parte di un progetto multimediale di bambole/cartoni animati... E infatti ufficialmente sono state incise SOLO per le musicassette vendute con le bambole Hasbro degli anni '80, e mai più riproposte...
Perciò è probabile che dal punto di vista del copyright siano inquadrabili più come spot pubblicitari legati a uno specifico prodotto, che non come brani musicali veri e propri... Rendendone impossibile l'utilizzo da parte di terzi per fini commercialie o comunque per fini slegati dalla promozione delle suddette bambole.
Quindi, paradossalmente, la sensazione è che questo pressapochismo tipicamente italiano faccia passare il messaggio che siccome ci sono di mezzo dei cartoni animati (peraltro "vecchi"), e in Italia i cartoni animati non sono una cosa seria, alla fine ci si possa fare un po' quello che si vuole.
Anche perchè - evidentemente - il tutto punta in maniera molto superficiale al lato più appariscente del brand di JEM, giusto per animare qualche serata in discoteca e per vendere qualche CD in più...
Tra l'altro rilasciando diverse dichiarazioni orientate a denigrare la mancanza di coraggio della Hasbro, che non ha inserito le Misfits nel film di JEM (anche se - a quanto pare - sono state escluse solo per via del basso budget a disposizione della casa di produzione cinematografica)...
Eppure, nonostante tutto, la sensazione è che sotto sotto Paolo Tuci non sia proprio sprovveduto, visto che i brani all'interno dell'album non li attribuisce alle Misfits, ma alle Mixfits (CLICCATE QUI per controllare), e forse lo ha fatto proprio per evitare eventuali beghe legali, non tanto con le Misfits della serie animata (che non sono mai state un gruppo musicale reale), ma con i Misfits (foto sotto), la stessa band punk rock metal che (rinnovando regolarmente i suoi membri) tiene botta dal 1977 e che - avendo depositato il marchio Misfits - chiuse un occhio nei confronti della Hasbro solo perchè non utilizzava il suo nome nel mercato musicale "reale"...
Cosa che però - tecnicamente - sarebbe stato proprio quello che avrebbe fatto Paolo Tuci se avesse depositato brani firmati Misfits invece che Mixfits...
Morale della favola: alla fine in tutto questo progetto sono più i lati positivi o quelli negativi? Difficile dirlo: di sicuro una cosa del genere portata avanti in maniera diversa avrebbe avuto molti più risvolti positivi di quanti non ne ha ora... Eppure l'idea che un performer italiano scelga di appoggiarsi alle Misfits di Jem e le Holograms per un suo nuovo progetto, di per sè non è un brutto segnale, e indica che forse anche dalle nostre parti qualcosa sta cambiando nella percezione generale dell'immaginario pop...
Per il resto ognuno ha i suoi gusti, e non voglio entrare nel merito dei brani in quanto tali... Invitandovi a fare un piccolo confronto qui sotto...
Quel che è certo è che, mentre dalle nostre parti abbiamo Paolo Tuci che omaggia la serie di JEM a modo suo, la nuova serie a fumetti di JEM pubblicata dalla IDW negli USA inizia ad entrare nel vivo... E lo fa in maniera decisamente interessante, al punto da convertire mese dopo mese un numero crescente di "scettici" che non vedevano di buon occhio la rivisitazione attualizzata di un personaggio cult degli anni '80...
A quanto pare Kelly Thompson e Sophie Campbell stanno realizzando qualcosa di molto gradevole e originale, e hanno già dimostrato di saper gestire benissimo anche la relazione lesbica fra le nuove versioni di Kimber e Stormer, comprensiva delle difficoltà che devono affrontare appartenendo a due band rivali...
Una relazione contraddistinta anche da ricongiungimenti imprevisti e baci al sapore di pizza...
E tutto in una sola tavola!
E questo dimostra una volta di più che, quando ci sono autori (o autrici) come si deve, possono saltare fuori delle storie a fumetti in cui anche una singola pagina può fare scuola... Tra l'altro, a riprova del fatto che questa serie a fumetti ha già un certo seguito, nelle fiere americane cominciano già ad aggirarsi le prime cosplayer a tema...
Cosa che, è bene notarlo, NON sta avvenendo nel caso del nuovo film, che non è ancora uscito nelle sale, ma di cui circolano già un trailer e numerose foto di scena... Segno che forse il popolo delle convention fumettistiche ha già iniziato a fare la sua scelta? Staremo a vedere...
Sicuramente è interessante notare come, partendo dalla stessa idea di base (e cioè il revival di una serie animata cult con numerosi risvolti gay friendly), si possa arrivare a progetti che hanno un'impostazione completamente diversa e degli obbiettivi che - evidentemente - non hanno niente in comune gli uni con gli altri...
In ogni caso, visto che siamo in tema di musica, vorrei chiudere il post di oggi raccontandovi una cosa curiosa. La mattina dell'8 agosto Mauro Mariotti (l'autore di cui vi ho parlato giusto lunedì scorso, e se non vi ricordate chi è CLICCATE QUI), passeggiando per Firenze, aveva scattato una foto ad alcuni cartelloni che pubblicizzavano il prossimo concerto di Mika, e che erano stati imbrattati da una scritta omofoba... Una come tante, in realtà... La differenza è che lui l'ha postata sulla sua pagina di facebook e siccome mi aveva colpito molto l'ho segnalata sia a Gay.It (con cui sto tornando in contatto per motivi che adesso non posso dirvi) e al noto blog Bitchy F (visto che il suo amministratore è fra i miei contatti), che l'hanno subito pubblicata.
Tempo qualche ora e la foto è arrivata anche da Mika, che dopo averci pensato un po' ha deciso di reagire, di metterla in primo piano e di dare il via a una sua personale campagna contro l'omofobia, che da due giorni è diventata virale... Al punto che, caso più unico che raro, il Sindaco di Firenze ha fatto rimuovere i manifesti e ha chiesto tante scuse (CLICCATE QUI)...
Morale della favola: 1) Non lasciare mai correre; 2) Fare lobby vuol dire questo, e non ha niente a che fare con strane teorie "gender" da imporre ai bambini; 3) Se vi capitano casi simili segnalateli pure a me, che magari monto un caso internazionale agendo dietro le quinte (^__^)...
Comunque devo ammettere che la consapevolezza di essere un'eminenza grigia che agisce nell'ombra ha un certo fascino... Magari ho un futuro come manipolatore occulto di eventi storici... Mhhh...
Alla prossima.
Sembra strano, ma per la prima volta dopo tanto tempo non mi ritrovo a dedicare un post del lunedì a qualche inquietante situazione italiana... O forse no? In effetti le notizie di oggi hanno qualche risvolto che lascia un po' perplessi, quindi siete liberi di intepretarle come meglio credete...
Partiamo dalla constatazione che, evidentemente, la carriera del performer Paolo Tuci nel mondo delle cover delle canzoni di cartoni animati deve andare particolarmente bene, soprattutto dopo le sue apparizioni in versione crossplayer (e cioè cosplayer del sesso opposto rispetto a quello del personaggio impersonato) di Jem e le Holograms, il gruppo musicale protagonista della strafamosa serie animata gay friendly degli anni '80, di cui su questo blog ho parlato più volte...
Infatti dopo aver realizzato un video musicale in cui interpreta la cover della canzone italiana della serie (quella cantata da Cristina D'Avena), ha lanciato un CD singolo da collezione, tutto dedicato alle varie versioni della cover della sigla originale di Jem (che ERRONEAMENTE chiama Truly Outrageous, titolo che invece appartiene ad un altro brano cantato nella serie)...
Dopodichè, proprio in queste settimane, ha deciso di rilanciarsi in versione crossplayer del gruppo rivale di Jem, e cioè delle Misfits...
Le Misfits, per vari motivi, presso il pubblico gay hanno sempre avuto più ascendente rispetto alle Holograms, e infatti non penso sia proprio un caso se nel nuovo CD che ha messo in commercio Paolo Tuci ci siano diverse cover proprio dei brani che nella serie animata erano interpretati da loro...
A questo punto credo che da un lato possa anche essere positivo che in Italia qualcuno si sia accorto del potenziale commerciale legato alle serie animate gay friendly degli anni '80, oltretutto facendo il crossplayer, ma dall'altro non posso fare a meno di notare che il tutto è gestito molto "all'italiana", se così vogliamo dire...
Nel senso che, evidentemente, chi sta portando avanti questa cosa lo sta facendo in maniera un po' approssimativa e caciarona, e anche volendogli concedere tutte le attenuanti che si possono dare a un progetto volutamente kitch, alla fine il risultato finisce per banalizzare e svilire un po' troppo l'idea originale. Senza contare che, piccolo e non insignificante dettaglio, le canzoni originali della serie animata di Jem e le Holograms pare che siano vincolate da un'ingarbugliata matassa contrattuale, che ha impedito persino che potessero essere usate in qualche modo nel film dal vivo di prossima uscita...
La stessa matassa contrattuale che ha impedito ai giovani cantanti che negli USA hanno appena dedicato un tribute album alla serie (CLICCATE QUI), di utilizzare le partiture originali... Spingendoli così ad innestare i testi (con l'aggiunta di nuove strofe) su melodie e arrangiamenti completamente diversi rispetto a quelli che tutti ricordavano...
E quuesto tribute album che, guardacaso, si intitola proprio come il singolo di Paolo Tuci...
Non sono un esperto di diritti musicali, copyright internazionale e cose simili, ma mettendo assieme questi elementi la sensazione è che Paolo Tuci stia portando avanti tutto questo in maniera un po' nebulosa, senza preoccuparsi troppo di chiedere le autorizzazioni necessarie per mettere in commercio cover di canzoni alle quali - in realtà - non si può nemmeno applicare la normativa legale standard in fatto di cover musicali (come avviene per le sigle di Cristina D'Avena, ad esempio), visto che fanno parte di un progetto multimediale di bambole/cartoni animati... E infatti ufficialmente sono state incise SOLO per le musicassette vendute con le bambole Hasbro degli anni '80, e mai più riproposte...
Perciò è probabile che dal punto di vista del copyright siano inquadrabili più come spot pubblicitari legati a uno specifico prodotto, che non come brani musicali veri e propri... Rendendone impossibile l'utilizzo da parte di terzi per fini commercialie o comunque per fini slegati dalla promozione delle suddette bambole.
Quindi, paradossalmente, la sensazione è che questo pressapochismo tipicamente italiano faccia passare il messaggio che siccome ci sono di mezzo dei cartoni animati (peraltro "vecchi"), e in Italia i cartoni animati non sono una cosa seria, alla fine ci si possa fare un po' quello che si vuole.
Anche perchè - evidentemente - il tutto punta in maniera molto superficiale al lato più appariscente del brand di JEM, giusto per animare qualche serata in discoteca e per vendere qualche CD in più...
Tra l'altro rilasciando diverse dichiarazioni orientate a denigrare la mancanza di coraggio della Hasbro, che non ha inserito le Misfits nel film di JEM (anche se - a quanto pare - sono state escluse solo per via del basso budget a disposizione della casa di produzione cinematografica)...
Eppure, nonostante tutto, la sensazione è che sotto sotto Paolo Tuci non sia proprio sprovveduto, visto che i brani all'interno dell'album non li attribuisce alle Misfits, ma alle Mixfits (CLICCATE QUI per controllare), e forse lo ha fatto proprio per evitare eventuali beghe legali, non tanto con le Misfits della serie animata (che non sono mai state un gruppo musicale reale), ma con i Misfits (foto sotto), la stessa band punk rock metal che (rinnovando regolarmente i suoi membri) tiene botta dal 1977 e che - avendo depositato il marchio Misfits - chiuse un occhio nei confronti della Hasbro solo perchè non utilizzava il suo nome nel mercato musicale "reale"...
Cosa che però - tecnicamente - sarebbe stato proprio quello che avrebbe fatto Paolo Tuci se avesse depositato brani firmati Misfits invece che Mixfits...
Morale della favola: alla fine in tutto questo progetto sono più i lati positivi o quelli negativi? Difficile dirlo: di sicuro una cosa del genere portata avanti in maniera diversa avrebbe avuto molti più risvolti positivi di quanti non ne ha ora... Eppure l'idea che un performer italiano scelga di appoggiarsi alle Misfits di Jem e le Holograms per un suo nuovo progetto, di per sè non è un brutto segnale, e indica che forse anche dalle nostre parti qualcosa sta cambiando nella percezione generale dell'immaginario pop...
Per il resto ognuno ha i suoi gusti, e non voglio entrare nel merito dei brani in quanto tali... Invitandovi a fare un piccolo confronto qui sotto...
Quel che è certo è che, mentre dalle nostre parti abbiamo Paolo Tuci che omaggia la serie di JEM a modo suo, la nuova serie a fumetti di JEM pubblicata dalla IDW negli USA inizia ad entrare nel vivo... E lo fa in maniera decisamente interessante, al punto da convertire mese dopo mese un numero crescente di "scettici" che non vedevano di buon occhio la rivisitazione attualizzata di un personaggio cult degli anni '80...
A quanto pare Kelly Thompson e Sophie Campbell stanno realizzando qualcosa di molto gradevole e originale, e hanno già dimostrato di saper gestire benissimo anche la relazione lesbica fra le nuove versioni di Kimber e Stormer, comprensiva delle difficoltà che devono affrontare appartenendo a due band rivali...
Una relazione contraddistinta anche da ricongiungimenti imprevisti e baci al sapore di pizza...
E tutto in una sola tavola!
E questo dimostra una volta di più che, quando ci sono autori (o autrici) come si deve, possono saltare fuori delle storie a fumetti in cui anche una singola pagina può fare scuola... Tra l'altro, a riprova del fatto che questa serie a fumetti ha già un certo seguito, nelle fiere americane cominciano già ad aggirarsi le prime cosplayer a tema...
Cosa che, è bene notarlo, NON sta avvenendo nel caso del nuovo film, che non è ancora uscito nelle sale, ma di cui circolano già un trailer e numerose foto di scena... Segno che forse il popolo delle convention fumettistiche ha già iniziato a fare la sua scelta? Staremo a vedere...
Sicuramente è interessante notare come, partendo dalla stessa idea di base (e cioè il revival di una serie animata cult con numerosi risvolti gay friendly), si possa arrivare a progetti che hanno un'impostazione completamente diversa e degli obbiettivi che - evidentemente - non hanno niente in comune gli uni con gli altri...
In ogni caso, visto che siamo in tema di musica, vorrei chiudere il post di oggi raccontandovi una cosa curiosa. La mattina dell'8 agosto Mauro Mariotti (l'autore di cui vi ho parlato giusto lunedì scorso, e se non vi ricordate chi è CLICCATE QUI), passeggiando per Firenze, aveva scattato una foto ad alcuni cartelloni che pubblicizzavano il prossimo concerto di Mika, e che erano stati imbrattati da una scritta omofoba... Una come tante, in realtà... La differenza è che lui l'ha postata sulla sua pagina di facebook e siccome mi aveva colpito molto l'ho segnalata sia a Gay.It (con cui sto tornando in contatto per motivi che adesso non posso dirvi) e al noto blog Bitchy F (visto che il suo amministratore è fra i miei contatti), che l'hanno subito pubblicata.
Tempo qualche ora e la foto è arrivata anche da Mika, che dopo averci pensato un po' ha deciso di reagire, di metterla in primo piano e di dare il via a una sua personale campagna contro l'omofobia, che da due giorni è diventata virale... Al punto che, caso più unico che raro, il Sindaco di Firenze ha fatto rimuovere i manifesti e ha chiesto tante scuse (CLICCATE QUI)...
Morale della favola: 1) Non lasciare mai correre; 2) Fare lobby vuol dire questo, e non ha niente a che fare con strane teorie "gender" da imporre ai bambini; 3) Se vi capitano casi simili segnalateli pure a me, che magari monto un caso internazionale agendo dietro le quinte (^__^)...
Comunque devo ammettere che la consapevolezza di essere un'eminenza grigia che agisce nell'ombra ha un certo fascino... Magari ho un futuro come manipolatore occulto di eventi storici... Mhhh...
Alla prossima.
venerdì 7 agosto 2015
GEMME ANIMATE
Ciao a tutti, come va?
Siccome siamo in piena estate, e siccome questa settimana ho già fatto due post belli pieni, oggi volevo mantenermi leggerino e limitarmi ad una piccola segnalazione.
Anche se ultimamente i cartoni animati giapponesi si sono quasi estinti dai palinsesti del digitale terrestre, e nonostante le crociate contro la "colonizzazione culturale dei bambini da parte delle lobby gay" si siano inasprite in maniera imbarazzante, è bello notare che, comunque, il mondo reale e un'altra cosa e va avanti...
Infatti, mentre ci sono Sindaci che mettono al bando i libri sui pinguini rosa e sui bambini che giocano con i pentolini, perchè confondono le idee sui sessi e sul loro ruolo (sembra uno scherzo, ma è proprio così che la pensano!), e varie associazioni bigotte che stanno portando avanti seminari in cui paventano il rischio che nelle scuole non si insegni più la differenza fra maschi e femmine, su BOING (dopo essere passata su SKY e Mediaset Premium, via CARTOON NETWORK) è in corso di programmazione una serie animata per bambini che - per fortuna - offre tanti spunti interessanti...
Mi riferisco a STEVEN UNIVERSE, pluripremiata serie statunitense nota anche per essere la prima serie di Cartoon Network ideata prodotta da una donna, e cioè da Rebecca Sugar (foto sotto, che aveva già collaborato ad ADVENTURE TIME)...
STEVEN UNIVERSE, anche se risale solo all'anno scorso, è una serie già molto apprezzata da pubblico e critica, anche e soprattutto per il modo con cui rappresenta i personaggi femminili e la loro interazione con quelli maschili... E per il modo moderno con cui lo fa (d'altra parte Rebecca Sugar è nata nel 1987, e questo sicuramente ha influito).
Molto in sintesi: ci sono delle gemme aliene che hanno il compito di proteggere la terra da varie minacce cosmiche, e per fare questo ciascuna di esse ha creato una guerriera di forma umanoide che la indossa e ne sfrutta al meglio i poteri. Una di queste guerriere, però, si innamora di un essere umano e ha un bambino da lui (Steven, appunto), facendogli ereditare il suo ruolo di "guerriera protettrice" e la sua gemma (di quarzo rosa, che Steven porta nell'ombelico), facendolo entrare nella squadra di guerriere aliene...
Le guerriere aliene in questione possono fondersi fra di loro (dopo aver sincronizzato il loro ballo), diventando creature aliene con più poteri, ma siccome Steven è mezzo umano ha dato prova di sapersi fondere anche con altri esseri umani... Ad esempio con la sua fidanzatina Connie...
E quando i due si fondono accidentalmente creano una specie di super alieno androgino/transgender: Stevonnie...
Considerando che parliamo di un cartone per giovanissimi direi che questa particolarità, da sola, basterebbe a far drizzare i capelli in testa a tutti i teorici della famigerata "ideologia gender" che viene sventolata come il male del secolo (anche se di fatto è stata inventata proprio dagli integralisti cattolici per dare consistenza a una serie di paure che, altrimenti, sarebbero rimaste molto vaghe e inconsistenti).
Comunque al di là del fatto che in questa serie il piccolo Steven ha un rapporto molto particolare col sesso femminile, c'è da dire che la brava Rebecca Sugar ha anche voluto inserire una coppia lesbica (Ruby e Sapphire), che molto recentemente (nella seconda serie, al momento inedita in Italia), ha rivelato in maniera abbastanza visibile la natura del suo rapporto affettivo...
E infatti nella maggior parte della serie le due si presentano perennemente fuse in un unico personaggio, di nome Garnet (il cui nome - a differenza delle altre protagoniste Perla e Ametista - in italiano non è stato tradotto perchè "Granato" in italiano è un sostantivo maschile), che è la leader delle gemme e che nei confronti di Steven ha spesso un atteggiamento molto "genitoriale"...
Il effetti è stato anche il co-produttore esecutivo di STEVEN UNIVERSE, Ian Jones-Quaterly (foto sotto), a confermare che Ruby e Sapphire sono in una relazione romantica. Rispondendo ad un fan che chiedeva se fossero lesbiche, ha risposto: "Secondo gli standard e la terminologia umana, potrebbe essere una buona definizione!".
E comunque, per completare la panoramica dei contenuti "proibiti" abbiamo anche scene di nudo e violenza... Come quando Steven finisce per "uccidere" un sacchetto di patatatine gigante al ketchup e maionese, e lo fa senza niente addosso...
E d'altra parte, quando Steven è vestito, porta sempre una maglietta rosa e delle infradito dello stesso colore... Morale della favola: se avete intorno dei bambini piccoli a cui non sapete che cartoni consigliare, STEVEN UNIVERSE potrebbe essere un buon punto di partenza...
Alla faccia di chi vede pericoli "gender" da tutte le parti...
Alla prossima.
Siccome siamo in piena estate, e siccome questa settimana ho già fatto due post belli pieni, oggi volevo mantenermi leggerino e limitarmi ad una piccola segnalazione.
Anche se ultimamente i cartoni animati giapponesi si sono quasi estinti dai palinsesti del digitale terrestre, e nonostante le crociate contro la "colonizzazione culturale dei bambini da parte delle lobby gay" si siano inasprite in maniera imbarazzante, è bello notare che, comunque, il mondo reale e un'altra cosa e va avanti...
Infatti, mentre ci sono Sindaci che mettono al bando i libri sui pinguini rosa e sui bambini che giocano con i pentolini, perchè confondono le idee sui sessi e sul loro ruolo (sembra uno scherzo, ma è proprio così che la pensano!), e varie associazioni bigotte che stanno portando avanti seminari in cui paventano il rischio che nelle scuole non si insegni più la differenza fra maschi e femmine, su BOING (dopo essere passata su SKY e Mediaset Premium, via CARTOON NETWORK) è in corso di programmazione una serie animata per bambini che - per fortuna - offre tanti spunti interessanti...
Mi riferisco a STEVEN UNIVERSE, pluripremiata serie statunitense nota anche per essere la prima serie di Cartoon Network ideata prodotta da una donna, e cioè da Rebecca Sugar (foto sotto, che aveva già collaborato ad ADVENTURE TIME)...
STEVEN UNIVERSE, anche se risale solo all'anno scorso, è una serie già molto apprezzata da pubblico e critica, anche e soprattutto per il modo con cui rappresenta i personaggi femminili e la loro interazione con quelli maschili... E per il modo moderno con cui lo fa (d'altra parte Rebecca Sugar è nata nel 1987, e questo sicuramente ha influito).
Molto in sintesi: ci sono delle gemme aliene che hanno il compito di proteggere la terra da varie minacce cosmiche, e per fare questo ciascuna di esse ha creato una guerriera di forma umanoide che la indossa e ne sfrutta al meglio i poteri. Una di queste guerriere, però, si innamora di un essere umano e ha un bambino da lui (Steven, appunto), facendogli ereditare il suo ruolo di "guerriera protettrice" e la sua gemma (di quarzo rosa, che Steven porta nell'ombelico), facendolo entrare nella squadra di guerriere aliene...
Le guerriere aliene in questione possono fondersi fra di loro (dopo aver sincronizzato il loro ballo), diventando creature aliene con più poteri, ma siccome Steven è mezzo umano ha dato prova di sapersi fondere anche con altri esseri umani... Ad esempio con la sua fidanzatina Connie...
E quando i due si fondono accidentalmente creano una specie di super alieno androgino/transgender: Stevonnie...
Considerando che parliamo di un cartone per giovanissimi direi che questa particolarità, da sola, basterebbe a far drizzare i capelli in testa a tutti i teorici della famigerata "ideologia gender" che viene sventolata come il male del secolo (anche se di fatto è stata inventata proprio dagli integralisti cattolici per dare consistenza a una serie di paure che, altrimenti, sarebbero rimaste molto vaghe e inconsistenti).
Comunque al di là del fatto che in questa serie il piccolo Steven ha un rapporto molto particolare col sesso femminile, c'è da dire che la brava Rebecca Sugar ha anche voluto inserire una coppia lesbica (Ruby e Sapphire), che molto recentemente (nella seconda serie, al momento inedita in Italia), ha rivelato in maniera abbastanza visibile la natura del suo rapporto affettivo...
E infatti nella maggior parte della serie le due si presentano perennemente fuse in un unico personaggio, di nome Garnet (il cui nome - a differenza delle altre protagoniste Perla e Ametista - in italiano non è stato tradotto perchè "Granato" in italiano è un sostantivo maschile), che è la leader delle gemme e che nei confronti di Steven ha spesso un atteggiamento molto "genitoriale"...
Il effetti è stato anche il co-produttore esecutivo di STEVEN UNIVERSE, Ian Jones-Quaterly (foto sotto), a confermare che Ruby e Sapphire sono in una relazione romantica. Rispondendo ad un fan che chiedeva se fossero lesbiche, ha risposto: "Secondo gli standard e la terminologia umana, potrebbe essere una buona definizione!".
E comunque, per completare la panoramica dei contenuti "proibiti" abbiamo anche scene di nudo e violenza... Come quando Steven finisce per "uccidere" un sacchetto di patatatine gigante al ketchup e maionese, e lo fa senza niente addosso...
E d'altra parte, quando Steven è vestito, porta sempre una maglietta rosa e delle infradito dello stesso colore... Morale della favola: se avete intorno dei bambini piccoli a cui non sapete che cartoni consigliare, STEVEN UNIVERSE potrebbe essere un buon punto di partenza...
Alla faccia di chi vede pericoli "gender" da tutte le parti...
Alla prossima.
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