SE COMPRI SU AMAZON.IT PASSANDO DA QUESTI LINKS RISPARMI E SOSTIENI QUESTO SITO!

Libri o fumetti in inglese? Qui niente spese di spedizione e dogana, solo sconti pazzi!

VUOI AGGIUDICARTI UN DISEGNO ORIGINALE DI WALLY RAINBOW?

Vuoi seguire questo blog dalla tua e-mail? Inserisci il tuo indirizzo!

martedì 17 ottobre 2017

CAMBIAMENTI DI PROSPETTIVA?

Ciao a tutti, come va?

Quest'anno si festeggiano i 55 anni di Diabolik. Forse anche voi avrete notato che di questa ricorrenza si è parlato molto poco. In realtà la cosa non mi stupisce particolarmente: il personaggio è sempre meno popolare, i suoi fumetti sono sempre meno venduti e ormai anche cercare di rilanciarlo festeggiando i suoi 55 anni (ma una volta non si festeggiavano i 50?) lascia un po' quello che trova. Questa estate era partita anche una collana di ristampe (straordinariamente) a colori allegate a La Repubblica, ma a giudicare dal fatto che è andata avanti solo per 15 uscite direi che non ha avuto un grande riscontro di pubblico (cosa che comunque avevo pronosticato QUI).

Niente di personale contro Diabolik, però penso che sia interessante notare che, ora che è diventato un personaggio anacronistico e tendenzialmente insipido, capace di perdere tantissimi lettori anno dopo anno, più che su un rilancio effettivo dei suoi contenuti si preferisca cercare di tamponare le perdite proponendo iniziative collaterali per collezionisti all'ultimo stadio, sperando che possano intrigare un pubblico molto più ampio... Magari un pubblico incuriosito dalla fama del personaggio.

E non mi riferisco solo alle ristampe. In questi giorni è stato annunciato un album di figurine di ultima generazione (con figurine olografiche, metallizzate e tutto il resto), prodotto da Panini... Che detenendo i diritti del personaggio per l'estero sicuramente ha tutto l'interesse a cercare di mantenerlo in vita in qualche modo...

Davvero non saprei dire chi potrebbe seguire questa iniziativa... Visto che il pubblico che sostiene Diabolik mediamente ha una certa età (ed è sempre più scarso) e non mi sembra composto da nerd che frequentano luoghi in cui scambiare figurine, mentre i giovani di oggi sicuramente non inizieranno ad apprezzare Diabolik dopo essersi imbattuti casualmente in questa proposta. In ogni caso in qualche modo chi di dovere è riuscito a piazzare il personaggio anche dalle parti della Hachette (forse perchè, non essendo molto ferrati sulla situazione del fumetto italiano, non sapevano che Diabolik è in caduta libera da anni?), che in queste settimane ha iniziato a proporre una collezione di statuine in edicola... E anche in questo caso la domanda è: chi le comprerà? E soprattutto: chi si abbonerà, nonostante tutti i gadget esclusivi compresi nel prezzo?


In realtà, se proprio devo essere sincero, l'idea di una collezione di statuine di Diabolik mi sarebbe sembrata bislacca anche se il personaggio fosse stato all'apice della popolarità. Nel senso che i personaggi ricorrenti della saga sono meno di dieci, mentre quelli secondari - oltre a cambiare ad ogni numero - sono totalmente anonimi (e pressochè insignificanti dal punto di vista estetico). Se poi volessi essere maligno mi verrebbe da pensare questa operazione, più che altro, aveva lo scopo di portare nelle casse della casa editrice Astorina un po' di liquidità con la cessione dei diritti di sfruttamento del personaggio. Anche perchè il fatturato degli ultimi anni non è stato  propriamente incoraggiante, diciamo (CLICCATE QUI). E a questo punto verrebbe da pensare che se tutti i progetti relativi alla serie TV di Diabolik, quella annunciata da SKY,  vanno così a rilento è anche perchè nel frattempo qualche produttore ha analizzato meglio la situazione... In realtà le ultime dichiarazioni al riguardo risalgono al 2016 (CLICCATE QUI), quando Nils Hartmann - capo delle produzioni SKY - riferì:

«Siamo in cerca dell’equilibrio fra il fumetto originale e il Diabolik personaggio moderno. Ci siamo, l’episodio pilota è scritto, c’è un’ipotesi di regia. Ma la nostra regola è che non produciamo finché la sceneggiatura non ci convince. Per scrivere Gomorra ci abbiamo messo tre anni, per Diabolik ci stiamo mettendo anche di più». 

Che, in effetti, potrebbe anche essere un modo molto diplomatico per dire che SKY si era lanciata nell'impresa dando per scontato di avere per le mani un personaggio molto iconico e spendibile (tipo un supereroe americano, per intenderci), per poi ritrovarsi alle prese con una serie talmente piatta, e con un'impostazione talmente superata, da non sapere da dove cominciare per rendere il tutto accattivante per il pubblico di oggi senza stravolgere del tutto le premesse del fumetto... Anche perchè presumo che la casa editrice voglia avere voce in capitolo in qualche modo, e trovare il giusto compromesso - con queste premesse - non sarà semplice... E il fatto che il primo "trailer" che presentava la serie risalga addirittura al 2012 è abbastanza indicativo.

Tuttavia il caso di Diabolik è abbastanza emblematico. Nel senso che dimostra che prima o poi i nodi vengono al pettine, ma soprattutto che prima o poi chi si occupa di intrattenimento deve fare i conti con la realtà e con il fatto che o ci si evolve o non si va da nessuna parte... Soprattutto se il mondo va avanti a prescindere dal fatto che ci si ostini, più o meno consapevolmente, a vivere in una bolla. Esempio: se, molto banalmente, nei serial TV di ultima generazione le tematiche LGBT trovano sempre più spazio e sono sempre più apprezzate dal pubblico internazionale (e soprattutto da quello giovane), come possono essere inserite in una serie TV ispirata ad un fumetto che ha un approccio totalmente superato nei confronti di tutta la questione?

Presumo che gli sceneggiatori di SKY avranno ancora un bel po' da fare.

In ogni caso il fatto che SKY voglia reinventare Diabolik prima di proporlo al grande pubblico è qualcosa su cui vale la pena riflettere, e che probabilmente si inserisce in un contesto più ampio. Un contesto che forse inizia a dimostrare che è arrivato il momento di svecchiare l'editoria a fumetti italiana, prima che sia troppo tardi. E forse non è un caso se persino Topolino, che tradizionalmente è sempre stato molto impermeabile ai contenuti delle serie animate prodotte dalla Disney, ha da poco annunciato che pubblicherà sulle sue pagine la serie prequel dedicata alle nuove DuckTales, quella pubblicata negli USA dalla IDW...

E penso che sia abbastanza evidente che questa scelta non sia stata fatta per promuovere la serie TV, ma per rilanciare Topolino presso il pubblico che si appassionerà alla suddetta serie (che, per inciso, a un mese dal suo debutto negli USA ha stracciato tutti i record di pubblico delle serie Disney prodotte finora). Forse l'editoria a fumetti italiana ha iniziato a togliere la testa dalla sabbia e a rendersi conto che l'autoreferenzialità è un lusso che non può più permettersi? Staremo a vedere... Ad ogni modo penso che sia estremamente interessante anche l'annuncio della sempre sorprendente Editoriale Cosmo, che a quanto pare ha deciso di ristampare la saga di Sprayliz, ideata a partire dai primi anni Novanta da Luca Enoch...

Alcune considerazioni: Sprayliz è un personaggio cult, ma in edicola non ha mai fatto grandissimi numeri. Grazie alla pubblicazione sul mensile antologico INTREPIDO divenne un piccolo "caso", anche per via delle tematiche LGBT che presentava con frequenza e naturalezza (anche perchè la protagonista è bisessuale e poliamorosa), ma quando poi tentò la strada solitaria, con la Star Comics prima e con Macchia Nera poi, fu un disastro. Poi il suo autore prese a collaborare con la Bonelli, non ebbe più tempo per seguire il personaggio nemmeno tramite gli albi che aveva iniziato a proporre solo in fumetteria, e non ha realizzato nuove avventure di Sprayliz dopo il 1998...

Praticamente venti anni fa.

La domanda è: perchè l'Editoriale Cosmo ha deciso di rilanciare Sprayliz proprio in edicola, considerando che per tanto tempo non le ha portato fortuna?  Forse sbaglio, ma la sensazione è che ultimamente questa casa editrice stia dimostrando che, a differenza di alcuni colleghi, non si fa grandi problemi a guardarsi attorno e ad agire di conseguenza. Sprayliz era un personaggio molto avanti rispetto all'epoca in cui venne concepito, un'epoca in cui - molto banalmente - concetti come la bisessualità erano accettati con disinvoltura solo - e forse neanche tanto - nelle grandi città e in cui un fumetto del genere non aveva molti modi per diffondersi e farsi conoscere al di fuori del giro dei fumettari in senso stretto (anche se la sua tredicesima storia, incredibilmente, venne allegata al mensile gay Babilonia). Intendiamoci: Sprayliz ha sempre preso spunto da tantissimi temi, ma la questione LGBT era un po' il suo tratto distintivo... E il fatto che l'Editoriale Cosmo abbia ripescato questo fumetto proprio in questo particolare momento storico (e oltretutto dopo il grande successo di Nine Stones e la riproposta di Kerry Kross) mi sembra tutto fuorchè un caso...
In realtà Sprayliz, per quanto attuale, si può definire un fumetto di modernariato sotto diversi punti di vista, e risulta inevitabilmente datato... Anche perchè è stato concepito in un'epoca senza smartphone, senza social e senza tutta una serie di elementi che adesso per un fumetto del genere sarebbero considerati imprescindibili... Però è pur vero che questo fumetto, che - per inciso - è sempre stato snobbato anche da tutte le collane di allegati che si sono viste in edicola in questi anni, ritornerà a farsi vedere in edicola... E a modo suo questo ritorno ha un certo peso. Anche perchè presumo che se dovesse andare meglio del previsto potrebbe aprire le porte a qualcos'altro. Si vedrà.

Sicuramente i personaggi LGBT che offre il fumetto italiano sono pochissimi, e se l'Editoriale Cosmo volesse proseguire davvero in questa direzione sarà molto interessante verificare cosa si inventerà... Certo vedere delle nuove storie di Sprayliz aggiornate al 2017 (o magari un sequel con i personaggi cresciuti, che introduce ad una nuova generazione di protagonisti), non sarebbe male... Anche perchè nel frattempo la situazione LGBT ha subito una discreta evoluzione e si sente la mancanza di un fumetto italiano in grado di trattare l'argomento come faceva Sprayliz negli anni Novanta... Il che, considerando che sono passati vent'anni, è tutto dire...

Cosa accadrà in futuro non ci è dato saperlo, ma forse questi sono i primissimi segnali che qualcosa ha iniziato a smuoversi sul serio... Anche perchè probabilmente era impossibile che il tempo non facesse il suo corso, prima o poi. Ovviamente a questo punto bisognerà vedere se lo smottamento proseguirà, e soprattutto a cosa porterà...

In ogni caso questo blog ci sarà (^__^).

Alla prossima.

2 commenti:

quid76 ha detto...

http://www.fumettologica.it/2017/10/trivial-pursuit-fumetti-bonelli/

O_O

Wally Rainbow ha detto...

Direi che calza abbastanza col discorso... (O__O)