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mercoledì 15 settembre 2010

ITALIA NOSTRA...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi volevo parlarvi un po' di due artisti gay dichiarati che hanno prodotto arte omoeorotica usando, rispettivamente, la pittura e la fotografia. Entrambi stanno per essere gratificati da una mostra personale e potrebbero offrire una serie di spunti di riflessione decisamente interessanti.
Il primo artista di cui voglio parlarvi è Carlo Pittore, nome d'arte italiano (praticamente sconosciuto in Italia) di un pittore newyorkese che all'anagrafe si chiamava Charles Stanley (1943-2005).
Il nome d'arte italiano si spiega col fatto che Charles studiò all'Accedemmia di Belle Arti di Roma nei primi anni 70, innamorandosi del nostro paese e della sua cultura... Tornato negli Stati Uniti divenne un artista abbastanza quotato, soprattutto per i suoi ritratti e per i suoi nudi. Anche se era dichiaratamente gay i nudi maschili e le opere a carattere omoerotico hanno rappresentato solo una minima parte della sua produzione.
Tuttavia la Leslie/Lohman Gay Art Foundation di New York, che ovviamente è specializzata in arte e artisti gay, gli dedicherà una bella esposizione personale dal 23 novembre al 15 gennaio prossimi. Nonostante il suo grande amore per il nostro paese, non mi risulta che Carlo Pittore sia mai stato particolarmente considerato dalle nostre gallerie d'arte, nonostante al momento della sua morte si sia costituita addirittura una Carlo Pittore Foundation per preservare e far conoscere le opere di questo gioviale pittore (foto sotto) che, perlomeno negli USA, ha ispirato dozzine di giovani artisti...
Ora: mentre a New York una galleria d'arte gay si appresta a celebrare un artista gay che pure non ha mai incentrato il suo lavoro sull'arte a tema gay, in Italia c'è un altro artista (più o meno suo coetaneo) che sta rischiando di cadere nel dimenticatoio anche e soprattutto presso la comunità gay, pur essendo vivo e vegeto... Anche se, fortunatamente, a breve ci sarà un'esposizione delle sue foto degli anni 70 presso la WavePhotoGallery di Brescia (Via Trieste 32/a). Mi sto riferendo a Tony Patrioli, un nome che a molti di voi non dirà nulla nonostante abbia rappresentato un nome di riferimento per il nudo omoerotico italiano fino ai primi anni 90...
Tony Patrioli, che in realtà si chiama Antonio Pietta ed è nato a Manerbio nel 1941, iniziò a produrre i suoi scatti erotici deliziosamente soft nel 1965, e vedendo i buoni risultati ottenuti decise di mettersi a studiare seriamente fotografia a Milano. Iniziò a farsi conoscere davvero dalla comunità gay italiana pubblicando i suoi lavori sulla storica rivista gay Homo, che - negli anni 70 - rappresentò il primo tentativo di proporre una rivista da edicola che si rivolgeva al grande pubblico omosessuale...
Ora: siccome i gay italiani e la memoria storica non vanno proprio a braccetto, pochissimi avranno sentito nominare questa rivista (che comunque non aveva certo una grande distribuzione) dopo gli anni '70, ma - fortunatamente per Tony Patrioli - la sua pubblicazione su quelle pagine lo fece conoscere quel tanto che bastava per fargli iniziare una carriera apprezzabile negli anni successivi... Infatti, già nel 1984, le nascenti Edizioni Babilonia pubblicarono il suo primo libro fotografico, che si intitolava Mediterraneo e che ebbe due edizioni in Italia e due negli USA...
Ora che le foto omoerotiche sono accessibili a tutti con internet, può sembrare incredibile che una volta un semplice libro fotografico potesse suscitare tante suggestioni nel pubblico omosessuale... Eppure, per tutta una serie di motivi che potete immaginare, era proprio così... Nella fattispecie le foto di Tony Patrioli hanno sempre evocato quel senso di bellezza, vitalità e libertà di cui tanti gay italiani sentivano la mancanza...
La cosa, poi, diventava ancora più suggestiva pensando che buona parte dei suoi modelli erano ragazzi (in particolare del sud Italia), non necessariamente omosessuali, ma decisamente aperti a giocare con esperienze di questo tipo...
Il punto della questione, però, è un altro: dal 1994 Tony Parioli ha scelto di ritirarsi dalla fotografia professionale perchè, secondo lui, il mondo che amava ritrarre non esisteva più, mentre l'estetica dei maschi muscolosi e definiti prendeva il sopravvento. Ora: anche ammesso che quei giovani così spontanei e ingenuamente sensuali siano scomparsi, il fatto che il nome di Tony Patrioli sia scomparso dalle librerie (e dalla bocca della comunità gay) da sedici anni circa dovrebbe farci riflettere tutti sulla scarsa considerazione del nostro patrimonio culturale gay... Un personaggio come Tony Patrioli (foto sotto), in un altra nazione avrebbe goduto di ben altra considerazione, soprattutto se si pensa a come vengono considerati dalla comunità gay americana personaggi come Carlo Pittore (che in fatto di arte gay aveva prodotto davvero poco!).
E la stessa comunità gay italiana avrebbe dovuto contribuire a far conoscere il suo lavoro alle nuove generazioni... Non certo lasciando questo delicato compito alla lungimiranza di qualche galleria d'arte per cui l'importanza di questo artista è molto relativa. Il che ci porta a una seconda considerazione non proprio felice, e cioè al fatto che - ancora oggi - la cultura gay italiana si mantiene a un livello alquanto basso e non ha nessuno che si prende la briga seguirla e promuoverla sul serio. Con buona pace degli artisti che per anni ne sono stati portavoce in qualche modo...
Forse sbaglierò, ma sono abbastanza convinto che finchè l'impostazione mentale della comunità gay italiana concentrerà la sua attenzione sull'effimero e il contingente, senza badare troppo ad andare oltre la superficie delle cose, la situazione continuerà a svilupparsi con una lentezza paurosa... Anche perchè ogni volta che arriverà qualcosa di buono sarà come se fosse la prima volta e bisognerà ricominciare dal punto di partenza (o quasi)... Voi cosa ne pensate?

2 commenti:

loran ha detto...

Facendo un parallelo con quello che accade nella politica e come si comportano le associazioni glbt quando bisogna fare qualcosa per i diritti civili, anche la situazione della cultura non è molto confortante.

http://www.queerblog.it/post/8996/il-movimento-lgbtq-paralizzato-sulla-legge-contro-lomotransfobia-scusate-ce-leuropride

Awakening Art ha detto...

Personalmente inizierò a pensare che qualche cosa stia cambiando quando l'arcigay riconsidererà la questione della tessera per entrare nei locali.