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lunedì 5 ottobre 2015

LUCCHETTI A LUCCA?

Ciao a tutti, come va?

Come forse avrete notato quest'anno non ho ancora parlato di LUCCA COMICS & GAMES 2015, la principale manifestazione fumettistica italiana che prenderà il via alla fine di questo mese... E se non l'ho fatto è stato proprio per non rischiare di dovermi rimangiare alcune osservazioni strada facendo, anche perchè - visto che passo per una persona troppo severa - cerco sempre di argomentare in maniera sensata le mie opinioni.

Da che parte cominciare, quindi?

Forse sarebbe bene partire ricordando che, un annetto fa, avevo provato ad indagare sui motivi occulti per cui la manifestazione fumettistica più grande d'Italia era caratterizzata in maniera così anomala rispetto alle sue controparti straniere... E il risultato di quell'indagine (che trovate CLICCANDO QUI) era abbastanza inquietante, e metteva in luce una realtà abbastanza opaca. E d'altra parte anche il bilancio dell'edizione 2014 lasciava spazio a numerosi interrogativi (CLICCATE QUI).

A questo punto, prima di entrare nel merito delle novità dell'edizione 2015, mi sembrava doveroso aggiornarvi su alcuni dettagli abbastanza curiosi, che sembrano confermare la volontà di continuare a gestire il tutto in maniera un po' "particolare", se così vogliamo dire... Non foss'altro perchè la parte del sito dedicata all'amministrazione trasparente continua ad essere ancora fondamentalmente vuota (CLICCATE QUI).

Come avevo scritto nell'articolo che ho citato prima, LUCCA COMICS & GAMES 2015 è gestita da una società partecipata (al 100%) del Comune, la LUCCA COMICS & GAMES S.r.L., e anche sul sito della manifestazione 2015 si legge che il Consiglio di Amministrazione è composto da cinque persone (CLICCATE QUI). Nella lista degli incarichi e dei compensi delle partecipate del Comune di Lucca del 2014, però, le persone pagate per la LUCCA COMICS & GAMES S.r.L. risultavano solo tre (e nell'elenco delle retribuzioni spiccava, e spicca ancora, l'assenza del Direttore Artistico Renato Genovese), con un compenso che andava dai 2.700 euro ai 18.900 euro annui (CLICCATE QUI)...  Invece, nel rendiconto del 2015 LUCCA COMICS & GAMES S.r.L. risulta essere sul libro paga solo l'Amministratore Unico, che così è anche l'unico di cui si conosce il compenso, e cioè 9000 euro per il primo semestre dell'anno (CLICCATE QUI)... Si tratta di Francesco Caredio (che vedete qui sotto in un momento relativamente gay friendly dell'edizione 2013), che anche sul sito della manifestazione è accreditato come Presidente della società (ruolo che ricopre da diverso tempo)...

Società che, lo scorso luglio (chissà perchè, poi, queste manovrine si fanno sempre in estate...), si è fusa con un'altra partecipata del Comune di Lucca, e cioè Lucca Fiere e Congressi S.p.A., e infatti se si incrociano i dati dei pagamenti del 2015 con i nomi del nuovo Consiglio di Amministrazione di LUCCA COMICS & GAMES S.r.L. si scopre che al suo interno ora ci sono proprio gli ex amministratori di Lucca Fiere e Congressi S.p.A.

Persone sicuramente rispettabilissime, ma che fino all'anno scorso NON si sono occupate della gestione della fiera di fumetti più grande d'Italia, che è anche una delle più visitate al mondo. Una fiera che peraltro - a differenza delle altre fiere gestite da Lucca Fiere e Congressi S.p.A. - si sviluppa all'interno del centro storico della cittadina...

Come sempre sul sito della manifestazione c'è un bilancio sociale dell'edizione passata (CLICCATE QUI) che NON riporta l'indotto realizzato dalla fiera, e a differenza dei bilanci degli scorsi anni non riporta nemmeno le cifre investite in pubblicità (nel 2013 si parlava di 2.600.000 euro, e quindi presumo che siano aumentate). Tuttavia in alcune interviste sulla stampa locale (tipo QUESTA), il Sindaco di Lucca - Alessandro Tambellini (foto sotto) - ha riferito che Lucca Comics S.r.L. ha un capitale sociale di 4.000.000 di euro e un "possibile" fatturato annuo di oltre 5.000.000 di euro (che a me sembrano pochi, visto che nel 2013 oltre 2.000.000 di euro sono stati investiti in pubblicità, ma ovviamente non sono nessuno per mettere in dubbio quello che dice il Sindaco).

La domanda, quindi, è: con diversi milioni di euro da investire non avrebbe avuto più senso retribuire un Consiglio di Amministrazione con competenze più adeguate alla gestione logistica e contenutistica di una manifestazione che l'anno scorso ha registrato 490.000 presenze? Cercando su internet informazioni sui nuovi membri del Consiglio di Amministrazione, ad esempio, si scopre che Marco Terigi (foto sotto, già presidente di Lucca Fiere S.p.A.) è un commercialista (CLICCATE QUI) e che Fabiola Biondi si occupa di consulenza fiscale e tributaria (CLICCATE QUI), mentre le uniche informazioni reperibili su internet a proposito del Dott. Alessandro Santucci riguardano la sua attività di curatore fallimentare....

Come dicevo prima saranno sicuramente tutte persone rispettabilissime, ma LUCCA COMICS & GAMES prima di essere un'impresa economica e commerciale dovrebbe essere una manifestazione fumettistica, e il fatto che - direttore artistico Luca Genovese a parte - abbia un Consiglio di Amministrazione composto da persone che hanno unicamente qualifiche economiche e commerciali è alquanto inquietante. Anche perchè nelle maggiori manifestazioni fumettistiche del mondo l'aspetto commerciale, pur importantissimo, generalmente viene appaltato a consulenti esterni, visto che chi deve avere l'ultima parola sulle decisioni che riguardano una fiera del genere dovrebbe avere tutt'altro genere di competenze...

Ad esempio: il Presidente della San Diego Comicon International, l'associazione no profit che gestisce l'omonima fiera statunitense, non è un commercialista impaludato, ma un nerd di lungo corso... Infatti John Rogers (foto sotto) fa il volontario nelle manifestazioni fumettistiche dal 1978, presiede la San Diego ComiCon dal 1986 e solo l'anno scorso ha rinunciato al suo impiego ufficiale, in una ditta di telecomunicazioni, per dedicarsi a tempo pieno all'organizzazione della manifestazione.

E nel ruolo di Direttore Esecutivo, invece, c'è una simpatica signora altrettanto nerd (ebbene sì: è una donna!) di nome Fae Desmond (foto sotto)... E i loro colleghi che hanno ruoli dirigenziali all'interno della manifestazione sono tutti sulla stessa lunghezza d'onda. Per maggiori informazioni sugli organizzatori dell'evento, e sul tipo di problemi che devono affrontare essendo registrati come associazione no profit, potete CLICCARE QUI, dove tra l'altro si puntualizza che le associazioni no profit sono tenute ad organizzare manifestazioni che danno ampio spazio a tematiche di interesse sociale (come ad esempio la questione LGBT)... E forse questo spiega anche perchè, nel caso di San Diego, sia proprio l'organizzazione a proporre tanti incontri e dibattiti su certi argomenti (che a Lucca vengono bellamente ignorati).

C'è da dire che, siccome parliamo degli USA, la paga di questi signori è di pubblico dominio e i media non si fanno problemi a fargli i conti in tasca, soprattutto considerando che le associazioni no profit, e quindi esentasse, dovrebbero pagare i compensi ai loro collaboratori senza margini di guadagno. E infatti, nell'articolo che potete leggere QUI, il giornalista si chiede se poi sia così legittimo che - nel 2010 - il Presidente sia stato pagato ben 93.000 dollari, e che proprio la figlia di Fae Desmond - che evidentemente collabora alla manifestazione - ne abbia percepiti 65.000...

Cifre che, in effetti, sembrano del tutto sproporzionate rispetto ai guadagni dichiarati ufficialmente da chi amministra Lucca Comics & Games S.r.L, anche se il giro di soldi è abbastanza simile (i soliti giornalisti americani riferiscono che, dai biglietti del 2010 delle tre manifestazioni che gestiva, la San Diego Comicon International aveva ricavato 5.000.000 di dollari, cifra non troppo distante da quella citata dal Sindaco di Lucca quest'anno per la sola Lucca Comics & Games)...  Tantopiù che il tetto massimo dei visitatori per la San Diego ComiCon è "solo" di 130.000 persone: perciò se quest'anno il biglietto costava dai 35$ dollari (circa 30 euro) in sù, a San Diego sono stati guadagnati come minimo 4.000.000 di euro dai soli biglietti, mentre i 240.000 biglietti di Lucca 2014 a 16 euro l'uno - conti alla mano - hanno portato in cassa intorno ai 3.800.000 euro... E qui mi fermo, perchè non sarei in grado di andare oltre nel confronto fra una municipalizzata italiana (che peraltro allestisce tensostrutture ogni anno) e un'associazione no profit americana (che si appoggia ad un centro espositivo)...

Anche se ammetto che mi piacerebbe che questo confronto fosse fatto da chi ha le competenze giuste.

Comunque, a riprova del fatto che a San Diego non parliamo di persone che vogliono espandersi solo per il gusto di farlo, è bene ricordare che, proprio a partire dal 2015, la San Diego ComiCon International ha riconsegnato la gestione della Alternative Press Expo (APE) di San Francisco a Dan Vado (che l'aveva fondata nel 1994, e l'aveva fatta gestire alla San Diego ComiCon dal 1995). Per la cronaca: anche Dan Vado (foto sotto) non è un commercialista, infatti è il direttore della piccola casa editrice SLG Publishing...

E nel frattempo il boss della società che porta avanti la New York ComiCon (e diverse altre manifestazioni simili in tutto il mondo), Lance Fensterman (foto sotto), è quasi più nerd di turra la dirigenza della San Diego ComiCon messa insieme... E gli altri membri del suo staff non sono da meno (CLICCATE QUI).

Quindi la domanda è: a prescindere da guadagni e retribuzioni, ha senso lasciare che una manifestazione fumettistica importante sia amministrata soprattutto da persone che non hanno niente a che fare con questa realtà? Oppure, come negli USA, fare parte del mondo degli appassionati e dei frequentatori delle manifestazioni di questo tipo deve essere considerato un prerequisito essenziale?

Queste potrebbero sembrare domande da poco, ma forse non lo sono poi tanto visto che - proprio con l'arrivo del nuovo Consiglio di Amministrazione - a Lucca sono state prese delle decisioni alquanto discutibili, come quella di fissare un tetto massimo ai biglietti giornalieri dell'edizione 2015, che potranno essere solo 80.000 e che avranno un costo diverso a seconda del giorno (15 euro per giovedì, 18 euro per venerdi e domenica e 20 euro per il sabato)...

L'idea, nata evidentemente per moderare l'afflusso di pubblico e distribuirlo meglio nei quattro giorni della fiera, forse si potrebbe applicare ad una manifestazione che si tiene in un polo fieristico o in un'area circoscritta (e infatti è utilizzata anche dalla San Diego ComiCon, che si tiene in un enorme centro espositivo), ma nel caso di LUCCA COMICS & GAMES rischia di peggiorare la situazione logistica sotto diversi aspetti.

Infatti i biglietti servono per accedere nei padiglioni della fiera vera e propria, ma non possono limitare il flusso delle persone che occupano fisicamente le strette vie del centro (o che arrivano in auto, o con i mezzi pubblici), che probabilmente aumenteranno. Al momento sul sito della fiera si legge che i biglietti prenotati sono circa 8000 per giovedì, 10.000 per venerdì, 16.000 per sabato e 11.000 per domenica. Considerando che manca solo un mese è altamente probabile che la maggior parte dei visitatori sia comunque decisa a comprare il suo biglietto in loco... Altrimenti sarebbe successo come alla San Diego ComiCon e i biglietti sarebbero andati tutti esauriti nel giro di pochissimo tempo...

E quindi è probabile che, al di là delle INEVITABILI tensioni che si creeranno a Lucca nei giorni clou, quando le biglietterie esauriranno i loro biglietti (con relative masse di persone disperate che si sposteranno da una biglietteria all'altra nella speranza di recuperare gli ultimi rimasti), chi rimarrà tagliato fuori passerà la giornata a bighellonare sulle mura e per le vie più centrali, magari andando a caccia di cosplayer, creando probabilmente degli ingorghi anche peggiori rispetto a quelli dell'anno scorso.

Inoltre mettere un tetto ai biglietti NON vuol dire automaticamente limitare la folla fra gli stand, visto che comunque alcuni padiglioni attireranno più pubblico di altri, e molto probabilmente alcuni spazi verranno assaliti da una fiumana di gente, mentre altri potrebbero essere visitati molto meno rispetto agli anni scorsi, con conseguenti lamentele da parte degli espositori a fine fiera.

Oltretutto, piccolo e non irrilevante dettaglio, c'è sempre l'incognita del clima... Che negli ultimi anni a fine ottobre si è mantenuto abbastanza stabile, ma che ultimamente - anche in quella zona - ha creato parecchi problemi. In caso di rovesci improvvisi o di freddo intenso come si potrebbero comportare migliaia di persone che potrebbero trovare parziale riparo nei padiglioni, dove però non avranno modo di accedere?

Personalmente ricordo bene che, anni fa, quando i visitatori erano molti di meno e la mostra si teneva presso il palazzetto dello sport, le persone che non riuscivano ad entrare perchè le biglietterie non accettavano più ingressi (in quel caso per fare defluire la folla) assalivano letteralmente i cancelli, e le forze dell'ordine dovevano intervenire per sedare delle vere e proprie rivolte... Cosa potrebbero fare, adesso, se ci fossero migliaia di persone incavolate nere per le vie del centro?

E infine c'è un altro fatto da considerare: per come vanno queste cose, in Italia soprattutto, non escluderei che ci possano essere persone senza scrupoli disposte a comprare decine di biglietti (facendoli esaurire anzitempo) per poi rivenderli a peso d'oro, approfittandosi della situazione...

Queste cose, però, possono venire in mente a uno che partecipa a questa fiera da qualche anno, e non certo a un commercialista che l'ha sempre vissuta stando dietro alla sua scrivania...

Ad ogni modo, a prescindere da tutte queste riflessioni, nel 2014 (anno dei record) sono stati venduti 240.000 biglietti, ma un tetto di 80.000 biglietti per quattro giorni vuol dire ben 320.000 potenziali visitatori paganti nei padiglioni! 

Quindi è evidente che lo scopo, non dichiarato, del nuovo Consiglio di Amministrazione è quello di provare a decongestionare le giornate tradizionalmente più frequentate (tra l'altro aumentando di 5 euro il prezzo di sabato, rispetto a quello del giovedì) senza rimetterci nemmeno un euro...

E, forse proprio per rimetterci ancora meno soldi e decongestionare ulteriormente i padiglioni, l'organizzazione aveva approvato un sistema di accredito per gli autori che aveva creato molte (e motivate) polemiche. Infatti quest’anno l’organizzazione della fiera aveva proposto tre nuovi criteri per chi voleva ricevere il pass autori:
  • avere minimo due pubblicazioni
  • pubblicate in Italia (o in corso di traduzione)
  • nel triennio 2013-2015
Le critiche sono state portate principalmente perché ci sono molti autori che pubblicano esclusivamente all’estero o che non hanno opere tradotte in Italia negli ultimi tre anni. Alcuni hanno avuto una sola pubblicazione in quel periodo di tempo e altri ancora, pur pubblicando in Italia, hanno tempi di produzione che li portano a superare il triennio indicato.
Pare che, preso atto di avere commesso un errore grossolano, si stia cercando di correrere ai ripari... Mandando avanti il coordinatore dell'area comics Giovanni Russo (foto sotto) per fare ammenda e garantire che i metodi di accredito verranno rivisti (anche se la sensazione è che sia solo un tramite fra chi prende le decisioni relative ai biglietti e il pubblico)...

Tuttavia questa situazione non fa altro che confermare che chi gestisce LUCCA COMICS & GAMES oggi non ha le idee molto chiare su come funziona il mondo del fumetto, e probabilmente ignora anche il fatto che i fumettisti, ancor più quelli che lavorano per l'Italia, nella maggior parte dei casi non navigano nell'oro e offrirgli un biglietto omaggio sarebbe perlomeno doveroso...

Certo, considerando che tutti - mettendo online i propri lavori o stampandoli in proprio - possono definirsi "fumettisti", è necessario mettere dei paletti, ma siccome non esiste alcun "albo italiano ufficiale dei fumettisti" (per fortuna!) la situazione è molto complicata, e andrebbe gestita da persone che - per prime - devono avere le idee chiare su cosa è un fumettista e cosa non lo è... Anche perchè ultimamente la definizione è diventata molto elastica...

E in ogni caso, accrediti a parte, un visitatore qualsiasi potrebbe preferire l'acquisto del biglietto all'ultimo momento, e quindi a prevendita conclusa, anche solo perchè sul sito NON É ANCORA PRESENTE IL PROGRAMMA DETTAGLIATO DELLE GIORNATE (cosa abbastanza indecente per un fiera di questa portata)...

D'altra parte, se un visitatore può permettersi solo il biglietto per un giorno e magari viene da molto lontano, non ha forse diritto di scegliere quello che gli interessa di più? Eppure, a meno di un mese dall'inizio della manifestazione, sul sito non c'è ancora un programma che dia modo di organizzarsi per fare un scelta ragionata: un'altra notevole falla organizzativa da parte di chi, ovviamente, non è solito frequentare questo tipo di manifestazioni.

In compenso, dall'anno prossimo, l'organizzazione si è già impegnata ad organizzare DUE edizioni di LUCCA COMICS & GAMES, visto che a quella autunnale si dovrebbe affianchare una manifestazione primaverile più contenuta, rivolta ai collezionisti, che si terrebbe nel polo fieristico di Lucca... Con l'intento di recuperare parte dei biglietti che non si sono potuti vendere con la famosa soglia degli 80.000? Per rilanciare il polo fieristico di Lucca, che guardacaso era gestito da Lucca Fiere S.pA. ed era in perdita da anni? Rimarremo nel dubbio.

Quel che è certo è che, a distanza di un mese, i dettagli su incontri e presentazioni non ci sono ancora, e ovviamente non si sa se ci saranno dibattiti, conferenze o altro. Si sa solo chi saranno gli ospiti e che il tema di quest'anno sarà il viaggio...

E anche questa è un'anomalia tutta lucchese: le manifestazioni fumettistiche, di solito, non hanno mai un tema... Perchè non ha senso dargliene uno, visto che coinvolgono un settore dell'intrattenimento che non può essere "pilotato". Al contrario dovrebbe essere il mondo del fumetto a "suggerire" l'impostazione che dovrebbe avere la manifestazione di anno in anno, gli argomenti da trattare, ecc. E qui si arriva al vero punto dolente di una manifestazione come questa, e cioè i contenuti.

A parte il fatto che - mancando ancora il programma di cui sopra - si può ben intuire la relativa importanza che viene data all'aspetto non strettamente commerciale e turistico dell'evento, è innegabile che una manifestazione del genere avrebbe decine e decine di argomenti interessanti da snocciolare e su cui dibattere... Anche scottanti e di estrema attualità.

Dal fatto che in Italia siamo arrivati a trasmettere i cartoni giapponesi ad orari notturni improbonibili  alla crisi del mercato, dalle prospettive del fumetto digitale al crowdfunding, dal modo in cui si pone il fumetto rispetto ai cambiamenti della società ai fumetti per le nuove generazioni, per non parlare delle prospettive delle scuole di fumetto e delle carriere degli artisti italiani che lavorano all'estero... E gli argomenti che ho snocciolato su questo blog nell'ultimo anno, da soli, potrebbero riempire ore e ore di interventi... Eppure, anche quest'anno, la sensazione è che si parlerà soprattutto di altro, cercando di mantenere il tono della manifestazione a livelli abbastanza superficiali e disimpegnati... Per rimandare l'immagine di una situazione serena, idilliaca e sempre uguale a se stessa...

Confermando l'intenzione di offrire una bella vetrina promozionale, o poco più, per quanti hanno pagato (profumatamente) per i loro spazi.
E questo mi porta (di nuovo) a constatare che, mentre nelle grandi manifestazioni statunitensi gli argomenti LGBT trovano ampio spazio e offrono gli spunti per una marea di incontri e dibattiti, dalle parti di LUCCA COMICS & GAMES l'argomento - dopo alcuni timidi segnali di apertura diversi anni fa - sembra essere tornato a tutti gli effetti un mezzo tabù... Fatte salve, nel migliore dei casi, alcune presentazioni di fumetti a tema... Il che potrebbe andare bene per una manifestazione fumettistica senza grandi pretese, ma qui parliamo di una delle più grandi manifestazioni al mondo per numero di visitatori (anche gay), e questo penso non sia un dato da sottovalutare... 

Inoltre, altro piccolo dettaglio, nonostante la notevole quantità di visitatori LGBT la cittadina di Lucca non offre praticamente nessun punto di ritrovo ufficiale per questo tipo di turisti. Quando nella cittadina francese di Angouleme (dove si tiene un'altra importantissima fiera del fumetto), ad esempio, ci sono due bar dichiaratemente gay friendly (Le Café Chaud e il Café Bulle), un ristorante (Le Lieu-Dit), e persino due saune (una esclusivamente gay e una esclusivamente gay in alcuni giorni della settimana, e se non ci credete CLICCATE QUI).
E tutto questo nonostante il Comune di Angouleme abbia solo 41.000 abitanti, a fronte degli 89.000 di Lucca, e il suo record di visitatori paganti sia arrivato "solo" a quota 200.000 (CLICCATE QUI). Forse non sarà una questione di vita o di morte, ma dal punto di vista dell'accoglienza turistica - soprattutto a livello internazionale - penso che sia abbastanza indicativo.

Nel senso che il turismo LGBT, a Lucca, ufficialmente non viene considerato (anche se - mi dicono - fra ostelli e alberghi succede un po' di tutto)... Nemmeno con iniziative temporanee in occasione di una manifestazione che mobilita centinaia di migliaia di persone... E, se la matematica non è un'opinione, su 490.000 presenze dell'anno scorso il 5% erano appartenenti alla comunità LGBT... E quindi, su 240.000 visitatori paganti, quelli appartanenti alla suddetta comunità erano circa 12.000... E, anche volendo escludere i visitatori minorenni dal conteggio, si parla comunque di numeri molto interessanti.

Morale della favola: potrei sbagliare su tutta la linea (e mi auguro che sia così), ma la sensazione è che con questi presupposti LUCCA COMICS & GAMES 2015 potrebbe presentare dei disagi supplementari rispetto alle edizioni precedenti... Senza contare che l'approccio con cui viene gestita non fa altro che limitarne il potenziale, confermando il suo status di baronda infernale, molto utile per attirare i turisti e i visitatori, ma che fondamentalmente lascia quello che trova... Una baraonda infernale che, peraltro, è perfettamente allineata con le politiche nazionali in fatto di diritti LGBT, che come saprete sono praticamente nulle... E poco importa se il Sindaco Alessandro Tambellini, Francesco Caredio e Renato Genovese (quello a destra, a braccetto con Vladimir Luxuria) accompagnano comitive VIP molto variegate in giro per la manifestazione...

Nei fatti ci troviamo di fronte a qualcosa che ha delle criticità e delle lacune su cui bisognerebbe lavorare molto, ma la sensazione è che le priorità siano altre.
Con buona pace di chi aspetta che ogni anno possa essere quello "della svolta"...

E in tutto questo il Museo del Fumetto e dell'Immagine di Lucca è stato chiuso nel settembre 2014, proprio perchè doveva passare sotto la diretta gestione di LUCCA COMICS & GAMES S.r.L., visto che - come si legge nel comunicato ufficiale (CLICCATE QUI) - la società svolge attività uniformi con la materia del museo... Eppure ad oggi non è più stato riaperto... Anche se, magari, con un  capitale sociale di 4.000.000 di euro (parole del Sindaco) un po' di fondi per riavviarlo potevano anche saltare fuori... Perchè, allora, nessuno lo nomina più? Forse perchè si sono accorti che non aveva abbastanza visitatori per risultare un investimento remunerativo? Perchè nessuno sarebbe in grado di renderlo una reale attrattiva? O forse perchè i musei del fumetto sono un cosa troppo impegnativa per chi non sa da che parte cominciare?

Chissà...

Alla prossima.

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