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lunedì 8 settembre 2014

DALLA FINLANDIA CON AMORE

Ciao a tutti, come va?
Arriva settembre e si sente già odore di Lucca Comics & Games nell'aria, e a quanto pare (come ormai è tradizione) NON presenterà spazi che si rivolgono in maniera specifica al fumetto a tematica LGBT. Probabilmente, anzi sicuramente, verranno presentati fumetti a tematica LGBT dagli editori che li pubblicano, ma non mi risulta che siano in programma mostre, tavole rotonde o altro che vadano al di là della semplice promozione. E, come sempre, qualche interrogativo si pone, soprattutto se si prendono in considerazione le fiere del fumetto che si tengono nelle altre nazioni.
Ad esempio: proprio dal 5 al 9 settembre si tiene la ventinovesima edizione del Festival del Fumetto di Helsinki (il più grande evento fumettistico della Finlandia), che a quanto pare vuole mettere in risalto anche i fumetti a tema LGBT...
Niente di nuovo nel paese di Tom of Finland, direte voi, e in parte avete ragione... Tuttavia questa volta al centro dell'attenzione non ci sarà qualche autore statunitense o francofono, e nemmeno qualche mangaka... Bensì degli autori italiani!
Infatti dal 5 al 30 settembre la Katutaidegalleria – lo spazio espositivo appartenente al centro fumetto di Helsinki – ospiterà le tavole dei romanzi grafici italiani In Italia sono tutti maschi (di Luca de Santis e Sara Colaone) e In un corpo differente (di Fabio Sera)...

La mostra, curata da Nicole Brena e Sara Colaone è stata inaugurata il 6 settembre, durante la seconda giornata del festival, e racconta, attraverso una selezione di tavole tratte dai due libri, l’interessante lavoro di analisi e ricerca sulla storia e sull’evoluzione della società italiana che ha impegnato molti fumettisti italiani e attratto l’attenzione un grande numero di lettori.
Altro colpo messo a segno dal fumetto LGBT italiano (e in particolare da  In Italia sono tutti maschi, che è già stato tradotto in Belgio, Francia, Germania, Polonia e Spagna), che però - a quanto pare - nelle fiere del fumetto italiane viene ancora ampiamente sottovalutato... E non solo nelle fiere.

Infatti casi come questo dimostrano che le tematiche LGBT, se affrontate in un certo modo, suscitano un certo interesse sovranazionale, che probabilmente non è circoscritto nell'ambito del politicamente corretto, quanto piuttosto nel desiderio - da parte della società e del mondo del fumetto - di conoscere meglio una tematica che per lungo tempo è stata "rimossa" dalla coscienza collettiva, e della quale si ignorano ancora le reali potenzialità fumettistiche.

Oltretutto non bisogna dimenticare che la comunità gay ha saputo radicarsi e globalizzarsi molto più di tante altre, soprattutto grazie a internet, ed effettivamente quello che in qualche modo ha a che fare con la cultura gay tende a diffondersi molto più facilmente attraverso il web, diventando virale a livello globale.

Ad esempio, giusto per stare in tema di Finlandia, questo è avvenuto con le opere dell'artista finlandese Mari Kasurinen (CLICCATE QUI).

Anche se è nata nel 1984 ultimamente sta dimostrando una certa passione per la moda vintage e si presenta sempre vestita in perfetto stile anni '50... E questo perchè, secondo lei, vivendo in una società in cui l'immagine è tutto bisogna saper comunicare esteriormente come ci si sente dentro. E probabilmente questa è una delle chiavi per interpretare quello che produce, e in particolare le sue sculture... A base di MY LITTLE PONY trasformati in icone pop.

In realtà lei si ispira al primissimo MY LITTLE PONY mai prodotto (prima ancora che la HASBRO decidesse di usare i colori arcobaleno per caratterizzare il suo brand più equino), forse perchè in questo modo può mettere ancora più in risalto le sue eccentirche personalizzazioni.
Comunque i suoi lavori, in buona parte, hanno dei risvolti deliziosamente queer, e molto spesso prendono spunto proprio dalle icone pop adottate dalla cultura gay.




La cosa interessante, però, è questa artista è diventata davvero virale su internet dopo che - in un impeto di patriottismo - ha realizzato un MY LITTLE PONY in versione TOM OF FINLAND...
Cosa, questa, che le ha permesso di iniziare a farsi conoscere anche al di fuori dell'ambiente prettamente artistico e al di là dei (suoi) confini nazionali. Come dire che trattare certi argomenti garantisce una visibilità che altri non garantirebbero... Non nella stessa maniera, comunque.

E d'altra parte se gli autori italiani esposti a Helsinki in questi giorni NON avessero trattato certi argomenti adesso - probabilmente - non avrebbero trovato posto in un festival finlandese del fumetto.

Con buona pace di chi, in Italia, pensa ancora che certi argomenti siano un tabù e che affrontarli in maniera troppo diretta potrebbe risultare controproducente.

Evidentemente le cose non stanno esattamente così.

Alla prossima.

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