SE COMPRI SU AMAZON.IT PASSANDO DA QUESTI LINKS RISPARMI E SOSTIENI QUESTO SITO!

Libri o fumetti in inglese? Qui niente spese di spedizione e dogana, solo sconti pazzi!

VUOI AGGIUDICARTI UN DISEGNO ORIGINALE DI WALLY RAINBOW?

Vuoi seguire questo blog dalla tua e-mail? Inserisci il tuo indirizzo!

mercoledì 3 ottobre 2018

COMICS VS. TELEVISION

Ciao a tutti, come va?

Negli ultimi tempi ho avuto modo di analizzare in diverse occasioni la situazione del fumetto americano, in particolare per quel che riguarda il clima di "regressione" delle due case editrici più importanti, che facendo parte di due grosse multinazionali dell'intrattenimento (DISNEY e WARNER) hanno risentito più delle altre del clima politico statunitense e dei conflitti di interesse dei loro amministratori. E se la MARVEL aveva mostrato segni di cedimento da almeno un anno (CLICCATE QUI), la DC COMICS ha finito per seguirne l'esempio in tempi più recenti (CLICCATE QUI). Anche perchè la tendenza sembra proprio quella di puntare sempre di più sul potenziale "per famiglie" dei propri personaggi e delle proprie produzioni cinematografiche, tant'è che il primo film di animazione di Spider-Man per il grande schermo si preannuncia con un taglio a dir poco "disneyano", se non addirittura in perfetto stile Pixar... E sul fatto che il tutto sia stato concordato fra la DISNEY/MARVEL e la SONY direi che ci sono pochi dubbi...

Diciamo pure che, al confronto, persino l'ultima serie animata di Spider-Man (quella prodotta per il canale Disney XD) risulta molto più ricca di livelli di lettura, spunti adulti e sottotesti interessanti (anche dal punto di vista LGBT). E in effetti, dopo l'acquisizione della FOX da parte della Disney (con il conseguente, e già annunciato, "ritocco" della sua politica in fatto di produzioni cinematografiche) e il progressivo "asservimento" dei fumetti a ingerenze esterne, per una questione di marketing, sembrerebbe che - paradossalmente - uno dei pochi spazi relativamente "liberi" potrebbe restare (per ora) proprio quello dei serial (animati e non) per la TV. E, più marginalmente, quello delle produzioni direct-to-video, come i film animati targati DC...

Anche perchè, fortunatamente, in questi casi si può parlare di produzioni che hanno un target di riferimento abbastanza preciso, e che può essere coinvolto solo a determinate condizioni... E cioè producento materiale che risulti COMPETITIVO nell'aggueritissimo (e spesso molto trasgressivo) ambito dei serial TV e dell'animazione seriale, soprattutto dopo l'arrivo di piattaforme come Netflix.

Così può anche succedere che, mentre i fumetti DC iniziano ad orientarsi verso un maggiore pudore (anche nei confronti del corpo maschile), il serial dei Teen Titans - che dovrebbe debuttare il prossimo 12 ottobre - ha annunciato fin dal trailer che giocherà molto sulle scene di nudo che coinvolgeranno Beast Boy dopo le sue mutazioni animali (prendendo spunto dai film direct-to-video, come quello da cui è stata tratta l'immagine che ho inserito sopra? Chissà...)...



Tra l'altro l'attore scelto per il ruolo è Ryan Potter... Che, oltre ad essere un attivista per i diritti gay fin da quando aveva 15 anni, neanche tanto tempo fa è rientrato nella categoria dei giovani attori che hanno inviato le foto private delle loro segrete (e abbastanza notevoli) virtù alle persone sbagliate... E così non è neanche tanto difficile recuperare le foto dei suoi attributi per compensare quello che - ovviamente - non verrà mostrato nel serial TV...

Tutto un caso? Considerando che fra i produttori c'è Greg Berlanti non ci scommetterei. Anche perchè, mentre l'universo a fumetti della DC pare voler limitare la visibilità dei personagi LGBT e di un certo tipo di ammiccamenti, nei suoi serial Greg Berlanti. da bravo produttore gay dichiarato, continua a puntare molto su questi temi... Al punto di fare dei personaggi LGBT uno dei suoi punti di forza, e mettendoli spesso e volentieri al centro dell'attenzione (e degli sviluppi narrativi dei suoi serial)... Come si intuisce chiaramente anche dalle sue locandine promozionali.

E il fatto che questo approccio, anche e soprattutto nei serial ispirati dal mondo del fumetto, continui a garantirgli un buon successo presso il suo target di riferimento evidentemente ha fatto scuola... Visto che nel trailer della seconda stagione di RUNAWAYS, che è ispirato da un fumetto MARVEL ed è prodotto dalla piattaforma Hulu, viene messo ben in evidenza il rapporto lesbico fra due delle protagoniste principali...

Tra l'altro, mentre la Marvel Comics è nel pieno di un vero e proprio piano di "ripulitura" nei confronti delle minoranze (si vocifera addirittura della prossima "rottura" di alcune storiche coppie gay), proprio alla fine di settembre è partito il progetto Marvel Rising: Secret Warriors, con un film di animazione trasmesso da DISNEY CHANNEL e DISNEY XD per lanciare una serie animata (e il relativo merchandising) che dovrebbe essere la risposta MARVEL al progetto Superhero Girls che la DC Comics porta avanti dal 2015...

In quel caso l'idea di base era di trasformare i supereroi e le supereroine della casa editrice in liceali che condividevano lo stesso istituto scolastico, anche se - come si intuisce dal titolo - al centro della narrazione c'erano le principali protagoniste femminili dei fumetti DC. Nel caso di Marvel Rising: Secret Warriors, invece, la DISNEY ha potuto mettere in campo lo stuolo di personaggi adolescenti che la Marvel Comics avevalanciato negli ultimi anni nel tentativo di rinnovare il suo universo narrativo, senza bisogno di ringiovanirli o stravolgerli. E senza collocarli in un idilliaco liceo per supereroi. E tra l'altro, in questo caso, un punto in più è stato dato dal maggior realismo del contesto e dalla maggiore quantità di minoranze etniche/religiose/sessuali a disposizione... Che probabilmente aumenteranno ancora con il proseguimento del progetto.
Tra l'altro, essendo una delle protagoniste la supereroina lesbica America Chavez, questa serie ha anche il primato di avere determinato la messa in commercio della prima bambola dedicata ad una supereroina ufficialmente lesbica in tutti i negozi di giocattoli e nei Disney Store... Tra l'altro in tre versioni (come tutti gli altri personaggi): costume, tenuta da allenamento e abbigliamento casual... E oltretutto, a differenza di quanto avvenuto nella linea Superhero Girls, qui ci sono anche dei bambolotti di sesso maschile!


Da notare che i giocattoli della MARVEL sono prodotti dalla Hasbro, mentre quelli della DC dalla Mattel... Quindi è uno scontro ad alto livello anche dal punto di vista dei prodotti collaterali. E forse è per questo che, subodorando il potenziale della nuova serie MARVEL/DISNEY, la DC/WARNER ha pensato di rinnovare radicalmente la linea Supehero Girls a soli tre anni di distanza dal suo debutto, affidando il restyling della serie animata addirittura a Lauren Faust (e cioè a colei che ha trasformato la nuova serie animata dei My Little Pony in un fenomeno di culto)... Che per prima cosa - guardacaso - ha pensato di enfatizzare le differenze etniche fra le protagoniste, e di rendere Supergirl molto più mascolina (e muscolosa)...

Ad ogni modo l'approccio delle Superhero Girls della DC resta fondamentalmente umoristico, mentre quello di Marvel Rising: Secret Warriors è decisamente improntato sul realismo. Tant'è che America Chavez, nel lungometraggio introduttivo che si è visto il 30 settembre, ha mostrato fin da subito al pubblico la nostalgia che la pervade quando dalla sua officina vede passare qualche famiglia arcobaleno con due mamme e una bambina...

Perchè le ricordano quando le sue due mamme, per salvarla dalla distruzione del loro mondo, l'hanno spedita in una realtà parallela (quella in cui vive oggi) , sacrificando però la propria vita...

E questo dimostra una volta di più, se mai ci fosse ancora bisogno di dimostrarlo, che ultimamente le produzioni televisive ispirate ai fumetti si stanno rivelando più inclusive e aperte alla sperimentazione rispetto a buona parte delle loro attuali controparti cartacee e cinematografiche. Soprattutto per quel riguarda le produzioni che si rivolgono a giovani e giovanissimi.

Anche perchè, se è pur vero che la Marvel Comics è una sussidiaria della DISNEY, è anche vero che i suoi grandi capi sono degli azionisti molto vicini a Donald Trump (come Isaac Perlmutter, di cui ho parlato anche QUI e di cui vedete una foto qui sotto), mentre - per fortuna - a dirigere il reparto produzioni televisive Disney/Marvel ci sono personaggi di tutt'altro genere...

Oltretutto, ringraziando il cielo, a capo del comparto Disney/ABC Television c'è ancora Kevin Brockman... Che fra le altre cose è anche Presidente dell'associazione GLSEN (Gay, Lesbian, & Straight Education Network), che si propone l'obbiettivo di combattere il bullismo e la discriminazione nei contesti educativi per promuovere una società più inclusiva (CLICCATE QUI).

Quindi niente di strano che nelle produzioni televisive della Disney, e in quelle Disney ispirate dai personaggi MARVEL, le scelte adottate siano tendenzialmente gay friendly e a favore delle minoranze, mentre alla Marvel Comics - da un po' di tempo a questa parte - si inizia a respirare un'aria di tutt'altro genere.

La cosa interessante, comunque, è che a questo punto è evidente che le strategie della Marvel Comics e quelle delle relative produzioni televisive stanno iniziando ad entrare in conflitto... E, in effetti, non escluderei che il progetto Marvel Rising: Secret Warriors sia stato portato avanti da Kevin Brockman (o chi per lui) anche per mettere la Marvel Comics di fronte al fatto che le minoranze etniche e sessuali (per non parlare della rappresentanza femminile) non sono un problema, ma una risorsa...

E adesso cosa succederà se Marvel Rising: Secret Warriors si rivelerà un grande successo? Dopotutto, da quando è stato eletto Donald Trump, la Marvel Comics si è impegnata davvero tanto per far passare il messaggio che l'approccio multietnico e multiculturale è stato un passo falso e una strategia senza sbocchi (tant'è che aveva già fatto sparire dalla circolazione buona parte dei protagonisti di Marvel Rising: Secret Warriors)...

Che cosa potrebbe succedere se, per esempio, dalla dirigenza Disney arrivassero delle sollecitazioni per ritornare ad un approccio più multietnico e multiculturale? La redazione della Marvel Comics a chi dovrà rendere conto delle sue azioni? A Isaac Perlmutter o alla Disney? Dopotutto quando la Disney ha chiesto di limitare (o addirittura di far scomparire) i personaggi di cui non deteneva i diritti di sfruttamento cinematografico (X-Men, Wolverine, Fantastici Quattro, ecc), la Marvel Comics ha obbedito senza battere ciglio... E tra l'altro la Disney ha iniziato ad avere un atteggiamento VISIBILMENTE gay friendly anche nei suoi parchi e sfilando con una rappresentanza in diversi Gay Pride (CLICCATE QUI)...

In effetti si preannuncia una stagione che potrebbe riservare più di qualche colpo di scena...

Alla prossima.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Davvero la televisione si sta dimostrando un posto in cui i temi LGBT possono trovare il giusto spazio. E a volte le sorprese possono arrivare pure dall'Italia, se dobbiamo credere a quanto si dice qui su una nuova miniserie su Leonardo:
https://www.queerty.com/new-show-will-depict-famous-historical-genius-gay-outsider-20181003