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lunedì 30 agosto 2010

NEWS...

Ciao tutti e ciao a tutte, come va?
Benvenuti all'ultimo post di questo bizzarro agosto 2010, che inizia con la segnalazione di un coming out abbastanza inaspettato. Forse anche voi conoscerete l'interminabile saga fanta avventurosa dedicata ai POWER RANGERS, che è recentemente giunta alla quindicesima serie (ma si sta già progettando la diciottesima) e che ha svezzato almeno due generazioni di ragazzini (a partire dagli anni '90)... Ebbene: forse i più grandicelli si ricorderanno ancora del cast delle prime stagioni...
Ebbene: ora l'attore (e oggi produttore) David Yost, che nelle prime quattro stagioni ha vestito i panni di Billy Cranston/BLUE RANGER, si è deciso a testimoniare pubblicamente la propria omosessualità, che in effetti per gli addetti ai lavori non era poi così segreta, visto che nell'intervista che ha da poco rilasciato al sito ADVOCATE ha parlato di una lunga serie di battutine omofobe da parte dello staff che seguiva la produzione... Forse dovute anche al fatto che il suo personaggio non è che fosse proprio un campione di maschia virilità... Soprattutto all'inizio...
C'è da dire che, nonostante le battutine e gli atteggiamenti omofobi (che però l'attore non ha mai imputato ai suoi colleghi), David Yost ha tenuto duro ed è stato praticamente l'unico membro del cast originale a rimanere nel suo ruolo per tutte e quattro le prime serie, anche se col - senno di poi - è evidente come abbia cercato di porsi in maniera sempre più "maschia"... Anche per quel che riguardava la caratterizzazione del suo personaggio.
Tuttavia ebbe sempre molta difficoltà ad accettarsi, e una volta terminata la sua partecipazione alla serie dei POWER RANGERS (e ai relativi film), provò per due anni a "uscire" dall'omosessualità frequentando una comunità che proponeva le cosiddette terapie riparative. A seguito di questa infelice esperienza ebbe un crollo nervoso, ma fortunatamente riuscì a ritrovarsi e si fece una ragione del fatto che non poteva cambiare ciò che era, e - soprattutto - che non c'era niente di sbagliato ad essere omosessuale... Così adesso, nel suo piccolo, ha deciso di dare un contributo alla causa gay, con la sua storia e la sua immagine... Con cui ha partecipato anche alla campagna per l'abolizione della PROPOSIZIONE 8 (la legge che impedisce i matrimoni gay in California).
Il suo esempio avrà un benefico effetto sui tanti ragazzi che da bambini guardavano il serial dei POWER RANGERS negli anni '90? Non vorrei peccare di ottimismo, ma sono portato a pensare di sì. E, a proposito di gay americani che possono contribuire all'integrazione della comunità gay col loro lavoro, volevo segnalarvi che alla MARVEL COMICS (tanto per cambiare) hanno deciso di affidare il rilancio del super gruppo canadese ALPHA FLIGHT allo scrittore gay dichiarato Jim McCann.
La cosa ha un certo rilievo considerando che fu proprio nella serie ALPHA FLIGHT che debuttò e maturò il personaggio di Northstar (che proprio sulle pagine di ALPHA FLIGHT fece il suo storico coming out, diventando il primo supereroe ufficialmente gay nella storia del fumetto), ma soprattutto se si considera che - nel suddetto rilancio - verrà ricomposta la squadra originale, ivi compreso lo stesso Northstar.
Non è la prima volta che Northstar viene gestito da uno scrittore dichiaratamente gay (il primato spetta a Tim Fish), ma è la prima volta che viene gestito da uno scrittore gay che lavora stabilmente per la MARVEL e che - presumibilmente - potrebbe avere l'occasione di sviluppare con calma il personaggio... Sempre ammesso che il rilancio della serie venga accolto favorevolmente dal pubblico. Chi vivrà vedrà: certo è che alla Marvel, evidentemente, iniziano ad abbinare gli scrittori ai personaggi calcolando anche il fattore del pubblico gay e della verosimiglianza dei loro personaggi omosessuali, e sicuramente questo è un segnale positivo. Nel frattempo anche la storica rivale della MARVEL, la DC COMICS, continua a lanciare segnali gay friendly, e lo fa anche al di fuori dei fumetti di supereroi. Ad esempio è appena uscito un romanzo grafico a tinte noir, per la sottoetichettta VERTIGO, ambientato nella San Francisco del 1953: FOGTOWN.
Trattasi della classica detective/crime story a base di omicidi, indagini e colpi di scena, ma con una "piccola" particolarità: il tutto si svolge sullo sfondo della comunità omosessuale della San Francisco dell'epoca, che una volta tanto è raffigurata in maniera verosimile e senza accenti morbosi e perversi (come invece capita spesso quando una storia di questo tipo si inserisce nel contesto omosessuale). In attesa di una evenutale edizione italiana di questo volume (che però non bisogna dare troppo per scontata), volevo segnalarvi anche una notizia abbastanza interessante che riguarda il disegnatore gay dichiarato Stephen Sadowski (che vedete qui sotto).
Infatti da ottobre verrà pubblicata dall'editore DYNAMITE! una miniserie interamente disegnata da lui e dedicata al personaggio che ha inaugurato il genere science-fantasy: Jonh Carter di Marte (che qui vedete in una delle copertine della miniserie, realizzata dall'italiano Lucio Parrillo). Ne parlo qui per due motivi: il primo è che nelle storie di Jonh Carter i personaggi maschili vestono il minimo indispensabile e il secondo è che Stephen Sadowski (da bravo disegnatore gay dichiarato) è particolarmente portato per disegnare maschioni muscolosi e sensuali... E probabilmente in questa miniserie darà il meglio di sè, tant'è vero che - a quanto pare - riesce a rendere sensuale il protagonista anche quando - all'inizio della saga - si presenta vestito di tutto punto...
Ovviamente il pubblico gay è alquanto impaziente di vedere come si presenterà il protagonista quando si aggirerà per le lande marziane praticamente nudo... Se intanto volete vedere come se la cava il disegnatore con altri tipi di soggetto potete iscrivervi al suo fans club su YAHOO. Non so perchè, ma qualcosa mi dice che - al di là delle sue innegabili doti artistiche - ci sia anche tanta gente che si iscrive al suo fans club perchè apprezza quel suo fascino un po' animalesco...
In ogni caso, nonostante la mia solita esterofilia, oggi sono felice di segnalarvi anche qualcosa di italiano, visto che sul numero di agosto di Diabolik (che dovrebbe essere ancora in edicola) si parla di pedofilia, e una volta tanto il pedofilo di turno non è il solito omosessuale viscido, ma una insospettabile signora di mezza età (accompagnata da una setta segreta di eterosessuali viziosi altrettanto insospettabili)...
Forse c'è ancora speranza per il fumetto italiano, dopotutto.
Ci vediamo a settembre...

ULTIM'ORA:
Ritiro tutto quello che ho detto su Diabolik! Arrivando alla fine del fumetto si viene a scoprire che in realtà la signora di mezz'età che gestisce la setta è un giudice pedofilo che si TRAVESTE da signora bene per poter adescare meglio i ragazzini! Bel colpo di scena vero? Come dire che di certi pregiudizi e di certi luoghi comuni "tranquillizzanti" i fumetti italiani non riescono proprio a farne a meno. Ovviamente in questa storia non compare mai la parola "prete" o magari "alto prelato", e si usa sempre il termine "bambini" e mai "bambine". VERGOGNA!

1 commento:

Albireo ha detto...

wa era il power rangers che preferivo da piccolo, W il blu ranger hihih