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mercoledì 11 novembre 2015

GENDER TOYS

Ciao a tutti, come va?

Dopo il lungo e impegnativo post dedicato a Lucca Comics & Games 2015 voglio giusto segnalarvi un fatto di costume che offre degli spunti di riflessione interessanti, in particolare per quel che riguarda la situazione italiana in questo periodo.

Non so voi, ma più passa il tempo e più io ho la sensazione di vivere in una nazione a due velocità: da una parte c'è un'Italia che cerca (con una certa fatica) di rinnovarsi e di affrancarsi da secoli e secoli di repressione culturale, accogliendo il meglio delle idee che arrivano dall'estero, mentre dall'altra vedo una nazione arroccata su posizioni medioevali, che difende con le unghie e con i denti uno status quo anacronistico, che fondamentalmente serve a garantire i privilegi storici di alcune categorie di persone (e del loro entourage)... Anche se questo significa alimentare un clima di caccia alle streghe e legittimare una serie di comportamenti e di iniziative a dir poco inqualificabili.

E così, se da una parte siamo bel bel mezzo di una crociata contro il "gender cattivo che minaccia i bambini" (che, vi ricordo, è un concetto che in questi termini è stato inventato proprio dagli estremisti cattolici per manipolare le coscienze degli sprovveduti, e mobilitarli contro il vento del cambiamento che porterebbe a una reazione a catena che metterebbe in forse i privilegi di cui sopra), dall'altra - per fortuna - si inizia a respirare un clima diverso, soprattutto se ci sono di mezzo iniziative che partendo dall'Italia si rivolgono ad un pubblico internazionale.

E così, se da una parte siamo l'Italia in cui alcuni sindaci mettono all'indice i libri per l'infanzia che suggeriscono di non accettare a testa bassa le imposizioni e gli stereotipi di genere, e in cui una famiglia di Massa Carrara ha fatto cambiare scuola a loro figlia (con la benedizione del Vescovo)  dopo che ha scoperto che portava avanti la lettura de LA PRINCIPESSA E IL DRAGO (che in originale si chiama Paper Bag Princess e che, peraltro, è in circolazione dal 1980)...

Dall'altra siamo anche l'Italia in cui il brand Moschino (che, vi ricordo, ha sede a Milano) ha deciso di pubblicizzare la sua ultima collaborazione con Barbie (e con la Mattel), tramite un spot in cui - per la prima volta - con le Barbie gioca anche un maschietto...

   E anche se può sembrare una cosa da poco, visto che è lo spot di una linea di costose bambole da collezione (e quindi - tecnicamente - NON si rivolge ai bambini), e indirettamente serve a promuovere i costosi capi di abbigliamento nati dalla collaborazione Moschino-Barbie (CLICCATE QUI), forse non è una cosa da sottolvalutare.

Dopotutto all'ufficio marketing di Moschino sicuramente non sono degli sprovveduti... E sicuramente sanno che negli anni hanno sempre potuto contare su una base di clienti gay molto forte... Anche perchè il fondatore Franco Moschino (foto sotto) era omosessuale, e la sua morte prematura nel 1994 (dovuta a complicazioni da AIDS) lo ha reso ulteriormente iconico...

Tant'è che probabilmente Fran Dresher è diventata un'icona gay anche perchè nella sit-com The Nanny (e cioè "La Tata") indossava proprio gli abiti di questo stilista...

Quindi, a ben guardare, sembra proprio che la scelta di inserire un bambino nello spot di Moschino Barbie sia una presa di posizione netta contro il clima che sta prendendo piede in Italia ultimamente (e anche un forse un modo per sfruttarla a proprio vantaggio), nonchè una strizzatina d'occhio a tutto il mondo gay... Che in effetti conta un discreto numero di collezionisti di Barbie. E infatti non deve essere stato proprio un caso se tutte le Barbie Moschino disponibili, ed acquistabili online, sono andate esaurite nel giro di un'ora! E si trovano già in vendita su ebay a prezzo triplicato (ben 425 dollari!).

Ovviamente, però, siccome i promotori della lobby anti gender vivono fuori dal mondo - e sanno bene che anche i loro proseliti vivono fuori dal mondo (altrimenti non sarebbero loro proseliti) - non hanno fatto partire alcuna iniziativa per boicottare il brand Moschino... Forse anche perchè sanno bene che Moschino e Mattel possono permettersi degli avvocati in grado di disintegrarli... A differenza degli inermi insegnanti che cercano di promuovere programmi educativi nelle scuole, magari attraverso dei libri illustrati come LA PRINCIPESSA E IL DRAGO, e che spesso non hanno alcun mezzo per difendersi dagli anatemi di sedicenti "esperti di gender" che possono contare sull'appoggio delle parrocchie e dei politici in cerca di voti facili...

Altrimenti avremmo già visto delle proteste fuori dalla mostra dedicata a Barbie che ha da poco aperto i battenti a Milano (e se vi interessa trovate tutte le informazioni CLICCANDO QUI)...

In ogni caso, a riprova del fatto che il mondo va avanti, volevo segnalarvi che anche nel mondo dei giochi per bambini effettivi l'approccio sta cambiando, perlomeno all'estero... In Spagna la catena di negozi specializzati ToyPlanet ha deciso di proporre i prodotti del suo catalogo senza vincolarli ad un genere piuttosto che a un'altro... E così abbiamo bambine che si danno al fai da te, bambini che usano i passeggini e via dicendo...





Personalmente vorrei stringergli la mano anche solo per avere utilizzato un maschietto che impara a stirare...

Se vi interessa scaricare il catalogo completo lo trovate CLICCANDO QUI.

Il mondo va avanti, per fortuna.

Alla prossima.

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