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lunedì 20 ottobre 2014

BERSAGLIO CENTRATO !!!

Ciao a tutti, come va?
L'avreste mai detto che anche questo lunedì sarei tornato a parlare di fumetto italiano??? 
Io speravo di no, ma a quanto pare non ne posso proprio fare a meno, visto che Gianfranco Manfredi - lo sceneggiatore di Adam Wild - ha voluto commentare personalmente il post un po' affranto che ho dedicato alla sua ultima creazione e al mio sospetto che fosse rimasto "vittima" dell'eccessivo senso del pudore dell'editore (CLICCATE QUI)... 

E infatti il mio sospetto ha trovato conferma!

Gianfranco Manfredi, tramite facebook, mi ha scritto:

 "Ahah! bravissimo. Molto divertente e hai centrato il punto. Adam nella prima versione appariva nudo ed è stato castigato. Ti ringrazio per la tua recensione. Molto intelligente e acuta. Sulle pruderie, ci ho giocato molto, nella serie. In un episodio durante una cerimonia devono mettersi tutti nudi e i bianchi si coprono le pudenda. Poi c'è un altro episodio a Londra sulla morale vittoriana. Insomma... Visto che non potevo mostrare cazzi, almeno ho giocato sopra questa minchiata del comune senso del pudore. È una scoperta che nei fumetti Bonelli non appaiono cazzi? È una cosa che si sopporta... Racconta ben altre cose questa serie. Ci sono momenti deliranti, brutalitá fuori dai canoni, c'è persino un episodio umoristico. Adam Wild è un progetto piuttosto selvaggio."

Devo ammettere che i complimenti fanno sempre piacere, e quando arrivano da persone che tieni in debita considerazione fanno ancora più piacere. Tuttavia quello che mi fa più piacere è il fatto che le mie intuizioni erano giuste e che, per fortuna, in Italia c'è ancora uno sceneggiatore che ha l'onestà intellettuale di ammettere che, nel fumetto italiano del 2014, certe forme di censura esistono e dettano legge. 
Certo è molto bello che uno sceneggiatore riesca a ridere del fatto che gli abbiano "castigato" un'idea, anche perchè i problemi della vita sono altri, ma è ancora più bello che uno sceneggiatore bonelliano  si senta libero di dire che dal suo punto di vista tutti questi problemi di pudicizia non ci dovrebbero essere.... E che di certo non sono problemi suoi...
Semmai sono problemi di un editore convinto che la sua sua solidità e la sua forza si basino (anche) sul suo approccio "retrò", e quindi a prova di critiche, nei confronti di certi argomenti e situazioni. Nei fumetti che esplorano generi particolari ha osato qualcosina in più (ma giusto qualcosina), però è evidente che con l'avventura classica - che è un po' il suo tratto distintivo - non può e non vuole concedersi di sgarrare... E di mostrare un nudo integrale maschile, nemmeno di schiena, e nemmeno quando il nome di un suo personaggio, in italiano, si tradurrebbe "Adamo Selvaggio"..
Tuttavia c'è anche chi pensa (e io sono fra questi) che la forza della Bonelli, in realtà, sia sempre stata determinata dal fatto che ha improntato la sua strategia imprenditoriale sull'annullamento della concorrenza diretta, possibilmente sul nascere e in maniera pacifica... E cioè attirando i professionisti migliori e puntando su una potente rete distributiva. E infatti ora che ha molta concorrenza indiretta (come le serie TV disponibili 24h/24h, e gratuitamente, su internet), non le basta più cooptare gli artisti più bravi sul mercato e colonizzare capillarmente le edicole per prevalere, e inizia a perdere terreno... Soprattutto fra i giovani (che tra l'altro "ereditano" sempre meno la passione per i fumetti bonelliani da nonni, genitori e parenti vari). Anche perchè la concorrenza indiretta di cui sopra si fa molti meno problemi a mettersi in sintonia con i gusti reali del pubblico di oggi, e soprattutto con quelli del pubblico di domani. Ed è una questione di contenuti quanto di linguaggio, nel senso più ampio del termine.


Gianfranco Manfredi ammette che è difficile condividere (e forse anche comprendere) la politica Bonelli in fatto di senso del pudore, o altro, ma che si sopporta... Ovviamente uno sceneggiatore la sopporta perchè non ha alternative, ma il punto nodale è che un lettore potenziale che non la condivide non è affatto tenuto a sopportarla, men che meno al giorno d'oggi, perchè se ha una connessione internet di alternative per occupare il suo tempo libero ne ha davvero molte...


Forse, negli anni '30, i lettori italiani di Flash Gordon sopportavano volentieri le censure operate dall'editore Nerbini sugli originali americani per non urtare i benpensanti (e il Regime) dell'epoca, ma se lo sopportavano era perchè in quell'epoca non potevano fare altro... Ora, però, la situazione è completamente diversa... Per fortuna... E anche se dalle nostre parti aleggia ancora un certo "regime" culturale, i lettori potenziali non sono obbligati a rivolgersi solo ai prodotti che lo assecondano...

Quindi, al di là dei giochi di prestigio che Gianfranco Manfredi cercherà di fare per rendere Adam Wild interessante nonostante i vincoli imposti dall'editore, la sensazione è che se la Bonelli si ostinerà a percorrere questa strada prima o poi si impaluderà definitivamente, e non lo farà per mancanza di talenti e di idee, ma per la sua mancanza di elasticità e di coraggio su tutta una serie di questioni... Nonostante continui a sfornare nuovi personaggi... Che però nel lungo periodo non hanno quasi mai il successo sperato.
Se, per assurdo, Adam Wild fosse lasciato libero di andare in giro nudo nella sua serie  come e quando vuole, pur senza mostrare nudi frontali, sicuramente le sue storie non ne perderebbero in qualità (perchè lo sceneggiatore è bravo), ma certamente ne guadagnerebbero in popolarità e ironia... E quasi certamente anche in termini di vendite. Eppure l'editore reputa che sia meglio NON lasciarlo libero di esprimere un rapporto disinibito con la propria nudità...

Tra l'altro la questione della nudità e della censura della stessa si poteva affrontare anche senza ricorrere al gonnellino... Magari prendendo spunto dai colleghi della MARVEL che ancora nel 2005 davano sfoggio di censure "bonelliane", come nella miniserie DEFENDERS: INDIFENDIBLE (di recente ristampata anche in italiano). Qui la potente maga Umar era stata raffigurata di schiena mentre si faceva una doccia molto sexy, tanto che i giochi di schiuma (e il fatto che tenesse le mani ben lontane dal corpo) non sono serviti a rendere l'immagine sufficientemente innocua... Così qualche anonimo correttore è stato invitato disegnarle addosso (e male) una specie di bikini molto striminzito... Dimostrando, se non altro, che almeno negli USA la nudità femminile non ha corsie preferenziali...
Però negli anni sembra che ci sia stata un'evoluzione e nel 2012, su AVENGERS ACADEMY, il problema della nudità è stato risolto in maniera più onesta ed elegante, e cioè apponendo un baloon sui glutei del possente Ercole... E siccome questo è un BLOG serio vi faccio vedere di seguito le due versioni...

Può sembrare che fra i due tipi di censura ci sia poca differenza, ma in realtà ce n'è tantissima. Nel primo caso si censura proprio il fatto che il personaggio è nudo, nel secondo si censura solo la vista delle sue parti intime. E sapere con certezza se in certi contesti un personaggio è nudo o meno, in effetti, influisce sulla percezione che ne ha il lettore, ed anche sulla definizione della sua personalità. Inoltre, in ultima analisi, influisce anche sullo "spirito" di un fumetto o di una serie... E infatti ultimamente alla MARVEL si fanno molti meno problemi a dipingere Ercole come un gioviale semidio greco molto a suo agio senza vestiti addosso (anche se non viene mai raffigurato integralmente), anche solo per una questione di coerenza con le sue origini...
Ad ogni modo il caso di Adam Wild è particolarmente interessante, perchè proprio nello stesso periodo in edicola era presente Dylan Dog  337, in cui il protagonista (anche se in realtà non è il protagonista vero, ma una sua versione sintetica che ha conservato i suoi schemi cerebrali) viene mostrato completamente nudo, anche se con le opportune censure del caso...


Perchè ad Adam Wild è stato apposto un gonnellino e a Dylan Dog no? La prima risposta potrebbe essere che le due serie si rivolgono a un pubblico diverso, e che quello di Dylan Dog è di vedute più aperte, senza contare che Dylan Dog ultimamente vuole rinnovarsi e attirare nuovo pubblico, mentre Adam Wild vuole ottimizzare il pubblico "storico" dell'editore... Il che può anche essere vero, però secondo me la questione fondamentale è un'altra. In questo numero di Dylan Dog, e nei pochi altri albi Bonelli in cui sono comparsi personaggi maschili nudi, più o meno censurati, la loro nudità si deve a motivi di forza maggiore... Visite mediche, docce, apparecchi strani, metamorfosi mostruose o addirittura regni extradimensionali in cui i vestiti non potevano essere trasportati da chi li indossava, come nel caso di GEA...
C'è poi una casistica a parte che, dalle parti della Bonelli, rende tollerabile il nudo maschile, o perlomeno l'esibizione del corpo maschile senza particolari inibizioni... E cioè la presenza di un corpo femminile nudo (e molto meno censurato) nelle strette vicinanze. Nel senso che negli albi Bonelli la raffigurazione di un corpo maschile nudo, o di cui si suggerisce la completa nudità, sembra essere considerato un "male necessario" nella misura in cui serve a confermare l'appagante vita sessuale (rigorosamente etero) del suo proprietario. Come è avvenuto nel numero uno di RINGO (e cioè il sequel di ORFANI), ancora una volta messo in vendita in contemporanea con Adam Wild e il suo "necessario" gonnellino...
Il punto, probabilmente, è che nel caso di Adam Wild, l'esposizione del suo corpo non era dovuta a motivi di forza maggiore e non serviva a testimoniare la sua virilità: quindi lui sarebbe stato completamente nudo semplicemente perchè gli andava, o magari perchè faceva parte del suo stile di vita. E probabilmente questo messaggio è stato ritenuto incompatibile con l'etica della Sergio Bonelli Editore... Che pertanto ha reputato che fosse il caso di censurare sul nascere questo tipo di atteggiamento. 
Per tutta una serie di motivi molto interessanti da analizzare.
  • Il primo, forse, è che fondamentalmente si tratta di un editore che strizza l'occhio a un pubblico maschile e maschilista, per cui l'oggettificazione del corpo femminile va bene, ma quella del corpo maschile no.
  • Il secondo è che questo editore, tendenzialmente, sposa una cultura tutto sommato filocattolica, per cui la nudità completa in pubblico va vissuta con disagio, imbarazzo ed eventualmente sensi di colpa, e di certo non può essere promossa con disinvoltura dal protagonista di un fumetto serio.
  • Il terzo è che l'idea di un protagonista troppo a suo agio con la propria nudità in contesti maschili (peraltro dopo che si è appena scoperto che conviveva con un ragazzino di colore) porterebbe a tutta una serie di illazioni e supposizioni sulla sua sessualità.
  • Il quarto è che un personaggio dai risvolti naturisti sarebbe percepito come diseducativo dai lettori di una certa età (e cioè dal target a cui punta), che di conseguenza potrebbero abbandonarlo per motivi etici, senza peraltro promuoverlo presso i loro figli/nipoti.
  • Il quinto, e forse il più importante, è che in un paese dove la libertà di stampa è garantita molto relativamente, un editore visibile come Bonelli vive nella costante paura di offrire pretesti per essere preso di mira da qualcuno in vena di contestazioni e polemiche, con esiti imprevedibili...
E forse un po' di ragione ce l'ha, visto che a quanto pare addirittura la CODACONS non ha trovato di meglio da fare che contestargli il fatto che Tex bevesse birra e arrotolasse cartine di sigarette.
Tuttavia il nocciolo della questione è sempre lo stesso: se in Italia c'è un solo editore che produce fumetti di avventura si crea un cortocircuito tale per cui da un lato sarà libero di adottare tutte le politiche censorie che ritiene più opportune per tutelarsi (senza per questo avere paura di dare spazio alla concorrenza), ma dall'altro resterà l'unico editore-bersaglio se qualcuno vuole attaccare briga o cercare capri espiatori fra i fumetti di avventura... Rendendolo paranoico quel tanto che basta per spingerlo verso una sorta di "regime" editoriale che lo renderà sempre più prudente, e invitandolo ancora di più ad abusare del fatto che - non avendo concorrenza - può permettersi di censurare tutto quello che vuole senza perdere troppi lettori...

Ma sarà proprio così?

Forse, se da questo circolo vizioso non si esce, è solo questione di qualche anno (10? 15? 20?) prima che la situazione imploda in maniera irreversibile... Perchè se non si producono più fumetti in funzione dei gusti dei lettori, ma in funzione degli eventuali attacchi della CODACONS, dei puritani e di tutto l'universo mondo, i risultati prima o poi si vedranno, e non saranno buoni... Soprattutto in periodi di crisi economica e competizione multimediale...

Ovviamente ognuno è libero di fare come meglio crede, ci mancherebbe, però di solito le censure non sono mai un buon segno o un incentivo, e di certo non sono una garanzia di salvezza e buona salute.

Tra l'altro, per uno strano sincronismo, proprio nel mese del debutto di Adam Wild (e del suo gonnellino posticcio) in tutte le edicole è arrivato il numero 14 di FABLES, una ben nota serie della VERTIGO (il ramo "sperimentale" della DC Comics) "interpretata" dai protagonisti di favole e racconti popolari trasportati nel mondo reale. La RW LION la porta nelle edicole italiane adattandola al formato bonelliano, ma per fortuna è l'unica cosa "bonelliana" che si concede... Perchè, nel numero in edicola ora, è presente Mowgli (da I LIBRI DELLA GIUNGLA) che si spoglia completamente per lottare da pari a pari con un lupo... E non compare alcun gonnelino strategico...
Da notare che, al di là del nudo posteriore mostrato in tutto il suo splendore, nei nudi frontali si intravedono addirittura i genitali e un accenno di pelo pubico! E questo fumetto arriva nelle stesse edicole italiane di Adam Wild...

Quindi, visto quello che la Bonelli è stata "costretta" a fare, censurando Adam Wild con un gonnellino, i signori della RW LION sono degli spregiudicati? Dei dissennati? Dei provocatori? Degli sciagurati? 

O non sarà forse la Bonelli che si fa troppi problemi? Che vive fuori dal tempo? Che ha paura di rimettersi in gioco sul serio? Che non si guarda attorno e che invece di puntare su un pubblico davvero nuovo mantiene il suo solito approccio e i suoi soliti tabù, nonostante tutti i recenti proclami di rinnovamento?

Chissà...

Alla prossima.

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