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mercoledì 7 ottobre 2015

NEW YORK NEW YORK

Ciao a tutti, come va?

Dopo l'ultimo post su Lucca Comics & Games mi sarebbe piaciuto cambiare argomento, e non parlare di fiere per un po', ma siccome proprio questo fine settimana parte la New York ComiCon (il sito lo trovate CLICCANDO QUI) mi sembrava corretto fare un piccolo confronto... Anche solo per dimostrare che quando parlo di fiere con un approccio più avanzato a certi temi non sto vaneggiando.

Certo: paragonare il contesto di Lucca con quello di New York è un po' come paragonare un deltaplano con un Boeing 737, ma il problema è che in entrambi i casi si parla di manifestazioni fumettistiche di portata internazionale e con numeri da record, quindi - a rigor di logica - il contesto non può essere considerato una giustificazione valida.

Oggi, nello specifico, volevo puntare i riflettori sugli argomenti degli incontri e dei dibattiti che si terranno a New York, nella speranza che in un ipotetico futuro possano servire come spunto anche dalle nostre parti... Anche se da noi il clima delle fiere, e degli incontri al loro interno, tende ad essere molto più frivolo e rilassato...

Premesso che la New York ComiCon ha un sito molto funzionale e interattivo (e anche su questo le manifestazioni italiane dovrebbero investire un po' di più), con cui ogni visitatore può comporre la propria tabella di marcia per creare un programma personalizzato (scegliendo fra i tanti eventi previsti), quello che spicca è la varietà degli argomenti di discussione.

Nel senso che, al di là delle presentazioni delle novità e delle tavole rotonde su questo o quel fumetto (come avviene a Lucca), ci sono anche incontri dedicati alle problematiche degli autori, all'approfondimento delle questioni editoriali, alle dinamiche socio culturali del fumetto e persino a cose come l'analisi della disparità di genere nel fumetto, la lotta al bullismo scolastico, la rappresentazione delle disabilità o delle minoranze etniche e una quantità di altre cose che nelle manifestazioni italiane generalmente non vengono nemmeno sfiorate.

Per non parlare di incontri quasi inconcepibili dalle nostre parti, come quelli sul rapporto fra hip-hop e fumetti, o quelli sulla gestione dei fumetti e dei giochi di ruolo nelle biblioteche, o ancora quelli sull'inserimento della lettura dei fumetti nei programmi scolastici di ogni ordine e grado...

Giusto per darvi un'idea, qui di seguito vi riporto i titoli di alcune delle conferenze che riguardano argomenti che hanno pertinenza con questo blog:

Giovedì 8 ottobre

Assembling Your Nerd Herd: Creating a Safe Space for Students in Your School 
Un incontro per insegnanti ed educatori che vogliono capire come rapportarsi con gli studenti "nerd" per rendere le scuole un posto accogliente e a prova di bullismo.

New York TimesOUT Presents LGBT in Comics 
TimesOUT è un magazine gay di New York, e ha organizzato una tavola rotonda per parlare della situazione di personaggi e autori LGBT, con molti ospiti d'eccezione: Steve Orlando (Midnighter), Jennie Wood (Flutter), Kevin Wada (Scarlet Witch), James Tynion IV (Batman Eternal), Babs Tarr (Batgirl), Kris Anka (Captain Marvel).

Venerdì 9 ottobre

Gay Manga, Yaoi and Yuri: LGBTQ Fantasy vs. Reality in Manga
Un incontro di approfondimento su come viene rappresentata l'omosessualità nei manga, e su come si vive realmente l'omosessualità in Giappone.

New York TimesOUT Presents Gay Geek Culture
TimesOUT presenta un incontro per spiegare come il mondo degli appassionati di fumetti e immaginario pop si è fatto largo nella comunità LGBT in senso lato e nelle sue manifestazioni artistiche e culturali.

LGBTQIA in Comics and Pop Culture Meet-Up
Un nuovo talk show a tema LGBT organizzato da TimeOut, a cui partecipano fumettisti e vari rappresentanti del mondo dell'entertainment: Phil Jimenez (Wonder Woman), Steve Orlando (Midnighter), Sam Maggs (The Mary Sue), Joey Stern (GeeksOUT), Jennie Wood (Flutter), Andy Mientus( The CW's The Flash), Tony Ray (Cosplayer), Paul McGill (Spider-Man: Turn Off the Dark), Judy Stephens (Marvel Entertainment), Damon Suede (Bad Idea) e altri ancora.

Push Boundaries Forward: Gender, Diversity and Representation in Comic Books
Marjorie Liu, Shannon Watters, Jeremy Whitley, Amber Garza, Joey Stern e Darryl Ayo parlano di come si è evoluto la reppresentazione della differenza di genere nel fumetto. Il dibattito è organizzato dall'Associazione GeeksOut.

Sabato 10 ottobre

Marry, Do or Kill? What Will It Take to Shatter Female Stereotypes in Comics?
Un confronto sugli stereotipi femminili nel fumetto, e sulle strategie per superarli.

Prism Comics Presents: Autobiography in Queer Comics 
Un incontro promosso dall'associazione Prism Comics che parla dei fumetti autobiografici a tema LGBT. Secret Identities – Creating Transgender Characters in Comic Books Un incontro di approfondimento sulla rappresentazione dei personaggi transgender nel fumetto mainstream.

Domenica 11 ottobre

#WeNeedDiverseBooks: I Ain't Your Sidekick – Heroic Counter-Narratives
Presentazione dell'associazione #WeNeedDiverseBooks e delle sue iniziative per incentivare la rappresentazione delle minoranze nella letteratura per l'infanzia e per combattere la disparità di genere nella narrativa (sev vi interessa il suo sito lo trovate CLICCANDO QUI)

A (Wo)man’s World: Closing The Gender Gap In Pop Culture
Un nuovo incontro per parlare dei pregiudizi di genere nei fumetti, e per fare il punto sulle strategie per superarli.

Culturally Queer: The Explosion of LGBTQ Representation in Mainstream Comics & Pop Culture
Un nuovo incontro promosso dall'associaizone GeeksOut, per parlare dei progressi nell'inclusione di personaggi e tematiche LGBT nel fumetto mainstream americano. Partecipano Phil Jimenez, Jennifer Camper, Daniel Ketchum, Jennie Wood, Jay Justice e Annie Ishii.

In realtà, una volta presa un po' di dimestichezza con il sito della manifestazione, è possibile selezionare le conferenze per area tematica, e così si scopre che quelle che in qualche modo toccano il tema della "diversità" sono ben 32 (e se non ci credete CLICCATE QUI)!

Sarò sincero: la mia sensazione, leggendo il programma della New York ComiCon, è che da quelle parti il mondo del fumetto sia vissuto come qualcosa che si proietta sempre più all'esterno degli angusti confini degli appassionati e dei collezionisti, ma anche come uno spunto per confrontarsi con argomenti importanti e delicati.

In poche parole, a New York, il fumetto viene considerato (anche) una cosa seria.

Invece guardando i programmi delle manifestazioni italiane, e di Lucca Comics & Games in particolare (anche se quello di quest'anno ancora non è disponibile), la sensazione è diametralmente opposta... Quasi come se chi le organizzasse non volesse presentare il mondo del fumetto come qualcosa di troppo serio o impegnato, per evitare di andarsi a scontrare con i pregiudizi e i veti delle (solite) lobby di potere del nostro paese... Che poi, indirettamente, sono anche quelle che dettano legge presso i grandi editori mainstream che producono fumetti in Italia.

Come dire che, da noi, le manifestazioni fumettistiche non devono toccare nervi scoperti, suscitare dibattiti, animare discussioni o... Orrore fra gli orrori... Mettere in luce delle tematiche sociali di più ampia portata. Perchè in tutti questi casi potrebbero rischiare di pestare i piedi a qualcuno, diventando scomode da gestire o mal tollerate. Quindi è sempre meglio organizzare manifestazioni che abbiano  un basso profilo... Anzi: meglio ancora se ufficialmente si presentano, e vengono gestite, solo come dei ritrovi per bambini troppo cresciuti che vivono scollati dalla realtà...

E d'altra parte se si dovessero analizzare (obbiettivamente) cose come la disparità di genere e la rappresentazione delle minoranze nel fumetto italiano gli si farebbe fare una pessima figura... E non escluderei che questo tipo di incontri, in Italia, non trovino posto anche per questo motivo...

In ogni caso dover prendere atto di questa situazione, ancora nel 2015, è un po' sconfortante... Soprattutto vedendo di cosa si parlerà alla New York ComiCon... E come se tutto ciò non bastasse, a parte gli eventi fumettistici LGBT all'interno della manifestazione, nella città (ovviamente) ce ne saranno anche altri in qualche modo collegati...

Il 9 ottobre, presso il Bureau of General Services-Queer Division (208 West 13th St Room 210) l'associazione Prism Comics ha organizzato una nuova edizione di Queercopia, un'iniziativa in cui diversi autori di fumetti LGBT racconteranno e leggeranno le loro opere. Per ora sono previsti Greg Fox (Kyle's Bed & Breakfast), Jeff Krell (Jayson), Morgan Boecher (What’s Normal Anyway?), Tara Avery (Gooch, Dirtheads), P. Kristen Enos (Web Of Lives), ma probabilmente se ne presenteranno anche altri.

Inoltre l'associazione GeeksOut, come da tradizione, ha organizzato il suo tradizionale party a tema, al Rockbar (185 Christopher St, il 10 ottobre dalle 21.00). La simpatica locandina dell'evento (come gli altri disegni con cui ho corredato questo post) è opera di Chad Sell (CLICCATE QUI).

Inutile dire che entrambe le associazioni hanno degli stand nella manifestazione... E comunque sono fortemente tentato di pensare che siano stati organizzati altri eventi, che però mi sono sfuggiti.

Sicuramente avere della associazioni gay che si occupano di fumetti e immaginario POP aiuta molto, ma probabilmente non si tratta solo di quello (visto che molti degli incontri che ho elencato sono stati progettati dagli organizzatori della manifestazione), quanto di una diversa impostazione di base nel rapporto fra fumetto, manifestazioni e visitatori. Nonchè, ovviamente, di una diversa gestione delle manifestazioni stesse (ma di questo ho già parlato nel mio ultimo post).

La domanda è: alla luce di tutte queste considerazioni la situazione potrebbe evolversi anche in Italia, in qualche modo? Allo stato attuale probabilmente no, perchè servirebbe che arrivasse qualcuno, o qualcosa, a smuovere le acque. Di gruppi informali di lettori LGBT di fumetti ce ne sono diversi anche da noi, e suppongo che anche fra di voi che seguite questo blog di appassionati ce ne siano molti. Anni fa avevo provato a mettere in piedi un progetto per raccogliere i professionisti del settore, che però avevano troppo poco tempo da dedicargli, e non se ne è fatto più nulla.

Secondo voi mettere in piedi qualcosa tipo un'associazione di appassionati LGBT di fumetti, avrebbe senso? E badate che non significherebbe creare un (altro) gruppo su facebook in cui animare delle discussioni infinite, e in cui la gente se la canta e se la suona per i fatti propri... Vorrebbe proprio dire creare un'associazione in cui delle persone mettono un po' di tempo e di energia per organizzare piccoli eventi, raccolte fondi per finanziarli, partecipazioni alle fiere, ecc. Ed eventualmente proporre mini convegni, dibattiti e altro nelle fiere più importanti. Nonchè eventi più ricreativi, se vogliamo, ma che siano a tema e non siano gestiti in maniera raffazzonata.

Questa proposta l'avevo lanciata anche in un paio di altre occasioni, anni fa, ma siccome la risposta non è stata proprio entusiastica, l'avevo accantonata per un po'... Adesso i tempi potrebbero essere più maturi?

In realtà mi sarei anche un po' stufato di continuare a parlare di quello che non funziona senza poter reagire in modo più concreto, ma da solo non penso che andrei molto lontano...

Fra di voi che leggete questo BLOG c'è qualcuno che pensa che valga la pena di provare a impegnarsi per smuovere le acque, visto che da sole non si smuovono?

Fatemi sapere cosa ne pensate...

Alla prossima.

4 commenti:

Auramazda ha detto...

Vale sempre la pena provare, le bastonate sono dietro l'angolo sopratutto per i primi ma è importante iniziare

Wally Rainbow ha detto...

Quello è messo in conto :-) E, da presidente di un associazione gay di provincia da quasi 9 anni (O__o), ti garantisco che le bastonate continuano ad essere dietro l'angolo... Per questo servirebbe un gruppetto, anche piccolo,di persone motivate e con le idee chiare, per iniziare :-)

Anonimo ha detto...

Ciao Valeriano, secondo me i tempi sono maturi per smetterla di lamentarsi e cominciare a fare qualcosa, però rimane sempre la necessità di qualcuno che proponga delle iniziative concrete, il gruppetto di cui parli sarebbe la cosa migliore, ma per costituirlo bisognerebbe cominciare a sondare -magari attraverso un form da compilare on line- in che modo ogni singola persona è disponibile a collaborare a specifiche proposte. Se dici che vorresti fare questo e che per farlo ti serve questo e questo e quello sarebbe molto più facile capire di cosa stiamo parlando e quali possono essere i problemi da risolvere.

Francesco Osmetti ha detto...

Penso che i tempi siano abbastanza maturi per poterlo fare. I lettori, i fan, i giocatori interessati ad un certo tipo di tematiche ci sono e sarebbe bello farli partecipare per far sentire anche la loro voce. Io, dal canto mio, sono sempre stato interessato allo yaoi e faccio spesso ricerche su opere a tematiche LGBT... purtroppo sono quasi sempre straniere perchè non viene data abbastanza visibilità all'argomento. Anche io sono dispiaciuto per le organizzazioni delle fiere. La maggior parte di esse sono file e file di stand e basta, le persone ci vanno per comprare ma non per formarsi e scoprire, non viene data abbastanza importanza alle autoproduzione (purtroppo relegate anche in spazi non proprio vicini al cuore delle fiere) mentre dovrebbe essere il contrario. Poi guardi dall'altra parte del mondo e l'arretratezza diventa lampante...