SE COMPRI SU AMAZON.IT PASSANDO DA QUESTI LINKS RISPARMI E SOSTIENI QUESTO SITO!

Libri o fumetti in inglese? Qui niente spese di spedizione e dogana, solo sconti pazzi!

VUOI AGGIUDICARTI UN DISEGNO ORIGINALE DI WALLY RAINBOW?

PREMIO GLAD 2017

Vuoi seguire questo blog dalla tua e-mail? Inserisci il tuo indirizzo!

sabato 12 maggio 2012

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Devo essere sincero: pensavo di dedicare gli appuntamenti musicali di questo mese ai cantanti gay dichiarati che avevo già presentato e che avevano dedicato dei nuovi brani ad argomenti inerenti all'omofobia, ma strada facendo mi sono imbattuto in cantanti di cui non ho mai parlato e che hanno realizzato cose bellissime... E così mi sono detto che forse era il caso di cambiare idea: per questo il brano contro l'omofobia che vi presento oggi è interpretato da Gavin Creel...
Gavin Creel è nato a Findlay, in Ohio (USA), il 18 aprile 1976 ed è un apprezzatissimo attore di musical. Tra le altre cose si è distinto per i suoi ruoli in Mary Poppins, La Cage aux Folles (il vizietto) e soprattutto HAIR, per il quale ha avuto diversi riconoscimenti. Ha lavorato anche in varie produzioni televisive, anche al fianco di personaggi del calibro di Julie Andrews. Per il resto si sa che adora i videogames, che è un po' superstizioso (evita di passare sotto le scale) e - soprattutto - che è gay dichiarato e che per lui è una questione di principio. Nel senso che non perde occasione per contribuire alla causa LGBT, e a quanto pare è uno dei suoi massimi promotori nell'ambiente di Broadway. Ovviamente non perde occasione di contribuire ad iniziative di beneficenza, e anche i guadagni ottenuti con la vendita del brano seguente andranno tutti in beneficenza! Il brano in questione, il cui titolo in italiano vuol dire RUMORE, è un grintoso appello a non subire la stretta dell'omofobia nelle sue varie forme e a reagire in maniera decisa, tutti insieme e con determinazione... E devo ammettere che a un certo punto mi ha pure commosso: ascoltatelo e guardatelo con attenzione, e poi sappiatemi dire...
Che altro aggiungere? Dopo certe performances devo ammettere che sento in maniera particolarmente forte l'arretratezza ( e la piccolezza) dell'Italia e di quelli che dovrebbero essere i suoi esponenti LGBT di riferimento, che se ne strafregano di tutte queste cose e che - nei pochi casi in cui fanno coming out - badano bene di non andare oltre a qualche dichiarazione pro gay in televisione o su VANITY FAIR.
La cosa davvero irritante, però, è che in Italia esempi come quelli di Gavin Creel non vengono citati davvero da nessuno... Ingoranza o paura di confronti imbarazzanti? Ambedue le cose? Chissà!
 Alla prossima.

Nessun commento: